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  • 18/02/2006 Mercato del Gas (visto su www.verdi.it)

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    Nasce la Borsa delle emissioni. Una tonnellata di Co2 equivale a 26 euro di "multa". Thierry Carol: "Stiamo solo all'inizio"*

    Piuttosto che sanzionare i grandi inquinatori, la scommessa dei firmatari del protocollo di Kyoto è stabilire dei principi che regolano l’economia di mercato per incoraggiare la riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra.

    Si tratta di mettere fine alla possibilità di inquinare “gratis”, stabilendo un sistema di regole in base al quale si attribuiscono delle quote da pagare per tonnellata di gas serra emesso in atmosfera. Questo principio dovrà permettere la realizzazione di un altro sistema, molto più complesso, di un mercato internazionale di emissione di ossido di carbonio, che dovrà divenire operativo nel 2008 e che dovrà servire da regolatore “naturale” delle emissioni di gas nocivo da parte dei paesi industrializzati.

    La Borsa Powernext, che ha preso il via sei mesi fa, nel mese di gennaio ha registrato dei volumi record di transazioni. Powernext Carbone, la Borsa delle quote di Co2 lanciata lo scorso giugno a Parigi, ha raggiunto un giro di 1.9milioni di tonnellate di Co2 nel mese di gennaio, contro 1.3milioni di dicembre.

    Una cifra che corrisponde ad un movimento quotidiano di 89.364 tonnellate, con una percentuale di aumento pari al 163% rispetto ai sei mesi precedenti. “Il mercato delle quote di Co2 sta avendo una tendenza al rialzo” afferma Thierry Carol, direttore commerciale di Powernext, “e questo non è che il debutto”.

    Questa borsa che ha cominciato ha funzionare da giugno con la collaborazione di sei imprese, ora può contare sulla partecipazione di trentatré aziende; “abbiamo un ritmo di reclutamento di tre o quattro nuove aziende al mese”, precisa Carol. Quando le imprese superano le loro quote d’emissione, pagano un’ammenda di 40 euro per tonnellata di Co2; quota che salirà a 100 euro a partire dal 2008, quando il trattato per l’ambiente entrerà nella sua seconda fase.

    La forte crescita mondiale di richieste potrà generare una penuria di questi permessi e dopare il loro prezzo, che attualmente si attesta intorno ai 26 euro per tonnellata, penalizzando gli industriali più “sporcaccioni”. La buona riuscita della risoluzione adottata a Kyoto, comunque, consiste nell’incentivare gli industriali ad investire nelle tecnologie, proprio per evitare di dover pagare per acquistare le quote e, magari, rivenderle a chi non rispetta gli accordi. Il protocollo prevede infatti delle agevolazioni, dei veri e propri sconti di emissione a chi fa degli investimenti nei paesi in via di sviluppo.

    *tratto da Le Monde - traduzione di Matteo Auriemma
    18 febbraio 2006


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