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  • 05/09/2008 Smog killer a San Paolo del Brasile (http://www.lanuovaecologia.it)

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    Secondo una ricerca dell’università locle, nella megalopoli l’inquinamento atmosferico uccide ogni giorno da 12 a 14 persone. Colpa dei 6 milioni di veicoli che ogni giorno ingabbiano gli abitanti in code chilometriche

    Nella megalopoli di San Paolo del Brasile l'inquinamento dell'aria, uccide ogni giorno da 12 a 14 persone. Il dato che ha dell'incredibile è frutto di uno studio dell'Università di San Paolo (Usp) sulla qualità dell'aria della città che ha 20 milioni di abitanti e 100 chilometri di diametro. "I danni alla salute provocati dall'inquinamento atmosferico sono sentiti particolarmente dalle persone denutrite, dai portatori di malattie cardio-respiratorie, dai neonati: ma tutti comunque ne patiscono gli effetti", dice il professore di medicina della Usp, Paulo Saldiva.

    San Paolo, quarta città del mondo, ha più di 6 milioni di vetture, camion e autobus, che girano ogni giorno per le strade della metropoli. Nei mesi invernali (luglio, agosto e settembre) una cappa di nebbia inquinante ristagna tutti i giorni sull'ex capitale del caffè, ora diventata la "Milano" trainante di tutto il Brasile.

    Gli ingorghi di auto sono diffusissimi, tanto che esistono radio che si occupano per 24 ore solo del traffico, suggerendo agli ascoltatori gli itinerari alternativi per non restare in coda per ore. Ma, visto che la costruzione delle metropolitane è ancora parecchio indietro, si teme che San Paolo diventi la prima metropoli del mondo ad essere collassata, a rimanere paralizzata perché saturata di automobili. L'organizzazione mondiale della sanità (Oms) afferma che sono da 2 a 4 milioni le persone che ogni anno muoiono a causa dell' inquinamento sul pianeta.

    La "città italiana" più grande del mondo (a San Paolo abitano infatti più di 6 milioni di oriundi dalla penisola) vive da tre mesi una siccità gravissima che ha portato l' umidità a livelli sahariani (meno del 20%) e l'inquinamento a livelli stratosferici. "Nonostante alimenti il 10% delle vetture che si muovono per il Brasile - prosegue Saldiva - il diesel a San Paolo è responsabile per il 45% delle emissioni di particelle inquinanti". E pensare che l'inquinamento si è ridotto moltissimo per l’uso diffuso delle macchine "flex", che utilizzano come carburante indifferentemente benzina o etanolo, ottenuto dalle piantagioni di canna da zucchero.

    Anche il biodiesel prodotto da coltivazioni diffuse per tutto il Brasile come la mamona, doveva diventare obbligatorio a partire dal 2009. Ma il ministro dell'Ambiente, Carlos Minc, ha ceduto alle case che costruiscono camion e autobus, e all'ente petrolifero Petrobras: il cambio, salutare specie alle metropoli brasiliane, è stato spostato al 2012. "Il nostro standard di emissione di inquinanti a San Paolo raggiungerà l'anno prossimo livelli africani", protesta Fabio Feldman, guru del forum paulista del cambiamento climatico.

    http://www.lanuovaecologia.it

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