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  • 17/11/2006 Rognoni: «Tornare alle virtù repubblicane» (Marco Nebiolo, www.lanuovaecologia.it)

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    Secondo l%u2019ex vicedirettore del Csm Virginio Rognoni per sconfiggere le mafie è fondamentale attaccarne i patrimoni. Per questo furono fondamentali la legge scritta con Pio La Torre nel 1982 e la legge 109 del 1996 voluta da Libera. Norme che possono essere estese ai patrimoni dei corrotti / di MARCO NEBIOLO (Narcomafie.it)

    Alla giornata inaugurale di “Contromafie – Stati generali dell’antimafia” è intervenuto Virginio Rognoni, ex vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura. Rognoni ha ricordato come uno dei momenti più significativi della sua lunga attività politica (fu, tra l’altro, ministro dell’Interno tra il 1978 e il 1983) la stesura nel 1982

    della legge Rognoni- La Torre, che oltre ad inserire nel codice penale il reato di associazione e a delinquere di stampo mafioso (articolo 416 bis), introdusse la possibilità di confiscare ai mafiosi i beni frutto della loro attività illecita. «Ricordo con partecipazioni - dice in sala Rognoni - gli incontri che ebbi con Pio La Torre (ex segretario regionale del Pci ucciso da Cosa nostra nel 1982, nda.), un integerrimo, ostinato e caparbio uomo di lotta alla mafia. Fu una legge importante, perché avevamo capito che per sconfiggere la mafia aggredirne i patrimoni era un fatto fondamentale. Il vulnus inferto all’economia sana dal riciclo del denaro sporco penalizza gli imprenditori onesti e falsa le regole del libero mercato».

    Rognoni ha continuato il suo intervento ricordando le modifiche che hanno nel tempo arricchito questa normativa, non ultima la legge 109 del 1996 sull’uso sociale dei beni confiscati, che fu approvata dal Parlamento sulla spinta di oltre un milione di firme raccolte dall’associazione Libera. «Ma la mafia - continua - non è solo un problema economico o giuridico. Lo stato deve arricchire il proprio arsenale, giuridico e non, per contrastare le mafie, che è un compito che deve coinvolgere non solo forze dell’ordine e della magistratura, ma tutta la società». Infine, l’ex vicepresidente del Csm ha auspicato un «risveglio delle virtù Repubblicane e della convivenza civile», sottolineando il valore fondamentale dell’impegno per l’educazione alla legalità tra i giovani. «Voglio ricordare la figura del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, che con la sua storia personale fu mandato in Sicilia per rappresentare lo Stato». Rognoni, citando una celebre affermazione del prefetto di Palermo pronunciata pochi giorni prima di essere assassinato nel settembre 1982, ha sottolineato l’importanza che ha per lo Stato nella lotta alle cosche “garantire ai cittadini ciò che la mafia dà come favorev. L'ex vicedirettore del Csm infine ha appoggiato la proposta di Libera di estendere le norme sulla confisca ai mafiosi ai beni dei corrotti.

  • 19/11/2006 Archivio Contromafie

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