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  • 24/05/2008 La stretta sullo Stretto (Emma Berti - aprileonline, http://www.canisciolti.info)

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    Con una lettera del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli al presidente della società Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci, si riprende in mano il progetto per la realizzazione del Ponte che dovrebbe collegare la Sicilia al continente. Matteoli chiede infatti a Ciucci di rimettersi al lavoro, il prima possibile. Il presidente della Spa ha dato una risposta tempestiva, in cui ha delineato i vari passi da compiere, scandendo i tempi necessari per arrivare alla costruzione della grande opera tanto discussa. L'ordine di inizio attività all'Impregilo potrebbe scattare a gennaio 2009, la posa della prima pietra è prevista per il maggio - giugno 2010, l'opera sarà conclusa e aperta al traffico nel 2016.

    C'era una volta... L'idea di un ponte tra la Sicilia e la penisola è nata negli anni '60, ed è approdata nelle aule del Parlamento italiano il 17 dicembre 1971, data in cui venne approvata la legge 1158, che puntava "alla realizzazione di un collegamento stabile viario e ferroviario fra la Sicilia e il Continente". Nella legge si affidava all'Iri il compito di guidare Fs, Anas, Regione Sicilia e Regione Calabria. Soggetti che, quando all'inizio degli anni '80 un'altra legge istituì la Stretto di Messina Spa, investirono parte dei loro capitali in questa società, che, per prima cosa, doveva demolire il progetto, sponsorizzato dall'Eni e costato 80 miliardi di lire, di costruire tre tunnel sottomarini nello stretto. Nel 1982 Claudio Signorile, l'allora ministro per gli interventi straordinari del Mezzogiorno, annunciò che a breve sarebbero iniziati i lavori per un collegamento sospeso, e nel 1984 si stabilì che il Ponte sarebbe stato terminato entro dieci anni. Signorile aveva sbagliato i calcoli, il progetto resterà infatti bloccato fino all'inizio del nuovo millennio.

    Sarà il premier Silvio Berlusconi, nel 1992, a rilanciare l'opera. Il progetto della Stretto di Messina Spa è ripreso e aggiornato, con tanto di studio sull'impatto ambientale. Il decreto per la realizzazione del ponte viene varato il 24 aprile del 2003, e nell'ottobre 2005 l'Impregilo vince la gara aggiudicandosi l'appalto. Data prevista per l'inizio dei lavori: 2007. Ma la nuova legislatura di Romano Prodi cancella il Ponte dall'elenco delle priorità, dirottando i 50 milioni di euro disponibili per la sua costruzione verso altre opere pubbliche viarie in Sicilia e Calabria. Del Ponte la maggioranza non vuole saperne, alla Camera passa una mozione in cui l'Italia si impegna a non realizzarlo e la Commissione Bilancio del Senato approva un emendamento che stabilisce la messa in liquidazione della società Stretto di Messina, i cui battenti avrebbero dovuto chiudere entro il marzo 2008, e l'abrogazione della legge istitutiva. Con un colpo di scena inviso dalla sua maggioranza, il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro salva la spa, dopo un calcolo sui costi che questa operazione avrebbe fatto ricadere sullo Stato: 500 milioni di euro in penali da pagare alle imprese che si erano già aggiudicate i lavori.

    E fu così che... Dal primo ottobre 2007 l'Anas è azionista di maggioranza della Stretto di Messina Spa, diventa così la concessionaria per la progettazione, la realizzazione e la gestione del Ponte. La compagine azionaria della società è così delineata: 81,8% all'Anas, 13% al Rfi, 2,6% sia alla Regione Sicilia che alla Regione Calabria. Ma com'è strutturata la Stretto di Messina Spa? Nell'aprile 2004 sono state avviate quattro gare internazionali al termine delle quali sono stati individuati i vari soggetti coinvolti nella realizzazione e progettazione dell'opera. Nel marzo 2006 l'Impregilo firma il contratto come capogruppo mandataria dell'Associazione Temporanea di Imprese, diventando così il general contractor, cioè il soggetto che realizza l'opera. Il project management consultant, che si occupa delle attività di controllo e verifica della progettazione definitiva, esecutiva, della realizzazione del Ponte e dei suoi collegamenti stradali e ferroviari, è la società statunitense Parsons Transportation Group. Vi è poi un soggetto impegnato nell'attività di monitoraggio ambientale, territoriale e sociale per le varie fasi di costruzione ed esercizio del Ponte: il raggruppamento Temporaneo di Imprese guidato da Fenice Spa. Infine un broker assicurativo, la Marsh Spa.

    La lettera. Nella missiva che Matteoli ha inviato al presidente della Stretto di Messina Spa Ciucci, il ministro ribadisce l'impegno in favore della realizzazione del Ponte: "Il collegamento stabile tra la Sicilia ed il Continente è tra le infrastrutture che rivestono carattere prioritario e la sua realizzazione ha già costituito oggetto di affidamento al contraente generale. E' pertanto necessario porre in essere nei tempi più brevi tutte le condizione per la ripresa delle attività inerenti la costruzione del manufatto". La prima cosa che la società deve fare, sostiene Matteoli, è "un'immediata revisione della convenzione di concessione e del piano economico - finanziario in essere". Occorre individuare le risorse finanziarie necessarie alla realizzazione del Ponte, dato che quelle in precedenza accumulate sono state versate al bilancio dello Stato e riservate ad altre opere. E' in fase di valutazione il costo aggiornato del progetto, che per ora può essere stimato in circa sei miliardi di euro. Si conosce invece la cifra spesa dalla Stretto di Messina per la sola progettazione dell'opera: 200 milioni di euro.

    Ciucci ci tiene a rassicurare sul fatto che "il consenso del territorio sarà fondamentale per la costruzione del ponte", si avvieranno colloqui con i cittadini siciliani e calabresi e con le amministrazioni locali. Certo è il beneplacito del governatore siciliano Raffaele Lombardo, che si è detto "soddisfatto" del nuovo via per il Ponte e che ha assicurato che "il governo regionale siciliano farà quanto in suo potere per lavorare in concerto con il governo nazionale affinchè il Ponte sullo Stretto di Messina diventi una realtà portando con sé numerosi vantaggi, non solo alla Sicilia e alla Calabria, ma anche a tutta l'Italia, perché - spiega Lombardo - è un'opera fondamentale che rende oltretutto operativo il corridoio Berlino I".

    A frenare è invece Mario Sarcinelli, presidente di Dexia Crediop, istituto che finanzia le opere pubbliche della penisola. Secondo Sarcinelli "le opere pubbliche necessarie all'Italia sono i trasporti, ma tra queste non c'è, certamente, il Ponte di Messina". Un no secco arriva poi da Massimo Fundarò, coordinatore dell'esecutivo nazionale dei Verdi: "dopo il nucleare, il ponte sullo Stretto: il governo mostra così tutta la sua arretratezza in campo ambientale". Sono altre le opere utili a parere di Fundarò, come "il potenziamento delle reti già esistenti e delle ferrovie, non certo un'infrastruttura faraonica, costosissima e dannosa alla quale ci opporremo sempre".

    Emma Berti - aprileonline

    http://www.aprileonline.info/

    http://www.canisciolti.info

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