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  • 27/11/2009 Il figlio del partigiano. Una vita difficile (http://www.beppegrillo.it)

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    Forse la Storia è un eterno ritorno e i partigiani dovranno tornare in montagna. Pubblico la lettera dedicata al padre partigiano di Vittorio.

    "Beppe, stammi a sentire, sono il figlio di un partigiano, era nelle Brigate Garibaldi, dopo la guerra non ha mai fatto politica attiva, mi ha dato l'esempio ogni giorno con la sua onestà che per lui non era "uno stile di vita" come dicono oggi con grande prosopopea molti imbecilli, ma più semplicemente l'unica scelta possibile: essere sé stesso. Ha allevato i figli con mille sacrifici, ha sempre lavorato per mantenere la famiglia, un doppio lavoro, anche la sera, ma non si è mai lamentato, anzi, lo ricordo spesso fischiettare "Volare" di Domenico Modugno. Poteva comprarsi il giornale solo la domenica mattina e in vacanza non ci è andato mai. Qualche settimana dai parenti in campagna era il massimo per lui. Era un partigiano, ma quando Mussolini fu appeso non era contento. Non amava la violenza anche se ha sparato e forse ucciso, anche se questo non me lo ha mai detto. Ha protetto a suo rischio una famiglia ebrea e evitato la fucilazione di un fascista perché per lui non erano ebrei o fascisti, ma solo uomini, donne, persone. Quando arrivarono gli aerei americani a bombardare e uccidere migliaia di civili mentre mia madre io e i miei fratelli eravamo nel rifugio, lui saliva sul tetto a sventolare la bandiera italiana per dimostrare la sua indignazione. Oggi gli americani partono dalle nostre basi per bombardare altri popoli e i fascisti, o meglio la loro caricatura, sono al governo insieme a gente che ha frequentato mafiosi per tutta la vita. Mio padre non era un santo, era un italiano come tanti, di una generazione che non aveva bisogno di credere nei valori, perché i valori erano parte della loro esistenza quotidiana. Ti ho scritto perché la realtà che vedo non è quella che voleva lui, per la quale ha rischiato la pelle pur avendo tre figli. E' solo uno sfogo. Ma quando sento dire che in guerra erano tutti uguali, questo non è vero. E quando lo stesso ragionamento è fatto oggi, in tempo di pace, ancora non è vero. Non siamo tutti uguali. Per me, forse sono parole forti, esistono veramente il Bene il Male. E chiunque li può distinguere. Nessuno può chiamarsi fuori in questo momento." Vittorio V.

    Commento

    Non sono Comunista, ma francamente rimpiango la mancanza dei Partigiani che c'erano durante e dopo la guerra.

    Io non li ho visti di persona, non ho neanche 40 anni, ma entrambi i miei nonni si. E me li ricordo ancora i racconti di mio nonno del periodo della guerra.

    Ma attenzione, c'erano Partigiani e Partigiani.

    Oggi il "Partigiano" Giorgio Napolitano, ieri membro della Resistenza in Campania, oggi Presidente della Repubblica, ha "duramente monitato" affermando in sintesi che la Magistratura non può sostituirsi al potere politico, e che solo la mancanza di fiducia del Parlamento può far cadere un Governo.

    Vede, Signor Presidente, un delinquente resta un delinquente, qualunque incarico o lavoro svolga: barbiere, contadino, operaio, avvocato o Presidente del Consiglio.

    Se la Magistratura ritiene che il Presidente del Consiglio debba rispondere di accuse GRAVISSIME, come il concorso esterno alla Mafia e il coinvolgimento nelle stragi del 92-93 (20 morti e 100 feriti), il problema non è la Magistratura indaghi sul Presidente del Consiglio.
    Il problema è che quella persona faccia ANCORA il Presidente del Consiglio.

    Se al suo posto oggi ci fosse ancora il "Partigiano" Sandro Pertini, lo Psiconano non sarebbe più Presidente del Consiglio perchè Pertini non gli avrebbe mai dato l'incarico, o glielo avrebbe tolto dopo queste rivelazioni, o avrebbe sciolto le Camere, o si sarebbe dimesso.
    Sono sicuro che se fosse stato necessario Pertini avrebbe anche spolverato il fazzoletto rosso e il mitra da Partigiano.

    Ma può stare molto più che certo che non avrebbe MAI E POI MAI "monitato" la Magistratura a fare un passo indietro su questi fatti gravissimi.

    Presidente Napolitano, lei non è il "Partigiano" Pertini.
    Non ci assomiglia neanche da lontano...



    Libero Dalla Guerra, Forlì

    Rigore c'è quando Napolitano fischia

    Napolitano_governo.jpg


    Il celebre: "Rigore c'è quando arbitro fischia" di Boskov è stato superato da: "Nulla può abbattere governo che ha maggioranza" di Morfeo Napolitano. Tra le due sentenze, nonostante appartengano a ambiti diversi come il calcio e la politica, ci sono molti aspetti in comune. Il rispetto delle regole, dell'arbitro e di chi si frega il pallone. Le regole per le elezioni se le sono fatte loro, i parlamentari se li sono eletti loro, e lo stesso Morfeo è stato nominato da loro dopo una intera vita spesa per la politica, per noi insomma. Il "nulla" evocato da Napolitano sono forse i pentiti di mafia che parlano come fringuelli di Berlusconi e di Dell'Utri? I milioni di disoccupati? La corruzione di Mills? La corruzione dei giudici per la Mondadori? Il debito pubblico arrivato al delirio di quasi un miliardo al giorno in più? Se questo è il nulla allora il governo è saldo come una diarrea. Una diarrea maggioritaria. Ninna nanna, bimbi belli...

    http://www.beppegrillo.it
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