TuttoTrading.it

SITO

  • Home
  • Mappa
  • Contatti
  • G.Temi
  • Dividendi
  • Div.19
  • Shopping
  • Informaz.
  • Sicur.Inf.
  • Trading
  • Collezioni
    VAI ALLA MAPPA DEL SITO


    INFO
  • Acqua
  • Aliment.
  • Ambiente
  • Automot.
  • Balneab.
  • Banche
  • Bookcr.
  • Buttol
  • Case
  • acqua
  • Colorare
  • Decoro
  • urbano
  • Decresc.
  • dividendi
  • Donne
  • Economia
  • Economia
  • circol.
  • Energia
  • En.rinnov.
  • Famiglia
  • Finanza
  • Foto
  • Giardini
  • Giornata
  • memoria
  • G.foibe
  • Inquin.
  • M'illumino
  • dimeno
  • M5S TDG
  • Ora sol.
  • legale
  • Peso
  • rifiuti
  • Pishing
  • Politica
  • Raccolta
  • bott.
  • Olio
  • esausto
  • Rassegna
  • Riciclo
  • Rifiuti
  • R.affetto
  • R.zero
  • R.verde
  • S.mare
  • Scuole
  • ricicl.
  • Social
  • street
  • Solidar.
  • Shopping
  • Spoofing
  • Storia
  • TDG
  • News
  • Tumori rif.
  • Tutto
  • droga
  • T.racc.
  • differ.
  • T.droga
  • T.scuola
  • Violenza
  • V.rendere


  • Ricerca personalizzata

    23/05/2008 IMMIGRAZIONE. Medici Senza Frontiere: no a 18 mesi nel Centri di Permanenza Temporanea. Pacchetto sicurezza troppo restrittivo in materia d'asilo. Lo dice l'UNHCR (BS, http://www.helpconsumatori.it)

    Medici Senza Frontiere è "sconcertata dall'intento, previsto nel disegno di legge, di estendere a 18 mesi (dagli attuali due) il tempo massimo di permanenza all'interno dei Centri di Permanenza Temporanea e di assistenza" ed esprime "profonda preoccupazione" per il pacchetto sicurezza varato dal Governo. È quanto ha dichiarato oggi l'organizzazione medico-umanitaria, che ricorda come già dal rapporto prodotto dalla "Commissione del Viminale per la verifica della funzionalità dei centri di permanenza temporanea per immigrati" del 2007, presieduta dall'ambasciatore Steffan De Mistura, fosse emerso come il raddoppio da 30 a 60 giorni del periodo di permanenza all'interno di un CPTA non abbia prodotto alcuni aumento del numero di identificazioni e di espulsioni.

    Abusi da parte delle forze dell'ordine, uso incongruo di psicofarmaci, episodi di autolesionismo, incapacità di garantire standard minimi di accoglienza: sono le condizioni denunciate nel 2004 da Medici Senza Frontiere nel rapporto "Centri di Permanenza Temporanea e Assistenza. Anatomia di un fallimento". L'organizzazione parte proprio da qui: "Temiamo che con l'estensione a 18 mesi del periodo massimo di permanenza all'interno dei CPTA, le condizioni di vita e di salute delle persone trattenute non possano che peggiorare", ha detto Loris De Filippi, responsabile dei progetti di MSF Italia, chiedendo dunque di garantire all'organizzazione l'accesso ai Centri.

    Non meno dura la posizione nei confronti dell'introduzione del reato di immigrazione clandestina per il quale, rileva MSF, "si creerebbe un esercito di persone penalmente perseguibili" - 500 mila migranti esclusi dall'ultima domanda per ottenere il permesso di soggiorno più tutti coloro che non hanno fatto domanda - e una ulteriore precarizzazione delle condizioni di vita di centinaia di migliaia di persone. "Temiamo - ha aggiunto De Filippi - che l'introduzione del reato di immigrazione clandestina possa ulteriormente esacerbare la situazione di sfruttamento dei migranti irregolari impiegati come lavoratori stagionali". Nel pacchetto sicurezza approvato dal Consiglio dei Ministri tenutosi a Napoli il 21 maggio scorso ci sono "alcune misure particolarmente restrittive per quanto concerne il diritto d'asilo". Si legge in un comunicato dell'Alto Commissariato della Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). In base ad una delle modifiche alla legislazione vigente "un richiedente asilo la cui domanda non è stata accolta dalla Commissione Territoriale competente, potrebbe essere espulso prima di avere la possibilità di presentare un ricorso o comunque prima che il tribunale competente si sia pronunciato". L'UNHCR "ritiene che tale modifica alla legislazione italiana in materia d'asilo si porrebbe in netto contrasto con uno dei principi fondamentali del diritto, nonché con quanto stabilito dall'articolo 13 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, ove si enuncia che «ogni persona [...] ha diritto ad un ricorso effettivo davanti ad un'istanza nazionale». La direttiva comunitaria sulla procedura di asilo, inoltre, definisce la possibilità di un rimedio effettivo dinanzi a un giudice come principio fondamentale del diritto comunitario".

    "L'Alto Commissariato chiede quindi al Governo italiano di riconsiderare le restrizioni introdotte nel pacchetto sicurezza concernenti l'effetto sospensivo del ricorso. I richiedenti asilo, prima di essere eventualmente espulsi o respinti, dovrebbero poter avere accesso ad un ricorso efficace, come previsto dal diritto europeo ed internazionale". Tutti i paesi europei hanno firmato la Convenzione di Ginevra del 1951 relativa allo status dei rifugiati e l'Ue ha avviato un processo di armonizzazione delle politiche degli Stati membri.

    L'UNHCR ricorda che "attualmente in Europa le persone che rientrano nel suo mandato sono più di 4,4 milioni, mentre in Asia sono 6,9 milioni e in Africa 4,9 milioni. Il continente europeo si pone quindi dopo l'Asia e quasi alla pari di un continente con drammatici problemi come l'Africa". La distribuzione dei rifugiati nei paesi europei non è omogenea: "si passa da paesi come la Danimarca, che ospita oltre 12 rifugiati ogni 1.000 abitanti, ad altri come Germania, Norvegia, Svezia e Paesi Bassi dove si trovano invece da 8 a 12 rifugiati ogni 1.000 residenti, fino a quelli dell'Europa meridionale dove si conta meno di 1 rifugiato ogni 1.000 residenti. In Italia i rifugiati sono circa 15mila pari a 0,27 ogni 1.000 abitanti, ovvero un rifugiato ogni 3.600 residenti.

    23/05/2008 IMMIGRAZIONE. Pacchetto sicurezza troppo restrittivo in materia d'asilo. Lo dice l'UNHCR (GA, http://www.helpconsumatori.it)

    Nel pacchetto sicurezza approvato dal Consiglio dei Ministri tenutosi a Napoli il 21 maggio scorso ci sono "alcune misure particolarmente restrittive per quanto concerne il diritto d'asilo". Si legge in un comunicato dell'Alto Commissariato della Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). In base ad una delle modifiche alla legislazione vigente "un richiedente asilo la cui domanda non è stata accolta dalla Commissione Territoriale competente, potrebbe essere espulso prima di avere la possibilità di presentare un ricorso o comunque prima che il tribunale competente si sia pronunciato". L'UNHCR "ritiene che tale modifica alla legislazione italiana in materia d'asilo si porrebbe in netto contrasto con uno dei principi fondamentali del diritto, nonché con quanto stabilito dall'articolo 13 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, ove si enuncia che «ogni persona [...] ha diritto ad un ricorso effettivo davanti ad un'istanza nazionale». La direttiva comunitaria sulla procedura di asilo, inoltre, definisce la possibilità di un rimedio effettivo dinanzi a un giudice come principio fondamentale del diritto comunitario".

    "L'Alto Commissariato chiede quindi al Governo italiano di riconsiderare le restrizioni introdotte nel pacchetto sicurezza concernenti l'effetto sospensivo del ricorso. I richiedenti asilo, prima di essere eventualmente espulsi o respinti, dovrebbero poter avere accesso ad un ricorso efficace, come previsto dal diritto europeo ed internazionale". Tutti i paesi europei hanno firmato la Convenzione di Ginevra del 1951 relativa allo status dei rifugiati e l'Ue ha avviato un processo di armonizzazione delle politiche degli Stati membri.

    L'UNHCR ricorda che "attualmente in Europa le persone che rientrano nel suo mandato sono più di 4,4 milioni, mentre in Asia sono 6,9 milioni e in Africa 4,9 milioni. Il continente europeo si pone quindi dopo l'Asia e quasi alla pari di un continente con drammatici problemi come l'Africa". La distribuzione dei rifugiati nei paesi europei non è omogenea: "si passa da paesi come la Danimarca, che ospita oltre 12 rifugiati ogni 1.000 abitanti, ad altri come Germania, Norvegia, Svezia e Paesi Bassi dove si trovano invece da 8 a 12 rifugiati ogni 1.000 residenti, fino a quelli dell'Europa meridionale dove si conta meno di 1 rifugiato ogni 1.000 residenti. In Italia i rifugiati sono circa 15mila pari a 0,27 ogni 1.000 abitanti, ovvero un rifugiato ogni 3.600 residenti.

    http://www.helpconsumatori.it

  • Archivio Immigrazione
  • Ricerca personalizzata

     Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti
    VAI ALLA MAPPA DEL SITO