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  • 24/03/2007 Spagna e Gran Bretagna: torna la polemica sul velo islamico (Gabriella Mira Marq, http://www.osservatoriosullalegalita.org)

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    Il dibattito sul velo nelle scuole - risolto in Francia con una legge - e' tutt'ora vivo in altri Paesi europei, come in Italia, dove in piu' occasioni ha suscitato vive polemiche.

    Il Gran Bretagna - dove proprio la moglie di Tony Blair aveva vinto la causa in cui rappresentava una giovane ribellatasi alla proibibizione del hijab, il velo sul capo - e' recente il caso di una ragazzina di 12 anni che il mese scorso non e' riuscita ad ottenere che l'Alto Tribunale di Londra annullasse la decisione della sua scuola di proibirle l'uso del 'niqab', il velo totale e il ministero dell'educazione del Regno Unito ha promesso un'intera guida basata su tale decisione del Tribunale.

    In Spagna ad oggi i direttori delle scuole sono autorizzati a stabilire autonomamente la politica in materia, mentre la Carta dell'Educazione invita le scuole a fare uno sforzo per accettare abiti che rispondano alla religione degli allievi.

    Tuttavia essa puntualizza che l'abbigliamento non deve essere di ostacolo all'insegnamento dei professori, dato che e' importante che allievi e docenti mantengano un contatto visivo per consentire di verificare il livello di partecipazione dell'allievo. Che e' proprio la motivazione addotta dai docenti britannici per rifiutare l'uso del viqab all'allieva.

    Mentre la sinistra estrema spagnola non ritiene sia giusto proibire il velo, la Giunta Islamica spagnola si e' espressa contro il suo uso nelle scuole. Il portavoce spagnolo della Giunta Islamica, Yusuf Fernández, ha espresso il suo rifiuto all'uso del velo che copre tutto il viso, riconoscendo tuttavia che il suo uso in Occidente e' minoritario.

    In un'intervista, Fernández ha dichiarato che "una cosa e' il 'niqab', il telo che copre la testa, di tradizione culturale nei Paesi arabi del Golfo Persico, un'altra cosa e' il 'hijab', che e' un simbolo religioso che non impedisce l'identificazione della donna e che "non si dovrebbe proibire".

    Egli ha dichiarato che il velo che copre tutto il viso genera equivoco e non ha nulla a che vedere con l'Islam, per cui non vede alcun tipo di problema perche' se ne impedisca l'uso nelle istituzioni scolastiche. Tuttavia, egli ha notato, non e' ideale procedere per proibizioni, ma meglio dialogare con le parti in causa..

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