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  • 16/11/2009 Penalisti : no a processo breve , viola uguaglianza (staff, http://www.osservatoriosullalegalita.org)

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    Va contrastato il ddl sul "processo breve", che e' una "inaccettabile semplificazione in contrasto con la razionalità e il principio d'eguaglianza". E' la posizione espressa la settimana scorsa dall'Unione Camere Penali Italiane.

    Con un documento del 13 novembre, la Giunta UCPI ha rilevato che "il ddl sul 'processo breve' diffuso il 12 novembre 2009 rappresenta il 'frutto avvelenato' dell’anomalia italiana nei rapporti tra politica e magistratura" e ricordato che da sempre l’Unione delle Camere Penali Italiane denuncia tale problema e propone per risolverlo riforme organiche anche costituzionali, senza scorciatoie improbabili. Per i penalisti, "tale problema, da tempo risalente, non è stato mai affrontato dalla politica attraverso il necessario percorso riformatore globale, la stessa A.N.M. si è sempre opposta e continua ad opporsi ad ogni ipotesi riformatrice" ma "il ddl sul 'processo breve' rappresenta oggi una nuova scorciatoia, che rischia l’insuccesso perché complica i problemi rendendoli irrisolvibili se non con scontri in campo aperto che possono far deflagrare conflitti istituzionali; denuncia - il ddl in questione affronta il reale problema di stabilire tempi certi per le vicende processuali, ma tale obiettivo, che nella sua autenticità riguarda il diritto di tutti gli imputati ad una ragionevole durata del processo, è perseguito in modo inadeguato e contraddittorio per più aspetti".

    In particolare, secondo l'UCPI, "non è legittimo discriminare gli imputati in ragione delle condizioni soggettive o della natura e gravità del reato, escludendo dalla 'ragionevole durata' reati di marginale rilevanza penale ed includendone altri più gravi: il diritto ad un processo giusto, e dunque anche alla sua ragionevole durata, non consente compressioni irragionevoli; -inoltre, il disegno di legge ignora completamente i tempi procedimentali precedenti l’esercizio dell’azione penale, che sono la ragione prima della violazione del principio di ragionevole durata, questione che chiama in causa, tra l’altro, la necessità di una riforma ordinamentale che assicuri un giudice capace di garantire il necessario forte controllo giurisdizionale sull’attività del pubblico ministero (in particolare sul rispetto della disciplina dei tempi delle indagini preliminari)". Per l'UCPI, "un simile provvedimento non potrà avere una minima possibilità di 'funzionare' e dunque di garantire davvero processi di durata ragionevole se non verrà accompagnato da significativi stanziamenti di risorse e da un loro impiego razionale: non tenerne conto significa legiferare al di fuori di ogni necessaria valutazione di effettività; i guasti determinati dall’ossessione 'panpenalistica' che ha animato il legislatore degli ultimi anni hanno determinato, al di là dello stravolgimento della natura e funzione della sanzione penale, un carico giudiziario del tutto esorbitante".

    Pertanto l'associazione dei penalisti ribadisce che "l’attuazione del diritto dell’imputato ad un processo di durata ragionevole, come fattore del diritto al 'giusto processo', non tollera discriminazioni di sorta e deve trovare attuazione nel rispetto del principio di uguaglianza; il principio di ragionevole durata del processo non può essere rimesso ad interventi estemporanei ed emergenziali ed è pertanto indifferibile una riforma complessiva del sistema giustizia che risolva e superi la conflittualità del tutto anomala tra politica e magistratura, ripristinando una logica di 'ordinaria normalità' istituzionale; esprime la propria contrarietà ad interventi di natura processuale, completamente avulsi dalla cornice ordinamentale entro la quale essi devono muoversi; delibera di programmare, nei tempi e nei contenuti di prossima definizione, una Giornata nazionale della giustizia con l’obiettivo di discutere, definire e proporre iniziative di riforma organiche e non contingenti".

    http://www.osservatoriosullalegalita.org
    Copyleft dei testi citando l' autore e linkando la fonte

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