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  • 13/12/2006 Politica e finanziaria 13 dicembre (http://www.canisciolti.info/)

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    Consiglio nazionale dei Ds convoca congresso per la primavera del 2007

     Consiglio nazionale dei Ds ha convocato il VI congresso nazionale nella primavera del 2007. Alla decisione contenuta in un ordine del giorno unitario approvato all'unanimita' e sottoscritto dai rappresentanti delle diverse articolazioni si aggiunge la nomina della commissione-congresso, formata da 26 elementi, che dovra' sovrintendere alla fase precongressuale e all'elaborazione del regolamento dell'assise che verra' poi ratificato in una successiva riunione della direzione.

    Venerdì il voto di fiducia sulla Finanziaria

     Il voto di fiducia al Senato sulla Finanziaria sara' espresso venerdi' sera, intorno alle 20,00. E' quanto ha annunciato la capogruppo dell'Ulivo, Anna Finocchiaro al termine della capigruppo di Palazzo Madama. ''Abbiamo deciso con l'accordo di tutti - ha esordito la Finocchiaro - le dichiarazioni di voto inizieranno alle 18,00 ed il voto finale sara' intorno alle 20,00''.

    ''Subito dopo - ha aggiunto - procederemo all'approvazione della nota di variazione al bilancio ed il voto finale dell'Aula sara' venerdi' sera se possibile, altrimenti sabato mattina''. La Finocchiaro ha quindi confermato che la commissione Bilancio ha iniziato fin da subito l'esame del maxiemendamento e che ''ha dato garanzia di terminare il lavoro entro domani mattina alle 10,00 quando si convoca l'Aula per la discussione del maxiemendamento alla Finanziaria''

    Berlusconi: La legge elettorale ci e' stata imposta da un partito della coalizione

     "La legge elettorale vigente ci e' stata imposta da un partito della coalizione". Lo ha detto Silvio Berlusconi alla presentazione del libro di Bruno Vespa. E per le prossime elezioni amministrative il leader di Forza Italia conferma: "questa mattina ho avuto un incontro con Lorenzo Cesa che mi ha detto che l'Udc andra' insieme a noi". Berlusconi definisce "una pericolosa suggestione" quella di chi parla di tornare indietro rispetto al bipolarismo e all'alternanza. "Il bipolarismo e l'alternanza - spiega - sono una ricchezza, non si deve tornare indietro. Sento suggestioni che vengono da una parte e dall'altra, ma non si deve tornare indietro".

    Berlusconi: L'unico capace di tenere insieme il centrodestra sono io

     Silvio Berlusconi sottolinea come "nessuno possa sottrarsi alla responsabilità che gli altri gli hanno addossato". Questa responsabilità spiega l'ex premier se sarà lui il candidato leader del centrodestra in caso di elezioni entro il 2009, gli è stata data "dal 24% degli italiani che mi hanno votato". A tal proposito, Berlusconi aggiunge che, comunque, "per me è un sacrificio e sarei felicissimo di potermi dedicare anche ad altro, perché sono sette anni che non vado al cinema". Ma in questo momento non è possibile, perché fino ad ora "l'unico capace di tenere insieme la Lega e l'Udc è Silvio Berlusconi, quindi finora sono stato indispensabile". Sulla leadership, conclude Berlusconi "non è come una volta che decidono i partiti", ma è la fiducia della gente, e in questi giorni un sondaggio indica che "il 31,4% degli italiani voterebbe Forza Italia e Silvio Berlusconi".

    Berlusconi: Sui Pacs e la riforma delle pensioni il Governo imploderà

    Silvio Berlusconi e' convinto che la finanziaria passera' ma la vera implosione del governo e della maggioranza ''ci sara' quando verranno in discussione certi temi: le pensioni, i Pacs. In quel caso nei sei o sette partiti della sinistra non ci sara' visione comune e ci sara' l'implosione''. Lo ha detto il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi nel corso della presentazione del libro di Bruno Vespa 'L'Italia spezzata' presso il Tempio di Adriano nella Capitale.

    Berlusconi: Il 73% degli italiani vuole un governo diverso da quello di oggi

     Silvio Berlusconi sottolinea, parlando alla presentazione del libro di Bruno Vespa, che "il 73% degli italiani, secondo alcuni sondaggi, vuole un governo diverso da quello di oggi". "Un esecutivo - ricorda Berlusconi - che ha cambiato idea quasi 400 volte sulla Finanziaria".

    "In questo momento il leader del Governo soffre mentre io ricevo tante attenzioni". Lo ha detto il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi alla presentazione del libro di Vespa. "Io me ne rendo conto - ha detto Berlusconi - perché ho difficoltà ad andare in giro per Roma o alla Galleria di Milano. I fischi che ho ricevuto furono cose sporadiche, mentre mi pare che adesso succedano con continuità".

    "Non ho mai creduto alla spallata perché è un termine confezionato o da ambienti giornalistici o dall'altra parte politica. Né credo realistico che a qualche mese dalle elezioni ci possa essere qualche senatore che tradisce". Lo ha detto il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi nel corso della presentazione del libro di Bruno Vespa 'L'Italia spezzata'. "Ho avuto alcuni contatti e un colloquio - ha detto - con un mio vecchio amico, ma soltanto per parlare della situazione attuale".

    Finanziaria: Presentato il maxiemendamento il Governo pone la fiducia

     Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti ha chiesto la fiducia al Senato sul testo del maxiemendamento presentato dal governo "alla presidenza del Senato insieme alla relazione tecnica alle 14.55". Il presidente del Senato Franco Marini ha sospeso la seduta e ha convocato la riunione dei capigruppo. La seduta riprenderà al termine della riunione che servirà a decidere il calendario dei lavori. Il maxiemendamento le modifiche fino all'articolo 17 approvate in commissione Bilancio del Senato.

    Ecco le principali modifiche.

    PIU' ENTRATE A CALO TASSE: le maggiori entrate fiscali che l'erario incasserà nel 2007 dalla lotta all'evasione saranno utilizzate per ridurre le tasse. Le maggiori entrate andranno anche alla correzione dei conti pubblici e al sostegno al reddito degli incapienti e delle famiglie povere. Entro il 30 settembre il ministero dell'Economia fa una relazione al Parlamento sui risultati della lotta all'evasione.

    TASSA SUCCESSIONE: le aziende familiari saranno esentate dalla tassa se passano a parenti fino al terzo grado, a condizione che gli eredi proseguano per almeno cinque anni nell'attività di impresa. Per fratelli e sorelle arriva una franchigia di 100.000 euro, oltre la quale l'aliquota torna al 6%. Se l'erede è portatore di handicap grave, invece, la franchigia viene innalzata a 1,5 milioni. Per coniugi e figli è prevista una franchigia fino a un milione, aliquota del 4% sulla quota eccedente e costituzione di vincoli di destinazione.

    ROTTAMAZIONE: arriva un contributo alla rottamazione della vecchia auto di 80 euro, e un bonus di 800 euro per l'acquisto di una vettura 'Euro 4' o 'Euro5' con bollo gratis per due anni. L'esenzione da pagamento del bollo sale a 3 anni se la nuova macchina ha una cilindrata inferiore a 1.300 cc. Questo limite non vale per i mezzi acquistati dalle famiglie numerose con almeni 6 componenti, Inoltre, chi rottamerà la vecchia auto inquinante senza acquistarne una nuova riceverà un abbonamento per l'autobus gratis per un anno. In arrivo anche incentivi anche per la rottamazione di motocicli 'Euro0' ed 'Euro1', e per l'installazione di impianti Gpl e metano.

    PRECARI: arriva una detrazione minima di 1.380 euro per i lavoratori a tempo determinato, se il reddito complessivo non supera gli 8.000 euro. Attualmente la detrazione è pari a 690 euro.

    ASSEGNI FAMILIARI: le famiglie numerose, con almeno 3 figli sotto i 26 anni, potranno considerare a carico, ai fini della determinazione degli assegni familiari, i figli fino al 21esimo anno d'età, a condizione che siano studenti o apprendisti.

    STUDI SETTORE: si limitano gli automatismi negli accertamenti. La contestazione automatica di maggiori imposte sulla base degli studi di settore scatterà solo se la presunta evasione è particolarmente consistente.

    SIIQ: arrivano anche in Italia le Siiq, società di investimento immobiliare quotate. Società per azioni a tutti gli effetti, con notevoli vantaggi fiscali.

    ADDIO TOTIP: il tradizionale concorso pronostici sull'ippica va in pensione. Al suo posto arriverà un nuovo gioco con un montepremi più appetibile. PREVIDENZA COMPLEMENTARE: dal primo gennaio 2007 sarà possibile trasferire il proprio Tfr ad un fondo pensione. Vengono recepiti in Finanziaria i contenuti del decreto legge fatto decadere alla Camera, e vengono anticipati gli adeguamenti degli statuti e dei regolamenti dei fondi pensione per allinearli all'entrata in vigore. Inoltre, entro il 30 settembre di ogni anno, il ministero dell'Economia deve presentare al Parlamento una relazione sulla previdenza complementare.

    Marini: Ammissibile il maxiemendamento alla Finanziaria

     Il maxiemendamento alla Finanziaria sul quale il governo porra' la questione di fiducia e' ammissibile, secondo Franco Marini.Il presidente della Senato ha precisato che 'la questione di fiducia prevale sulla procedura regolamentare', respingendo cosi' la tesi del vicepresidente di Palazzo Madama e coordinatore della Lega Nord Roberto Calderoli, secondo il quale, a norma di regolamento, il maxiemendamento sarebbe inammissibile.

    Fini: Sulla federazione dei partiti del centrodestra io e Berlusconi andiamo avanti

     Sulla federazione dei partiti del centrodestra ''noi andiamo avanti''. Cosi' Gianfranco Fini, interpellato dall'Asca sull'incontro avuto questa mattina a Palazzo Grazioli con Silvio Berlusconi, spiega la posizione sua e dell'ex premier sulla definizione di una federazione di centrodestra. Una federazione, assicura Fini, che comunque ''e' sempre aperta a quelli che ne vogliono far parte''. Chiaro messaggio agli alleati, Lega e Udc, che con motivi diversi ne hanno preso le distanze. La federazione del centrodestra, come oggi Fini e Berlusconi ne hanno discusso nel loro colloquio, e' ''un fatto rilevante, molto importante. Nelle prossime settimane - conclude Fini - ragioneremo su come farla funzionare'' cercando di ''mettere a punto le regole e i valori comuni''.

    Prodi: Sulla Finanziaria abbiamo fatto degli errori tattici

     ''Errori tattici'' sulla finanziaria. L'ammissione e' del presidente del consiglio, Romano Prodi, intervenuto all'assemblea della Cna dove tra qualche applauso ha ricevuto anche parecchi fischi. Il gradimento del governo e', d'altronde in calo. Secondo un sondaggio su ''Repubblica'', la fiducia dei cittadini nell'esecutivo e' al 38% mentre quella nel premier e' al 42%.

    Ed oggi al consiglio nazionale Ds, il segretario Piero Fassino, ha ribadito che ''bisogna imprimere una significativa e sensibile correzione di rotta all'azione di governo e all'iniziativa delle forze politiche''. La premessa di Prodi e' stata comunque quella di aver scommesso ''tutto su questa Finanziaria riguardo la crescita'' e che ''gli obiettivi che ci siamo posti li ho fissati al ribasso proprio per superarli''. E dunque ''tra qualche mese si capira' il senso delle nostre azioni e si perdoneranno anche gli errori tattici che abbiamo fatto''. In ogni modo, ha aggiunto, ''la Finanziaria la farei in modo identico, anche se in maniera diversa, con tavoli piu' articolati perche' non abbiamo interpretato il nostro paese.

    La Finanziaria e' sostanza e noi non vogliamo mentire al Paese visto che per 5 anni e' stata promessa una crescita del 2-3%''. Per il 2007, ha indicato, si punta ad una crescita dell'1,3%, un obiettivo che ''puo' apparire modesto ma che supereremo''. Quanto al Tfr, Il presidente del Consiglio ha ricordato di aver tolto l'obbligo del trasferimento del trattamento di fine rapporto all'Inps per le piccole e medie imprese ma ha riconosciuto che questo e' avvenuto ''in una riunione sbagliata. Abbiamo fatto una cosa giusta in un modo sbagliato''. Il riferimento e' al tavolo a cui hanno partecipato Confindustria e sindacati mentre erano assenti i rappresentanti

    Contestazioni e fischi per Prodi all'assemblea nazionale della Cna

     Contestazioni e fischi per il presidente del Consiglio, Romano Prodi, fuori dall'hotel Plaza questa mattina a Roma, dopo che il premier è intervenuto all'assemblea nazionale della Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa).

    Una cinquantina di persone ha atteso il presidente del Consiglio fuori dall'albergo e quando l'ha visto ha cominciato a rumoreggiare e fischiare. Prodi si è allontanato in auto verso Palazzo Chigi. Quando "nei prossimi mesi" la Finanziaria entrerà a regime, "si capirà il senso della nostra azione e allora ci verranno perdonati gli errori tattici che abbiamo fatto", aveva detto tra le altre cose Prodi nel suo intervento.

    Mussi: I partiti della Margherita e dei Ds sono una "coppia sterile"

    "Ds e Margherita sono una coppia sterile. Una coalizione più larga ci vuole ma non si ottiene dalla fusione di questi due soggetti". Fabio Mussi candidato alla segreteria per la sinistra Ds nel suo intervento al Consiglio nazionale critica la scelta di fondare il Partito democratico fondendo la Quercia con i Dl ribadendo di essere stato sempre a favore di un Ulivo più largo.

    Mussi contesta le tesi della maggioranza secondo la quale il Pd è la naturale evoluzione dell'Ulivo e di un percorso avviato da anni: "Non si dica che era già stato deciso - osserva - perché all'ultimo congresso si parlava di federazione, pazienza che sia fallita dopo il solenne lancio e che dopo alle elezioni i Ds abbiano avuto il 17,2% dei voti. Non si dica che il Pd è la naturale evoluzione della svolta del 1989 questo è cattivo storicismo. Non si dica che è semplicemente la traduzione del progetto dell'Ulivo, io ero tra i fondatori nel '95, ed era una buona cosa che fu affossata subito dopo il voto, ricordo l'indimenticato seminario di Gargonza dove si pronunciava con fatica la parola Ulivo sebbene avesse il 44% dei voti. Ora si è ridotto a Ds e Margherita, al 31% dei voti e se ne vuole fare un partito".

    Quindi ancora rivolto ai dirigenti della maggioranza Mussi insiste: "Non illudete le persone, non illudiamo noi stessi. Bisogna dire la verità e cioè che si uniscono Ds e Dl come sono ora". L'ex leader del correntone sottolinea poi le differenze fondamentali tra i due partiti citando la questione della laicità e la collocazione internazionale. Anche dopo il congresso del Pse che ha aperto le porte ai democratici, ricorda "la Margherita ha detto di no, in un Paese normale la discussione dovrebbe già essere chiusa, invece resta aperta. Io credo che il Pd non entrerà mai nel Pse" e che si stia dando vita ad un "unicum che ripropone l'eccezionalismo italiano".

    Fassino ai Ds: I nostri elettori non vogliono separazioni o scissioni

     "I nostri iscritti, i nostri elettori non accetterebbero un congresso inutilmente polemico e astioso, né apprezzerebbero preannunci di separazioni o scissioni del tutto lontane da quella domanda incalzante di unità, di coesione, di responsabilità che ci viene rivolta ogni giorno dalla nostra gente". Il segretario dei Ds, Piero Fassino, nella relazione al Consiglio nazionale si rivolge alla minoranza critica verso il progetto del Partito democratico sottolineando che nella lunga storia del partito "la divisione non ha reso più agevole misurarsi con le sfide" mentre quando "abbiamo fatto prevalere l'unità e la condivisione i nostri valori e il nostro ruolo ne sono usciti più forti e riconosciuti".

    Fassino assicura perciò che "il Congresso non segnerà affatto l'esaurimento della sinistra, né lo scioglimento del suo principale partito".

    Unione: Cosa resta del patto con gli elettori

     Quali risposte mettere in campo rispetto al nodo dei diritti e della condizione di lavoro, dei suoi ritmi, della sua insicurezza, così come dell'inadeguatezza dei salari e del calo dei servizi offerti dallo stato sociale? L'Unione ha davanti a sé un'unica strada: il rispetto quasi maniacale del suo programma elettorale, la "bibbia" che tiene in sé non solo un patto tra partiti, ma anche un compromesso alto tra i riferimenti sociali di ogni formazione politica Se si arriva al punto - ed è il caso di queste settimane - che una contestazione al governo tira l'altra, mi pare legittimo interrogarsi sulle possibili strumentalizzazioni di infiltrati mandati in piazza da chi insegue il peggior plebeismo.

    Ma una sinistra degna di tal nome non si può e non si deve fermare qui; al contrario, ha l'obbligo di tornare al merito dei problemi per capire fino in fondo che cosa sta accadendo nelle pieghe della società. Una delle spie si è accesa a Mirafiori, nel corso delle assemblee operaie cui hanno partecipato i tre leader confederali, segnalando quel malessere covato da tempo da tantissimi lavoratori e colpevolmente tralasciato da una fetta importante della sinistra italiana. Non volendo io ripercorrere la strada che ha condotto a quella sottovalutazione, ritengo opportuno affrontare il tema del rapporto tra elettori e governo a partire da un nodo cruciale: la condizione del lavoro, con l'annessa questione salariale.

    Curiosamente, si tratta di un tema apparso per mesi sui giornali, nei mesi antecedenti al voto di aprile: poi la cappa del silenzio ha avvolto inesorabilmente le angosce dei lavoratori, tra dibattiti sterili sul "ceto medio", l'indulto e qualche cervellotica discussione attorno al partito democratico. Ecco, credo proprio che la contestazione torinese, così come il grido d'allarme lanciato dai ricercatori universitari, piuttosto che le decine di presìdi organizzati in questi mesi davanti a palazzo Chigi dalle più svariate categorie in lotta contro il precariato, nascano proprio da una reiterata disattenzione ai problemi reali della "nostra gente".

    Provo a ribadire il concetto in politichese: non ci troviamo di fronte soltanto ad un problema di comunicazione (come leggo ogni giorno), bensì ad una difficoltà ad interpretare i bisogni e le aspettative manifestate dai ceti più deboli. E, solo a questo punto, la nostra coalizione mostra anche un'incapacità a valorizzare in tv e sui giornali le "luci" di una manovra finanziaria, al cospetto di un centrodestra bravissimo ad evidenziarne le "ombre". Da questa premessa emerge come un macigno il tema cruciale: quali risposte mettere in campo rispetto al nodo dei diritti e della condizione di lavoro, dei suoi ritmi, della sua insicurezza, così come dell'inadeguatezza dei salari e del calo dei servizi offerti dallo stato sociale?

    Io credo che l'Unione abbia davanti a sé un'unica strada: il rispetto quasi maniacale del suo programma elettorale, la "bibbia" che tiene in sé non solo un patto tra partiti, ma anche un compromesso alto tra i riferimenti sociali di ogni formazione politica. Se gli elettori hanno perso il filo di quel patto, ciò è accaduto perché qualcuno ha preteso di operare forzature non comprese e non condivise dal nostro elettorato. E dirò di più, a costo di far arrabbiare quel qualcuno: mi tremano le vene dei polsi al pensiero di veder prevalere nell'Unione - con l'anno nuovo - le spinte all'avvio della "fase 2", la fase delle cosiddette "riforme".

    Non è un mistero: c'è chi vorrebbe mettere le mani al sistema pensionistico introducendo penalizzazioni sull'età pensionabile e sui rendimenti previdenziali, chi vorrebbe derubricare dall'agenda del governo una discussione vera sui livelli di precarietà raggiunti nel Paese, oppure chi chiede ospitalità ai giornali della destra (è accaduto stamattina sul Foglio...) per invocare la privatizzazione di Alitalia come viatico al "restauro della credibilità riformista". E che dire dei soloni che si riempiono la bocca con la "meritocrazia", la "lotta agli sprechi" ma poi guardano strabici ai dipendenti pubblici (che aspettano il rinnovo del contratto da un anno, tanto per capirci) e non ai supermanager contesi a suon di milioni? Io non ci sto e lo dico con franchezza.

    La "svolta" non è uno slogan col quale riempirsi la bocca o, peggio ancora, la parola-chiave per rivendicare maggiore "deregulation". La "svolta" è quella che hanno chiesto gli elettori dell'Unione, i quali si riconoscono in un programma condiviso costruito assemblando desideri e aspettative sacrosanti segnati dalla concretezza e dalle condizioni materiali. Occorre ripartire dal "cemento" della coalizione: con coerenza e fiducia.

    Gianni Pagliarini

    Deputato Pdci, Presidente della Commissione Lavoro della Camera

    La Finanziaria del 2008 dovrà prevedere un esborso di 10,5 miliardi di euro

     Per ridurre al 2,2% il rapporto tra deficit/Pil nel 2008, la Finanziaria del prossimo anno dovrà prevedere un esborso di 10,5 miliardi di euro. E' quanto sostiene l'aggiornamento del programma di stabilità che il governo ha presentato alla Comunità europea. Secondo il governo, la Finanziaria 2007 avrà un impatto anche nei successivi 5 anni, portando il deficit 2008 al 2,8%. Per centrare il 2,2% serviranno, appunto, 10,5 miliardi.Quest'anno il deficit schizzerà al 5,7% del Pil anche a causa della sentenza dell'Iva sull'auto.

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  • 29/09/2006 Varata la Finanziaria
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