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  • 11/09/2008 Alitalia: Avanti tutta la notte le trattative sul piano di salvataggio (http://www.canisciolti.info)

    Ricerca personalizzata

    Alitalia: Avanti tutta la notte le trattative sul piano di salvataggio. Andranno avanti tutta la notte le trattative sul piano di salvataggio della compagnia. Lo ha detto il segretario nazionale della Fit-Cisl, Claudio Genovesi prevedendo a minuti la riapertura del tavolo, momentaneamente sospeso. A quel punto il ministero del lavoro dovrebbe, spiega il sindacalista, presentare un documento di confronto sugli ammortizzatori sociali.

    11/09/2008 Gli inutili salvataggi di Volare e Alitalia: costi per i consumatori, benefici privati non sempre leciti (http://www.aduc.it)

    Un salvataggio in piccolo, analogo a quello di Alitalia, ci fu nel 2004, quando il Governo di centro-destra evito' il fallimento della compagnia aerea Volare Web, facendo perdere soldi e tempo a migliaia di viaggiatori (che avevano gia' acquistato i biglietti e che non sono mai stati rimborsati). La giustificazione fu: dobbiamo tutelare l'occupazione.
     
    Successivamente, con una procedura non regolare, come gia' ha stabilito il Consiglio di Stato, Volare fu ceduta ad Alitalia. Ora un'inchiesta della magistratura di Busto Arsizio svela che la vendita fu anche 'viziata' di aspetti penalmente rilevanti: un accordo corruttivo finalizzato a favorire Alitalia nell'acquisto rispetto alle altre compagnie pretendenti, essenzialmente AirOne. La procura ritiene di avere le prove della corruzione che coinvolse ex dirigenti di Volare e il commissario straordinario nominato dal governo (quest'ultimo avrebbe favorito Alitalia in cambio di finanziamenti alle proprie imprese... attento Fantozzi...). Interessi non leciti di imprenditori entrarono in ballo in un salvataggio che costo' ai consumatori, senza un effettivo risanamento: servi' solo a portare nella pancia della gia' decotta Alitalia una compagnia agonizzante.
     
    Succede. In nome di nobili fini si producono le peggiori disgrazie. Cosi' in nome della tutela dei posti di lavoro o dell'italianita' di un'azienda, si mettono in pratica salvataggi che finiscono per favorire interessi privati non sempre leciti, pagati dai contribuenti.
    Purtroppo tutti ingredienti, imprenditori coinvolti in un'avventura 'aerea' per avere tornaconti in altri ambiti, ampiamente presenti nella gestione del caso Alitalia.

    11/09/21008 Alitalia. Redde rationem (Primo Mastrantoni, segretario Aduc )

    Redde rationem per Alitalia. Potremmo citare il versetto del Vangelo: rendimi conto della tua amministrazione, perche' non potrai piu' amministrare. Un dramma per il personale, certo. Nel 2001 dicevamo che l'Alitalia correva verso il precipizio, ora il baratro e' arrivato. Di chi la colpa? Non certo degli utenti che hanno continuato a pagare biglietti carissimi per tratte monopolistiche, ma di partiti e sindacati, ognuno interessato a coltivare il proprio orticello, fregandosene del campo (Alitalia) che andava in malora. Chi si preoccupava dei 19 anni, su 20, di bilancio in rosso? Nessuno, o meglio qualche sfigata associazione di consumatori. Chi elargiva allegramente soldi pubblici (5 miliardi e 187 milioni di euro in 10 anni) per turare le falle della "nostra compagnia di bandiera"? I partiti e relativi governi, da Prodi a Berlusconi (vedi di seguito). Il bello, o brutto, e' che oggi gli stessi partiti e sindacati, responsabili del disastro, si atteggiano a salvatori della patria, dicono: vogliamo salvare la "nostra compagnia di bandiera", vogliamo salvare l'italianita' di l'Alitalia (ci ricorda Antonio Fazio, gia' governatore della Banca d'Italia, che voleva salvare l'italianita' delle banche), vogliamo salvare 20mila posti di lavoro! Ora, o si mangia la minestra o ci si butta dalla finestra. Il bello, o brutto, e' che nessuno straccia tessere, di partito e sindacato, e manda al quel paese i propri dirigenti. Cosi' e'. 

    30/06/2008 Alitalia: 10 anni di salassi per il contribuente (Primo Mastrantoni, segretario Aduc, http://www.aduc.it)

    Alitalia: 10 anni di salassi per il contribuente che, oltre a pagare il biglietto, si e' trovato sul groppone anche gli aumenti di capitale e i prestiti disposti dai vari Governi, di centro-sinistra e di centro-destra, segno che a nessuno interessavano le sorti della nostra "compagnia di bandiera", nonostante le roboanti dichiarazioni. A memoria, affinche' tutti ricordino, visto che siamo un popolo di smemorati, vogliamo riassumere quanto ci e' costata l'incapacita' di chi ci governa.
    Vediamo.
     
    * Governo Prodi: nel 1998 vi e' stata una ricapitalizzazione aperta agli azionisti terzi per 3.000 miliardi di lire (1.549 milioni euro);
    * Governo Berlusconi: nel 2002 vi e' stato un aumento di capitale per 1.432 milioni di euro;
    * Governo Berlusconi: nel 2004 un prestito ponte di 400 milioni di euro;
    * Governo Berlusconi: nel 2005 un aumento di capitale per 1 miliardo e 6 milioni di euro e il ricorso al mercato obbligazionario per oltre 500 milioni, con la promessa dell'utile nel 2006 (quell'esercizio si e' chiuso in rosso per 626 milioni di euro!!!);
    * Governi Prodi: nel 2008 si vara un prestito ponte di 300 milioni di euro;
    * Governo Berlusconi: nel 2008 il prestito ponte di 300 milioni viene trasformato in ricapitalizzazione (l'esercizio 2007 si e' chiuso in rosso per 495 milioni di euro).
    Totale: in 10 anni l'Alitalia e' costata allo Stato, cioe' a noi contribuenti, qualcosa come 5 miliardi e 187 milioni di euro, tra ricapitalizzazioni e prestiti. Nel 2007 Alitalia ha chiuso il suo diciannovesimo bilancio in passivo (su venti anni). Ci aggiungiamo che nel 2001 una azione Alitalia valeva 8,5 euro, oggi vale 0,4 euro.
    Bravi questi nostri governanti!

    Vola Alitalia paga l' Italia

    ""Alitalia e' in agonia, in coma irreversibile, ha bisogno di morire. La 'cordata' non esiste, il partner internazionale non si vede, il prestito ponte diventa l'ennesimo finanziamento che sara' ostacolato dalla Ue e quei posti di lavoro continueranno a costarci, a tutti, una fortuna in denaro pubblico. Un biglietto con l'Alitalia ci costa sempre piu' in tasse.
    L'Alitalia perde 2-3 milioni di euro al giorno anche quando vola, tanto varrebbe tenerla a terra. Se il Governo non vuole portare i libri in tribunale occorre che gli azionisti, cioe' noi contribuenti, decidano di farla finita, di evitare l'ennesimo collasso del portafoglio (gia' semivuoto) e di fare quello che qualsiasi persona sensata farebbe: porre termine alla follia.
    Dobbiamo contribuire a farla chiudere oggi piuttosto che rimandare l'inevitabile e costoso fallimento di domani: occorre non acquistare piu' i biglietti dell'Alitalia. I voli saranno vuoti e non decolleranno o, se lo faranno, ci sara' una ulteriore perdita e il definitivo collasso. Ricordati, se voli Alitalia paghi due volte.


    ECCO ALCUNE BUONE RAGIONI PER CHIUDERE SUBITO ALITALIA

    1. milioni e milioni prelevati dalle tasche dei contribuenti per coprire il passivo di Alitalia, che nel biennio 2006-2007 ha superato il miliardo di euro (1.121.000.000). L'ultimo 'prestito ponte' di 300 milioni di euro, appena trasformato in finanziamento a fondo perduto, e' stato sottratto dal fondo per la ricerca scientifica!
    Ma vediamo cosa e' accaduto in passato:
    - Governo Prodi: nel 1998 vi e' stata una ricapitalizzazione aperta agli azionisti terzi per 3.000 miliardi di lire (1.549 milioni euro);
    - Governo Berlusconi: nel 2002 vi e' stato un aumento di capitale per 1.432 milioni di euro;
    - Governo Berlusconi: nel 2004 un prestito ponte di 400 milioni di euro;
    - Governo Berlusconi: nel 2005 un aumento di capitale per 1 miliardo e 6 milioni di euro e il ricorso al mercato obbligazionario per oltre 500 milioni, con la promessa dell'utile nel 2006 (quell'esercizio si e' chiuso in rosso per 626 milioni di euro!!!);
    - Nel 2005 e' stata raddoppiata da 1 a 2 euro la tassa per il controllo dei bagagli per tutti i biglietti aerei venduti in Italia. Il ricavato serve a sovvenzionare il fondo di integrazione al reddito degli esuberi di personale Alitalia
    Totale: in 10 anni l'Alitalia e' costata allo Stato, cioe' a noi contribuenti, qualcosa come 5 miliardi e 187 milioni di euro, tra ricapitalizzazioni e prestiti. Nel 2007 Alitalia ha chiuso il suo diciannovesimo bilancio in passivo (su venti anni). Ci aggiungiamo che nel 2001 una azione Alitalia valeva 8,5 euro, oggi vale 0,4 euro.

    2. Alitalia continua ad occupare importanti rotte nazionali ed internazionali, impedendo l'ingresso di altre compagnie piu' competitive anche straniere che potrebbero offrire prezzi piu' bassi per gli utenti

    3. nel 2006, gli strateghi di Alitalia si "impegnano" per salvare una compagnia moribonda, ed acquistano (o meglio ricevono in regalo) Volare Web, compagnia sull'orlo del fallimento che ha fregato migliaia di utenti mai rimborsati per voli cancellati. La gara di assegnazione ritenuta non regolare dal Consiglio di Stato, e' da rifare

    4. l'Ue ha gia' aperto una procedura contro l'Italia per i finanziamenti statali all'Alitalia, procedura che potrebbe portare a sanzioni che tutti noi contribuenti dovremmo pagare

    5. nessuno vuole comprare Alitalia a causa del pesante intervento dei sindacati, che dettano condizioni incompatibili con il mercato. In altre parole, si salva Alitalia solo per salvare qualche migliaio di posti di lavoro a spese di milioni di contribuenti.

    6. quanti di voi almeno una volta sono incappati in uno dei numerosissimi scioperi dei dipendenti di Alitalia?

    7. se acquistate un biglietto e l'Alitalia fallisce (cosi' come accaduto per migliaia e migliaia di utenti di VolareWeb), difficilmente sarete rimborsati.

    http://www.canisciolti.info

    http://www.helpconsumatori.it

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