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  • 26/11/2006 Immigrazione: Amato e D'Alema alla conferenza di Tripoli (Mauro W. Giannini, http://www.osservatoriosullalegalita.org)

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    I ministri degli esteri e dell'interno, Massimo D'Alema e Giuliano Amato, hanno incontrato ieri a Tripoli il colonnello libico Moammar Gheddafi a margine della Conferenza ministeriale Ue-Africa, l'incontro tra l'UE e i Paesi del continente africano finalizzato a lanciare un partenariato sulla migrazione e lo sviluppo.

    La conferenza di Tripoli - come sottolineato dalla Commissione UE - si inquadra nella strategia globale dell'Unione in materia di migrazione "volta a conciliare gli interessi e le priorità dei paesi di origine, di transito e di destinazione, nonché dei migranti stessi, incentivando partenariati con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali e inglobando le differenti tematiche connesse, quali il buon governo, i diritti umani e le politiche di sviluppo".

    In seguito ai fatti di Ceuta e Melilla del settembre 2005, i capi di Stato e di governo europei, riunitisi a Hampton Court, discussero la questione migrazione riconoscendo la necessita' urgente di maggiori interventi coordinati in ambito UE o con partenariati tra l'UE e i paesi di origine e di transito, in particolare dell'Africa settentrionale e subsahariana. In risposta, il 30 novembre 2005 la Commissione ha pubblicato la comunicazione dal titolo Priorità d’azione per rispondere alle sfide dell’immigrazione che definisce una strategia globale in materia e individua una serie di interventi immediati di ordine pratico da intraprendere in partenariato con i paesi di origine e di transito.

    Sulla base della comunicazione della Commissione, il Consiglio europeo ha adottato, nelle conclusioni del 16 dicembre 2005, un Approccio globale in materia di migrazione: Azioni prioritarie incentrate sull'Africa e il Mediterraneo, sollecitando entro un anno una relazione della Commissione sui progressi compiuti nel settore. In risposta, la Commissione pubblicherà il 30 novembre una nuova comunicazione che precisa le azioni fin qui intraprese. Le conclusioni del Consiglio del 2005 elencano una serie di interventi da attuare nel 2006 e definiscono azioni prioritarie in tre settori: potenziamento della cooperazione e dell'operato degli Stati membri, cooperazione con i principali paesi d’origine in Africa e cooperazione con i paesi vicini dell'area mediterranea.

    Nel dicembre del 2005, in occasione dell'incontro della troika ministeriale UE-Africa di Bamako, è stato deciso l'avvio di un dialogo sulla migrazione secondo un approccio globale che abbracci temi connessi alla coesione sociale, all'integrazione economica e allo sviluppo. Nella stessa occasione, è stata decisa l'organizzazione di una conferenza ministeriale congiunta nel 2006 in materia di migrazione, che la Libia si è offerta di ospitare. Nell'aprile 2006, in occasione di una riunione di esperti tenutasi ad Algeri, l'Unione africana (UA) ha definito una posizione comune in materia di migrazione e sviluppo in vista della conferenza ministeriale, posizione sottoscritta dal vertice UA del 1° e 2 luglio a Banjul.

    In occasione del 7° incontro della troika ministeriale UE-Africa di Brazzaville del 10 ottobre 2006, è stata accettata l'offerta della Libia di ospitare la conferenza ministeriale UE-Africa sulla migrazione e lo sviluppo da tenersi il 22 e 23 novembre a Tripoli. I ministri hanno inoltre deciso che in tale occasione sarebbe stata elaborata una dichiarazione congiunta Africa-UE incentrata su un approccio sostanziale, mirata all'azione e provvista di un meccanismo di controllo adeguato e riguardante l'intera gamma di questioni connesse alla migrazione, in particolare la migrazione legale e illegale, il rapporto tra migrazione e sviluppo, la protezione dei rifugiati, e abbracciare problematiche più vaste quali la pace, la sicurezza e i diritti umani.

    In occasione della conferenza - cui hanno partecipato il vicepresidente Frattini, commissario per la giustizia, la libertà e la sicurezza, e il commissario Louis Michel, responsabile della politica di sviluppo e degli aiuti umanitari - e' stato inoltre adottato il piano d’azione di Ouagadougou per combattere la tratta degli esseri umani, in particolare donne e bambini.

    Dopo la conferenza il ministro Amato ha commentato che Europa ed Africa parlano la stessa lingua "nel cogliere come naturale il collegamento tra intensità di migrazione e povertà o guerra nei Paesi di origine; nei ruoli rispettivi che possono essere giocati per combattere queste cause; nell'immigrazione illegale vista da tutti non come un fenomeno di delinquenza di massa, ma come bisogno di massa sfruttato da alcune organizzazioni criminali". Bisognerà ora capire – ha spiegato il Ministro dell´Interno - quanto questa identita' di vedute "riesca a tradursi in una concertazione di azioni".

    Dal punto di vista delle associazioni per i diritti umani e delle agenzie ONU interessate alla questione migratoria in Europa - sulla quale sono piu' volte intervenute - resta da capire quali saranno nel concreto queste azioni e se saranno soddisfacenti dal punto di vista della tutela dei diritti.

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