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  • 13/01/2007 Ad altezza d'uomo (Sara Bauducco, http://www.korazym.org)

    Ricerca personalizzata

    Patrick De Wilde, Ad altezza d’uomo, L’ippocampo Edizioni, Genova 2006.

    Sguardi e volti catturati dall’obiettivo che parlano di umanità oltre la standardizzazione e il mondo occidentale: un’opera di fotografie e brani filosofici per interrogarsi su ciò che accomuna e differenzia ogni uomo.

    L’autore ha messo insieme i volti raccolti in 25 anni di viaggi in ogni angolo del mondo, dal Guatemala alla Cina, dal Perù alla Mongolia, dalla Thailandia al Brasile. E’ lo sguardo che parla. Per le foto non vi è sfondo, nessun artificio o filtro: ogni persona emerge dal buio, dal nero più scuro. Un gioco di colori alla ricerca di similitudini e diversità che tentano di riassumere tutto il genere umano. Questa è la premessa che si legge in prima pagina in una citazione di Saint-Exupéry: “Se sono diverso da te, invece di sminuirti, ti accresco”. Mondialità e particolarismi si riaffermano andando contro l’apparenza e l’omologazione che oggigiorno spadroneggiano nella società che si definisce “emancipata” o “sviluppata”. Ogni immagine va ben oltre ciò che l’occhio coglie: “Con il sentimento ho cercato di trovare la via più diretta che ci sia verso la comprensione dell’altro” commenta De Wilde. Dietro ogni differenza (e in ogni foto) c’è carattere, tradizione e vita: la standardizzazione nuoce all’uomo, tanto che l’autore arriva a metter in discussione la positività dello sviluppo economico capace di creare confusione tra qualità di vita e livello di vita e che “non ha nulla a che vedere con la gioia di vivere”.

    Il viaggio corre attraverso i Paesi più poveri del mondo: “Ho avuto l’impressione di cogliere nelle persone più semplici e povere sguardi curiosamente carichi di una saggezza penetrante, misto di bontà e di sapere, che conferiva loro una presenza notevole, rinvenibile ormai di rado in Occidente”. La chiave di lettura è data dalle somiglianze invisibili e dalle differenze manifeste. Cosa ci accomuna? Occhi di uomini che esprimono timidezza, curiosità, gioia e tristezza che non hanno né tempo né età. Il buon fotografo, per definizione, si pone allo stesso tempo dentro e fuori la relazione e il frutto del suo lavoro gli sopravvive: “Le foto continuano la loro vita… sfuggendo agli autori come al soggetto, esse acquistano poco a poco un significato distinto per vivere presto da sole”.

    Molte immagini sono accompagnate da brevi didascalie di stampo filosofico: si susseguono le voci di ricercatori e antropologi come Michel Leiris, Yves Coppens, Claude Lévi-Strauss, Pascal Picq, Amin Maalouf, Tzvetan Todorov… Lo studio delle origini dell’uomo e delle diverse razze ha sempre attirato numerosi studiosi ma non vi sono assiomi che possono essere confermati né è possibile concordare su una definizione dell’umano. “Anche se possiede il patrimonio genetico comune della specie, ogni individuo è unico” (André Langenet). L’originalità è alla base dell’esistenza di ogni uomo e delle relazioni umane: “La grande lezione della genetica è che gli individui, tutti diversi, non possono essere classificati, valutati, ordinati: la definizione di ‘razze’ non può essere che arbitraria e imprecisa” (Albert Jacquard). “Ad altezza d’uomo” è un libro che vuole condurre il lettore oltre i luoghi comuni e l’obsoleto, talvolta denigratorio, concetto di “primitivo”: l’uomo è frutto del tempo e della cultura.

    Copricapo colorati con pendagli e piume di uccelli variopinti tra i capelli, occhi a mandorla e labbra carnose, lunghe barbe grigie e terra dorata sulle guance, grandi anelli di avorio alle orecchie e collane di pietre rosse al collo… Un uomo non è solo ciò che appare alla vista, né tanto meno è definibile “perché non ha nessuna identità specifica, se non quella di potersi riconoscere” (Giorgio Agamben). Alcune domande resteranno senza risposta (certa). Il tempo scorre e tutto si tramanda, dall’uomo nascono altri uomini che si arricchiranno inconsapevolmente di ciò che è stato e di tante storie incontrate: così è la vita, in continuo divenire.

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