TuttoTrading.it

SITO

  • Home
  • Mappa
  • Contatti
  • G.Temi
  • Dividendi
  • Div.19
  • Shopping
  • Informaz.
  • Sicur.Inf.
  • Trading
  • Collezioni
    VAI ALLA MAPPA DEL SITO


    INFO
  • Acqua
  • Aliment.
  • Ambiente
  • Automot.
  • Balneab.
  • Banche
  • Bookcr.
  • Buttol
  • Case
  • acqua
  • Colorare
  • Decoro
  • urbano
  • Decresc.
  • dividendi
  • Donne
  • Economia
  • Economia
  • circol.
  • Energia
  • En.rinnov.
  • Famiglia
  • Finanza
  • Foto
  • Giardini
  • Giornata
  • memoria
  • G.foibe
  • Inquin.
  • M'illumino
  • dimeno
  • M5S TDG
  • Ora sol.
  • legale
  • Peso
  • rifiuti
  • Pishing
  • Politica
  • Raccolta
  • bott.
  • Olio
  • esausto
  • Rassegna
  • Riciclo
  • Rifiuti
  • R.affetto
  • R.zero
  • R.verde
  • S.mare
  • Scuole
  • ricicl.
  • Social
  • street
  • Solidar.
  • Shopping
  • Spoofing
  • Storia
  • TDG
  • News
  • Tumori rif.
  • Tutto
  • droga
  • T.racc.
  • differ.
  • T.droga
  • T.scuola
  • Violenza
  • V.rendere


  • 21/08/2006 Ucoii: non siamo Antisemiti. Amato convoca Consulta Islamica (www.aduc.it)

    Ricerca personalizzata

    Non si arresta la polemica sul caso Ucoii, scatenato dalla pubblicazione di un'inserzione a pagamento su alcuni quotidiani, in cui l'Unione delle Comunità ed organizzazioni islamiche in Italia equipara le stragi in Medio Oriente a quelle naziste. È di lunedì la mossa del ministro dell'Interno, Giuliano Amato che dopo le prese di distanza da parte di altre associazioni islamiche nei confronti dell'Ucoii, ha convocato il comitato contro la discriminazione e l'antisemitismo per giovedì 24 agosto. Alla riunione - informa un comunicato del Viminale - è stato invitato il presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane, Renzo Gattegna. Il ministro, successivamente, lunedì 28 agosto, presiederà una riunione della consulta per l'Islam italiano, di cui fra i 16 componenti figura la stessa Ucoii.

    L'iniziativa del ministro Amato viene salutata con favore dagli ebrei italiani. Secondo il vicepresidente e portavoce della comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici significativi sono gli "appelli trasversali venuti da tutte le forze politiche. Il fatto storico - spiega - è più quello che stanno pensando i musulmani e le forze moderate e del dialogo e genuine dell'Islam, che si sono ribellate a questo atteggiamento dell'Ucoii. Questa posizione va valorizzata e incoraggiata, ci auguriamo che da questa vicenda e dalla riunione della Consulta islamica convocata da Amato esca qualcosa di nuovo".

    "Se l'Ucoii non fornira' adeguate garanzie tali da evitare il ripetersi di fatti analoghi, che vanificano il cammino verso il dialogo e la civile convivenza tra culture e religioni diverse, il governo italiano dovra' prendere in considerazione anche l'ipotesi dell'esplusione". Lo afferma Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera.
    "Le affermazioni dell'Ucoii - aggiunge - sono inaccettabili ed estremamente pericolose". "Ci sembra doveroso - spiega - che il governo italiano, alla luce di quanto accaduto, riconsideri l'opportunita' della presenza dell'Ucoii nell'ambito della Consulta islamica e compia le opportune verifiche sul ruolo che questo organismo svolge come parte attiva e propositiva nel processo di integrazione e tolleranza delle diverse culture.
    "E' positivo - conclude - che il Ministro Amato abbia convocato la Consulta islamica, dopo quanto e' accaduto e ci auguriamo che il governo italiano sappia mantenere un atteggiamento che coniughi disponibilita' verso gli immigrati, considerandoli una vera risorsa per il nostro Paese, con una netta intransigenza nei confronti di comportamenti incompatibili con i valori e i fondamenti della nostra cultura".

    LA REPLICA

    I termini usati nel documento Ucoii, "ben lungi dal voler banalizzare l'immane tragedia causata dalla barbarie nazista ai popoli dell'Europa intera e, tra essi, a una parte consistente del popolo ebraico", volevano "stimolare l'opinione pubblica italiana a una riflessione sulla reiterata aggressione che lo Stato d'Israele stava compiendo contro un paese vicino, il Libano": è con queste parole che l'Unione delle Comunità islamiche in Italia (Ucoii) ha deciso di giustificarsi rispetto alle polemiche scatenate dall'inserzione pubblicitaria anti-israeliana apparsa due giorni fa su un quotidiano nazionale. Il direttivo Ucoii, per rispondere agli attacchi di questi giorni, ha diffuso poco fa un comunicato nel quale precisa la propria posizione. "Il CDA dell'Ucoii - si legge nella nota -, prese in considerazione le reazioni suscitate dalla pubblicazione dell'inserzione a pagamento su alcuni quotidiani nazionali il 19/08/2006, precisa quanto segue: Nessuna affermazione che è stata fatta riguarda le religioni e il rapporto tra Comunità Islamica e Comunità Ebraica in Italia è basato sul rispetto reciproco. Nessun sentimento antisemita: basti pensare che una consistente parte dell'Ucoii è semita. L'unico riferimento al nazismo è in relazione alle tragedie che esso ha causato".
    Dopo aver precisato di non aver avuto alcun intento anti-semita nella pubblicazione dell'inserzione pubblicitaria di sabato scorso, il direttivo della più importante organizzazione islamica italiana precisa quali sono le proprie posizioni a proposito della comunità ebraica. "E' utile ripetere in questa sede quale sia la nostra posizione nei confronti dell'ebraismo e degli ebrei - si legge nella nota -. Nessuna forma di razzismo ci è consentita in quanto riteniamo tutti gli uomini creature di Dio e l'unico criterio di eccellenza è quello del timor di Dio e del buon comportamento. Nessuna forma di antisemitismo ci è possibile perché, se ne coltivassimo in noi il seme, sarebbe in contraddizione con l'amore che abbiamo per tutti i Profeti, discendenti di Isacco o di Ismaele, che erano appunto semiti. Nessuna forma di discriminazione religiosa ci è consentita in quanto dottrinalmente siamo tenuti al rispetto e alla protezione della gente del Libro e tutta la storia islamica testimonia il sostanziale rispetto di questo precetto".
    Nonostante ciò l'Ucoii ribadisce la propria tesi rispetto al ruolo che ha avuto Israele nella storia del Medio Oriente, senza cambiare posizione rispetto a quella assunta nel manifesto di due giorni fa. "Per quel che riguarda l'aspetto politico, la concezione etnico-religiosa dello stato d'Israele - si legge ancora - la sua formazione a partire da azioni di pulizia etnica violenta e sistematica nei confronti delle popolazioni palestinesi che vivevano su quel territorio, il suo rifiuto di ottemperare alle risoluzioni delle Nazioni Unite che in seguito alla guerra del 1967 imponevano ad esso il ritiro da Gaza, Cisgiordania, Gerusalemme Est e Golan, la politica degli insediamenti nei territori occupati e infine la costruzione del Muro di separazione, hanno determinato una situazione di ingiustizia permanente e di persecuzione nei confronti del popolo palestinese, che non può lasciare indifferente nessun uomo amante della pace". Infine il direttivo Ucoii attacca chi in questi giorni ha criticato la scelta di pubblicare l'inserzione pubblicitaria anti-israeliana: "Giudichiamo come ingenerosa ogni accusa di razzismo e di antisemitismo, plaudiamo alle iniziative del nostro Governo, che vediamo muoversi con senso di responsabilità e fermezza. Ci auguriamo che nessuna polemica strumentale possa creare un fossato tra la nostra comunità e il mondo della politica - conclude l'Ucoii - che con tanta prontezza ha reagito al nostro comunicato e che anzi, questa occasione sia foriera di un rinnovato dialogo".

  • Archivio Islam
  • Ricerca personalizzata

     Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti
    VAI ALLA MAPPA DEL SITO