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  • 14/12/2006 Politica e finanziaria 14 dicembre (http://www.canisciolti.info)

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    Bce approva la Finanziaria del governo Prodi

    La Bce promuove la Finanziaria. Il rapporto tra deficit e Pil in Italia - si legge nell'ultimo bollettino economico arrivato da Francoforte - scendera' "appena al di sotto" la soglia del 3% nel 2007. Di fatto i conti pubblici italiani miglioreranno "grazie al pacchetto di risanamento contenuto nella legge di bilancio per il 2007 e al venir meno degli effetti temporanei" della sentenza della Corte di giustizia delle Comunita' europee, che comportera' invece effetti fiscali sfavorevoli sui conti di quest'anno. L'annuncio della Bce arriva alla vigilia della fiducia al Senato al maxiemendamento alla Finanziaria, prevista domani alle 20.00.

    Il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa sara' presente domani in Aula al Senato per la replica del governo in chiusura della discussione generale sulla legge finanziaria. Lo ha detto il Presidente del Senato, Franco Marini. "Per la replica del governo -ha detto in aula Marini- il ministro dell'Economia verra' in Senato". Cesare Previti verso la perdita del seggio alla Camera

    Si avvicina la possibile perdita del seggio da deputato per l'ex ministro Cesare Previti, condannato nel processo Imi-Sir.Il Comitato per le incompatibilita' della Giunta delle Elezioni della Camera ha infatti deciso di proporne la decadenza, perche' la condanna ricevuta (sei anni e interdizione perpetua dai pubblici uffici) non ne permetterebbe la permanenza in carica. Ora tocchera' pronunciarsi alla Giunta nel suo complesso e poi all'aula della Camera, con voto segreto. Finanziaria: Scoppia il caso prescrizione tra maggioranza e Governo

    Il nodo del contendere si chiama comma 1346. E alla vigilia del voto di fiducia sulla Finanziaria fa scoppiare un'altra grana per la maggioranza in Senato. La norma, infatti, interviene (riducendoli) sui tempi di prescrizione per reati in materia di responsabilità contabile davanti alla Corte dei Conti. Il caso è stato sollevato in Aula dai senatori Cesare Salvi ("Una norma gravissima") e da Roberto Manzione che si è spinto a parlare di legge 'ad personam' che "ricalca lo spirito della ex Cirielli".

    Ma il comma 1346 è stato anche l'argomento dominante della lunga riunione del gruppo dell'Ulivo che si è tenuta nel pomeriggio a palazzo Madama. Una riunione in cui, a quanto si apprende, si sarebbe deciso di 'puntare i piedi' con il governo. I senatori avrebbero infatti mostrato tutta la loro contrarietà a far passare una Finanziaria con quella norma e avrebbero invitato il governo a trovare una soluzione. Anche a costo di 'imporre' una modifica alla Camera, con conseguente ulteriore passaggio della manovra a palazzo Madama: strada dalle conseguenze rischiose perché avrebbe portato l'approvazione della Finanziaria sul filo del 31 dicembre.

    La norma era stata presentata durante i giorni dell'esame della manovra in commissione sottoforma di emendamento a prima firma del senatore Pietro Fuda della Lista Consumatori(ma sottoscritto anche da altri esponenti dell'Ulivo). Bocciato in cabina di regia, è invece riapparso nel maxitesto presentato ieri dal governo. A lungo si è ragionato su quale potesse essere la via d'uscita e vari sono stati i contatti telefonici tra la presidente dei senatori dell'Ulivo Anna Finocchiaro e il ministro per i Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti. Nel frattempo si sono levate anche le critiche della Cdl con annessi sospetti. Primo tra tutti quello di Silvio Berlusconi che ha accusato la maggioranza di fare una norma "per aiutare gli amministratori pubblici a loro vicini".

    La questione è poi tornata all'esame dell'Aula in serata quando il presidente della commissione Bilancio Enrico Morando, dopo aver sottolineato la disponibilità del governo a espungere la norma, si è detto pronto a far tornare il comma in commissione per trovare una soluzione, a patto che tutti i gruppi fossero d'accordo. L'unanimità è però presto naufragata: prima Scarpa Buora per Forza Italia, poi Tofani per An hanno sollevato delle obiezioni sulla possibilità di modificare 'in corsa' un testo su cui il governo ha chiesto la fiducia.

    Una decisione di cui Marini ha preso atto, non senza però lanciare un appello al governo a usare gli strumenti "del sistema giuridico e amministrativo per risolvere un problema che tocca la sensibilità di molti senatori". A questo punto la palla è nelle mani dell'esecutivo: la strada potrebbe essere quella, rischiosa, di modificare il testo alla Camera oppure quella di varare un provvedimento di legge che ne stabilisca l'abrogazione. La posizione del governo dovrebbe essere annunciata domani in Aula durante la replica alla discussione generale. Berlusconi: Riconteggio primo passo per ribaltone

     "E' una prima apertura, e' un primo passo che va nella direzione auspicata gia' dalla sera del 10 aprile". Cosi' Silvio Berlusconi commenta la decisione presa in giunta delle elezioni alla Camera di procedere al conteggio di tutte le schede su un campione del 10%. Sara' ribaltato il risultato? "Si', siamo convinti di aver vinto noi", afferma il leader di FI. "E' assolutamente negativo che in Italia non si sia proceduto al conteggio dei voti subito", aggiunge Berlusconi.

    Si riconteranno le schede votate delle elezioni 2006

     La Giunta per le Elezioni di Montecitorio riconterà tutte le schede delle Politiche di aprile. La decisione di aprire una istruttoria nazionale è stata presa oggi all'unanimità dalla Giunta. L'esame si concluderà "possibilmente" entro la fine del mese di luglio del 2007. "La Giunta delibera l'apertura dell'istruttoria su base nazionale - si legge nel documento approvato - e la costituzione del Comitato di verifica nazionale che organizzerà i suoi lavori in modo da concludere l'esame possibilmente entro la fine del mese di luglio 2007".

    L'istruttoria avrà come oggetto la "revisione di tutte le schede bianche, nulle, contestate e successivamente non assegnate" ma anche di "tutte le schede valide (previa loro acquisizione presso i competenti uffici giudiziari ove sono custodite)" cominciando però "dal 10 per cento dei seggi" in una prima fase "con riserva di ampliare successivamente l'indagine; i criteri di individuazione dei seggi saranno definiti in sede di comitato di verifica". La Giunta ha deliberato anche "la revisione delle schede dei seggi per i quali sono state specificatamente segnalate anomalie da parte dei relatori circoscrizionali".

    Prodi non vuole parlare di

     'Non parliamo di cambiamenti di direzione e di fase due, ha detto oggi Romano Prodi. 'Questa e' una tappa - ha aggiunto scandendo le parole in una intervista televisiva - qui c'e' un cammino che deve essere proseguito'.'Non si puo' governare ondeggiando, cambiando posizione, accontentando tutti', ha aggiunto, e ha definito l'Italia 'un malato che non vuole prendere la medicina'.

    Il presidente del Consiglio torna anche sulle contestazioni subite negli ultimi giorni. ''I fischi sono la cosa più facile del mondo, uno arriva lì, trova un bel quadretto, con le telecamere... C'è una situazione di malessere - ammette Prodi - ma anche dieci anni fa governai in una situazione difficile, ebbi una Finanziaria dura, un calo di popolarità''.

    Finanziaria: Chiti difende il maxi-emendamento e la fiducia

    ''E' da ieri mattina che il governo ha annunciato che sarebbe stata chiesta l'autorizzazione alla fiducia sulla Finanziaria ed e' da oggi pomeriggio alle ore 14,55 che il testo del maxiemendamento, insieme con la relazione tecnica, e' stato consegnato al presidente del Senato, Franco Marini''. Si trattiene a stento, il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, e prendendo la parola (sono gia' le 17,00) in Aula al Senato, per porre la questione di fiducia sulla Finanziaria non rinuncia a replicare, diligentemente e punto per punto a tutte le critiche lanciate dall'opposizione alla volta del governo.

    Critiche dure, da opposizione, appunto, ma che proprio non devono essere andate giu' al ministro, il quale fedele alla sua anima toscana (per la precisione, pistoiese) si rivolge personalmente ai vari senatori intervenuti, quasi 'spuntando' gli interventi da un invisibile notes. Comincia da subito con le polemiche intorno ai tempi di presentazione del maxiemendamento, che hanno animato l'Aula fin da ieri.

    ''C'e' stata una sollecitazione che e' durata piu' di un giorno perche' venisse consegnato questo testo - ricorda puntiglioso -. Faccio notare che, a livello di prassi o di regolamento, non esiste una regola che imponga al governo a che ora presentare un maxiemendamento.Per correttezza, faccio notare, inoltre, a tutti gli onorevoli senatori che il governo avrebbe anche potuto dire 'vedremo, valuteremo, aspetteremo' e presentare il testo all'ultimo momento'' senza alcun preavviso, come invece fatto proprio ieri dal ministro in conferenza dei capogruppo del Senato. ''Mi sembra che il governo abbia assunto un atteggiamento di responsabilita' e di chiarezza'' aggiunge. E' poi la volta dell'autorizzazione alla fiducia dal consiglio dei ministri, su cui la Cdl chiede conferma che sia stata data sulla base di un testo e non ''in bianco''.

    ''Voglio dire al senatore Storace ed ad altri intervenuti che il consiglio dei ministri e' stato convocato ieri - sottolinea Chiti -, e' stata richiesta un'autorizzazione specifica (era gia' stato fatto per la Camera) a porre la fiducia oggi ed e' stato illustrato, nelle linee portanti e nel merito, il testo dell'emendamento''. Ma i sassolini nelle scarpe non sono finiti. ''Non voglio con queste considerazioni fare polemiche o, almeno, non farne troppe - aggiunge Chiti - pero' al senatore Buttiglione e al senatore Biondi voglio dire quanto segue: nei cinque anni in cui il primo e' stato ministro e il secondo vice presidente della Camera, non vi siete accorti che da molti anni a questa parte la legge finanziaria, finche' non cambia, chiunque sia al governo e quale che sia l'ampiezza della maggioranza che ha il governo, e' ingestibile, se non viene purtroppo, aggiungo io, accompagnata da uno strumento come quello della fiducia?. Se ve ne siete accorti - aggiunge - ritengo che questo sia il problema che dobbiamo in realta' affrontare''.

    Chiti azzarda poi un richiamo alla nave che va a fondo trascinando con se' timoniere e passeggeri, ma non riesce a finire. ''E' patetico!'' urla il senatore di An, Oreste Tofani e con lui rumoreggiano in tanti. La seduta si anima e Marini interviene per sedare un po' gli animi. ''Continui ministro, continui'' scongiura il presidente. ''Patetico e polemico!'' rilancia Tofani, seguito dagli altri. ''Faccio il ministro e, se permette, lo faccio come ritengo di doverlo fare'' risponde Chiti. Il ministro sollecita quindi un approfondito e urgente esame gia' a partire da gennaio prossimo che porti ad una riforma della sessione di bilancio e concorda con il modello proposto ieri dal presidente della commissione Bilancio, Enrico Morando nel suo intervento in Aula.

    Poi Chiti ammette: ''Per sincerita' e per correttezza, credo che una finanziaria cosi' complessa e con tanti articoli - vi e' una responsabilita' anche del Governo - difficilmente avrebbe potuto essere governata in altro modo'', cioe' senza fiducia. Sarcastico interviene il senatore di An, Paravia: ''Ministro, questa non e' un'illustrazione dell'emendamento, ma un comunicato stampa!''. Non scalfira' la tempra del ministro Chiti che imperturbabile continuera' nell'illustrazione delle principali novita' contenute nel maxiemendamento. Poi, finalmente, la fatidica richiesta: fiducia.

    Fassino e D'Alema lanciano un appello all'unità dei Ds

    Piero Fassino e Massimo D'Alema chiedono al partito di restare unito nel processo costituente del partito democratico. Il segretario, nella relazione al Consiglio nazionale, che all'unanimità ha votato per convocare il congresso in primavera, ha assicurato che questo non sarà l'ultimo congresso e che i Ds non si scioglieranno subito. Ma le rassicurazioni non sono bastate alla minoranza contraria al Pd, che negli interventi ha confermato di avere una proposta alternativa per la quale spera di ottenere una fetta consistente di consensi, almeno il 30%.

    Fassino ha rilanciato tutte le ragioni per cui è necessario fare il Pd, il cui compito è "guidare il paese in una fase storica". Ha assicurato che non potrà "prescindere dalla famiglia socialista", che sui temi etici cercherà di raccogliere "il più ampio consenso". Quindi rivolto alla minoranza ha argomentato che gli iscritti "non apprezzerebbero una scissione" perchè "chiedono unità". Quindi ha invocato un "congresso vero e sereno, senza astio e asprezza" in cui "si discute per restare insieme" e senza dare per scontato che l'esito sarà una spaccatura.

    Il dibattito che è seguito alla relazione di apertura del segretario è stato intenso ed articolato, ed è durato otto ore. Hanno preso la parola tutti gli esponenti delle varie anime, da Mussi a Salvi, Bandoli, Angius, Caldarola, Spini, Cuperlo, Violante. L'ex leader del correntone che da ieri è ufficialmente candidato alla segreteria per la Sinistra, è stato determinato nel ribadire le ragioni del no al Pd e ha minacciato di disertare il congresso se ci sarà una "una campagna stalinista contro gli scissionisti". Fassino nella replica gli ha assicurato che non c'è questa intenzione da parte della maggioranza, se non si dice no ancora prima di aprire le assise. Ma la fase transitoria e "i momenti federativi" di cui Fassino ha parlato non sono bastati a riavvicinare le posizioni all'interno della Quercia.

    Anche D'Alema si è speso per spiegare che "Fassino non ha proposto di allungare il brodo, ma una fase costituente proprio per evitare che il Pd si riduca ad un fusione tra Ds e Margherita". Il presidente della Quercia si è detto ottimista sulla ricomposizione delle posizioni interne: "Al termine dei congressi si giunge sempre a posizioni diverse da quelle di partenza". Ma alla fine anche Angius e Caldarola hanno confermato che presenteranno la terza mozione, quella che suggerisce di creare un federazione invece che un partito. Il congresso si terrà a primavera e nel frattempo la commissione per il regolamento dovrà sciogliere il nodo delle procedure congressuali. La minoranza chiede il voto segreto per l'elezione del segretario.

    Finanziaria: Si vota la fiducia su un maxi-emendamento da record

    Il maxi-emendamento del governo riscrive in 1.365 commi, un record come densita' di norme in un solo articolo, la manovra.Il testo conferma in gran parte quanto gia' annunciato, tra cui i piani per l'assunzione dei precari della PA, la cancellazione del ticket di pronto soccorso sui codici verdi e la rottamazione . Tra le 'new entries', l'aumento dei pedaggi autostradali e l'aumento a 190 milioni di euro della dotazione per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri.

    Berlusconi rinnova il suo appello a Casini e all'Udc

    "Indietro non si torna". La premessa e' che si' "questa legge elettorale ci e' stata imposta", ma va "soltanto perfezionata" perche' occorre "evitare una eccessiva frammentazione" e "non dobbiamo lasciare alle piccole forze politiche diritti di veto". Dunque una difesa del bipolarismo contro "le suggestioni che vengono da una parte e dall'altra", eppoi "il centro della politica italiana e' Forza Italia, non c'e' nessuna speranza per la creazione di un altro partito".

    Tuttavia Silvio Berlusconi, intervenendo oggi pomeriggio alla presentazione dell'ultimo libro di Vespa, si e' spinto oltre: "Stiamo esaminando la questione del referendum" sulla legge elettorale, ha sottolineato, "abbiamo cominciato a parlare con la Lega che e' preoccupata" perche' "al primo posto c'e' sempre lo stare insieme", ma - ha aggiunto - "spero che si vada in questa direzione, sarebbe una bella spinta per superare le divisioni e i veti" delle forze minori. L'ex presidente del Consiglio cavalca quindi la logica bipartitica, insiste sul progetto della federazione, primo passo verso il partito del centrodestra, obiettivo "difficile" ma non impossibile "visto che gli elettori sono piu' avanti di noi".

    E non chiude le porte all'Udc: alle amministrative "andremo insieme", Casini "lo aspettiamo, ho parlato di porte aperte e di ingrassamento quotidiano del vitello...". Tuttavia l'ex premier non si sottrae neanche a qualche stoccata nei confronti dell'ex presidente della Camera: "Non capisco pero' - aggiunge - questa voglia che qualcuno dice, di contrattare qualcosina in piu, non so che cosa possa chiedere di piu' l'Udc". Berlusconi, dopo essersi detto dispiaciuto per i fischi a Romano Prodi, ha escluso compravendite di senatori ("Nessuno puo' macchiarsi di essere un traditore") prevedendo che il "governo implodera' su Pacs e pensioni". D'Alema? "Un avversario ma anche un possibile interlocutore", sostiene il leader di Fi che non si sottrae a responsabilita' future.

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  • 29/09/2006 Varata la Finanziaria
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