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  • 11/12/2008 Domani lo sciopero generale della Cgil (BS, http://www.helpconsumatori.it)

    Ricerca personalizzata

    Si svolgerà domani lo sciopero generale indetto dalla Cgil. Manifestazioni in tutta Italia. La protesta durerà quattro ore ma per molte categorie sarà estesa all'intero turno di lavoro.

    "Più lavoro più salari più pensioni più diritti". Questo lo slogan dello sciopero generale indetto per domani dalla Cgil "per chiedere una svolta di politica economica e sociale - informa il sindacato sul suo sito - necessaria per governare la crisi e per evitare che questa scarichi le proprie conseguenze sulle famiglie dei lavoratori e dei pensionati e sui precari". La Cgil stima un milione di persone in piazza.

    Saranno un centinaio le manifestazioni previste in tutta Italia, fra le quali cinque a carattere regionale. Le manifestazioni ricorderanno anche la tragedia degli incidenti sul lavoro. "Le bandiere della Cgil - ha detto nei giorni scorsi il segretario confederale responsabile d'organizzazione, Enrico Panini - saranno abbrunate, come segno di lutto, in quelle città recentemente colpite dalle ancora tante e troppe morti". Inoltre si osserverà un minuto di silenzio in tutte le piazze e sarà ricordato "per non dimenticare", Vito Scafidi, il ragazzo di 17 anni morto lo scorso 22 novembre sotto il tetto di un liceo di Rivoli. Lo sciopero durerà quattro ore ma per molte categorie sarà prolungata a otto ore, all'intera giornata o all'intero turno di lavoro.

    Per la circolazione ferroviaria si prevedono disagi fra le 14 e le 18. Secondo quanto comunicato da Trenitalia, il collegamento tra Roma Termini e l'aeroporto di Fiumicino sarà garantito con il Leonardo Express o il ricorso a servizi di autobus sostitutivi mentre lo sciopero "non interessa le fasce orarie a maggiore mobilità pendolare (dalle ore 6 alle 9, e dalle 18 alle 21 nei giorni feriali), durante le quali i treni circoleranno regolarmente". Informazioni potranno essere richieste negli uffici assistenza delle stazioni, nei punti informativi e al call center 892021.

    Questa l'articolazione della protesta per le diverse categorie, comunicata dalla Cgil stessa.

    • I lavoratori dei settori della ristorazione collettiva, della distribuzione del farmaco, delle farmacie private e speciali, delle imprese di pulizia servizi integrati/multiservizi sciopereranno per l'intera giornata o turno di lavoro.
    • I lavoratori dei porti, merci e logistica, agenzie marittime, autostrade, Anas compresi h. 24, Ferrovie e TPL (solo impianti fissi). I lavoratori dei settori addetti alla circolazione tenuti a garantire i servizi essenziali: F.S e appalti: dalle 14.00 alle 18.00; TPL: le ultime quattro ore della prestazione giornaliera nel rispetto delle fasce di garanzia previste; marittimi: quattro ore con modalità stabilite localmente. Esenzione dallo sciopero generale dell'intero comparto trasporto aereo
    • I lavoratori del credito sciopereranno per l'intera giornata o turno di lavoro. I lavoratori della Banca d'Italia sciopereranno per l'intera giornata o turno di lavoro.
    • I lavoratori dei consorzi di bonifica e di miglioramento fondiario sciopereranno per l'intera giornata o turno di lavoro.
    • I lavoratori della formazione professionale, delle scuole non statali, delle università non statali, delle scuole italiane all'estero, dei corsi ex legge 153, dei lettorati presso le università sciopereranno per l'intera giornata. I lavoratori dell'alta formazione artistica e musicale, della ricerca, della scuola e dell'università sciopereranno, nel rispetto dei servizi minimi indispensabili, per l'intera giornata o turno di lavoro.
    • I lavoratori dei settori elettrico, gas-acqua, calore, energia e petrolio soggetti ai vincoli della legge 146/'90 sciopereranno, nel rispetto dei servizi minimi indispensabili, per l'intera giornata o turno di lavoro.
    • I lavoratori del settore dell'igiene urbana, pubblico e privato, sciopereranno per l'intera giornata o turno di lavoro. I lavoratori delle autonomie locali, del pubblico impiego, delle regioni, della sanità pubblica e privata sciopereranno, nel rispetto dei servizi minimi indispensabili, per l'intera giornata o turno di lavoro. I lavoratori dei settori socio sanitario, assistenziale, educativo e di inserimento lavorativo privato sciopereranno per l'intera giornata o turno di lavoro.
    • I lavoratori di Poste Italiane SpA, delle aziende del gruppo poste e del settore degli appalti e dei recapiti postali, sciopereranno per l'intera giornata o turno di lavoro. I lavoratori delle telecomunicazioni che applicano il CCNL telecomunicazioni e Legge 146/'00, sciopereranno per l'intero turno di lavoro. Per i lavoratori del gruppo RAI lo sciopero generale si svolgerà nel giorno 11 dicembre 2008 e riguarderà l'intero turno di lavoro.

    11/12/2008 ENERGIA. Cittadini in piazza con Legambiente contro il decreto taglia incentivi (GA, http://www.helpconsumatori.it)

    Sono stati numerosi i cittadini che hanno risposto all'appello di Legambiente e di Assolterim e che oggi sono scesi in piazza Montecitorio a Roma per protestare contro l'articolo 29 del decreto legge 185/2008 che taglia gli incentivi del 55% per le fonti rinnovabili e il risparmio energetico. Ma non c'erano soltanto i consumatori; anche aziende e associazioni si sono mobilitate contro il provvedimento che limita la possibilità di usufruire dello sconto per gli interventi di riqualificazione energetica, rendendo più complicato e discrezionale l'iter per accedere agli sgravi.

    "Una scelta sbagliata - secondo Legambiente - perché il solare termico e il risparmio energetico rappresentano per le famiglie una possibilità concreta di risparmio, per le imprese una prospettiva di innovazione e di lavoro, per l'Italia un opportunità di ridurre importazioni di combustibili fossili e emissioni.

    Negli ultimi due anni gli incentivi sono stati utilizzati da 250mila cittadini, hanno messo in moto un volano di affari di oltre 3miliardi di euro, permettendo l'emersione del nero e l'attivazione di una nuova economia. Le famiglie che hanno potuto realizzare alcuni degli interventi consentiti dagli incentivi - cambio degli infissi, caldaie a condensazione, pannelli solari termici, riscaldamento a pavimento, cappotto termico delle pareti e del tetto - hanno risparmiato fino a 1000 euro in un anno sulla bolletta. Chi ha coibentato casa, ha dimezzato il costo del riscaldamento, chi ha installato una caldaia a condensazione taglia la bolletta di circa il 30%, chi ha installato un pannello solare termico può ridurre la bolletta energetica del 20-40%.

    Oltre al risparmio dei privati, gli incentivi sono anche un importante volano per una nuova economia che genera lavoro e produce ricchezza. Nel 2008 il provvedimento ha mosso interventi pari a 1,8 miliardi di euro, generando immediatamente Iva, Ires e Irap. Non rappresenta, quindi, come dice Tremonti, solo un minor introito fiscale per lo Stato.

    "Togliere la retroattività per il 2008, come ha proposto Tremonti, non è sufficiente - ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile Energia di Legambiente - Chi si è indebitato convinto di poter contare sugli incentivi e non ha ancora finito l'intervento, rischia di non poter contare sulle detrazioni per il 2009. Ed è sbagliato fissare una cifra massima complessiva per le detrazioni, superata la quale le domande sono escluse - ha aggiunto Zanchini - perché porterà a fermare tutti gli investimenti nel risparmio energetico. Nessuna impresa, nessuna famiglia sceglierà le tecnologie migliori e gli interventi più costosi, che permettono realmente di ridurre i consumi. Il provvedimento spingerebbe le aziende delle rinnovabili verso l'estero e il settore edilizio a tornare al nero".

    "Il rimborso degli interventi è inoltre spalmato su 3 anni - ha spiegato Zanchini - termine che si può estendere anche a 5, purché si ripristini la versione originale del provvedimento garantendo la certezza delle detrazioni, che è l'unica possibilità di non bloccare gli investimenti. Nel frattempo, bisogna puntare a elevare gli standard degli interventi edilizi anche attraverso la certificazione energetica in edilizia e l'integrazione delle fonti rinnovabili e ridurre gli spazi del sommerso, affinché questi interventi diventino in breve tempo la pratica normale e si possa allora fare a meno degli incentivi".

    Se le detrazioni verranno ridotte non ci sarà più certezza per chi realizza gli investimenti. E per una esperienza virtuosa come quella dei Gruppi di acquisto solare forse non vi sarà più futuro: quarantadue famiglie stanno installando impianti solari termici e fotovoltaici in Comuni del Veneto orientale (Ceggia, Portogruaro, Torre di Mosto, San Stino di Livenza e Marcon) grazie al lavoro dello sportello energia di Legambiente che, oltre a informare i cittadini, ha organizzato una gara di acquisto collettiva che ha ridotto il costo degli interventi del 15%. I vantaggi di questo modello di gruppo d'acquisto sono straordinari: si riduce la spesa dell'intervento, si installano impianti certificati e garantiti, le famiglie tagliano la bolletta energetica e si risparmiano 82 tonnellate l'anno di emissioni di CO2.

    L'appello di Legambiente è rivolto dunque all'Italia, "che faccia la sua parte cancellando quanto previsto per le detrazioni del 55% dal decreto legge 185/2008 proprio mentre l'Unione Europea si appresta ad approvare definitivamente il Pacchetto Energia e Clima, e a Poznan si svolge la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

    http://www.helpconsumatori.it

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