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  • 13/10/2010 Fuori Berlusconi - W la Costituzione - No al modello Pomigliano (www.micromega.net)

    Ricerca personalizzata



    Sabato 16 ottobre tutti a Roma con la Fiom Cgil insieme a

    Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, don Andrea Gallo, Margherita Hack, Sabina Guzzanti, Antonio Tabucchi, Gino Strada, Luigi De Magistris, Altan, Sergio Staino, Ascanio Celestini, Moni Ovadia, Piergiorgio Odifreddi, Sonia Alfano, Gianni Vattimo, Lidia Ravera, Furio Colombo, Pancho Pardi, don Enzo Mazzi, don Paolo Farinella, Domenico Starnone, Carlo Lizzani, Giuliano Montaldo, Angelo d'Orsi, Valerio Magrelli e molti altri

    per difendere la democrazia e il lavoro, contro le politiche di Berlusconi e Marchionne.

    Sostieni anche tu questa straordinaria giornata di mobilitazione civile


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    PASSA PAROLA !

    Tutte le adesioni e le informazioni sulla manifestazione su www.micromega.net e www.fiom.cgil.it

    “Mi appello a tutti gli italiani di buona volontà, perché ce ne sono tanti: che si sveglino, che scendano in piazza con noi il 16 ottobre. La Fiom sta difendendo i diritti dei lavoratori e la dignità del lavoro. Con i diktat del modello Pomigliano Marchionne dà un cospicuo contributo al mutamento della democrazia italiana in una dittatura strisciante. Oggi, chi non osa minimamente dire il proprio pensiero insieme agli altri, finisce per dare una mano a questo governo” – Andrea Camilleri

    www.micromega.net

    08/10/2010 Il 16 ottobre a Roma per il Lavoro, la Democrazia, il Sud (http://www.sinistrasvegliati.org)

    Dal Mezzogiorno un appello del mondo della cultura e dell’università ad aderire alla manifestazione indetta dalla FIOM CGIL


    Molteplici sono le ragioni per aderire il prossimo 16 ottobre alla manifestazione nazionale della FIOM CGIL, in difesa dei diritti e del lavoro. E nel Sud del nostro Paese queste ragioni sono amplificate dal sottosviluppo e dalle gravi responsabilità del governo.

    Il Mezzogiorno sprofonda oggi in una crisi dalle molte facce.

    C’è il cancro della criminalità, che controlla vaste aree. C’è il “paradosso della doppia migrazione”, con i migliori giovani del Mezzogiorno che se ne vanno in cerca di lavoro e tanti stranieri che arrivano, trovando ben scarsa capacità di accoglienza e, nel migliore dei casi, un lavoro irregolare. C’è la devastazione del territorio, con una teoria ininterrotta di emergenze, spesso interconnesse: dai rifiuti, all’abusivismo edilizio, al dissesto idrogeologico. C’è il crescente depauperamento del sistema delle infrastrutture, con la vicenda infinita dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria ormai diventata l’emblema stesso del fallimento dello Stato.

    E tutto ciò oggi è reso ancora più drammatico dalla crisi economica in atto, che qui si infrange più duramente che altrove. Certo, tutto il Paese è in ginocchio e la stessa tenuta dell’Unione Monetaria Europea sembra a rischio. Ma altrove le forze per resistere si organizzano e provano ad uscire dal tunnel. Mentre, alle condizioni attuali, il Mezzogiorno non ce la fa. Il suo tessuto produttivo risulta troppo indebolito dagli effetti dell’apertura dei mercati, dal fallimento completo delle cosiddetta “nuova programmazione” per il Mezzogiorno, dal colpevole disimpegno del governo nazionale.

    E certo non è credibile pensare di rilanciarne le sorti inseguendo una competitività da bassi salari e scarsi diritti. Ormai sappiamo bene che si tratta di una strada non solo profondamente iniqua ma anche strategicamente fallimentare.

    È iniqua, perché costituisce un arretramento inaccettabile nelle condizioni di vita e nella dignità dei lavoratori meridionali. Non può esserci una democrazia “parziale”, in cui i diritti delle persone cessano di essere tutelati una volta varcata la soglia del luogo di lavoro oppure messo piede al Sud; e se è questa la premessa del federalismo fiscale sarà bene rispedirlo al mittente. Ma è anche una strada fallimentare sul piano della politica economica, perché è ormai dimostrato che non è la compressione dei salari che può consentirci di fronteggiare la concorrenza cinese o quella indiana, oppure ridare respiro ai mercati di sbocco delle piccole imprese meridionali. Ci vuole ben altro: investimenti, infrastrutture, ricerca scientifica, politiche industriali autentiche. Tornare a discutere seriamente di lavoro, sviluppo, “questione meridionale”.

    Il Mezzogiorno – come il resto del Paese – ha una sola opzione di fronte a se: scommettere e investire sul capitale umano, non mortificarlo, e imparare a competere nei settori più avanzati dell’”economia della conoscenza”, quella della produzione di beni e servizi ad alta tecnologia e ad alto tasso di sapere aggiunto.
    E’ necessario un radicale cambiamento di rotta che, con la creazione di una “nuova industria” fondata sulla conoscenza, consenta una maggiore e migliore occupazione e riaffermi principi di democrazia nei luoghi di lavoro e, quindi, nella società.

    Per tutte queste ragioni aderiamo alla manifestazione nazionale indetta dalla FIOM CGIL. E invitiamo tutti i meridionali a farlo.


    Enrica Amaturo (Università degli Studi di Napoli Federico II)
    Luigi Amodio (direttore generale Fondazione IDIS)
    Stefano Balassone (Università degli Studi Suor Orsola Benincasa)
    Sergio Brancato (Università degli Studi di Salerno)
    Guido D’Agostino (Presidente Istituto Campano per la Storia della Resistenza)
    Laura Capobianco (Istituto Campano per la Storia della Resistenza)
    Elena Coccia (avvocato, Esecutivo Nazionale Giuristi Democratici)
    Pietro Greco (giornalista scientifico e scrittore)
    Carlo Iannello (Seconda Università di Napoli)
    Ugo Leone (Presidente Parco Nazionale del Vesuvio)
    Luigi Mascilli Migliorini (Università di Napoli l’Orientale)
    Pietro Masina (Università di Napoli l’Orientale)
    Vittorio Mazzone (Presidente Centro Culturale "Insieme")
    Walter Palmieri (ricercatore CNR di Napoli)
    Rosario Patalano (Università degli Studi di Napoli Federico II)
    Raffaele Porta (Università degli Studi di Napoli Federico II)
    Riccardo Realfonzo (Università del Sannio)
    Settimo Termini (Università degli Studi di Palermo)

    Per aderire:
    info@sinistrasvegliati.org Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
    info@cirem.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.