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  • 13/09/2006 Allarme Inquinamento in Grecia (www.nuovaecologia.it)

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    La denuncia dell'Ispettorato dell'Ambiente ellenico: «Aumentate del 30% le violazioni delle industrie». Sporche anche le acque reflue dell'aeroporto di Atene

    Nonostante le forti pressioni dell'Unione europea, la Grecia resta uno dei fanalini di coda nella salvaguardia dell'ambiente tanto che la tendenza delle industrie greche a disfarsi sconsideratamente dei rifiuti tossici, in gran parte non depurati, ha ormai arrecato danni irreversibili ai fiumi, ai laghi e alle coste del Paese. L'allarmante situazione è denunciata in un dettagliato rapporto redatto dall'Ispettorato dell'Ambiente ellenico (Eyep) secondo il quale le violazioni alla tutela ambientale commesse lo scorso anno da fabbriche e altri impianti industriali greci sono state 90, pari al 30% in più rispetto alle 60 accertate nel 2004. Per tali infrazioni l'Eyep ha proposto l'imposizione di multe per un totale di 2.1 milioni di euro.

    Dei 145 accertamenti effettuati l'anno scorso dagli esperti dell'Eyep, riferisce oggi il quotidiano “Kathimerini”, il 43% hanno riguardato fabbriche, il 24% impianti per il trattamento dei rifiuti, il 6,5% miniere ed il resto stabilimenti vari. Le violazioni più diffuse, sempre stando al rapporto, sono risultate essere l'inadeguato trattamento dei rifiuti (42,7%), la mancanza di una valida licenza di attività (15,5%) e varie attività illegali in aree protette (10,9%). Nell'indagine dell'Ispettorato si esprime preoccupazione in particolare per la qualità delle acque di parecchi fiumi come l'Asopos, sull'isola di Viotia (Beozia), solo sul quale l'anno scorso sono state effettuate ben 17 ispezioni dopo che era stato accertato che decine di fabbriche scaricavano i propri scarti di lavorazione presso le sue rive causando così una pericolosa concentrazione di cromo, piombo e nitrati, tutte sostanze potenzialmente cancerogene. Eccessivi livelli di cromo sono stati rilevati anche nelle acque del fiume Koropi, nell'Attica orientale, e vari controlli sono stati condotti dall'Eyep nella zona dopo che è stata segnalata la morte di parecchie pecore che avrebbero bevuto acqua attinta da pozzi vicini al fiume.

    Un altro corso d'acqua ormai ridotto ad una "fogna a cielo aperto" - come è detto nel rapporto - dagli scarichi tossici delle fabbriche è il Kalamas, che scorre in Thesprotia (nella Grecia del Nord al confine con l'Albania). Ma l'Eyep non risparmia nemmeno l'aeroporto internazionale di Atene “Elefterios Venizelos” responsabile, secondo il rapporto, di non trattare in modo adeguato le proprie acque reflue prima di scaricarle nell'ambiente esterno.


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