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  • 16/12/2006 Politica e finanziaria 16 dicembre (http://www.canisciolti.info)

    Ricerca personalizzata

    Follini e Mastella: Obiettivo è rafforzamento dei partiti "centristi"

    L'Udeur di Mastella e l'Italia di Mezzo di Follini stanno studiando iniziative comuni in vista delle Amministrative di primavera e delle Europee del 2009. L'obiettivo è quello di un rafforzamento dei partiti "centristi". A quanto si è appreso, i due leader avrebbero anche stabilito di promuovere insieme tre convegni tra gennaio e febbraio. L'intesa, che coinvolge anche i movimenti democristiani di Sandri, Fiori e Pizza, "sono fatti concreti per rafforzare il centro politico italiano", dice Fabris (Udeur).

    Tremonti definisce Prodi un "demente"

    Dopo che ieri al Senato l'opposizione di centrodestra ha duramente contestato il sì alla fiducia sulla Finanzaria passato grazie al voto dei senatori a vita, oggi il presidente del Consiglio Romano Prodi ha detto che con la legge appena approvata "ci guadagnano gli italiani", mentre l'ex ministro dell'Economia e vice presidente di Forza Italia Giulio temonti ha definito il premier "un demente".

    Alla domanda su chi guadagna e chi perde con la Finanziaria, mentre si trovava a Reggio Emilia per una inaugurazione Prodi ha risposto davanti alla telecamere che "ci guadagnano gli italiani . Abbiamo fatto una legge finanzaria molto particolare con 15 miliardi per il risanamento e 20 per lo sviluppo. Allora è chiaro che è la Finanziaria della svolta".

    Di diverso avviso Tremonti, che nel corso di un convegno del suo partito a Firenze ha detto che "solo un demente, come quello che sta adesso al governo, poteva pensare di fare più spesa pubblica con più tasse". Il vice presidente di Fi ha poi ammesso di aver "esagerato", "ma siccome lui in passato mi ha dato del delinquente politico, me lo posso permettere", ha detto. Alcune settimane fa il centrodestra aveva protestato contro Prodi per aver usato l'espressione "paese impazzito parlando dell'Italia.

    Storace: Napolitano nomini senatori a vita di destra

    Il giorno dopo il voto di fiducia al Senato sulla legge finanziaria Francesco Storace attacca i senatori a vita: "credo che si sia dimostrato che ci sono uomini di parte e non eletti dal popolo. Sarebbe ora che il Presidente della Repubblica si decida a far rappresentare gli italiani da chi non sta sempre con la sinistra. Nelle file della destra - ha sottolineato Storace - dentro e fuori il parlamento, ci sono personalita' che dovrebbero figurare tra i senatori a vita".

    "Credo che sia giunto il tempo in cui Giorgio Almirante debba entrare nella galleria italiana dei padri della patria", ha poi aggiunto Storace, a margine del convegno organizzato per celebrare il 60° anniversario della nascita del Movimento sociale italiano. "Mi aspetto il riconoscimento doveroso - ha proseguito Storace - del contributo che ha dato la destra politica italiana alla crescita della democrazia italiana. Siamo qui per una rivendicazione di una memoria e non per la riproposizione di un partito, perche' noi siamo orgogliosi della nostra storia".

    La figura di Almirante e' stata ripercorsa, nel corso del convegno, dalla sua vedova, donna Assunta. Nel corso del suo breve intervento Assunta Almirante ha scaldato la numerosa platea definendo "vergognoso" chi dimentica la propria identita': "e' un peccato mortale, perche' i propri padri non si devono dimenticare. E' una vergogna dimenticare chi ti ha messo al mondo. La propria identita' non va mai perduta". "Io a Francesco Storace voglio un bene dell'anima perche' e' l'unico che continua a battersi per questo partito", ha poi dichiarato donna Assunta.

    Berlusconi vola negli Usa per farsi installare un pce-maker

    Ieri sera ci ha scherzato su: ''Macche' Houston, semmai vado a Las Vegas...''. Oggi, prima di lasciare Palazzo Grazioli, per volare a Milano ai giornalisti che l'attendevano davanti l'ingresso principale assicura: ''La prossima settimana torno a Roma per lavorare''. Silvio Berlusconi non dice nulla di piu' su un possibile intervento per applicare un pacemaker dopo le voci di un imminente viaggio in Usa per sottoporsi alla piccola operazione. Nelle ultime ore, infatti, dopo il malore di Montecatini, i boatos sono diventati piu' insistenti su un blitz del Cavaliere in America, forse gia' domani, per mettersi l'apparecchietto elettrico collegato con il cuore e in grado di regolarne i battiti.

    Bondi: Un partito unico in sintonia con gli ideali e i valori impressi da Berlusconi

    Forza Italia e la Cdl devono costruire "un partito unico, abbiamo bisogno di una direzione politica ed è anche nell'interesse di Berlusconi costruire questo partito nel solco e in sintonia con gli ideali e i valori da lui impressi". Ne è convinto il coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi, che, parlando a un convegno del partito a Firenze, ha ricordato l'importanza della leadership di Berlusconi e di quel meccanismo di "identificazione personale con Berlusconi" che ha caratterizzato Forza Italia e i suoi iscritti, ma al tempo stesso, ha richiamato la necessità di "rafforzare il sentimento di solidarietà e di appartenenza tra di noi, senza il quale non può esistere un partito".

    Del resto, ha rilevato con una provocazione Bondi, al termine della carrellata di interventi dei dirigenti di Forza Italia: "Ma Udc, Ds o An, hanno una classe dirigente come quella che avete sentito stamani?". Bondi ha quindi concluso che in questo momento si impone la necessità di costruire un partito e "lo facciamo per preservare, quasi religiosamente, ciò che Berlusconi rappresenta".

    Il centrodestra attacca i senatori a vita sul voto alla Finanziaria

    ''Che il governo si regga su signori non eletti e' una cosa unica nelle democrazie europee''. Lo ha detto il vicepresidente di Forza Italia Giulio Tremonti, a margine di un convegno sullo statuto del partito a Firenze, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un giudizio sul voto dei senatori a vita sulla Finanziaria.

    "Non c'è più una maggioranza al Senato. La maggioranza si fonda sul voto determinante dei senatori a vita, questa è una anomalia che pesa fortemente sulla democrazia italiana". Così il coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi, ha commentato, parlando con i giornalisti a un'iniziativa del partito a Firenze, l'approvazione della manovra Finanziaria in Senato per la quale è stato dirimente il voto dei senatori a vita.

    Casini: La questione morale non è monopolio del centrosinistra

    Per il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, il centrosinistra "non ha il monopolio della questione morale" e la Finanziaria approvata al Senato lo dimostra. "Viene rinfacciata al centrodestra - ha detto Casini a margine della federazione del Lazio del partito - una sorta di compiacenza rispetto alla questione morale. I fatti del Senato hanno dimostrato che la sinistra non ne ha il monopolio", perché "l'Udc aveva fatto alla Camera un emendamento anti corrotti per il sequestro dei beni, ma questo emendamento si è perso per strada al Senato. In compenso - ha proseguito Casini - c'è stato questo nuovo colpo di spugna del centrosinistra", sulle prescrizioni. Questo per il leader centrista "è la dimostrazione che vi è una crisi profondissima della politica a cui bisogna rispondere con iniziative nuove e intelligenti".

    Il doktor Spengler e la fase due del governo Prodi

    Spengler e vivo e lotta insieme a noi (sì quello del Tramonto dell’Occidente). Che vogliamo dire? Un po’ di pazienza… Innanzitutto che il dibattito sulla “fase due” (quella delle riforme liberiste) è legato a doppio filo a quello sul declino italiano… Un declino da fermare a ogni costo: anche al prezzo di licenziare tutti. Così scriveva ieri Giavazzi-Cavallo Pazzo sul Corriere. Si tratta di un tormentone che risale all’ultima fase del passato governo Berlusconi. Ci si accapiglia - e ci si accapigliava - su mezzo punto in meno o in più di Pil o di tasse.

    C’è chi vorrebbe più licenziamenti e concorrenza. Chi più America nell’economia, Chi meno tasse, eccetera. Ma tutti ripetono pappagallo: Ripresa-economica-ripresa-economica-ripresa-economica… Oppure Fase due-fase due- fase due… O ancora: Riforme-riforme-riforme… Come se parlassero a macchine e non a uomini e donne vivi e vegeti ( e pure incazzati..): facendo finta di ignorare che, se proprio di declino si deve parlare, il declino è culturale e non economico. Ci spieghiamo. Punto primo, gli economisti, come Giavazzi, Boeri e company, quando sentono pronunciare la parola cultura ( a meno che non si parli di “filosofia delle vendite”), se avessero una pistola la userebbero subito.

    Ad esempio, per l’economista medio, un tasso di disoccupazione del 4-5 % è fisiologico o “frizionale” (frutto della spontanee “frizioni” del mercato… Spontanee? Ma de che aoh???). Mentre per il lavoratore che è “dentro” quel 4-5 % è un casino. Perdere il lavoro in una società, come la nostra, malata di successo e avvelenata da denaro e ratei, significa essere considerati “culturalmente” falliti. Ma gli economisti, come detto, guardano altrove. Quel che conta è la crescita del Pil, e se poi qualcuno è mandato a spasso, “ma che ce frega, ma che ce importa…” Punto secondo, i politici pendono dalle labbra degli economisti. Di che si discute in questi giorni? Di tasse. Chi la vuole cotta, chi la vuole cruda… Ma nessuno parla di investimenti sociali. Qui, di nuovo, quel che conta è la crescita economica, per fermare il “declino produttivo” . Appunto. Ammesso pure che vi riescano…

    Se poi uno chiede, ad esempio, un’ università all’altezza dei tempi. Anche il politico, guardando altrove, si mette a canticchiare “ma che ce frega, ma che ce importa...”. Ecco questo “menefreghismo” per la “geeente”, quella in carne e ossa, e non quella del mezzo pollo a testa dei grafici di Boeri, è un autentico segno di declino: culturale. Perché crescere, moltiplicando le fratture economiche e il numero dei socialmente incazzati non porta da nessuna parte. Significa solo chiudere la porta in faccia alla cultura della socialità. Però attenzione: c’è pure la possibilità che la “geeente” esasperata possa, all’improvviso svegliarsi e intonare in coro, indovinate un po’? “Ma che ce frega, ma che ce importa…”. E, questa volta, all’indirizzo di economisti e politici. Invocando il castigamatti. Come appunto sosteneva il vecchio doktor Spengler, quando parlava del "Cesarismo", come stazione d’arrivo dell’autobus Occidente, proveniente da Roma antica con destinazione Berlino (Porta di Brandeburgo)… Il che, tuttavia sarebbe spiacevole per tutti.

    Carlo Gambescia

    Finanziaria: Le modifiche principali del testo approvato

    Tra le modifiche più significative introdotte dal Senato quella che prevede che le maggiori entrate strutturali derivanti dalla lotta all'evasione siano destinate, una volta raggiunti gli obbiettivi del Dpef, alla riduzione della pressione fiscale e al finanziamento di incentivi per incapienti e redditi bassi. Lo Stato si accolla 12,95 miliardi di debiti a suo tempo accesi da Infrastrutture spa per finanziare l'Alta velocità. Sace, società pubblica per il supporto all'export, restituirà all'azionista Tesoro circa 3 miliardi di capitale per la riduzione del debito pubblico. La norma produrrà un risparmio sugli oneri del debito per 130 milioni l'anno.

    Salta l'emendamento che vincola il governo a emanare entro marzo il dpcm che da a Eni 24 mesi per scendere sotto il 20% di Snam rete gas. Nascono le Siiq, le società quotate che operano prevalentemente nel ramo della locazione immobiliare. Chi da luglio aderirà al nuovo regime non pagherà Ires e Irpef. Gli azionisti delle Siiq pagheranno una cedolare secca del 20% sui dividendi, che scende al 15% nel caso di utili relativi a "immobili ad uso abitativo". Nessun azionista potrà detenere quote superiori al 51% ed "almeno il 35%" delle azioni dovrà far capo a soggetti con partecipazione nel limite dell'1%. Salta l'istituzione di un'aliquota al 20% sugli affitti e il contributo di solidarietà del 3% sulle pensioni d'oro.

    Incentivi per 5 milioni di euro massimi saranno destinati alla fusione fra piccole e medie imprese nei prossimi due anni. Cambia ancora il quadro di riferimento per le concessionarie autostradali. In caso di estinzione del rapporto concessorio, l'indennizzo riconosciuto alle società autostradali non è automatico ma "eventuale". Ministero delle Infrastrutture e Anas approveranno o rigetteranno con parere motivato gli incrementi tariffari chiesti dalle società. Salta il limite di un anno per la ratifica della concessione unica. Aumenta dal 2% al 2,4% il canone che le concessionarie autostradali dovranno all'Anas. Nasce un fondo presso le Infrastrutture nel quale confluiranno "gli introiti derivanti da ulteriori sovrapprezzi sui pedaggi autostradali".

    Le risorse andranno a finanziare investimenti sulla rete ferroviaria. Niente tassa di successione nei passaggi di proprietà delle aziende da padre a figlio e da nonno a nipote, purché l'erede continui l'attività per almeno cinque anni. Stralciata la norma che equipara conviventi e coniugi, il Senato ha introdotto una franchigia di 100.000 euro per gli eredi fratelli, sopra la quale si pagherà un'aliquota del 6%. Resta la franchigia a 1 milione per coniugi e figli e l'aliquota agevolata al 4% per la parte eccedente la franchigia. Per favorire il ricambio delle auto inquinanti, bonus da 800 euro ed esenzione dal bollo per due anni a chi rottama nel 2007 un'auto inquinante e ne acquista una ecologica.

    L'esenzione sale a tre anni se si compra un'automobile sotto i 1.300 cc. I contributi del Cip6 andranno dal 2007 solo a chi produce energia elettrica con fonti rinnovabili. Saltano quindi gli incentivi alle fonti assimilate: carbone, metano e rifiuti petroliferi. Il testo salva i contributi concessi alle fonti assimilate per gli impianti già autorizzati, ma questa parte della norma potrebbe essere oggetto di modifiche con provvedimenti specifici. Si allenta la stretta sugli studi di settore. Commercianti, artigiani e professionisti non subiranno accertamenti se dichiareranno compensi superiori del 40% o di 50.000 euro alle soglie di fatturato individuate per le diverse categorie.

    Per favorire la stabilizzazione dei precari nella P.A., nasce un fondo alimentato dai conti dormienti e da una quota dei dividendi riscossi dalle società pubbliche. Aumentano ad almeno 1.380 euro le detrazioni per i lavoratori a tempo determinato con reddito inferiore agli 8.000 euro lordi l'anno. Per gli assegni familiari saranno considerati a carico i figli di 18-21 anni, se studenti o apprendisti. Tetto di 500.000 euro per lo stipendio dei manager pubblici, che può salire a 750.000 al raggiungimento di determinati obiettivi. Non vale per le società quotate. Dieta dimagrante per Sviluppo Italia, che non potrà avere più di tre controllate e dovrà dismettere entro giugno 2007 le partecipazioni non strategiche. Cda ridotto a 3 membri.

    Governo incassa la fiducia sulla Finanziaria da 35 miliardi di euro

    Il governo ha ottenuto dal Senato un cruciale voto di fiducia sul maxiemendamento alla Finanziaria 2007 da oltre 35 miliardi di euro che punta a riportare il deficit sotto il 3% del Pil e a ridare slancio all'economia italiana. L'esecutivo ha avuto 162 voti a favore e 157 contrari. "Sono molto soddisfatto . Tutti si aspettavano una svolta e la svolta c'è stata, nella giusta direzione", ha commentato a caldo il presidente del Consiglio Romano Prodi. Il sì dell'aula è stato incassato grazie al voto di 5 senatori a vita: Carlo Azeglio Ciampi, Francesco Cossiga, Emilio Colombo, Rita Levi Montalcini e Oscar Luigi Scalfaro.

    Sergio Pininfarina era assente, mentre Giulio Andreotti era in aula ma non ha votato. Dei due senatori indipendenti, Luigi Pallaro ha votato a favore e Sergio De Gregorio (ex Italia dei Valori) contro. Quindi, senza l'apporto dei senatori a vita, si sarebbe avuto un pareggio -- 157 a 157 -- che al Senato equivale a un voto negativo. Dalla prossima settimana la Finanziaria ritorna alla Camera il cui via libera definitivo è atteso per Natale. In aula, il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa aveva difeso in modo accorato la manovra dicendo che "prepara un futuro più sereno" ed evita il "collasso" finanziario. Il totale delle risorse reperite, che alla Camera erano già salite a 35,4 miliardi da 34,7, si sono incrementate di alcune centinaia di milioni nel passaggio del Senato.

    Circa 10 miliardi sono ottenuti con minori spese correnti mentre il resto deriva da maggiori entrate tra cui rientrano i circa 8 miliardi attesi dalla lotta all'evasione e i 5-6 miliardi provenienti dal trasferimento dalle imprese a un fondo Inps del Trattamento di fine rapporto inoptato dei lavoratori. Di queste risorse circa 15 servono per ridurre il deficit al 2,8%. Le principali destinazioni delle altre risorse sono la riduzione del costo del lavoro (5 mld circa) e il finanziamento di Ferrovie e Anas (4 mld secondo quanto dichiarato oggi da Padoa-Schioppa), il rinnovo del contratto del pubblico impiego (oltre 1 mld), le missioni di pace e le forze armate (1,5 mld circa), gli assegni familiari (1,5 mld circa). Seguono altri interventi a sostegno dello sviluppo e della redistribuzione del reddito.

    D'Alema: Questa Finanziaria non ridurrà nessuno sul lastrico

    ''Questa e' una legge finanziaria che nessuno si aspettava, specie dopo una campagna elettorale fatta di promesse basate sul nulla, soprattutto da parte dell'ineffabile Berlusconi. Siamo un paese in grado di affrontare questa manovra. Nessuno andra' sul lastrico, non succedera' nulla di drammatico''. Lo ha affermato il ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio Massimo D'Alema, parlando a Bari a un dibattito sul Partito democratico.

    Berlusconi: Ora Governo e maggioranza sono inchiodati alle loro responsabilità

    Al termine della votazione in Senato Silvio Berlusconi ha chiamato il capogruppo di Fi a Palazzo Madama Renato Schifani complimentandosi per "il lavoro fatto e gli interventi eseguiti". Secondo quanto viene riferito da alcuni senatori azzurri, il leader di Fi ha ribadito che questa maggioranza non ha la maggioranza e, riguardo alle polemiche sul voto dei senatori a vita, si e' limitato ad un laconico commento: "li abbiamo inchiodati alle loro responsabilita'".

    "E' la prima volta che una Finanziaria, per di piu' bocciata sonoramente dagli italiani, passa esclusivamente grazie al voto determinante dei senatori a vita. Privi del mandato elettorale, e quindi di un suffragio popolare, pur non rappresentando alcun cittadino loro elettore si sono assunti la responsabilita' di infliggere al Paese una manovra che scontenta tutte le categorie sociali. Taglia fondi all'universita', alla sicurezza, al Mezzogiorno e alla ricerca, aumentando indiscriminatamente le tasse su beni necessari alla vita quotidiana come l'acqua minerale, il bollo auto, il gasolio del riscaldamento, l'Ici, i pedaggi autostradali e le imposte comunali. Nessuno mette in discussione il diritto costituzionale dei senatori a vita, ma la condanna etica e politica e' senza limiti". Lo dice il Presidente dei senatori di Forza Italia, Renato Schifani.

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  • 29/09/2006 Varata la Finanziaria
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