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  • 18/08/2006 Onu: Il Buco nell' Ozono si sta riducendo più lentamente del Previsto (http://www.canisciolti.info)

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    Dopo essere stato danneggiato per decine d'anni, lo strato di ozono che avvolge la terra si sta finalmente riparando, hanno annunciato oggi due agenzie delle Nazioni Unite. Nonostante il tono positivo dell'annuncio, fatto congiuntamente dall'Organizzazione mondiale per la metereologia (WMO) e dal Programma per l'ambiente delle Nazioni Unite (UNEP), le due agenzie hanno fatto notare che lo strato protettivo, utile per filtrare le pericolose radiazioni solari, si sta ricostruendo in modo più lento rispetto a quanto sperato.

     

    Gli esperti prevedono, infatti, che in ampie aree sparse sopra tutti i continenti, lo strato di ozono impiegherà fino al 2049 per ritornare ai livelli a cui era prima degli anni Ottanta . Il che significa cinque anni più tardi di quanto era stato stimato dagli ultimi rapporti scientifici ufficiali fatti nel 2002. Il messaggio delle agenzie è contenuto in un studio redatto da 250 scienziati che sarà pubblicato l'anno prossimo sugli effetti del Protocollo di Montreal del 1987, accordo che obbliga i Paesi firmatari ad abbandonare progressivamente l'uso di prodotti dannosi per l'ozono.

    "I primi segnali che l'atmosfera si sta riparando dimostrano che il Protocollo di Montreal funziona", ha dichiarato Achim Steiner, direttore di UNEP. "I ritardi nel recupero, però, devono essere interpretati come un avvertimento affinchè il ripristino dello strato di ozono non sia dato per scontato e gli sforzi per smettere di produrre agenti chimici dannosi vengano rafforzati".

    Sopra le regioni antartiche, dove il buco nell'ozono non ha smesso di crescere negli ultimi 30 anni, il recupero sarà probabilmente posticipato al 2065, ben 15 in ritardo rispetto alle ultime previsioni. Secondo gli esperti, la patina di ozono ha la proprietà di bloccare i raggi ultravioletti del sole, responsabili dell'aumento del rischio di cancro alla pelle e di cataratte. Si crede, inoltre, che possano anche danneggiare le coltivazioni di cereali e la fauna marina.


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