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  • 01/02/2007 CPT : commissione De Mistura presenta rapporto con critiche (Mauro W. Giannini, http://www.osservatoriosullalegalita.org)

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    Il rapporto presentato presso il ministero dell'interno dalla Commissione voluta dal ministro Giuliano Amato e presieduta dall'esperto dell'ONU Staffan De Mistura esprime critiche per l'attuale sistema dei centri temporanei di accoglienza in Italia, anche se riconosce che il problema esiste anche a livello europeo. L'Italia ha comunque, secondo la commissione "oggi più che mai, l'urgenza - e forse l'opportunità - di affrontare il problema delle irregolarità in maniera più creativa ed efficace".

    L'indagine e' iniziata con la prima tornata di visite al Centro di Accoglienza di Lampedusa ed ai Centri di Identificazione e di Permanenza Temporanea di Crotone quali frontiere di primo impatto per l'immigrato e intervistando, in primo luogo, e in piena autonomia, la popolazione ospitata o trattenuta nelle diverse tipologie dei Centri. L'analisi dei Centri di Identificazione attualmente operativi ha mostrato che vi sono un totale di 730 posti disponibili a Milano, Crotone, Foggia e Trapani. Sono stati visionati i livelli dei servizi garantiti dagli enti gestori (alloggi, mensa, medicina, informazione legale, assistenza legale, tempo libero) - affidatari dell'incarico sulla base di precisi contratti con la Pubblica Amministrazione - le procedure amministrative ed i controlli adottati dagli organi di polizia, le eventuali sinergie con le strutture del Sistema sanitario nazionale e le progettualità esistenti, nonchè il clima complessivo dei rapporti umani interni alle strutture.

    Inoltre sono stati ascoltati Prefetti, Questori, Forze dell'ordine e di polizia coinvolte, Autorità e rappresentanti degli Enti territoriali (ovunque il Sindaco e Assessori provinciali e regionali con delega in materia), delegazioni delle Associazioni di settore, Associazioni di legali e di medici, Autorità sanitarie, rappresentanti di varie associazioni non governative, organizzazioni internazionali, personalità politiche con particolare competenza riguardo a decisioni in merito all'immigrazione. La commissione ha inoltre prodotto un elaborato questionario che è stato inviato a tutte le questure e prefetture delle citta' in cui i centri sono presenti. E' stata analizzata anche la legislazione vigente, frutto di diverse stratificazioni di leggi, circolari e correttivi dovuti a sentenze della Corte di Cassazione.

    La relazione riporta i dati dell'Irregolarità, evidenziando come, "malgrado il costante aumento di autorizzazioni all'ingresso e di regolarizzazioni delle presenze irregolari, continui a persistere una distanza sensibile tra i meccanismi di ingresso messi a disposizione dall'attuale legislazione e la pressione migratoria, che percepisce tra l'altro l'Italia come Paese di ingresso in Europa, non necessariamente come Paese di permanenza stabile/definitiva. La causa principale dell'arrivo ed anche della permanenza sul territorio nazionale di cittadini stranieri irregolari è indubbiamente legata alla ricerca di una occupazione lavorativa". Il tutto e' stato valutato anche alla luce della struttura del mercato del lavoro.

    Rispetto agli stranieri spostati verso altri centri, il dato più significativo è quello di Roma, dove si registra la percentuale maggiore di stranieri giunti da altri centri pari a 431 su un totale nazionale di oltre 600 casi registrati dalle strutture che hanno inviato dati in merito. Sui motivi di trasferimento non vi sono i dati di tutti i 13 CPTA, ma attraverso quelli disponibili emerge come i motivi prevalenti siano di ordine pubblico e di esecuzione dell'espulsione. Roma e' un punto nevralgico poiché munito di due aeroporti internazionali attraverso cui vengono effettuati i rimpatri. Rispetto invece ai motivi di ordine pubblico e' significativo che il dato sia così rilevante.

    All'inizio di questa legislatura il fatto di affidare ad una Commissione ad hoc l'incarico di "procedere anche attraverso appositi sopralluoghi, ad un'indagine conoscitiva sulle condizioni di sicurezza e di situazione della vivibilità di tutte le strutture destinate al trattenimento temporaneo ed all'assistenza degli immigrati irregolari, nonché all'ospitalità dei richiedenti asilo, tenute ad assicurare la tutela della dignità della persona e il rispetto dei diritti fondamentali", è stato dato - viene precisato a margine del rapporto - proprio per favorire la "formulazione di proposte e suggerimenti sulle possibili strategie future", basate sulla concretezza dei fatti e sulla conoscenza diretta delle attuali risposte del sistema, nella consapevolezza generale che l'attuale sistema si è rivelato né sufficiente né efficace.

    Ecco di seguito alcuni dei rilievi e consigli della Commissione sulla base delle visite in 14 CPTA, 4 CID e 4 CPA e dell'analisi dei dati e delle informazioni acquisiti. Attualmente il numero di cittadini irregolarmente soggiornanti può essere stimato attorno ad almeno 300.000. Per razionalizzare il sistema, oltre a prevedere possibili regolarizzazioni caso per caso per coloro che sono trattenuti nei CPTA (ad esempio: donne vittime della tratta, anziani, assistenti familiari), si potrebbero ipotizzare e potenziare alcuni percorsi in fase di ingresso. Si pensi ad esempio alla programmazione dei flussi ed alla sua attuale casualità in termini temporali: una programmazione effettuata in tempi certi e determinati diminuirebbe la pressione di quanti vorrebbero fare ingresso in maniera regolare. La creazione di un canale preferenziale per gli ingressi dei lavoratori stagionali (indipendente dalla programmazione dei flussi per lavoro subordinato non stagionale e con una procedura ad hoc per la richiesta del nulla osta) favorirebbe il ritorno di questi nel Paese di origine ed il repentino ingresso per la stagione successiva.

    L'introduzione di sponsor - suggerisce la commissione - incoraggerebbe invece la creazione di un nuovo canale d'ingresso, ma con le dovute cautele per evitare che possa essere uno strumento adoperato dalle organizzazioni malavitose. Forme di ingresso più agevolate per garantire il ricongiungimento del coniuge, limitando i termini ed i requisiti richiesti per il rilascio del nulla osta all'ingresso, sarebbe un ulteriore deterrente contro i ricongiungimenti irregolari. Ovviamente si raccomanda di ricorrere all'espulsione come extrema ratio e per determinate categorie, escludendo, ad esempio, i migranti economici in grado di provare un rapporto lavorativo in atto, coloro i quali abbiano già un familiare presente regolarmente sul territorio ed in grado di provare il possesso dei requisiti per il ricongiungimento familiare ed i richiedenti asilo. Una corretta gestione del fenomeno migratorio, causato da varie e connesse ragioni dovrebbe contemplare vie più incisive e realistiche per l'ingresso regolare.

    La Commissione ritiene necessario il superamento di un approccio prevalentemente repressivo e punitivo. Bisogna individuare un sistema in grado a conciliare il legittimo interesse dello Stato di controllare le proprie frontiere , di far rispettare la legge ed difendere la sicurezza e l'ordine pubblico, con le aspirazioni della persona straniera a realizzare un proprio possibile progetto di vita nell'ambito del rispetto delle leggi. La Commissione ritiene che il sistema attuale di trattenimento: o non risponde alle complesse problematiche del fenomeno o non consente una gestione efficace dell'immigrazione irregolare o comporta disagi alle forze dell'ordine, nonché disagi e frustrazioni alle persone trattenute o comporta costi elevatissimi con risultati non commisurati.

    Il nuovo sistema proposto dalla Commissione prevede: Un "superamento"dei CPTA attraverso un processo di svuotamento graduale dei centri di tutte le categorie di persone per le quali non c'è alcuna necessità né utilità di trattenimento. Queste categorie sono in particolare o ex-detenuti che dovrebbero essere identificati e, se espulsi, rimpatriati a fine pena direttamente dalle carceri, potenziali vittime di tratta e di grave sfruttamento nel lavoro che dovrebbero essere orientati verso la protezione sociale con rilascio di un permesso di soggiorno temporaneo, cittadini non comunitari irregolari "di ritorno (overstayers) che dovrebbero poter ottenere un soggiorno per ricerca di lavoro e quindi una opportunità di tornare alla regolarità, o qualora questo non sia possibile, aderire ad un programma di rimpatrio concordato ed assistito, infine cittadini non comunitari, entrati irregolarmente nel territorio, che collaborano per la loro identificazione e aderiscono al programma di rimpatrio concordato.

    La necessità di trattenimento potrebbe ridursi ai cittadini stranieri per i quali non si apre alcuna possibilità di ottenere un permesso di soggiorno e che rifiutano l'offerta del rimpatrio assistito. Se già identificati, la loro permanenza nei CPTA non dovrà superare 5 giorni. Nei confronti delle persone che rifiutano ogni collaborazione per la loro identificazione, il trattenimento non dovrebbe superare i 20 giorni. In ogni modo, il trattenimento dovrebbe essere decretato dal giudice ordinario, su richiesta della polizia.

    Secondo la commissione, occorre prevedere il superamento dei CID in favore di un sistema unico di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati, attraverso la graduale sostituzione e il riutilizzo delle strutture gia' esistenti o in costruzione, ove possibile, come strutture di prima accoglienza e il rafforzamento dei CPA, per l'accoglienza e il soccorso di immigrati che entrano irregolarmente nel territorio, comunque prevedendo una permanenza breve e strettamente limitata alla definizione delle posizioni giuridiche individuali. I CPA, a questo scopo, dovrebbero essere muniti di sufficiente personale, anche non-istituzionale, per l'informazione capillare e l'orientamento individuale delle persone accolte. Si parla poi di rimpatrio concordato con tre opzioni in cui si prevede il divieto di ritorno a seconda se accettato subito o meno.

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