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04/12/2008 Sabur, Morte agli Italiani!, Il memori@le della collina, Il prefisso di Dio, La strage dei clandestini nel Mediterraneo

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Comunicato stampa

 

La casa editrice

 

Infinito edizioni

 

presenta

 

Sabur

Racconti d’amore e di massacro

 

di Alda Radaelli

prefazione di Maria Pace Ottieri

postfazione di Mario Boccia

 

giovedì 4 dicembre ore 21,00

presso la sala Carlo Porta della Biblioteca Comunale Riccardo Bacchelli

via Cesare Battisti 56 Vimodrone (Milano)

 

Sarà presente l’Autrice

Letture a cura di Arianna Scommegna

 

Vivere e morire dentro la Sarajevo assediata

 

Vivere con la popolazione assediata, sotto le bombe e con la fame: è quanto Alda Radaelli, giornalista capace di suscitare grandi simpatie e antipatie, senza vie di mezzo, ha fatto a Sarajevo tra il 1992 e il 1995.

 

Il risultato di questa esperienza dura e provante è Sabur, un affresco impedibile di una guerra sporca che ancora oggi condiziona gli equilibri europei e la vita di qualche milione di persone. Perché Sarajevo è un caso emblematico che incombe come una spada di Damocle su tutti noi europei.

 

“In una città che ha perso 10.000 abitanti fatti a brandelli dalle granate, in cui ogni uomo ha vissuto un’esperienza di trincea tra le peggiori, che dovrebbe averlo reso duro e insensibile, per quel poliziotto sparare un colpo di pistola a un cane randagio morente è come sparare a sangue freddo a una persona che ti chiede aiuto… Quel cane non appartiene a nessuno ma nessuno si sente di abbandonarlo. Questo è il mistero di Sarajevo” (dalla prefazione della scrittrice Maria Pace Ottieri).

 

Saluto Alda, ricordando una frase del mio amico Izet Sarajlić, conosciuto a Sarajevo, durante l’assedio. Quel giorno aveva ricevuto a Roma il premio Moravia e avevamo fatto tardi, rimanendo a bere qualche bicchiere in più, seduti a tavola. Con lui e Sinan Gudzević, camminavamo verso l’albergo, vicino piazza Navona. Non mi sembrava possibile essere lì con loro, eppure parlavamo da vecchi amici. Salutandolo gli dissi qualcosa di banale. ‘Nel bene e nel male, questa esperienza mi ha cambiato la vita. È stata una fortuna averti incontrato, Izet’. Rispose: ‘Sì, Mario, ma pensa bene. Sarebbe meglio se non ci fossimo incontrati e la nostra vita rimaneva com’era’. E mi abbracciò” (dalla postfazione del fotoreporter Mario Boccia).

 

L’autrice:
Alda Radaelli si occupa di giornalismo e fotoreportage sul tema dei diritti umani. Ha una lunga dimestichezza con la ex Jugoslavia e l’Albania, da dove nel 1965 ha pubblicato i primi reportage per Il Giorno. Ha vissuto dentro la città di Sarajevo dal 1993 al 1997, nel corso e dopo la fine dell’aggressione alla Bosnia.

 

Comunicato stampa

 

La casa editrice

 

Infinito edizioni

 

presenta il nuovo libro

 

Morte agli Italiani!

Il massacro di Aigues-Mortes 1893

 

di Enzo Barnabà

prefazione di Gian Antonio Stella

introduzione di Alessandro Natta

 

venerdì 5 dicembre, ore 20,45

presso il centro Il Melograno

via Marsiglia, SANREMO

 

Sarà presente l’Autore

 

L’emarginazione sfociata in tragedia quando gli emigranti – in questo caso in Francia – eravamo noi

 

 

Il massacro di Aigues-Mortes, che il 17 agosto 1893 costò la vita a nove operai italiani linciati da una folla inferocita, rappresenta un episodio capitale nella storia dei rapporti tra l'Italia e la Francia.

 

«Il libro di Enzo Barnabà è una boccata d’ossigeno. Perché solo ricordando che siamo stati un popolo di emigranti vittime di odio razzista, come ha fatto il vescovo di Padova denunciando “segni di paura e di insicurezza che talvolta rasentano il razzismo e la xenofobia, spesso cavalcati da correnti ideologiche e falsati da un'informazione che deforma la realtà”, si può evitare che oggi, domani o dopodomani si ripetano altre cacce all’uomo. Mai più Aigues-Mortes. Mai più» (dalla prefazione di Gian Antonio Stella).

 

«Il merito e il pregio del lavoro di Enzo Barnabà consiste nell'averci dato finalmente una precisa, puntuale ricostruzione di un fatto per tante ragioni memorabile e nell'indurci a essere vigili nella realtà di oggi» (dall’introduzione postuma di Alessandro Natta).

 

 

L’autore

Nato nel 1944, ha studiato lingua e letteratura francese a Napoli e a Montpellier e storia a Venezia e Genova. Ha insegnato lingua e letteratura francese in vari licei del Veneto e della Liguria e ha svolto la funzione di aggiornatore dei docenti di lingua francese della provincia di Imperia. A Ventimiglia ha fondato il Circolo “Pier Paolo Pasolini”. Ha svolto la funzione di lettore di lingua e letteratura italiana presso le Università di Aix-en-Provence e di insegnante-addetto culturale ad Abidjan (Costa d’Avorio), Scutari (Albania) e Niksic (Montenegro). Vive a Grimaldi di Ventimiglia. Tra i suoi libri: Fasci siciliani a Valguarnera, Teti, 1981; Contextes. Grammaire française à l'usage des Italiens, Loescher, 1994; Le ventre du python, romanzo, Editions de l'Aube, 2007; Sortilegi, racconti, Bollati-Boringhieri, 2008 (con Serge Latouche).

Comunicato stampa

 

La casa editrice

 

Infinito edizioni

 

vi invita alla presentazione del libro

 

Il memori@le della collina

 

di Andrea Griseri

prefazione di Federico Audisio di Somma

con un saggio di Marco Revelli

 

venerdì 5 dicembre, ore 18,00

presso la libreria Volare

corso Torino, 44 Pinerolo

 

Sarà presente l’Autore

 

Una fiaba ecologica che narra del paesaggio e dell’ambiente perduti

 

La mite e saggia follia che coglie uno psi­chiatra nella sua disperata, grottesca, titanica, divertente lotta per salvare una collina dalla cementificazione e dalla lottizzazione. È questa la chiave usata per affrontare la più attuale delle realtà italiane: la devastazione del territorio di tutti per l’interesse economico di pochi.

«La follia sembra sancita da una forza superio­re e coinvolge, insieme al destino del protagonista, l’ecologia di un mondo perduto», spiega nell’intro­duzione Federico Audisio di Somma, vincitore del premio Bancarella, cogliendo dietro l’ordito della narrazione il significato nascosto e metafo­rico della collina.

Fiaba ecologica, inno carico di simpatia viscerale per i reietti (purché si tratti di reietti intelligentemente in controtendenza, cioè sim­patici), tentativo di ritorsione letteraria contro gli egoisti avidi che consumano irreversibilmen­te la madre terra e protesta ironica e sommessa contro il conformismo pervasivo e l’ipocrisia: qualche volta i diversi riescono a vincere una battaglia, la musica neoclassica e il corpo di bal­lo psicolabile riescono a respingere l’assalto delle ruspe ma il “generale” terminerà i suoi giorni recluso per contrappasso in un manicomio. È questo il Memori@le della collina. Ma soprat­tutto è una metafora dai molteplici significati, perché «folli, più folli dei pazienti rinchiusi nella casa di cura del prof. Geremia, sono i protagonisti “normali” del racconto. Quelli, appunto, che do­vrebbero incarnare la “normalità” del nostro modo di vivere quotidiano: il geometra cementificatore, gli impresari edili, ingegneri, architetti, persino il Sindaco, che svende l’habitat della propria comu­nità territoriale con svagata nonchalance» (dal saggio finale di Marco Revelli).

 

L’autore:

Andrea Griseri ha scritto tre romanzi, numerosi racconti e la sceneggiatura Il fungo di metallo. Ha anche all’attivo un progetto realizzato con Norma Colombero. È laureato in Scienze politiche con una tesi sul tema, purtroppo attualissimo, della “Teoria della guerra giusta”. È impegnato da sempre nelle battaglie ambientaliste.

 

Comunicato stampa

 

Infinito edizioni a Piùlibri

 

Vi aspettiamo, dal 5 all'8 dicembre, alla Fiera del libro di Roma PiùlibriPiùliberi che si tiene al Palazzo dei Congressi (Eur).

 

Quest'anno abbiamo cambiato...piano! Venite a trovarci al pian terreno, allo STAND C08.

Segnaliamo la presentazione del nuovo libro di Francesca Bellino dal titolo Il prefisso di Dio. Storie e labirinti di Once, Buenos Aires (prefazione del maestro Luis Bacalov) che si terrà sabato 6 dicembre alle ore 18 in sala Turchese.

Un’occasione per fare un viaggio in un quartiere ebraico di Buenos Aires alla ricerca dell'Undicesimo Comandamento. Rincorsa dal numero 11, l'autrice si perde in infiniti labirinti di storia antica e contemporanea e si lascia guidare dai personaggi che incontra sulla sua strada. Una strada che parla di immigrazioni, ebraismo, credenze popolari e miracoli, e tango in un diario-reportage che stimola il lettore in una personale ricerca di un nuovo Comandamento per le attuali società plurali.

Comunicato stampa

 

La casa editrice

 

Infinito edizioni

 

nell’ambito dell’XI Meeting Internazionale delle Migrazioni

 

vi invita alla presentazione del libro

 

Il nostro viaggio

Identità multiculturale in Bosnia Erzegovina

 

di Enisa Bukvić

prefazione di Predrag Matvejević

introduzione di Francesco De Filippo

 

martedì 9 dicembre, ore 15,00-18,30

presso Aula Magna del Rettorato Università Politecnica Marche

Piazza Roma, Loreto, (An)

 

Sarà presente l’Autrice

 

La ricerca dell’identità nelle proprie radici
e attraverso la dissoluzione di un mondo multiculturale

 

Un doppio viaggio sospeso tra la vita dell’autrice, che oggi si definisce “bosniaca perciò multiculturale”, e il dissolvimento della Jugoslavia.

Il racconto dell’esperienza personale di Enisa Bukvić è al contempo la narrazione di un difficile cammino interiore alla ricerca di una nuova identità – con i problemi d’integrazione legati al suo essere straniera – e del tragico passaggio della ex Jugoslavia da un’unità multiculturale alla guerra e al genocidio degli anni Novanta.

“Enisa Bukvić aiuta non soltanto la nostra gente, dispersa in emigrazione, a veder meglio la realtà presente e a evitare il ritorno di un passato tragico. Volevo con queste righe salutare l’impegno di una compagna di strada, ringraziandola per quello che ha fatto e che continua a fare” (dalla prefazione di Predrag Matvejević).

 

Il libro ha il patrocinio della Provincia di Crotone, Provincia di Caltanissetta,  Co.Pros, Eticamente e delle associazioni Bosna u srcu, Bosnia Herzegovina Oltre i Confini – Piacenza

 

I diritti d’autore derivanti dalla vendita di questo libro sono devoluti all’associazione femminile “Viktorija 99” di Jajce, attiva nei settori della salute e della difesa dell'ambiente.

 

L’autrice

Enisa Bukvic è nata a Bijelo Polje (Montenegro). Laureata in Scienze agrarie a Sarajevo e specializzata in Scienze dell’alimentazione a Roma, ha maturato una lunga esperienza lavorativa dapprima nell’industria agro-alimentare jugoslava e italiana, poi nella ricerca scientifica, nella formazione e nella cooperazione con organizzazioni non governative (ong) italiane e internazionali. Dal 1998 lavora presso l'Oim (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni). Vive a Roma da vent’anni. Per contattarla: enisabukvic@yahoo.com

 

La casa editrice

 

Infinito edizioni

 

nell’ambito di Piùlibri Piùliberi

 

vi invita alla presentazione di

 

 

Il prefisso di Dio

Storie e labirinti di Once, Buenos Aires

 

di Francesca Bellino

prefazione di Luis Bacalov

introduzione di Ivana Costa

 

sabato 6 dicembre, ore 18,00

 presso Piùlibri Piùliberi sala Turchese

Palazzo dei Congressi, Piazzale Kennedy 1 - Roma

 

Interverranno: Titti Marrone (il Mattino) e Lidia Riviello (poetessa e scrittrice)

Sarà presente l’autrice

 

Un viaggio nel quartiere ebraico di Buenos Aires
alla ricerca dell'Undicesimo Comandamento.

 

Rincorsa dal numero 11, l'autrice si perde in infiniti labirinti di storia antica e contemporanea e si lascia guidare dai personaggi che incontra sulla sua strada.

 

Immigrazioni vecchie e nuove, tradizioni e mistica ebraica, credenze popolari e miracoli, tango porteňo e tango yiddish, la memoria e i fatti dell'attentato all'Ambasciata di Israele e all'Amia e della morte dei 194 ragazzi nella discoteca Cromañon, gli psicoanalisti del dopo crisi del 2001 e la convivenza tra culture diverse sono alcuni dei temi trattati in questo diario-reportage che cerca di stimolare il lettore in una personale ricerca di un nuovo Comandamento per le attuali società plurali.

 

“Un viaggio in compagnia de ‘Il Prefisso di Dio’ apre le porte meglio di qualunque guida turistica non solo a el Once e a Buenos Aires, perché Francesca Bellino racconta questi luoghi e storie con la partecipazione vitale e affettuosa di una scrittrice attenta e desiderosa di spaziare oltre e oltre e oltre ancora” (Luis Bacalov).

 

“Once è un quartiere affascinante, pieno di energia vitale, creatività e ricerche. Un quartiere che non si arrende. Di queste battaglie passate, presenti e future tratta questo bel libro” (Ivana Costa, Clarín).

 

Il libro ha il patrocinio di Asal, Icei e ProgettoSur.

 

L’Autrice

Francesca Bellino è nata a Salerno e vive a Roma. Giornalista, reporter di viaggio e autrice televisiva, collabora con numerose testate quotidiane e periodiche, tra cui Il Mattino, Il Foglio, Il Venerdì, Viaggi e D de La Repubblica, il supplemento culturale del Clarin, Ñ. È autrice dei saggi È ancora vivo! Lucio Battisti risorge attraverso i mezzi di comunicazione (Sottotraccia, 2000) e Non sarà un’avventura. Lucio Battisti e il jazz italiano (Elleu, 2004). www.francescabellino.it

 

Comunicato stampa

 

La casa editrice

 

Infinito edizioni

 

nell’ambito dell’XI Meeting internazionale delle migrazioni di Loreto

 

vi invita a seguire le presentazioni del libro

Mamadou va a morire

La strage dei clandestini nel Mediterraneo

di Gabriele Del Grande

introduzione di Fulvio Vassallo Paleologo

 

che si terranno presso l’aula magna del Rettorato dell’Università Politecnica delle Marche, Piazza Roma, Loreto:

 

- martedì 9 dicembre, all’interno della tavola rotonda Mediterraneo, nuova frontiera, il caso Libia. Ore 15,00.
- giovedì 11 dicembre, all’interno di Mediterraneo cimitero delle speranze, ore 9.30

 

Sarà presente l’Autore

 

Un viaggio affascinante sulle rotte dell’immigrazione, attraverso le storie
di chi ce l’ha fatta e di chi è perito per un sogno chiamato Europa

 

Il primo reportage in Italia che racconta le vittime dell’immigrazione clandestina, l’invasione che non c’è e i nuovi gendarmi di un cimitero chiamato Mediterraneo giunge alla seconda edizione.

Dal 1988 oltre 12.000 giovani sono morti tentando di espugnare la fortezza Europa. Vittime dei naufragi, del Sahara, degli incidenti di tir carichi di uomini, delle nevi sui valichi, dei campi minati e degli spari della polizia. Mamadou va a morire è il racconto coraggioso di un giovane giornalista che ha seguito le rotte dei suoi coetanei lungo tutto il Mediterraneo, dalla Turchia al Maghreb e fino al Senegal, nello sforzo di custodire i nomi e la memoria di una generazione vittima di una mappa. Il suo è anche un grido d’allarme su una tragedia negata, che chiama in causa l’Europa, i governi africani e le società civili delle due sponde del Mare di Mezzo.
Dimenticare, rimuovere, rassegnarsi alla normalità delle tragedie dell’immigrazione descritte in questo libro, sarebbe come lasciare morire ancora una volta le persone vittime dell’immigrazione irregolare. Ancora peggio sarebbe ritenere, come pure qualcuno sembra fare, che queste tragiche storie possano avere un effetto pedagogico sui “candidati” all’emigrazione clandestina (dall’introduzione di Fulvio Vassallo Paleologo).

 

Il libro è tradotto in Germania e Spagna

 

L’autore:

Gabriele Del Grande è nato a Lucca nel 1982. Laureato a Bologna in Studi Orientali, dal 2005 vive a Roma e lavora per l’agenzia stampa Redattore Sociale. Nel 2006 fonda Fortress Europe (http://fortresseurope.blogspot.com), l’osservatorio mediatico sulle vittime dell’immigrazione clandestina. Un anno dopo segue le rotte dei migranti in Turchia, Grecia, Tunisia, Marocco, Sahara Occidentale, Mauritania, Mali e Senegal. Mamadou va a morire, la sua opera prima, è il racconto di quel viaggio. Suoi i reportage Roma senza fissa dimora (2005) e Biglietti di viaggio dalla Palestina (2004).
Per contattarlo: gabriele_delgrande@yahoo.it

Comunicato stampa

 

La casa editrice

 

Infinito edizioni

 

presenta il racconto inedito di

 

Erri De Luca

 

Il cielo in una stalla

 

realizzato in collaborazione con l’Associazione Antigone,

cui vanno i proventi delle vendite del libro

 

“Brutta notizia per il sottotenente degli alpini Aldo De Luca, mio padre, di stanza in Albania: la sua casa era stata colpita dai fitti bombardamenti dell’agosto del ’43. La guerra, perduta su tutti i fronti, metteva in ognuno la speranza di uscirne senza troppa perdita personale. Per lui non era più così, il solo suo possedimento era crollato. Al sottotenente venne data licenza per casa bombardata. Partì alla fine di agosto e arrivò a Napoli a inizio di settembre. Si presentò al comando e poi al suo indirizzo in via Crispi, strada di buon nome. La rovina era grave. Fu la sua fortuna...” (dall’incipit del libro del racconto di De Luca).

 

La seconda guerra mondiale e un gruppo di uomini – tra i quali il padre dell’Autore – alla ricerca della salvezza. Una vogata notturna in mare che diventa catarsi. Una stalla dalle cui sconnesse assi del tetto, di notte, si intravede il cielo stellato.

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