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  • 12/07/20906 Massacro nel Silenzio (Tratto da “Rinascita” di Venerdi 7 Luglio 2006,  www.rinascita.info, www.disinformazione.it)

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    Continua il vergognoso e soprattutto irresponsabile silenzio mediatico su un guerra illegittima e criminale intrapresa dal governo d’Israele nei confronti degli abitanti di Gaza!

    Il quarto esercito al mondo contro la popolazione palestinese (disperata, impoverita, affamata, assetata e senza luce elettrica), formata per metà da bambini sotto i 15 anni!

    La definizione di «terrorismo» non è unica e varia sempre dal punto di vista, ma la «strategia del terrore» ha sempre un unico scopo: "incutere paura"!

     

    Si continua a morire in Palestina nell’assoluto silenzio della stampa embedded occidentale. Se la radio statale israeliana celebra“la più ampia operazione dell’esercito dal ritiro di Israele dalla Striscia”, quasi undici mesi fa, per il popolo palestinese si tratta invece di un vero massacro. Ormai sistematicamente uccisi “per errore” e privati delle minime condizioni per mantenere funzionanti gli ospedali, i civili palestinesi devono far fronte alla mancanza di farmaci ed elettricità, indispensabile per i rifornimenti di acqua.

    Difficile il conteggio delle vittime causate dall’ultima offensiva israeliana: sarebbero circa una ventina i palestinesi ad aver perso la vita ieri, fra miliziani e civili. Ucciso anche Abu Ajwah, dirigente di Hamas, da un commando di uomini mascherati.

    Se a sud della Striscia di Gaza continuano da mercoledì scorso i raid aerei senza soluzione di continuità, intanto a nord l’esercito prosegue ad avanzare in territorio palestinese. Con l’intensificazione dei raid, Israele sostiene di voler colpire i militanti palestinesi che lanciano i missili in territorio israeliano, i quali continuano comunque a non causare vittime. Le truppe di terra israeliane, supportate da blindati e ruspe e con la copertura di elicotteri da combattimento, ieri hanno raggiunto l’area nella quale sorgevano gli insediamenti ebraici di Dugit, Nissanit e Elei Sinai, spingendosi fino a Bet Lahiya, distante circa cinque chilometri dal confine israeliano. 

    Ed è proprio qui che da ieri mattina sono in corso aspri combattimenti tra armati palestinesi di diverse fazioni e truppe e blindati israeliani: a perdere la vita nel corso di un conflitto a fuoco con un gruppo di militanti palestinesi è stato un soldato israeliano. Intanto è stato arrestato dalle forze israeliane anche uno dei vicepresidenti dell’Assemblea legislativa palestinese Hassan Khreisheh, che si era presentato come indipendente, con il sostegno di Hamas, alle elezioni dello scorso gennaio.

    L’aggressività israeliana ha costretto a far scendere in campo il Consiglio Onu per i diritti umani che, pressato dall’Organizzazione per la Conferenza islamica, ha acconsentito a inviare una missione nei territori palestinesi per verificare le violazioni dei diritti umani attribuite all’esercito israeliano nell’offensiva in corso. Come al solito per Israele risoluzioni o missioni Onu sono soltanto carta straccia. Dai politici di casa nostra, infine, non si alza nessuna voce. Le ultime dichiarazioni su quanto sta avvenendo in Palestina sono ferme alle attestazioni di solidarietà alla comunità ebraica italiana...


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