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  • 24/10/2006 Parlamento UE vota Documento su Immigrazione al Femminile (Gabriella Mira Marq, http://www.osservatoriosullalegalita.org)

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    Il parlamento UE ha approvato oggi per 449 voti a favore, 133 contro e 55 astensioni, e con alcuni emendamenti, il rapporto su ruolo e posizione delle donne immigrate nell'Unione europea, della deputata greca Rodi Kratsa-Tsagaropoulou (PPE).

    Il rapporto evidenzia le diverse problematiche che debbono affrontare le donne emigrate, dalla discriminazione sul luogo di lavoro alle difficolta' in tema di riconoscimento di diplomi e qualifiche professionali), dalle violazioni dei diritti dell'uomo (violenza, abuso sessuale, ecc...) agli stereotipi legati alla religione, dai matrimoni forzati al traffico degli esseri umani e alle mutilazioni genitali. I deputati sottolineano che le donne "costituiscono la categoria più vulnerabile poiché sono oggetto di una doppia discriminazione basata e sull'origine etnica e sul sesso".

    Il Parlamento esorta gli Stati membri a rifiutare tutte le forme di relativismo culturale e religioso che possano violare i loro diritti fondamentali. Chiede quindi di punire i responsabili di mutilazioni genitali e dei matrimoni forzati, nonche' di concedere permessi di soggiorno speciali alle vittime di violenze, suggerendo di inserire il richio di mutilazioni gentitali femminili fra i motivi di richiesta d'asilo.

    Il Parlamento invita gli Stati membri a garantire alle donne migranti, indipendentemente dalla regolarità della loro situazione, il rispetto dei loro diritti fondamentali e, in particolare, la protezione contro la riduzione in schiavitù e la violenza, l'accesso alle cure mediche di emergenza, il patrocinio legale, l'istruzione per i bambini, la parità di trattamento per quanto riguarda le condizioni di lavoro e il diritto di iscriversi al sindacato.

    A tale proposito, gli Stati membri sono invitati a fornire un adeguato sostegno medico, giuridico e sociale alle vittime della violenza, applicando i programmi di reinserimento sociale delle vittime e offrendo alle vittime della prostituzione la possibilità di accedere a case di cura.

    Osservando inoltre che "il forte sviluppo dell'industria del divertimento e del sesso fornisce ulteriori canali di immigrazione per le donne migranti", il Parlamento chiede il rafforzamento del quadro giuridico che garantisca a queste ultime il diritto al passaporto e a un permesso di soggiorno e che permetta di perseguire penalmente la sottrazione di tali documenti.

    Gli Stati membri sono poi invitati ad assicurare alle donne immigrate un'istruzione adeguata e solida attraverso corsi di lingua e di informazione riguardo ai diritti umani, civili e sociali fondamentali e ai principi democratici del paese di accoglienza. Secondo i dati UE, il 50% delle immigrate non va oltre l'istruzione obbligatoria, mentre solo il 17% arriva all'istruzione superiore.

    Secondo l'europarlamento, il tasso di occupazione delle donne migranti regolari ammonta ad appena il 44%, mentre quello di disoccupazione raggiunge il 19% e le retribuzioni delle giovani migranti di paesi terzi sono ancora inferiori a quelle delle giovani migranti dei paesi dell'Unione europea. I deputati sollecitano migliori servizi sociali e corsi di lingua per agevolare l'integrazione delle migranti nella società e nel mercato del lavoro.

    Viene sottolineato che il processo di integrazione implica un impegno reciproco "che consiste in diritti e doveri per la società di accoglienza e le migranti". Percio', accanto alle sanzioni dissuasive per chi abusa di loro e alla sensibilizzazione di autorità di polizia e giudiziarie su tali questioni, saranno promosse campagne di informazione rivolte alle donne migranti "al fine di prevenire ed evitare matrimoni forzati o concordati, mutilazioni genitali e altre forme di costrizione psicologica o fisica".

    Nel nuovo quadro finanziario 2007-2013 oltre ai finanziamenti gia' previsti per gli attuali programmi e fondi per l'integrazione degli immigrati, sono inserite nuove iniziative quali il Programma quadro di solidarietà e gestione dei flussi migratori, nel cui ambito dara' inserita la dimensione di genere e l'integrazione delle donne migranti.

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