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  • 12/05/2006 5 per Mille. Non date quel Contributo Inutile e Dannoso (Vincenzo Donvito, presidente Aduc, www.aduc.it)

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    In queste settimane sono molto visibili le pubblicita' di diverse organizzazioni, private e istituzionali, che invitano a devolvere il 5 per mille del totale Irpef incassato per quest'anno dallo Stato ai fini della loro organizzazione. Questa indicazione "senza spese" per il contribuente e' a livello sperimentale: cosa ne sara' in futuro, lo decidera' il legislatore dopo l'esperienza di quest'anno.
    E su questo noi intendiamo invitare i contribuenti a non devolvere questa percentuale, si' che, per il consenso molto basso registrato, sia deciso di non procrastinare queste esperimento e di farlo morire subito.
    I motivi sono diversi.
    I principali sono che:
    1 - nel baillame di tutti i postulanti, stridono le pubbliche amministrazioni locali, che gia' ricevono i soldi dei contribuenti per la loro attivita' e, visto che le tasse locali sono arrivate alle stelle, non si capisce perche' dovrebbero ricevere questa ulteriore elargizione per far fronte alle urgenze di tipo sociale che non sono stati in grado di risolvere altrimenti. Qualcuno dira': ma in questo modo, per le loro esigenze aumenteranno ancora di piu' le loro tasse... non e' vero, perche' le tasse comunque continuano lo stesso ad aumentarle e, se si siedono sul fatto che dal Fisco nazionale arrivano ancora piu' soldi, non sara' centro un incentivo a risparmiare, a non sprecare e a meglio spendere e indirizzare le proprie spese.
    2 - Per le associazioni private, la motivazione non e' molto differente. In uno Stato gia' viziato e corrotto dai finanziamenti pubblici ai partiti e non solo, questa forma di finanziamento pubblico a chiunque abbia un'attivita' non-lucrativa, non potra' che alimentare ed estendere corruzione et similia. Forse che i partiti politici sono diventati meno "maneggioni" da quando hanno il finanziamento pubblico? Non ci sembra. Non solo, ma le associazioni, sedendosi e cullandosi anch'esse sui soldi che arrivano dallo Stato –pur se su indicazione dei contribuenti- non farebbero che svilire il rapporto economico volontaristico che e' alla base del loro essere no-profit, stimolando i cittadini a non contribuire perche' "tanto poi ci pensa lo Stato": una colpo mortale sul loro stesso modo di essere, di vivere e di crescere che invece dovrebbe essere basato anche sulla concorrenza, la competizione e la credibilita' dei propri obiettivi.
    3 - Infine, demandare il finanziamento della ricerca scientifica, sanitaria e universitaria a questa sorta di lotteria del cinque per mille, ci sembra sottostimare le reali necessita' di questi importanti settori che, invece, dovrebbero essere sostenuti dallo Stato con tutti i suoi soldi e non con l'elemosina dei contribuenti.
    L'Aduc, ovviamente, non partecipa a questo banchetto e, forte dei suoi oltre 70 mila associati tutti su base volontaria e non in cambio di servizi (che invece vengono erogati gratuitamente a chiunque, a partire dalle informazioni del portale Internet e dal nostro servizio di consulenza giuridica "Cara Aduc"), fa quindi appello ai cittadini contribuenti perche' non diano alcuna indicazione su questo cinque per mille. Consiglio ovviamente valido per tutti coloro che non aspirano ad una societa' in cui lo Stato pensa a tutto, ma sia solo controllore ed ordinatore della corretta applicazione delle leggi

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