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  • 12/08/2011 Dopo 17 anni B. presenta il conto.    "Metterò le mani in tasca agli italiani" (http://www.ilfattoquotidiano.it)

    Ricerca personalizzata

    Supertassa sui redditi superiori a 90mila euro, abolite le piccole province e Tfr congelato per
    i dipendenti pubblici. Tagliate 54mila poltrone politiche, cancellati i ponti festivi. Il governo vara
    la manovra da 45 miliardi. Il premier: "Oggi il mio cuore gronda sangue ma era l'unica cosa da fare

    La stangata-bis costerà agli italiani 45 miliardi nel prossimo biennio. “Manovra per aggiuntivi 20 miliardi per il 2012 e di 25 miliardi nel 2013″, ha detto Silvio Berlusconi annunciando agli enti locali il provvedimento approvato stasera dal Consiglio dei ministri. Il prossimo biennio, secondo i piani di luglio, non doveva essere oggetto di tagli pesanti e i 70 miliardi previsti dovevano concentrarsi sul 2013-2014. Invece, ora che il quadro è completo, si scopre che altri 45 miliardi dovranno essere trovati nei prossimi due anni. Tremonti ha prospettato tagli per 9,5 miliardi agli enti locali e Berlusconi ha finalmente ammesso di dovere alzare le tasse. Ma i rappresentanti di Comuni e Regioni, Formigoni in testa, contestano fortemente questa scelta e parlano di manovra non equa: "Pronti a mobilitarci" (leggi l'articolo). E sul decreto, nonostante l'approvazione, non c’è ancora l’accordo nella maggioranza.

    12/08/2011 Il governo approva la manovra. Scure su dipendenti pubblici e redditi alti (http://www.ilfattoquotidiano.it)

    Berlusconi e Tremonti rimandano a domani l'illustrazione dei dettagli. Nel mirino anche le Province più piccole, le pensioni femminili, le feste "non concordatarie". Aumento dell'Irpef per gli autonomi con reddito sopra i 55 mila euro. Tracciabilità per le transazioni oltre i 2.500 euro

     

    “54 mila poltrone politiche in meno”. Così Silvio Berlusconi, a fianco del ministro dell’Economia Giulio Tremonti,  ha esordito nella conferenza stampa di presentazione della manovra economica aggiuntiva da 45,5 miliardi di euro (20 per il 2012 e 25,54 per il 2013). Ma subito dopo ha dovuto ammettere di avere il cuore “che gronda sangue” per aver dovuto “mettere le mani nelle tasche degli italiani”. Non ha neppure pronunciato la parola “tasse”, preferendo il termine più neutro “imposizioni”. Confermato il contributo di solidarietà per i redditi più alti: “Si tratta del 5% in più per i redditi oltre 90.000 euro e il 10% per i redditi oltre 150.000 euro, per due anni”, ha spiegato Berlusconi.

    La manovra colpisce le Province più piccole e contempla l’accorpamento dei Comuni minori. A scomparire dovrebbero essere le Province con meno di 300 mila abitanti (ma Berlusconi e Tremonti non si sono sblinaciati sui numeri), in base al censimento in corso quest’anno, e dovrebbe diventare operativo alla scadenza di ciascuna amministrazione.

    Sono previste addizionali Irpef per i redditi più alti, anche per i lavoratori autonomi, interventi sui tempi delle pensioni e su tredicesime e tfr dei dipendenti pubblici. Berlusconi e Tremonti, però, hanno rimandato la spiegazione dei dettagli a un’altra conferenza stampa domattina.

    Al momento, quindi i dettagli disponibili sono quelli contenuti nella bozza di manovra circolata oggi pomeriggio, prima della riunione del Consiglio dei ministri.

    Taglio della tredicesima ai dipendenti pubblici. I dipendenti delle Amministrazioni pubbliche che non rispettano gli obiettivi di riduzione della spesa non godranno del pagamento della tredicesima mensilità.

    Tfr ritardato. La bozza di decreto prevede che il pagamento del trattamento di fine rapporto dei dipendenti pubblici sia ritardato di due anni rispetto alla cessazione del rapporto di lavoro.

    Soppressione delle province con meno di trecentomila abitanti. Potrebbe scattare dalle prossime elezioni politiche, insieme alla fusione dei Comuni sotto i mille abitanti e la riduzione dei componenti dei Consigli regionali. Secondo il sindaco di Roma Gianni Alemanno, intervenuto in un dibattito a Cortina d’Ampezzo, nei piani del governo le Province da tagliare sono 34, mentre i Comuni con meno di mille abitanti in Italia sono circa 1.500.

    Province da abolire, l’elenco. L’Ansa ha diffuso l’elenco delle 36 province sotto i 300 mila abitanti, che pertanto dovrebbero scomparire. Tra parentesi, il colore politico dell’amministrazione. Ascoli Piceno: 214.068 abitanti (Pdl).  Asti: 221.687 (Pdl).  Belluno: 213.474 (Lega).  Benevento: 287.874 (Pd).  Biella: 185.768 (Lega).  Caltanissetta: 271.729 (Mpa).  Campobasso: 231.086 (Pdl).  Carbonia-Iglesias: 129.840 (Pd).  Crotone: 174.605 (Pdl).  Enna:172.485 (Pdl).  Fermo:177.914 (Sel).  Gorizia:142.407 (Pd).  Grosseto:228.157 (Pd).  Imperia:222.648 (Pdl).  Isernia:88.694 (Pdl).  La Spezia:223.516 (Pd).  Lodi:227.655 (Lega).  Massa Carrara: 203.901 (Pd).  Matera:203.726 (Pd).  Medio Campidano:102.409 (Pd).  Nuoro:160.677 (Pd).  Ogliastra:57.965 (Pd).  Olbia Tempio: 157.859 (Pdl).  Oristano: 166.244 (Pdl).  Pistoia: 293.061 (Pd).  Prato: 249.775 (Pd).  Rieti: 160.467 (Pd).  Rovigo: 247.884 (Pd),  Savona: 287.906 (Pdl).  Siena: 272.638 (Pd).  Sondrio: 183.169 (Lega).  Terni: 234.665 (Pd).  Trieste: 236.556 (Pd).  Verbano-Cusio-Ossola: 163.247 (Pdl).  Vercelli: 179.562 (Pdl).  Vibo Valentia: 166.560 (Pd).

    Feste spostate il lunedì. Le festività infrasettimanali “non concordatarie”, cioè non religiose, verranno spostate al lunedì (e non alla domenica come inizialmente previsto). La misura abbatte di fatto i “ponti”, per aumentare le giornate di lavoro.

    Tracciabilità di tutte le transazioni superiori ai 2.500 euro. La transazione andrà comunicata all’Agenzia delle entrate  per le operazioni per le quali è prevista l’Iva. E’ inoltre previsto, secondo le anticipazioni dell’Ansa, l’inasprimento delle sanzioni, fino alla sospensione dell’attività, per la mancata emissione di fatture o scontrini fiscali.

    Disincentivi per le pensioni di anzianità. Previsto l’anticipo al 2012 del requisito di 97 anni tra età anagrafica e anni di contribuzione.

    Innalzamento progressivo dell’età per le pensioni di vecchiaia delle donne da 60 a 65 anni. Viene anticipato al 2015 invece che al 2020.

    Riduzione dell’abbattimento delle perdite aziendali. La manovra prevede per le società una riduzione al 62,5% della possibilità di abbattimento delle perdite.

    Anticipo dell’innalzamento a 65 anni dell’età pensionabile delle donne. La misura riguarda il settore privato; il progressivo innalzamento prenderebbe il via nel 2016.

    Aumento al 20% delle imposte sulle rendite finanziarie. L’aliquota varrebbe per tutti i titoli tranne gli interessi dei titoli di Stato, che restano al 12,5%.

    Estensione erga omnes dei contratti aziendali. I contratti potranno derogare a quelli nazionali e a parte dello Statuto dei lavoratori. La bozza di manovra contiene una norma che estende erga omnes gli effetti dell’accordo tra Confindustria e sindacati sui contratti aziendali.

    Aumento della quota Irpef per gli autonomi per i redditi sopra i 55.000 euro. La misura dovrebbe essere triennale. Al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli.

    Anticipo di un anno le riduzioni del fondo Fas. Si tratta del Fondo governativo per le aree sottoutilizzate, i cui tagli entreranno in vigore prima del previsto.

    Taglio alle energie rinnovabili. L’articolo 7 del decreto legge sulla manovra sarebbe stato stralciato. Prevedeva il taglio del 30% agli incentivi alle fonti rinnovabili e la suddivisione in tre macrozone per la fissazione del prezzo dell’elettricità. Contro la riduzione di fondi a favore degli impianti solari si era scagliato il parlamentare siciliano Gianfranco Micciché.

    Nella bozza di manovra non comparirebbe l’aumento dell’Iva. Anzi l’ipotesi sarebbe stata accantonata, così come il possibile intervento sugli immobili e sui patrimoni mobiliari. Stessa sorte per la riduzione degli stipendi dei dipendenti pubblici, misura evocata nei giorni scorsi, ma al momento saltata.

    11/08/2011 Banca d’Italia: “Debito pubblico record. A giugno oltre i 1.900 miliardi” (http://www.ilfattoquotidiano.it)

    Il debito pubblico ha raggiunto un nuovo massimo storico a 1.901,9 miliardi con un aumento di 4,4 mld rispetto al mese precedente. E’ quanto si legge nel supplemento al bollettino statistico di Bankitalia. L’aumento include la quota di competenza dell’Italia, pari a 1,4 mld, dei prestiti erogati dall’Efsf in favore del Portogallo.

    Nel mese di giugno l’avanzo di cassa è stato pari a 1,6 miliardi, inferiore di 4,9 miliardi rispetto a quello registrato nel corrispondente mese del 2010. Il calo – precisa Bankitalia – è imputabile, oltre ai prestiti erogati dall’Efsf in favore del Portogallo, alla contrazione delle entrate fiscali per lo slittamento al mese di luglio di alcune scadenze d’imposta. Quanto al fabbisogno nei primi sei mesi del 2011 si è attestato a 48,2 miliardi, superiore di 1,6 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2010. Escludendo le erogazioni in favore della Grecia e la quota di competenza dell’Italia dei prestiti erogati dall’Efsf, il fabbisogno nei primi sei mesi è diminuito di 1,6 miliardi. Il miglioramento sarebbe attribuibile principalmente all’aumento delle entrate fiscali, parzialmente controbilanciato dall’incremento della spesa per interessi. Nel mese di giugno le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono diminuite di 5,1 miliardi (12,5 per cento) rispetto allo stesso mese del 2010. Nei primi sei mesi sono aumentate di 2,3 miliardi (1,3 per cento).

    11/08/2011 Polemica sui prezzi stracciati del ristorante del Senato. Schifani: “Listino da adeguare” (http://www.ilfattoquotidiano.it)

    Pasta al ragù, 1 euro e 50; roast beef, 2 euro; birra, 1,60; caffè, 42 centesimi; pasticcino, 0,46; aperitivo o ammazzacaffè, 0,93. E poi ancora, spremuta, 92 centesimi; panino col prosciutto, 1,17; tramezzino, 96 centesimi; cappuccino, 58; tè con fette biscottate, 84 centesimi. In concomitanza con la seduta di stamane delle 4 commissioni parlamentari per le comunicazione di Tremonti, il popolo del web ha fatto una scoperta “culinaria”: qualcuno ha trafugato materialmente un menù del ristorante dei senatori e lo ha pubblicato tal quale. Un enorme successo mediatico. Chi ha la possibilità di frequentare la “mensa” di palazzo Madama sa bene che non si tratta di un falso. Il documento è stato sfilato da uno dei tanti menù distribuiti ai “clienti” e custodito in una cartellina rigida in pelle blu. La sua attendibilità è quindi fuori discussione. Compresi i prezzi.

    Un pasto completo non costa più di dieci euro. Ma nella maggior parte dei casi molto meno. L’iva non viene applicata perchè, come in tutti gli esercizi interni alle aziende private o alla pubblica amministrazione, non è previsto dalla legge. Si tratta infatti di un servizio che non ha scopo di lucro: viene fornito per agevolare la vita dei lavoratori, anche se di alto rango, come si presume che siano i parlamentari. La gestione del ristorante del Senato è affidata ad una ditta privata, la Gemeaz Cusin, con sede a Milano. Il Senato fornisce il locale al piano terra in stile liberty: quasi 200 coperti, su una superficie di circa 400 metri quadrati, cucine a parte. E anche le attrezzature per la cottura, le tovaglie, i bicchieri e le posate. Queste ultime debbono essere periodicamente rinnovate perché recano lo stemma senatoriale e sono spesso “predate”come souvenir.

    Ovviamente il prezzo pagato dagli avventori non basta a pagare le spese. Così per ogni coperto del ristorante la “Camera alta” deve raddoppiare la cifra corrisposta dai commensali. L’operazione costa circa 1.200.000 euro l’anno. Il presidente del Senato ha fatto sapere in serata che i prezzi della ristorazione interna verranno presto adeguati ai costi effettivi. E’ soddisfatto il deputato dell’Idv, Carlo Monai, che ha diffuso il menu del ristorante del Senato suscitando indignazione sul web. “Bisogna dare segnali di sobrietà”, ha spiegato commentando la decisione di Palazzo Madama di far pagare il costo effettivo dei pasti consumati. “Certo, e’ un gesto simbolico, ma in un momento come questo non possiamo vivere in un giardino dell’Eden”. Monai ha promesso che continuerà la sua battaglia per il taglio dei costi della politica e che rivelera’ altri particolari della vita da parlamentare, come il servizio di contestazione delle contravvenzioni dei deputati che, “dopo la mia denuncia è stato chiuso”.

    12/08/2011 Imprese a governo: “Serve una manovra che convinca i mercati” (http://www.ilfattoquotidiano.it)

    La manovra che “il governo si accinge ad approvare”, scrivono Abi, Alleanza cooperative italiane, Ania, Cia, Claai, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confindustria, Reteimprese italia, ” deve essere tale da ripristinare rapidamente la credibilità e la fiducia dei mercati finanziari nei confronti del Paese”.

    “I mercati – si legge nella nota congiunta –  guardano alla sostenibilità del debito pubblico dei paesi in un orizzonte di medio termine”, dicono ancora. Per questo “la riduzione del fabbisogno deve avere carattere strutturale e comportare riduzioni di spesa effettive e durature nel tempo e riguardare tutti i principali capitoli che compongono la spesa pubblica, nessuno escluso”. “Le liberalizzazioni devono essere approvate subito, assieme ad un piano preciso e impegnativo di privatizzazioni, con particolare enfasi per quanto riguarda i servizi locali”, chiedono ancora banche e imprese ricordando come “l’Italia ha assunto un impegno nei confronti dell’Europa e riteniamo che abbia i mezzi e le capacità per rispettarlo pienamente”.

    Per quanto riguarda il taglio delle spese, deve essere affrontatoin “modi  strutturale e comportare riduzioni di spesa effettive e durature nel tempo e riguardare tutti i principali capitoli che compongono la spesa pubblica, nessuno escluso”.

    http://www.ilfattoquotidiano.it
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