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  • 29/05/2008 Taci, il cittadino s'informa (Peter Gomez, http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it)

    Ricerca personalizzata

    Nei prossimi giorni il governo presenterà il suo disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche. L'obiettivo iniziale, dichiarato pubblicamente da Silvio Berlusconi durante la campagna elettorale, era quello di consentire gli ascolti solo nelle inchieste di mafia e terrorismo.  Spiegare alle vittime di stupri o rapine che nel loro caso la polizia indagherà senza poter intercettare nessuno, era però difficile. E così ora il cavaliere e il suo fido Guardasigilli, Angelino Alfano, stanno tentando di trovare una mediazione tra il vecchio disegno di legge Mastella (votato da tutta la Camera con solo nove astenuti) e il loro progetto. Come finirà è facile prevederlo: verrà proposta (e approvata) una norma che impedirà la pubblicazione, grazie a multe milionarie e il carcere per i trasgressori, non solo delle intercettazioni non coperte da segreto, ma anche di molti altri atti giudiziari. Non per niente già il disegno di legge Mastella impediva di utilizzare carte tratte da indagini poi archiviate.

    La cosa non è grave per i giornalisti. Chi si occupa di cronaca giudiziaria o di giornalismo d'inchiesta vivrà benissimo scrivendo d'altro: magari di piante o di fiori (io vorrei seguire la pallacanestro). È grave invece per gli elettori.

    Da una parte verrà di fatto impedito il potere di controllo dell'opinione pubblica sull'attività della magistratura. Se gli atti sulla base dei quali sono state arrestate delle persone non possono essere consultati chi mai potrà fondatamente esercitare il proprio diritto di critica sulle scelte di un giudice? Dall'altra i cittadini non potranno più venire a conoscenza di tutta un serie di comportamenti tenuti dagli eletti che magari non hanno rilevanza penale, ma che certamente sono rilevanti dal punto di vista politico. L'esempio più chiaro è quello di Mirello Crisafulli, il parlamentare del Pd protagonista di un'indagine (poi archiviata), nata da un'intercettazione ambientale (con relativo filmato) di un colloquio tra lui e un capomafia. Con le nuove norme di quei fatti non potrà più parlare nessuno.

    La tecnica insomma sarà un po' quella utilizzata in Campania dai funzionari dell'alto commissariato rifiuti. Lì, come hanno dimostrato proprio le intercettazioni telefoniche contenute nell'ordinanza di custodia cautelare spiccata contro di loro, si piazzava nelle discariche spazzatura non trattata e pericolosa sotto un velo di monnezza resa inerte e profumata con vari additivi chimici. Così i cittadini non si accorgevano di nulla e potevano pensare che i tecnici stessero davvero lavorando per risolvere il problema. C'è voluto un po', ma adesso i risultati di questo modus operandi sono sotto gli occhi (e il naso) di tutti. Nascondere lo sporco sotto il tappeto, non è mai stata una buona idea. E lo è ancor meno se ciò che si vuol far sparire sono le notizie.

    Segnalazioni

    L'ordinanza del Tribunale di Napoli relativa all'indagine sul Commissariato dei Rifiuti
    Tra le ipotesi di reato: truffa allo Stato e traffico illecito di rifiuti.
    (fonte: espresso.repubblica.it)
    24/05/2008 Ora d'aria (Marco Travaglio, L'Unità, 24 maggio 200, http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it) Come alla nascita di ogni regime, anche stavolta si riscontra tutt'intorno ai nuovi padroni del vapore uno spaventoso affollamento di cortigiani, sicofanti, voltagabbana, ma soprattutto di reduci antemarcia. Il reduce antemarcia è una figura tipicamente italiota, che a ogni cambio di governo resetta il proprio passato e s'inventa a tavolino una nuova biografia a immagine e somiglianza del nuovo potere. "Sire, io l'ho sempre pensata come lei, da prima che lei nascesse...".

    Quando da una parte c'era la sinistra e dall'altra il centro o la destra, era più semplice, anche perché nell'albero genealogico di ciascuno c'è sempre un nonno o uno zio che ha fatto la Resistenza (o dice di averla fatta) e un altro che ha fatto la marcia su Roma (o dice di averla fatta). Basta estrarre il nonno giusto al momento giusto, e il gioco è fatto. Ora che non si capisce bene dove finisca la maggioranza e dove cominci l'opposizione, per il reduce antemarcia il gioco si complica. Bisogna dimostrare di essere sempre stati sia di destra sia di sinistra, o almeno favorevoli al dialogo e all'inciucio. Impresa titanica, almeno per chi non è editorialista del Corriere o del Riformatorio. E per chi non si chiama Pierluigi Celli.

    Questo eroe dei nostri tempi, che solo per motivi anagrafici non ha ispirato un film di Alberto Sordi, è attualmente direttore generale della Luiss, ma fino al 2001 lo fu della Rai perché - lo disse lui stesso - "mi chiamò D'Alema". Ma ovviamente non dispiaceva neppure a Berlusconi, che quando si tratta di Rai, essendo il padrone della concorrenza, ha sempre avuto voce in capitolo. Infatti Celli regalò Rai1 al superberlusconiano Agostino Saccà. Poi, nel febbraio 2001, alla vigilia dell'annunciatissima vittoria elettorale del Cavaliere, si trovò una nicchia sicura a Telefonica, la compagnia spagnola che controllava la Endemol, a sua volta guidata in Italia da Marco Bassetti, marito di Stefania Craxi, fornitrice di format alla stessa Rai. Con quella mossa elegantissima, Celli lasciò la Rai in pasto agli epuratori. Oggi, con una biografia così, non gli servirebbe alcun riposizionamento. Ma lui vuole esagerare e l'altroieri racconta al Giornale berlusconiano una storia di pura fantasia, fabbricata a tavolino ex post: "Mi sono dimesso da direttore generale proprio alla vigilia degli interventi di Marco Travaglio a Satyricon e di Michele Santoro, perché ero contrario. Sono convinto che una tv pubblica non deve essere di parte, ma deve mantenere il suo equilibrio. Il loro è stato, come dire, un errore di grammatica. Non si fa".

    Ecco: lui era contrario in cuor suo, ha sofferto in silenzio per tutti questi anni, e solo ora ha deciso di uscire allo scoperto. In tempi non sospetti, direbbe qualche buontempone. Purtroppo, la sua versione dei fatti ha un problema di consecutio temporum. Occhio alle date. Celli annuncia le dimissioni dalla Rai l'8 febbraio 2001. Il Satyricon di Daniele Luttazzi che ospita il sottoscritto per presentare "L'odore dei soldi" sulle origini e i misteri delle fortune di Berlusconi (scritto con Elio Veltri) è del 14 marzo: 5 settimane dopo. Le puntate di "Raggio verde" di Santoro sul caso Berlusconi-Dell'Utri sono quella del 16 marzo e quelle successive. Come poteva Celli essere contrario agli "errori di grammatica" di Luttazzi, Travaglio e Santoro un mese e mezzo prima che venissero commessi? Si dirà: erano già nell'aria ai primi di febbraio. Impossibile.

    "L'odore dei soldi" esce in libreria a metà febbraio, una settimana dopo le dimissioni di Celli. E viene presentato alla stampa nella saletta di Montecitorio a fine febbraio. Luttazzi legge una cronaca del Manifesto e decide di procurarsi il libro. Lo legge e mi invita a presentarlo a Satyricon per il 14 marzo. E Santoro? Si era per caso già occupato del caso Berlusconi, in quella campagna elettorale, prima del Satyricon sull'Odore dei soldi? Nossignori. Tant'è che ancora il 10 gennaio 2001 Celli si complimentava con la squadra di Santoro per il documentario "Sciuscià" sui ricconi in Costa Smeralda ("Riteniamo di dover esprimere un riconoscimento pubblico, a nome dell'azienda tutta, al gruppo di sciuscià per la straordinaria qualità del reportage realizzato e per la professionalità dimostrata"). Il 26 gennaio, due settimane prima delle dimissioni di Celli, Raggio verde si occupava della mucca pazza. Il 2 febbraio, sei giorni prima delle dimissioni di Celli, il tema era l'abusivismo nella valle dei templi di Agrigento. Ora, può darsi che noi non conosciamo la grammatica. Celli però non conosce neppure il calendario. Ma è ancora giovane, si farà.

    Segnalazioni

    Celli sbarella, il Giornale gongola
    di Daniele Luttazzi (da www.danieleluttazzi.it)

    Identificateli!
    Piero Ricca intervista Jole Santelli - il video

    Se il buongiorno si vede dal mattino
    Da quaranta dì hanno vinto
    ed han subito dipinto
    un futuro entusiasmante
    con governo dialogante,
     
    disponibile al confronto
    con un premier ombra pronto
    a incontrare quello là
    per veder che se po’ fa’...

    http://www.unita.it

    http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it

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