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  • 01/02/2010 Tronchetti Dov' Era? (Marco Travaglio, http://www.beppegrillo.it)

    Ricerca personalizzata

    Buongiorno a tutti e scusate il ritardo, ma sono rientrato in aereo da qualche minuto e mi avete beccato con il caffè. Sono successe un po’ di cose in queste ultime ore, dico subito che Massimo Ciancimino sta facendo delle dichiarazioni estremamente importanti a Palermo, al processo per la mancata cattura di Bernardo Provenzano nel 1995: sta descrivendo Provenzano come un intoccabile, come un uomo protetto da una parte deviata dei Carabinieri, con i quali aveva fatto un accordo addirittura prima della strage di Capaci, ma le dichiarazioni più importanti dal punto di vista politico sono quelle che molti giornali domani nasconderanno, ma di questo parleremo lunedì, quando la polvere si sarà depositata e quando avremo tutte le bocce ferme e tutti gli elementi per parlarne.

    Gli spioni Telecom (espandi | comprimi)
    Intanto ci sono altre notizie interessanti: per esempio, vi ricordate Tronchetti Provera? L’avevamo ribattezzato Tronchetti Dov’era, perché mentre i suoi uomini della security spiavano a destra e a sinistra e raccoglievano migliaia di dossier lui non c’entrava, lui non sapeva.
    Personalmente è stato assolto nel processo per lo spionaggio illegale della security Telecom, che per altro lui aveva ingaggiato e stipendiava lautamente, da Tavaroli agli altri, ma adesso chi di voi legge Il Fatto Quotidiano ha qualche elemento di conoscenza in più, perché ieri Peter Gomez ha intervistato l’investigatore Cipriani, che portava i dossiers su commissione a Tavaroli e lì si dicono cose molto interessanti sui dossier, a proposito di Cesa, a proposito di Aldo Brancher, una delle eminenze grigie di Forza Italia, molto legato anche alla Lega Nord e sui DS, con il famoso Fondo Quercia, che ha dato origine a tante polemiche e a tante denunce e soprattutto minacce di denunce da parte di D’Alema. Vi assicuro che vale la pena di leggere questa intervista, che trovate anche sul blog antefatto.it, ma intanto sul caso Telecom c’è una novità clamorosa, ovvero che la Pirelli e la Telecom stessa hanno deciso di patteggiare. Stiamo parlando della Telecom e della Pirelli di Tronchetti Provera, che avevano Tavaroli come loro capo della security, che si sono anche sempre proclamate come società indenni da ogni responsabilità e ignare di tutto. Possono essere chiamati a rispondere penalmente non soltanto le persone fisiche, ma anche le persone giuridiche e le società, quindi rischiavano una condanna a un megarisarcimento: prevenire è meglio che subire e conseguentemente che cosa fanno? Pagano prima di venire condannati, naturalmente Il Corriere della Sera ci fa sapere che sono innocenti, eh, non si dichiarano colpevoli e infatti non è necessario, per patteggiare, dichiararsi colpevoli in Italia. Avete mai visto un innocente che patteggia e versa 7 milioni di Euro? Ho l’impressione che, se uno versa 7 milioni di Euro uno sull’altro, sono 14 miliardi delle vecchie lire, probabilmente non è che si senta tanto innocente: vedremo che spazio ci sarà per risarcire le tante persone spiate e lo dico in conflitto di interessi, perché ero uno dei giornalisti sui quali gli spioni che lavoravano per la Telecom compilavano report, esattamente come facevano gli spioni del Sismi ai tempi del generale Pollari. E anche su questo c’è una novità, perché oggi è uscita la motivazione della sentenza di condanna delle spie della Cia che sequestrarono Abu Omar, se non erro nel 2003, e il giudice spiega che il Sismi era perfettamente al corrente di tutto, di quel sequestro di persona realizzato con la complicità del nostro servizio segreto militare. Un cittadino egiziano, Abu Omar, a cui l’Italia aveva dato asilo per poi farlo sequestrare, deportare in Egitto e torturare lontano dai nostri occhi, il Sismi sapeva, Pollari sapeva, Pompa sapeva, Mancini sapeva, i vertici del servizio segreto militare sapevano, ma sapeva anche il governo: tant’è che prima il governo Prodi e poi il governo Berlusconi misero il segreto di Stato su quella vergogna, per impedire che si processassero il generale Pollari, Mancini e gli altri. Nelle motivazioni c’è scritto che sapevano anche loro e conseguentemente il giudice dice chiaramente che, se non fossero stati salvati dal segreto di Stato, grazie anche a una sentenza molto ambigua e molto discutibile della Corte Costituzionale, direi pilatesca, sarebbero stati puniti anche gli spioni italiani e invece gli spioni italiani non sono stati puniti, anche se c’entravano e ce lo dice il giudice, cui avevano legato le mani, così sono stati puniti soltanto gli spioni americani, che tanto erano già scappati e si erano resi irreperibili e, seppure la giustizia milanese avesse chiesto prima al governo Berlusconi, poi al governo Prodi tramite Mastella, di attivare le procedure per un mandato di cattura internazionale e per la cattura e la consegna di 26 spie della Cia, né il governo Berlusconi né il governo di centrosinistra hanno mai attivato quelle procedure e si sono semplicemente rifiutati di farlo, o addirittura, come nel caso di Mastella, di rispondere. Ma tutti i nodi vengono al pettine e quindi, anche se non li possiamo punire, sappiamo che gli uomini dei servizi segreti, invece di proteggere l’Italia dal terrorismo, hanno organizzato un sequestro di persona di un imam, Abu Omar, che tra l’altro era sospettato di legami con l’estremismo islamico e che la Procura di Milano stava tenendo d’occhio e non sapremo mai che cosa stava facendo, che cosa aveva fatto e che cosa avrebbe fatto, perché? Perché nel bel mezzo dell’indagine fu prelevato e portato in Egitto a scopo di tortura dai nostri servizi segreti e da quelli americani. Queste sono cose che restano sullo sfondo della nostra politica Telecom e Sismi, perché? Perché si chiamano ricatti, perché nessuno ha il coraggio di scaricare gli spioni della Telecom, come nessuno ha il coraggio di scaricare gli spioni del Sismi, perché? Perché evidentemente nelle più alte stanze delle istituzioni italiane si sa che queste persone hanno deviato dai loro compiti e hanno accumulato dossier e, per quanto si possano fare leggi per distruggere i dossier illegali, ce ne è sempre una copia o c’è sempre il rischio ce ne sia una copia, per cui abbiamo un’intera classe politica sotto ricatto da parte di questa gentaglia, perché solo così si può spiegare il fatto che, con tutto quello che è emerso, il generale Pollari sia ancora in auge e del caso Telecom non voglia parlare nessuno e che, quando venne fuori la notizia che Tavaroli aveva messo da parte qualche migliaio di dossier, il Parlamento si precipitò.. il governo di centrosinistra e il Parlamento con tutti i partiti d’accordo, tranne Di Pietro, si precipitarono a fare un decreto che ordinava la distruzione di migliaia di dossiers, cioè del corpo del reato, ancora prima che venissero aperti e si sapesse che cosa c’era dentro. Ecco perché si può parlare tranquillamente di ricatti: si può parlare di ricatti, anche perché poi centrodestra e centrosinistra hanno collaborato amabilmente - me ne sto occupando proprio in questi giorni, sto rivedendo le bozze del nuovo libro “ Ad Personam” - come sono stati salvati per legge sia i vertici del Sismi, sia i vertici della Telecom, con una legge salva /Pollari e una legge salva /Tavaroli e salva /Telecom: ecco perché bisognerebbe aprire, finalmente, le finestre e buttare via le scorie, buttare via gli scheletri, cacciare vecchi arnesi della politica che stanno lì a rimasticarsi e a ricattarsi a vicenda da decine e decine di anni, dove tutti sanno tutto di tutti, dove tutti hanno fatto cose con qualcuno, dove si tengono sotto scacco gli uni con gli altri per dare una ripulita e una rinfrescata all’edificio. Ecco perché è importante, ancora una volta, selezionare candidati nuovi: non perché il nuovo sia bene in quanto nuovo, ci sono dei giovani che fanno rimpiangere i vecchi, non è quello il problema, non è un problema anagrafico, è un problema di permanenza, ci vuole il bollino di scadenza ai politici, dopo un po’ scadono come gli yogurt, quagliano, inacidiscono, marciscono, ammuffiscono, ci vuole.. guardate, non sono un grillino fanatico, ma credo che la proposta più importante, ancora più importante del ripristino della preferenza e ancora più importante della cacciata dei condannati dal Parlamento, sia proprio quella intorno all’idea delle due legislature, non di più. Dopo due legislature via, così si evitano i ricatti, in attesa di avere una classe politica che si comporti correttamente e non si renda ricattabile. Se uno rimane per due legislature ha poco tempo per fare cosacce o per sapere delle cose per ricattare qualcun altro, o per diventare ricattabile lui, dopodiché fuori.

    Israele - Italia (espandi | comprimi)
    E allora bisognerà occuparsi ancora una volta di quello che succede in vista delle elezioni regionali, perché ormai le regioni e i governatori hanno dei poteri che valgono di più dei poteri dei Ministri certe volte, visti i soldi che maneggiano soprattutto nel settore della sanità e dei rifiuti. Infatti tutti gli scandali di questi anni nascono da questioni di sanità o di rifiuti: dalla Calabria, alla Puglia, alla Campania, alla Lombardia, alla Liguria, al Piemonte, alla Sicilia, con un bel po’ di Lazio, con un bel po’ di Abruzzo etc.. E allora oggi Berlusconi è in Israele: uno dei pochi Paesi dove non dovrebbe proprio mettere piede neanche per sbaglio, neanche per fare scalo, perché?

    Il PD e i candidati condannati (espandi | comprimi)
    Ma dato che il centrosinistra non vuole essere da meno, che cosa fa? Si è messo a candidare a governatore un imputato: sapete che Berlusconi invece gli imputati preferisce mandarli in Parlamento, perché lì c’è l’immunità; il PD invece qualcuno lo mette anche a governatore, uno dice “ ma non l’avrà mica messo in Campania questo candidato imputato?”, no, perché ne aveva uno, Bassolino, che avrebbe dovuto dimettersi anni fa, è imputato di truffa alla regione che lui stesso presiede e non se ne è mai andato, quindi è parte civile contro sé stesso, è imputato e parte civile, è incredibile, no?

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