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  • 06/10/2006 Finanziaria: L'Italia del Ceto Medio e del Ceto Ladro (Stefano Olivieri, http://www.canisciolti.info)

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    Quelli che negli ultimi giorni del governo Berlusconi affollarono le anticamere dei notai per intestare le proprietà a figli e nipoti senza tassa di successione; quelli che abboccarono alla favola della eliminazione dell’Ici e rivoltarono per lui malgrado tutto; quelli dei falsi in bilancio, dei concordati fiscali e dei capitali rientrati dall’estero senza pagare una lira di multa per evasione fiscale; quelli che hanno un impresa che va a gonfie vele e dichiarano meno dell’operaio appena assunto; quelli che ti strizzano l’occhio e non tiu fanno la ricevuta fiscale facendoti lo sconto sul servizio.

     

    L’Italia dei furbi e furbetti in questi giorni si è fatta improvvisamente inquieta. Esattamente da quando hanno cominciato a capire che buona parte degli impegni elettorali assunti dall’Unione si andavano concretizzando nelle quasi 300 pagine della legge finanziaria. Ora mugugnano, imprecano contro l’esproprio proletario dimenticando che nei cinque anni passati gran parte del paese si è impoverita a loro esclusivo vantaggio grazie alle leggi e leggine di Berlusconi. Grazie a una legge fiscale che ha impoverito chi era già in disagio e arricchito ancora di più chi stava già bene.

    L’Italia di oggi assomiglia a un paese sottosviluppato, una immensa favela di disagiati tenuta in scacco da un ristretto manipolo di ricchissimi, con una classe media che praticamente non esiste più.

    Il ceto medio, quello costituito dalla classe impiegatizia, professionisti e professori, si è diviso esattamente in due : da una parte i lavoratori dipendenti, legati a doppio nodo a contratti di lavoro sempre più lenti dell’inflazione e a un welfare messo sotto strettissima cura dimagrante dal governo Berlusconi; dall’altra i liberi professionisti e i lavoratori autonomi che hanno potuto – e in gran parte anche voluto – approfittare della benevolenza di un premier che in tutto l’arco della legislatura non ha mai nascosto le sue simpatie per chi intraprende in prima persona, e il suo disprezzo per gli altri, i “coglioni” che non pendevano dalle sue labbra, che anzi scendevano in piazza a scioperare piuttosto di lavorare.

    Uno dei lasciti più penosi e difficili da rimuovere del precedente governo è questa secca cesura, italiani fra italiani, uniti dai comuni destini del paese ma divisi dal denaro. La solidarietà in soffitta, e non basterà certo tassare le suv per ricrearla. Il ceto ladro venderà cara la pelle anche se probabilmente non scenderà in piazza contro il governo, perché i pescecani non si fidano mai di nessuno, ancor meno dei propri simili.

    Ma seppure dovessero prendere coraggio e unirsi in corteo dietro al loro leader feticcio, spero che il ministero del tesoro non si lasci scappare la ghiotta occasione di utilizzare la diretta televisiva della manifestazione per fotografarli e individuarli uno ad uno, più o meno come si fa allo stadio quando scoppiano i disordini. Per invitarli poi direttamente alla agenzia delle entrate a spiegare i motivi del loro malcontento, risparmiando anche denaro pubblico per gli annunciati studi di settore.

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  • 29/09/2006 Varata la Finanziaria da 33,4 mld
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