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  • 24/10/2006 Finanziaria News 24 Ottobre (http://www.canisciolti.info)

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    24/10/2006 Damiano: In Finanziaria un pacchetto di emendamenti sul lavoro

    Rifinanziamento dei servizi pubblici per l'impiego; assunzione dei lavoratori socialmente utili presso i comuni fino a 5 mila abitanti; aumento del fondo per il lavoro dei disabili; risorse per Isfol e gli enti di formazione; reclutamento di cento nuovi ispettori del lavoro; criteri piu' favorevoli per il ricnoscimento del danno biologico agli invalidi del lavoro.

    E' questo il pacchetto di emendamenti che il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, e' pronto a presentare ''per completare la manovra 2007 sul versante sociale''. Ad annunciarlo e' lo stesso ministro in una nota. ''Gli emendamenti presentati - spiega- costituiscono una risposta ineludibile a domande pressanti che pervengono dalle Regioni, e dagli Enti locali in materia di lavoro e formazione''.  

    24/10/2006 Visco: Le imprese investano e non incassino le risorse del cuneo fiscale

    Con le risorse che si liberano dal taglio del cuneo fiscale, le imprese investiranno o incasseranno? E' la domanda che si e' posto il viceministro dell'Economia, Vincenzo Visco. Intervenendo alla presentazione del libro di Fiorella Kostoris Padoa-Schioppa ''Lessico dell'economia'', Visco ha ricordato alcune misure contenute nella finanziaria, tra cui il taglio del cuneo fiscale, tre punti a favore delle imprese e due punti a favore dei lavoratori.

    ''Il vero nodo - ha aggiunto Visco - e' cosa faranno le imprese di questi tre punti. I lavoratori spenderanno le risorse in piu' in busta paga e aumenteranno i consumi. Le imprese investiranno? Modernizzeranno? Utilizzeranno nuove tecnologie, o faranno profitti e distribuiranno dividendi? Questa - ha aggiunto Visco - e' la scommessa''. Il viceministro ha sottolineato come sia importante modernizzare anche nel settore della pubblica amministrazione. ''E' necessario un utilizzo massiccio delle tecnologie, fare pagamenti e fatture telematiche, evitare i pagamenti contanti, migliorare in questo modo i sistemi di controllo. Ma poi - ha concluso - quando queste cose si fanno e c'e' qualcuno che allora dice 'fai il grande fratello', allora cadono le braccia''.  

    24/10/2006 Visco: Di troppe tasse si puo' morire, servono tagli alle spese

    ''Di troppe tasse si puo' morire''. Serve ''il coraggio'' per procedere a tagli di spesa e occorre fare le riforme che pero' portano risultati ''in tempi lunghi''. Il viceministro dell'Economia, Vincenzo Visco, parla della manovra per il 2007, del taglio del cuneo fiscale a vantaggio delle imprese e dei lavoratori, un'operazione ''tecnicamente riuscita ma il livello di comprensibilita' e' stato zero''.

    Ribadisce l'intenzione del governo di ridurre le imposte mano mano che giungono le risorse dalla lotta all'evasione e cita come esempi da seguire i paesi del nord Europa dove ''c'e' uguaglianza, mobilita', concorrenza. Le imprese trovano condizioni favorevoli per investire e allo stesso tempo e' stata mantenuta la solidarieta' sociale. E' vero che li' ci sono pochi milioni di abitanti, ma questo non vuol dire che non ci si possa ragionare sopra''. Visco e' intervenuto alla presentazione del libro ''Lessico dell'economia'' di Fiorella Kostoris Padoa-Schioppa e ha colto l'occasione per lamentare le ''strumentalizzazioni'' nella discussione sulla finanziaria. ''Se avessimo avuto un dibattito basato su elementi di analisi onesti e oggettivi - ha detto - non avremmo assistito a questo spettacolo''. Il viceministro dell'Economia ha affermato che ''il Paese e' seduto'' e per farlo rialzare servono interventi coraggiosi e investimenti in tecnologie, ma di resistenze ''ce ne sono tante''. La spesa pubblica, ha ricordato Visco, e' pari al 46% del pil, ma 5 punti sono per gli interessi e 14-15 punti per pensioni.

    ''Quello che resta e' poco e tagliare e' difficilissimo, ma va fatto. E' un problema complesso per il mondo politico - ha sottolineato Visco - perche' per tagliare ci vuole coraggio. Ma se si insegue la linea del consenso a tutti i costi e del populismo si finisce male. O si torna a ragionare, oppure continua il tormentone infinito, perche' nessuno vuole fare la propria parte''. Il viceministro si e' chiesto come le imprese utilizzeranno le le risorse che si liberano dal taglio del cuneo fiscale. ''Faranno investimenti? Modernizzeranno? Oppure faranno profitti? Questa - ha detto - e' la scommessa''. Per far ripartire il Paese e' necessario anche intervenire sulla pubblica amministrazione dove serve un piano di ''modernizzazione molto forte''. Il governo ha iniziato a lavorare in questa direzione prevedendo l'utilizzazione di strumenti tecnologici, pagamenti e fatture telematiche per evitare il contante e adeguati strumenti di di controllo.

    ''Ma quando poi si sente dire: 'Fai il grande fratello' allora cadono le braccia''. Visco ha ricordato come nel periodo '98-2001, con i precedenti governi di centrosinistra, le tasse si siano ridotte di 4,5 punti sul pil, a pressione fiscale costante. Questo significa che e' aumentato il gettito alla lotta all'evasione, e questo e' cio' che il governo intende continuare a fare e ''dovrebbe essere un impegno del Paese''. Il viceministro ha spiegato che tra i paesi europei l'Italia e' quello che ha una distribuzione del reddito piu' diseguale e per questo aspetto ''assomiglia piu' agli Usa che non all'Europa continentale. Ha il piu' alto grado di poverta'''. Ma le politiche redistributive statiche ''sono poco utili. Il problema e' riattivare la crescita con un processo sul tipo di quello del dopoguerra e degli anni '60. Non e' facile, ma c'e' una parte robusta del governo che ritiene di farlo''.  

    24/10/2006 Finanziaria: Governo potrebbe chiedere la fiducia alla Camera

    Il Governo potrebbe chiedere formalmente la fiducia sul decreto legge fiscale all'esame dell'aula della Camera domani mattina. Secondo fonti di governo, infatti, nonostante i tentativi fatti per scongiurare la blindatura del provvedimento, non susterebbero le condizioni per evitarla. Da parte delle opposizioni, Lega e Forza Italia in testa, si sta portando un atteggiamento ostruzionistico.

    L'esame dell'aula della Camera sul decreto legge fiscale collegato alla Finanziaria riprendera' domani mattina alle ore 9,30.  

    24/10/2006 Finanziaria: Aliquota del 45% per redditi sopra i 150mila euro

    Arriva il contributo di solidarieta' del 2% sulla parte di reddito imponibile ai fini dell'Irpef, eccedente l'importo di 150.000 euro. Scatta così una sesta aliquota del 45%. Lo prevede un emendamento dell'Ulivo alla Finanziaria. Un altro emendamento, anch'esso presentato dell'Ulivo, prevede inoltre sempre maggiori detrazioni per gli ultrasettantacinquenni. Le detrazioni dall'imposta lorda saranno decrescenti: maggiori per i redditi che non superano gli 8.000 euro e, a decrescere, fino a 55.000 euro.

    Prende corpo anche il Fondo di garanzia per l'accesso al credito per le imprese. Un altro emendamento dell'Ulivo alla Finanziaria rispetta gli accordi tra governo e imprese e istituisce il 'Fondo di garanzia Mutualistico Interbancario" al fine di "ampliare la capacità delle imprese di ottenere finanziamenti, nonché di contenere il costo dei medesimi a seguito del conferimento del trattamento di fine rapporto". La dotazione del Fondo è costituita da contributi volontari delle banche.

    Le banche hanno facoltà di aderire al Fondo mediante versamento di un contributo annuale sulla base del quale è determinato annualmente l'importo massimo complessivo dei finanziamenti attivabili. Sul fronte dell'opposizione intanto da un lato si media, dall'altro si prepara la protesta. Il portavoce di An Andrea Ronchi incontrando i giornalisti alla Camera al termine dell'Esecutivo del partito ha dichiarato: "Io credo che dopo il vertice dell'Unione di sabato ci saranno tutte le condizioni perché la Cdl possa avere una voce unica e presentare emendamenti insieme". Sul testo, dichiara Ronchi, "noi presenteremo pochi ma qualificato emendamenti". Lo stesso Ronchi però annuncia che sabato 2 dicembre si terrà la manifestazione nazionale della Cdl contro la Finanziaria.  

    24/10/2006 Montezemolo: Il boccone sul Tfr rimane indigesto nonostante l'accordo

    ''Il boccone sul Tfr e' indigesto, ma occorre considerare quali erano le alternative offerte. L'accordo raggiunto ieri e' profondamente diverso e fortemente migliorativo rispetto a quanto prospettato all'inizio e nel corso della trattativa''. Questo il commento del Presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, all'accordo siglato ieri sul Tfr.

    Il presidente degli industriali affida ad una nota il suo commento all'intesa, definendola migliorativa rispetto alle prospettive dell'inizio: ''Vale a dire prelievo per tutti - ricrda -, senza compensazioni, e franchigia per le aziende con meno di 10 dipendenti, una soglia, questa, per noi inaccettabile, alla quale si aggiungeva il rischio che non ci fosse nessuna compensazione''.

    Per Montezemolo, ''il sistema ha dato una prova importante di unita' e ha evitato che le piccole imprese potessero avere difficolta' legate alla struttura patrimoniale. Il 99,5% delle aziende italiane e' escluso da questo provvedimento, e le compensazioni ottenute tutelano tutte le altre. In ogni caso il decollo della previdenza integrativa e' un fatto importante per il paese''.

    Secondo il presidente della confederazione ''le risorse che scaturiranno dal trasferimento del Tfr all'Inps dovranno essere utilizzate, in linea con quanto dichiarato dal governo, per finanziare le infrastrutture urgenti e indispensabili per il paese. Le imprese italiane sopportano costi di trasporto e logistica infinitamente superiori alle imprese di tutti i principali paesi europei''. Al di la' del Tfr - ricorda Montezemolo - ''restano molti problemi aperti, uno per tutti i provvedimenti in materia ambientale, che appaiono ostili nei confronti dell'impresa e che devono essere drasticamente modificati''.  

    24/10/2006 Prodi: La riforma delle pensioni sarà fatta entro marzo

    Quello del commissario europeo Almunia sulla Finanziaria "non è stato un semplice via libera". Lo ha affermato il presidente del Consiglio Romano Prodi, che conversando con i giornalisti ha spiegato che il commissario "ha fatto valutazioni profonde e ha detto che dal punto di vista formale la Finanziaria raggiunge gli obiettivi che ci erano posti. Ha detto naturalmente - ha aggiunto Prodi - che deve proseguire il cammino delle riforme con il chiaro sottinteso che il cammino è iniziato".

    Ma Almunia, ha riferito sempre Prodi, "ha dato al governo italiano l'obbligo, che noi accogliamo molto volentieri, di un cammino riformista che abbia continuità e che andrà avanti per tutto il periodo della legislatura. Almunia mi ha detto: 'attenzione, le riforme non possono essere lo sforzo di qualche mese, ma devono essere lo sforzo di anni'". L'ultimo accenno il premier lo fa all'insistenza con la quale il commissario europeo ha parlato, "molto di più di quanto non abbiano fatto gli osservatori italiani, del protocollo che entro marzo dovrà dar luogo alla riforma pensionistica".

    "Entro marzo si dovrà dar luogo alla riforma pensionistica. Il protocollo è stato firmato e non è un progetto ipotetico". Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, fornisce così i termini temporali per mettere mano alla riforma pensionistica spiegando che "è chiaro che finita la Finanziaria si porrà mano alla riforma su cui si sono impegnati sindacati, Confindustria e governo". Osservando che "non abbiamo potuto mettere nella manovra la riforma perché nella Finanziaria non c'è posto per tutto", Prodi ha spiegato, anche alla luce dell'incontro avuto ieri con Almunia, che "andiamo avanti con i problemi di riforma strutturale tra i quali c'è l'attuazione del protocollo delle pensioni. Quando si firma un protocollo che dice che entro la fine di marzo dobbiamo riformare il sistema - avverte in conclusione - si obbedisce".  

    24/10/2006 Berlusconi: Su leadership della Cdl basta con i discorsi da comari

    ''Non facciamo discorsi da comari''. Questo il telegrafico commento di Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, sulle tensioni che agitano la Cdl in merito alla leadership del centrodestra.

    "Se mi chiedete qual è stato il mio momento migliore da presidente del Consiglio devo rispondere che non ne ho mai avuto. Io ho sempre sofferto". Lo ha detto l'ex premier e leader della Cdl, Silvio Berlusconi, spiegando durante la presentazione del libro di Gabriele Albertini, ex sindaco di Milano, di non aver provato "alcuna soddisfazione nel far politica. L'unica soddisfazione è l'intima convinzione di aver fatto il mio dovere".

    Berlusconi ha poi però ricordato uno dei momenti più gratificanti dei cinque anni di legislatura e cioè "quando sono andato al congresso Usa. Quando hai finito di pronunciare il tuo intervento - ha concluso - pensi 'anche oggi la giornata è finita'".  

    24/10/2006 Rifondazione all'Unione: Basta concessioni a Confindustria

    "La Confindustria ha ottenuto risorse finanziarie enormi, adesso basta!". Così si è espresso il leader di Prc,Giordano, parlando di Finanziaria al Tg3. Giordano si è rivolto direttamente agli alleati di governo. "Anche le forze dell'Ulivo la devono smettere di seguire i desideri di Confindustria. Per quanto riguarda noi steremo sempre sul terreno del programma".  

    24/10/2006 Casini: Non possiamo continuare a vendere illusioni agli italiani

     "Noi che siamo all'opposizione possiamo andare in piazza, fare tutte le iniziative che vogliamo, ma la sostanza non è andare in piazza, bisogna dare un'alternativa basata su cose vere: non possiamo vendere delle illusioni agli italiani". Così il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, nel corso del suo intervento a un incontro organizzato dal partito di Bologna.

    "Bisogna creare un'alternativa che ridia speranze a questo Paese - ha aggiunto Casini - che ricostruisca la politica dei valori". "Non è solo col cartello dei no - ha concluso il leader dell'Udc - che si fanno avanzare le nostre idee".  

    24/10/2006 Sulla modifica del Tfr il Governo ha ceduto alle pressioni di Confindustria

     Il governo ha siglato stasera l'accordo sul Tfr con Cgil, Cisl e Uil e Confindustria concedendo alle imprese compensazioni dal 2007 - pari a circa 400 milioni - e la garanzia di una verifica dell'accordo sul fondo Inps nel 2008. Il presidente del consiglio Romano Prodi mostra soddisfazione per "la concertazione che ha dato i suoi frutti" ed apre anche ad una intesa con commercianti e artigiani, mentre il titolare dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, sottolinea come "la notizia di oggi sia che parte la previdenza integrativa", senza modifiche ai saldi della Finanziaria.

    Il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, rimarca la capacità delle imprese "di fare sistema in un momento delicato e difficile", mentre il vicepresidente, Alberto Bombassei parla di "boccone amaro anche se meno di qualche settimana fa" . E cita le due richieste accolte dal governo e che hanno portato ad una firma incerta fino al primo pomeriggio: "Le compensazioni ottenute dal 2007 attraverso sgravi contributivi sul costo del lavoro e la temporaneità del trasferimento del Tfr al fondo Inps con l'impegno a rivedere la misura nel 2008". "L'accordo, come firmato oggi, non apre problemi sui saldi della Finanziaria, siamo tranquilli", ha detto in una conferenza stampa al termine dell'incontro. Padoa-Schioppa ha anche precisato che le compensazioni per le imprese, che partiranno dal 2007, sono stimate "in poche centinaia di milioni di euro e la copertura è in Finanziaria". L'indicazione fornita dal ministro è in linea con i 400 milioni di compensazioni di cui ha parlato il direttore generale di Confindustria, Maurizio Beretta.

    Beretta ha spiegato che le compensazioni per il 2007 dovrebbero ammontare a poco meno di 400 milioni di euro, per poi salire a 450 milioni nel 2008. Senza sbavature il commento dei sindacati. Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, parla di "ottimo accordo"; il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni sottolinea l'impegno del governo ad allienare la tassazione dei fondi pensione a quella europea; mentre per Guglielmo Epifani, numero uno della Cgil, l'accordo è "è quello che la Cgil voleva". L'intesa sancisce principalmente l'anticipo al 1° gennaio 2007, dalla precedente scadenza del 1° gennaio 2008 prevista dalla riforma Maroni, della riforma della previdenza complementare. I lavoratori avranno cioè 6 mesi di tempo per decidere, secondo il principio del silenzio-assenso, se lasciare il Tfr in azienda o devolverlo ai fondi pensione. Dal primo luglio 2007 coloro che non vorranno destinare il Tfr ai fondi lo vedranno trasferito per intero al fondo Inps se sono dipendenti di una azienda con più di 50 dipendenti.

    Il Tfr resterà invece tutto in azienda se il lavoratore è occupato in una impresa con meno di 50 dipendenti. Il flusso annuo di Tfr sarà pari nel 2007, secondo le ultime stime di governo, a circa 19 miliardi; per la Banca d'Italia il flusso medio anno sarebbe addirittura di 21 miliardi di euro. Da qui si capisce l'apprensione delle imprese che, con il trasferimento del Tfr ai fondi previdenziali, perderanno liquidità finora a loro disposizione. Le compensazioni per le imprese sono le stesse previste nella legge Maroni, cioè: una deduzione del 4% (6% per le piccole) dal reddito d'impresa per l'ammontare del Tfr trasferito ai fondi; un risparmio sui contributi dello 0,20% sul monte salari che non sarà più versato all'Inps e, dal 2008, una graduale riduzione sugli oneri impropri sul monte salari a partire dallo 0,19%.

    Il governo, come emerso già giovedì scorso, si è inoltre impegnato a rivedere la costituzione di un fondo di garanzia con l'Abi per il credito alle imprese. Padoa-Schioppa non si è sbilanciato sulla aliquota alla quale saranno tassati i fondi pensione limitandosi a dire che "il governo si impegna a rivedere nel 2007 il trattamento fiscale dei fondi affinché sia in linea con quello degli altri Paesi europei". Attualmente i fondi previdenziali sono tassati all'11%, ma la nuova norma della Finanziaria che prevede la futura introduzione di un'aliquota unica per le rendite finanziarie al 20% aveva fatto temere che potesse riguardare anche i fondi pensione. I sindacati hanno addirittura chiesto di ridurla dall'attuale 11%. Su questo, il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, si è limitato a dire: "Intendiamo mantenere un diverso trattamento fiscale tra rendite finanziarie e rendite pensionistiche".   

    24/10/2006 Berlusconi: Il Governo Prodi ha perso la fiducia degli italiani

    "Il governo ha perso la fiducia degli italiani ed è sceso sotto il 30 per cento dei consensi. Per la precisione si trova al 28,7 per cento". Lo ha annunciato il leader della Cdl Silvio Berlusconi riportando le cifre dell'ultimo sondaggio Euromedia consegnatogli poco prima di fare il suo ingresso al Circolo della stampa a Milano. "E' la prima volta nella storia della Repubblica che accade una storia simile".

    Silvio Berlusconi chiama a raccolta i dirigenti e gli eletti di Forza Italia, affinche' si mobilitino nel territorio per ''mettere in guardia'' i cittadini dai ''pericoli e delle storture insiti nel decreto di Legge Visco-Bersani e nella finanziaria del governo Prodi''. In una lunga lettera inviata lo scorso 19 ottobre ai coordinatori regionali, provinciali, delle Grandi citta', ai parlamentari e ai presidenti dei comitati elettorali, l'ex presidente del Consiglio parla di provvedimenti ''illiberali'', di misure che se applicate ''avrebbero gravi conseguenze sia per l'economia in generale'' sia per la vita dei privati cittadini e per la loro privacy, oltre a rappresentare un primo passo verso un consistente aumento della pressione fiscale'' e il preludio ad ''uno Stato di polizia''.

    E invita tutti al massimo impegno per le manifestazioni di sabato e domenica prossime anche perche' queste iniziative, scrive ancora Berlusconi nella lettera, ''contribuiranno ad accrescere ancor piu' i consensi per Forza Italia (gia' oggi al 29%) in vista di un cambiamento dell'attuale quadro politico che appare sempre piu' in contrasto con gli interessi del nostro Paese''.   

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  • 29/09/2006 Varata la Finanziaria da 33,4 mld
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