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27/11/2008 Il prefisso di Dio - RiScatto - Il memori@le della collina - Sabur - Il massacro di Aigues-Mortes 1893 - Il nostro viaggio (http://www.infinitoedizioni.it)

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La casa editrice

 

Infinito edizioni

 

e l’associazione Tangare

 

vi invitano alla presentazione di

 

 

Il prefisso di Dio

Storie e labirinti di Once, Buenos Aires

 

 

di Francesca Bellino

prefazione di Luis Bacalov

introduzione di Ivana Costa

 

sabato 29 novembre, ore 23,00

 presso Il Giardino del Tango

via degli Olimpionici 7  - Roma

 

Interverrà l’autrice

 

Un viaggio nel quartiere ebraico di Buenos Aires
alla ricerca dell'Undicesimo Comandamento.

 

Rincorsa dal numero 11, l'autrice si perde in infiniti labirinti di storia antica e contemporanea e si lascia guidare dai personaggi che incontra sulla sua strada.

 

Immigrazioni vecchie e nuove, tradizioni e mistica ebraica, credenze popolari e miracoli, tango porteňo e tango yiddish, la memoria e i fatti dell'attentato all'Ambasciata di Israele e all'Amia e della morte dei 194 ragazzi nella discoteca Cromañon, gli psicoanalisti del dopo crisi del 2001 e la convivenza tra culture diverse sono alcuni dei temi trattati in questo diario-reportage che cerca di stimolare il lettore in una personale ricerca di un nuovo Comandamento per le attuali società plurali.

 

“Un viaggio in compagnia de ‘Il Prefisso di Dio’ apre le porte meglio di qualunque guida turistica non solo a el Once e a Buenos Aires, perché Francesca Bellino racconta questi luoghi e storie con la partecipazione vitale e affettuosa di una scrittrice attenta e desiderosa di spaziare oltre e oltre e oltre ancora” (Luis Bacalov).

 

“Once è un quartiere affascinante, pieno di energia vitale, creatività e ricerche. Un quartiere che non si arrende. Di queste battaglie passate, presenti e future tratta questo bel libro” (Ivana Costa, Clarín).

 

Il libro ha il patrocinio di Asal, Icei e ProgettoSur.

 

L’Autrice

Francesca Bellino è nata a Salerno e vive a Roma. Giornalista, reporter di viaggio e autrice televisiva, collabora con numerose testate quotidiane e periodiche, tra cui Il Mattino, Il Foglio, Il Venerdì, Viaggi e D de La Repubblica, il supplemento culturale del Clarin, Ñ. È autrice dei saggi È ancora vivo! Lucio Battisti risorge attraverso i mezzi di comunicazione (Sottotraccia, 2000) e Non sarà un’avventura. Lucio Battisti e il jazz italiano (Elleu, 2004). www.francescabellino.it

 

 

Comunicato stampa

 

La casa editrice

 

Infinito edizioni

 

presenta

 

Riscatto

Laboratorio di fotografia per bambini vittime di abusi sessuali
in Addis Abeba, Etiopia

 

di associazione Il Sole Onlus

 

mercoledì 3 dicembre, ore 18,30

presso la libreria 360° sud

via A. Toscani, Roma

 

Interverrà: Vincenzo Pira

Sarà presente: Vittorio Villa (direttore Il Sole)

 

RiScatto è un libro fotografico collettivo con splendide immagini a colori scattate da bambine etiopi vittime di violenza sessuale al termine di un lungo percorso di recupero fisico e psicologico intrapreso grazie ai volontari dell’associazione lariana “Il Sole”).

 

Tutto iniziò con Samrawit, quattro anni, stuprata da tre ore, sanguinante e senza lacrime, deposta sulle ginocchia di una donna italiana che si era sempre occupata di bambini. Da quell’abbraccio silenzioso e figlio del dolore, in un’Addis Abeba fangosa e malinconica, nacque nel 2002 il progetto “Fiori che rinascono”, un’oasi di speranza per i bambini d’Etiopia lacerati nel corpo e nell’anima dalla violenza sessuale, ricorda nella prefazione del volume Olivia Piro, fondatrice e anima de “Il Sole”.

 

A oggi, sei anni dopo l’agghiacciante esperienza di Samrawit, ben 230 bambini di età compresa tra i due e i 15 anni, vittime di stupro, hanno usufruito o stanno ancora usufruendo dei servizi integrati garantiti dall’associazione italiana e almeno 30 operatori locali (psicologi, sociologi, assistenti sociali) hanno ricevuto – “in un Paese nella cui lingua locale non esiste un corrispondente della parola psicologia”, ricorda la Piro – una formazione mirata per gestire, tramite una psicoterapia specifica, il trauma indotto dalla violenza.

 

Un libro fatto da ragazzi e rivolto a un pubblico ampio, per dimostrare che anche dallo stupro si può, dopo indicibili sofferenze, guarire, ritrovando il sorriso. Grazie anche a una macchina fotografica.

 

I proventi del libro vanno al progetto di recupero delle bambine violentate in alcuni Paesi dell’Africa.

 

L’autore:

Il SOLE – Associazione per la Cooperazione Internazionale e le adozioni a distanza ONLUS, nasce nel 1997 a Como come associazione apartitica, laica e senza fini di lucro con l’obiettivo prioritario di garantire ai bambini, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, uguaglianza di diritti, opportunità e dignità.

Comunicato stampa

 

La casa editrice

 

Infinito edizioni

 

vi invita alla presentazione del libro

 

Il memoriale della collina

 

di Andrea Griseri

prefazione di Federico Audisio di Somma

con un saggio di Marco Revelli

 

venerdì 5 dicembre, ore 18,00

presso la libreria Volare

corso Torino, 44 Pinerolo

 

Sarà presente l’Autore

 

Una fiaba ecologica che narra del paesaggio e dell’ambiente perduti

 

La mite e saggia follia che coglie uno psi­chiatra nella sua disperata, grottesca, titanica, divertente lotta per salvare una collina dalla cementificazione e dalla lottizzazione. È questa la chiave usata per affrontare la più attuale delle realtà italiane: la devastazione del territorio di tutti per l’interesse economico di pochi.

«La follia sembra sancita da una forza superio­re e coinvolge, insieme al destino del protagonista, l’ecologia di un mondo perduto», spiega nell’intro­duzione Federico Audisio di Somma, vincitore del premio Bancarella, cogliendo dietro l’ordito della narrazione il significato nascosto e metafo­rico della collina.

Fiaba ecologica, inno carico di simpatia viscerale per i reietti (purché si tratti di reietti intelligentemente in controtendenza, cioè sim­patici), tentativo di ritorsione letteraria contro gli egoisti avidi che consumano irreversibilmen­te la madre terra e protesta ironica e sommessa contro il conformismo pervasivo e l’ipocrisia: qualche volta i diversi riescono a vincere una battaglia, la musica neoclassica e il corpo di bal­lo psicolabile riescono a respingere l’assalto delle ruspe ma il “generale” terminerà i suoi giorni recluso per contrappasso in un manicomio. È questo il Memori@le della collina. Ma soprat­tutto è una metafora dai molteplici significati, perché «folli, più folli dei pazienti rinchiusi nella casa di cura del prof. Geremia, sono i protagonisti “normali” del racconto. Quelli, appunto, che do­vrebbero incarnare la “normalità” del nostro modo di vivere quotidiano: il geometra cementificatore, gli impresari edili, ingegneri, architetti, persino il Sindaco, che svende l’habitat della propria comu­nità territoriale con svagata nonchalance» (dal saggio finale di Marco Revelli).

 

L’autore:

Andrea Griseri ha scritto tre romanzi, numerosi racconti e la sceneggiatura Il fungo di metallo. Ha anche all’attivo un progetto realizzato con Norma Colombero. È laureato in Scienze politiche con una tesi sul tema, purtroppo attualissimo, della “Teoria della guerra giusta”. È impegnato da sempre nelle battaglie ambientaliste.

 

Comunicato stampa

 

La casa editrice

 

Infinito edizioni

 

presenta

 

 

Sabur

Racconti d’amore e di massacro

 

di Alda Radaelli

prefazione di Maria Pace Ottieri

postfazione di Mario Boccia

 

giovedì 4 dicembre ore 21,00

presso la sala Carlo Porta della Biblioteca Comunale Riccardo Bacchelli

via Cesare Battisti 56 Vimodrone (Milano)

 

Sarà presente l’Autrice

Letture a cura di Arianna Scommegna

 

Vivere e morire dentro la Sarajevo assediata

 

Vivere con la popolazione assediata, sotto le bombe e con la fame: è quanto Alda Radaelli, giornalista capace di suscitare grandi simpatie e antipatie, senza vie di mezzo, ha fatto a Sarajevo tra il 1992 e il 1995.

 

Il risultato di questa esperienza dura e provante è Sabur, un affresco impedibile di una guerra sporca che ancora oggi condiziona gli equilibri europei e la vita di qualche milione di persone. Perché Sarajevo è un caso emblematico che incombe come una spada di Damocle su tutti noi europei.

 

“In una città che ha perso 10.000 abitanti fatti a brandelli dalle granate, in cui ogni uomo ha vissuto un’esperienza di trincea tra le peggiori, che dovrebbe averlo reso duro e insensibile, per quel poliziotto sparare un colpo di pistola a un cane randagio morente è come sparare a sangue freddo a una persona che ti chiede aiuto… Quel cane non appartiene a nessuno ma nessuno si sente di abbandonarlo. Questo è il mistero di Sarajevo” (dalla prefazione della scrittrice Maria Pace Ottieri).

 

Saluto Alda, ricordando una frase del mio amico Izet Sarajlić, conosciuto a Sarajevo, durante l’assedio. Quel giorno aveva ricevuto a Roma il premio Moravia e avevamo fatto tardi, rimanendo a bere qualche bicchiere in più, seduti a tavola. Con lui e Sinan Gudzević, camminavamo verso l’albergo, vicino piazza Navona. Non mi sembrava possibile essere lì con loro, eppure parlavamo da vecchi amici. Salutandolo gli dissi qualcosa di banale. ‘Nel bene e nel male, questa esperienza mi ha cambiato la vita. È stata una fortuna averti incontrato, Izet’. Rispose: ‘Sì, Mario, ma pensa bene. Sarebbe meglio se non ci fossimo incontrati e la nostra vita rimaneva com’era’. E mi abbracciò” (dalla postfazione del fotoreporter Mario Boccia).

 

L’autrice:
Alda Radaelli si occupa di giornalismo e fotoreportage sul tema dei diritti umani. Ha una lunga dimestichezza con la ex Jugoslavia e l’Albania, da dove nel 1965 ha pubblicato i primi reportage per Il Giorno. Ha vissuto dentro la città di Sarajevo dal 1993 al 1997, nel corso e dopo la fine dell’aggressione alla Bosnia.

 

Comunicato stampa

 

La casa editrice

 

Infinito edizioni

 

presenta il nuovo libro

 

Morte agli Italiani
Il massacro di Aigues-Mortes 1893

di Enzo Barnabà

prefazione di Gian Antonio Stella

introduzione di Alessandro Natta

 

venerdì 5 dicembre, ore 20,45

presso il centro Il Melograno

via Marsiglia, SANREMO

 

Sarà presente l’Autore

 

L’emarginazione sfociata in tragedia quando gli emigranti – in questo caso in Francia – eravamo noi

 

 

Il massacro di Aigues-Mortes, che il 17 agosto 1893 costò la vita a nove operai italiani linciati da una folla inferocita, rappresenta un episodio capitale nella storia dei rapporti tra l'Italia e la Francia.

 

«Il libro di Enzo Barnabà è una boccata d’ossigeno. Perché solo ricordando che siamo stati un popolo di emigranti vittime di odio razzista, come ha fatto il vescovo di Padova denunciando “segni di paura e di insicurezza che talvolta rasentano il razzismo e la xenofobia, spesso cavalcati da correnti ideologiche e falsati da un'informazione che deforma la realtà”, si può evitare che oggi, domani o dopodomani si ripetano altre cacce all’uomo. Mai più Aigues-Mortes. Mai più» (dalla prefazione di Gian Antonio Stella).

 

«Il merito e il pregio del lavoro di Enzo Barnabà consiste nell'averci dato finalmente una precisa, puntuale ricostruzione di un fatto per tante ragioni memorabile e nell'indurci a essere vigili nella realtà di oggi» (dall’introduzione postuma di Alessandro Natta).

 

 

L’autore

Nato nel 1944, ha studiato lingua e letteratura francese a Napoli e a Montpellier e storia a Venezia e Genova. Ha insegnato lingua e letteratura francese in vari licei del Veneto e della Liguria e ha svolto la funzione di aggiornatore dei docenti di lingua francese della provincia di Imperia. A Ventimiglia ha fondato il Circolo “Pier Paolo Pasolini”. Ha svolto la funzione di lettore di lingua e letteratura italiana presso le Università di Aix-en-Provence e di insegnante-addetto culturale ad Abidjan (Costa d’Avorio), Scutari (Albania) e Niksic (Montenegro). Vive a Grimaldi di Ventimiglia. Tra i suoi libri: Fasci siciliani a Valguarnera, Teti, 1981; Contextes. Grammaire française à l'usage des Italiens, Loescher, 1994; Le ventre du python, romanzo, Editions de l'Aube, 2007; Sortilegi, racconti, Bollati-Boringhieri, 2008 (con Serge Latouche).

 

Comunicato stampa

 

La casa editrice

 

Infinito edizioni

 

presenta

 

Il nostro viaggi

Identità multiculturale in Bosnia Erzegovina

 

di Enisa Bukvić

prefazione di Predrag Matvejević

introduzione di Francesco De Filippo

 

La ricerca dell’identità nelle proprie radici
e attraverso la dissoluzione di un mondo multiculturale

 

Un doppio viaggio sospeso tra la vita dell’autrice, che oggi si definisce “bosniaca perciò multiculturale”, e il dissolvimento della Jugoslavia.

Il racconto dell’esperienza personale di Enisa Bukvić è al contempo la narrazione di un difficile cammino interiore alla ricerca di una nuova identità – con i problemi d’integrazione legati al suo essere straniera – e del tragico passaggio della ex Jugoslavia da un’unità multiculturale alla guerra e al genocidio degli anni Novanta.

“Enisa Bukvić aiuta non soltanto la nostra gente, dispersa in emigrazione, a veder meglio la realtà presente e a evitare il ritorno di un passato tragico. Volevo con queste righe salutare l’impegno di una compagna di strada, ringraziandola per quello che ha fatto e che continua a fare” (dalla prefazione di Predrag Matvejević).

 

Il libro ha il patrocinio della Provincia di Crotone, Provincia di Caltanissetta,  Co.Pros, Eticamente e delle associazioni Bosna u srcu, Bosnia Herzegovina Oltre i Confini – Piacenza

 

I diritti d'autore derivanti dalla vendita di questo libro sono devoluti all’associazione femminile “Viktorija 99” di Jajce, attiva nei settori della salute e della difesa dell'ambiente.

 

L’autrice

Enisa Bukvic è nata a Bijelo Polje (Montenegro). Laureata in Scienze agrarie a Sarajevo e specializzata in Scienze dell’alimentazione a Roma, ha maturato una lunga esperienza lavorativa dapprima nell’industria agro-alimentare jugoslava e italiana, poi nella ricerca scientifica, nella formazione e nella cooperazione con organizzazioni non governative (ong) italiane e internazionali. Dal 1998 lavora presso l'Oim (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni). Vive a Roma da vent’anni. Per contattarla: enisabukvic@yahoo.com

http://www.infinitoedizioni.it

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