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  • 02/02/2006 Terapie Soft. Le Cure Omeopatiche (www.verdi.it)

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    11 milioni di italiani ricorrono alle cure omeopatiche. Verdi: "Una legge quadro per regolamentarne il mercato"


    Un’indagine della Doxa del novembre 2004 evidenzia come circa 11milioni di persone, in Italia, ricorrano alle cure omeopatiche. Dato fortemente in crescita, se si pensa che nel 1999 gli “affezionati” della medicina omeopatica erano circa 6milioni. Lo sottolineano i Verdi, in occasione dell’incontro sull’omeopatia organizzato dalla Federazione dei Verdi e dal Gruppo Verde della Camera dei deputati.

     

    “E’ da anni che si dibatte in Parlamento la necessità di disciplinare le cosiddette medicine non convenzionali”. Luana Zanella, deputata verde della commissione Affari Sociali, spiega la posizione del suo partito. “Chiediamo che ci sia l’impegno programmatico di una legge quadro, poiché al momento ci troviamo in una situazione da Far West, non essendoci un riconoscimento ufficiale da parte dello Stato”. La spesa per le cure omeopatiche, nel 2004, in Italia è stata di circa 300milioni di euro. Dato, questo, che ci posiziona al terzo posto in Europa, dopo Francia e Germania.

     

    I numeri, come ha anche confermato il presidente dell’Associazione dei produttori di medicinali omeopatici (Anidro) – Valentino Corradi -, parlano di un mercato in forte espansione. Inoltre, sempre stando ai dati Doxa, il 78% di chi li usa, si dice soddisfatto. Eppure, anche a fronte di prove di efficacia convalidate da vari studi, l’Italia resta il fanalino di coda in Europa.

     

    I principali paesi dell’Unione – precisa Paolo Galletti, il responsabile medicine non convenzionali dei Verdi – già da tempo riconoscono l’omeopatia e le principali medicine non convenzionali nel loro ordinamento giuridico, permettendone l’insegnamento nelle università e riconoscendo la figura di medico omeopata”. Nella legislatura che si sta concludendo, hanno ricordato i Verdi, sono state 22 le proposte di legge presentate sulle medicine non convenzionali. Da queste è derivato un unico testo, ancora all’esame della commissione Affari sociali e, dunque, destinato a non essere approvato.

     

    “E’ evidente – sottolinea Daniela Guerra dell’esecutivo nazionale dei Verdi – che le potenti lobby che si oppongono alle medicine non convenzionali hanno operato affinché si uscisse, ancora una volta, con un nulla di fatto”. Proprio per questo, i Verdi chiedono che venga inserito tra le priorità programmatiche dell’Unione anche l’approvazione di una legge quadro per il riconoscimento dell’omeopatia e delle medicine non convenzionali. Legge che dovrebbe innanzitutto favorire la formazione dei medici e l’insegnamento nelle università, oltre a prevedere delle commissioni per la ricerca pubblica in questo campo.

     

    “Stiamo portando avanti una battaglia sana – conclude Galletti – per far intervenire il legislatore a tutelare i cittadini”. Da non sottovalutare, hanno ribadito i Verdi, anche i benefici per il Sistema Sanitario Nazionale: “degli studi dimostrano un significativo risparmio per il Ssn, a fronte di una elevata soddisfazione del paziente. Il che significa – spiega Gallettimeno esami, meno giorni di malattia e meno medicinali”.


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