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  • 04/10/2007 Riduzione del numero dei parlamentari, caso De Magistris, costi della politica (http://www.canisciolti.info)

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    Il Gip Forleo: Il pm De Magistris ha scoperchiato pentole che non andavano scoperchiate

    Il pm Luigi De Magistris «sta subendo intimidazioni e pressioni per aver scoperchiato pentole che non andavano scoperchiate e per aver finalmente lumeggiato sulle cosiddette “toghe lucane”». Lo ha detto il gip di Milano, Clementina Forleo, ospite della trasmissione tv «Annozero» condotta da Michele Santoro dedicata al magistrato della procura di Catanzaro.

    De Magistris: Ho segnalato nelle sedi competenti lo stillicidio di intimidazioni e pressioni che sto subendo

    Ad Annozero parla Luigi De Magistris, il pm di Catanzaro nell'occhio del ciclone per la richiesta di trasferimento avanzata nei suoi confronti dal ministero della Guistizia, e denuncia pressioni e intimidazioni. All'intervistatore che gli domanda se ha subito minacce, risponde così: "Se parliamo di minacce come si può pensare tradizionalmente - spiega il magistrato - il proiettile, la letterina, pochine e quelle per la verità lasciano anche meno preoccupazioni. Io credo di aver subito molte intimidazioni e pressioni da ambienti istituzionali".

    Può essere più preciso?, chiede il giornalista: "No, ho segnalato nelle sedi competenti - dice De Magistris - lo stillicidio di intimidazioni e pressioni che sto subendo da quando ho cominciato a fare determinate inchieste".

    Anno Zero: Le scuse 'al veleno' di Michele Santoro a Bertinotti

    Ha iniziato con delle pubbliche scuse l'attesa puntata di oggi di Annozero Michele Santoro: "Vorrei parlarvi di una lettera che ho ricevuto questa settimana da Fausto Bertinotti, presidente della Camera. Una lettera molto indignata, dal tono molto duro, perché la settimana scorsa avevamo ripreso, nel corso di una manifestazione, per pochi secondi, una lavoratrice leghista, che urlando, gli attribuiva la proprietà di una casa in Costa Azzurra ed altre cose imprecise di questo genere".

    "Beh, io conosco molto bene Bertinotti, so - riconosce il conduttore - che non ha ville in Costa Azzurra e so che la sua vita assomiglia a quella di qualunque professionista onesto e agiato. Potevo anche precisarlo in diretta, potevo dire che la lavoratrice si sbagliava a dire queste cose, non l'ho fato perché mi sembrava chiaro che quella fosse una invettiva, non una denuncia precisa, comunque, me ne scuso: dovevo farlo, non l'ho fatto".

    Il veleno è nella coda, però, come recita un vecchio proverbio: "Ma poi mi sono posto una domanda: perché - dice Santoro - visto che i partiti controllano tutti i tg e gran parte dell'informazione televisiva, condizionano direttamente o indirettamente questa informazione, non riescono a creare un senso comune positivo nei loro confronti? E bastano pochi secondi di una leghista inferocita che dice delle cose false perché questa leghista appaia più vera di quanto appaiono loro con mille interviste?"

    Costi della politica: E i senatori non si bloccano lo stipendio

    I senatori non si bloccano lo stipendio: un no bipartisan ha travolto due emendamenti 'anti-casta' presentati dal leghista Calderoli. Presentati durante la discussione sulla nota di variazione del Dpef, gli emendamenti impegnavano il governo a fermare per sempre gli aumenti automatici degli stipendi dei senatori, e riguardavano (il secondo) la riduzione del numero di ministri e sottosegretari. Il centrosinistra ha votato no ma, a sorpresa, lo ha fatto anche il centrodestra, Lega compresa.

    Fassino: Non capisco il no di Forza Italia alla riduzione dei parlamentari

    Sulla legge elettorale e sulle riforme tutte le forze politiche devono lavorare all'intesa ed è incomprensibile in no di Forza Italia alla riduzione del numero dei parlamentari. Lo dice il segretario dei Ds, Piero Fassino, a margine di un'iniziativa del Partito democratico. Ai giornalisti che gli chiedono di commentare i voti delle Commissioni parlamentari sul Senato federale e sulla riduzione del numero dei parlamentari, Fassino risponde: "E' un fatto di grande rilievo che ieri in Commissione sia stata approvata l'istituzione del Senato delle Regioni sul modello tedesco. Da anni ci battiamo per una riforma del sistema parlamentare coerente con il federalismo e con la riforma del Titolo V della Costituzione che ha attribuito alle Regioni molti più poteri di quanti ne avessero precedentemente".

    Per Fassino si tratta "di un passaggio che sollecita tutte le forze politiche a trovare un'intesa sulla legge elettorale che garantisca rappresentatività e governabilità. Una sollecitazione analoga arriva dalla decisione assunta questa mattina (sempre in Commissione, ndr) di approvare le norme sulla riduzione del numero dei parlamentari".

    Una decisione contro la quale ha votato però Forza Italia. Viene chiesto al segretario Ds se non ci sia il rischio che Silvio Berlusconi possa essere tentato dall'idea di bloccare il dialogo delle riforme nella speranza di una crisi di governo e di un ritorno alle urne. "Non capisco - spiega Fassino - perché Forza Italia abbia votato contro, avendo sempre sostenuto questo provvedimento avendolo addirittura inserito nel progetto di riforma della Costituzione elaborato nella passata legislatura. La forza politica, quando assume una posizione, deve partire dal merito e non seguire le convenienze elettorali o, peggio, la tentazione di destabilizzare il sistema politico". Conclude il segretario Ds: "Mi auguro che in Parlamento Forza Italia concorra con i suoi voti a quella riduzione dei parlamentari che è richiesta e condivisa anche da un'enorme parte degli stessi elettori di Forza Italia".

    La Camera approva la riduzione del numero dei parlamentari e Forza Italia vota contro

    La norma è stata approvata con i voti del centrosinistra e del centrodestra, con l'eccezione di Forza Italia che si è schierata contro. Una "importante novità". Il Presidente della Camera, Fausto Bertinotti, commenta così il voto della Commissione Affari Costituzionali in cui è stata approvata la riduzione dei parlamentari. Un voto "importante - dice Bertinotti - perche costituisce un fatto nuovo nella vicenda politica e istituzionale italiana, configurando importanti novità, perché per questa via verrebbe meno il bicameralismo perfetto e si determinerebbe un ruolo rinnovato per il Senato della Repubblica, il tutto accompagnato da una significativa riduzione dei parlamentari".

    Secondo la norma approvata i membri dell'Assemblea di Montecitorio passano da 615 a 500. Resta da sciogliere il nodo degli eletti all'estero su cui le forze politiche in Commissione non hanno ancora trovato l'accordo.

    Senato: Respinte per un voto le mozioni della CdL sul caso Visco-Gdf

    Il centrosinistra tira un sospiro di sollievo dopo aver respinto al Senato, anche per un solo voto di scarto, le mozioni della CdL sul caso Visco-Gdf. "Ancora una volta abbiamo respinto il tentativo di spallata della CdL", dice Anna Finocchiaro (Ulivo).I tre senatori della maggioranza assenti?Due erano malati e Mastella, precisa, era impegnato ma "ha partecipato all'ultima votazione". Russo Spena (Prc) commenta: "Per l'opposizione è stata una giornata boomerang. La maggioranza ha votato in modo compatto".

    Prodi: Il protocollo sul welfare sara' approvato il 12 ottobre come previsto

    Il protocollo sul welfare sara' approvato il 12 ottobre come previsto. Lo ha ribadito, secondo quanto si apprende, il presidente del Consiglio Romano prodi nel corso di un incontro con i senatori dell'Ulivo a palazzo Madama. Il premier avrebbe ripetuto che il welfare non e' stato approvato dal consiglio dei ministri insieme alla finanziaria solo per un problema tecnico perche' dopo undici ore necessarie per approvare la manovra economica sarebbe stata dura lavorare per altre undici ore.

    Prodi, secondo quanto raccontano alcuni partecipanti alla riunione, ha sottolineato che la finanziaria e' politicamente facile da sostenere. Inoltre, avrebbe spiegato che da quando si e' insediato il governo Prodi venti miliardi di euro sono serviti per il sostegno allo sviluppo e 14 per la redistribuzione, tutto questo mantenendo il rigore. Alla riunione, che e' ancora in corso, non ci sono i tre diniani e neppure Manzione, Bordon e Fisichella.

    http://www.canisciolti.info

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