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  • 19/02/2007 Il bene dei giovani secondo il Decreto Bersani 2007 (Giacomo Favini, http://www.korazym.org)

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    Riqualificazione degli istituti tecnici e professionali, nuove norme per la gestione economica di donazioni e fondi, costituzione di poli tecnici in collaborazione con le aziende… Numerose le novità introdotte dal decreto legge 7/2007.

    Riqualificazione degli istituti tecnici e professionali, nuove norme per la gestione economica di donazioni e fondi, costituzione di poli tecnici in collaborazione con le aziende… Numerose le novità introdotte dal ministro Luigi Bersani con il nuovo decreto legge 7/2007, che farà sicuramente discutere molto. Nasce, quindi, l’esigenza di una riflessione più ampia che sappia portare un contributo positivo oltre gli aspetti legislativi, generando stimoli operativi per dare concretezza alle attese di migliaia di giovani.

    Il decreto legislativo, meglio noto come “decreto delle liberalizzazioni” e redatto dal ministro per lo Sviluppo Economico con delega alla programmazione economica, prevede numerose novità per le libere professioni e mestieri e introduce nuove linee guida nel campo dell’istruzione superiore, anche per quanto riguarda il sentito problema dell’autonomia scolastica. L’articolo 13 di tale decreto, denominato “Disposizioni urgenti in materia di istruzione tecnico-professionale e di valorizzazione dell'autonomia scolastica”, opera su due fronti distinti: attraverso l’abrogazione di alcuni comma del precedente decreto in materia, destituisce il liceo tecnologico ed economico a favore di istituti tecnici e professionali; ancora, con l’inserimento di norme specifiche ed urgenti sulla gestione economica di risorse e donazioni ai singoli istituti, i nuovi poli tecnico - superiori diventano il collante naturale tra l’istruzione superiore e il mondo aziendale.

    L’effetto immediato, visibile quindi già dal prossimo anno scolastico, sarà la riqualificazione scolastica dell’offerta formativa degli istituti tecnici e professionali e la possibilità di operare in materia economica come delle vere e proprie fondazioni, i cui donatori però non potranno entrare a far parte degli organi collegiali e scolastici. Se questo è in sintesi l’aspetto pratico-legislativo del decreto, è chiaro che nei prossimi mesi si aprirà un importante spazio di riflessione e decisione per le dirigenze scolastiche e i collegi docenti, i quali dovranno con molta cautela, ma senza paura, saper cogliere gli aspetti innovativi della legge e tralasciare, nei limiti a loro concessi, quelli di scarso impatto per la propria realtà scolastica, la quale non può e non deve mai essere equiparata a quella di altri istituti.

    Se un decreto, infatti, traccia delle linee nazionali condivise, è poi chiaramente compito delle realtà locali farsi carico di tradurre nel proprio quotidiano tali indicazioni, pena un impoverimento dell’offerta formativa anziché un miglioramento. E’ importante allora mettere da parte ogni logica partitica e di schieramento, ogni contrapposizione tra strutture scolastiche che si vedono decurtare alcuni indirizzi e istituti che si vedono invece riqualificare i propri. La domanda che può salvare da questa pericolosa tentazione è ancora una volta molto semplice, ma spesso trascurata: “Quale il bene di questi ragazzi e ragazze?”.

    In tale direzione allora i licei dovranno riaffermare il loro carisma scolastico, prettamente orientato al proseguimento degli studi post diploma, magari sfruttando nuove opportunità di dialogo con le facoltà universitarie. Gli istituti tecnici e professionali, invece, dovranno “sentire” la responsabilità di un grande bacino d’utenza, spesso costituito da quei giovani forse più deboli scolasticamente ma desiderosi di acquisire le competente tecniche e professionali per poter entrare a pieno titolo nel mondo del lavoro, oggi estremamente complesso.

    Infine, le istituzioni politiche sappiano mettersi a servizio di quanto hanno legiferato, per supportare coerentemente i delicati cambiamenti che la legge promuove e dare così pieno vigore al cuore pulsante del mondo scolastico, sorretto oggi come sempre dalla linfa vitale di tanti operatori che, tra mille difficoltà, cercano la loro risposta alla domanda imprescindibile: “Quale il bene di questi giovani?”.

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