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  • 18/12/2007  Il rock in chiesa per la musica degli angeli a Milano (Alessandro Renzo, http://www.korazym.org)

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    C’è anche la regina Patti Smith live all’undicesima edizione della rassegna di musica degli angeli, ciclo di concerti con voci e musiche nelle religioni del mondo, che si tengono in dicembre nelle chiese della Città e della Provincia di Milano

    Torna "La musica dei cieli", la rassegna musicale natalizia della Provincia di Milano. "È un appuntamento ormai consolidato - sottolinea Daniela Benelli, assessore alla Cultura, culture e integrazione della Provincia di Milano -, che ha acquistato nel corso degli anni una sua precisa fisionomia culturale. Non si tratta infatti solo di un palinsesto di concerti di musica riconducibile all’ambito religioso - coerentemente con le festività del mese di dicembre - ma anche di un’occasione per ascoltare tradizioni musicali diverse, dal punto di vista geografico e spirituale. Il nostro obiettivo è fornire un momento di riflessione, attraverso la musica, sui punti di contatto tra civiltà. Un invito a guardare alle differenze culturali come una caratteristica peculiare dei popoli, che non necessariamente porta allo scontro e a fenomeni di opposizione. ‘La musica dei cieli’ testimonia semmai il contrario: l’apertura mistica o la sintonia con ciò che ci circonda rispondono ad un bisogno profondo dell’uomo e come tali sono universali. Ci piace pensare che anche un concerto suggestivo possa lasciare un segno, essere un punto di partenza per riflettere sul nostro tempo, contestualizzando le paure e spingendo a nuove comprensioni".

    Il programma di quest’anno esplora repertori mediterranei, con uno sguardo sul Maghreb, il canto liturgico di origine popolare, il gospel. Una molteplicità di generi che corrisponde all’intento di portare la musica sul territorio permettendo ad una fascia sempre più ampia di pubblico di accostarsi alla musica sacra, europea e non. Tutto ciò è stato possibile puntando sui Poli culturali che compongono l’offerta culturale della provincia di Milano: il Polo Parchi e Ville, l’Insieme Groane, l’Adda, la Valle del Seveso e i Navigli. Attraverso la rete con i Poli siamo riusciti ad integrare i numerosi concerti, ospitati in più Comuni, in un progetto d’assieme. "La musica dei cieli" è quindi il risultato di un lavoro di coordinamento, con l’intento di attivare in modo efficace la vita culturale della provincia.

    Il Settore arti visive, beni, culturali e musei della Provincia di Milano, in collaborazione con il Servizio Parola, Liturgia, Dialogo dell'arcidiocesi di Milano e numerosi Comuni del territorio provinciale, promuove l’undicesima edizione della rassegna "La musica dei cieli - Voci e musiche nelle religioni del mondo", concerti in chiese dei Comuni del territorio provinciale, tutti a ingresso gratuito. I concerti in Milano città sono realizzati in collaborazione con il Settore sport e tempo libero del Comune di Milano.

    Una importante novità, quest’anno, è l’accostamento del ciclo di "La musica dei cieli" ad una seconda rassegna, anch’essa avviata da tempo, "Antichi organi in concerto", un ciclo di concerti su organi storici restaurati presenti nel territorio provinciale. I Comuni interessati saranno Arese, Magenta, Giussano, Marcallo con Casone e Ossona. Questa novità è il risultato di una sinergia tra le due manifestazioni che approfitterà dei medesimi canali di divulgazione, pur mantenendo distinte le rispettive identità, anche se i due cartelloni sono ovviamente complementari. L’organo, strumento di straordinaria storia, torna protagonista, affiancandosi però alla modernità dell’elettronica e delle melodie degli antichi popoli del deserto tunisino. È anche questa una potenzialità del lavoro di rete: trovare connessioni inedite, accostare l’antico con il moderno, trovare nuove sintonie. Per vivere meglio insieme anche il Natale.

    "La musica dei cieli" è una rassegna di concerti che si tengono nelle chiese di Milano e dei comuni del territorio provinciale allo scopo di conoscere, valorizzare e riscoprire il patrimonio artistico, culturale e religioso dell’area metropolitana milanese. Artisticamente, si propone come crocevia di linguaggi musicali, veicolo di ricerca e tradizione e come lettura del sacro a partire dalla musica di oggi: una rassegna che offre al pubblico la possibilità di incontrare musicisti di diversa , diversi modi di vivere la musica. Le proposte musicali, selezionate e curate da Associazione Culturale Vagalume, si tengono dal 13 al 22 dicembre, all'interno di chiese e basiliche a Milano, Bollate, Garbagnate, Arese, Rho, Paderno Dugnano, Abbiategrasso e altri comuni.

    "Antichi organi in concerto" si presenta nella sua XXII edizione, dal 13 al 29 dicembre, agli appassionati dell’organo e agli studiosi della materia per la ritrovata fruibilità di questi preziosi e nobilissimi strumenti recuperati alla cultura organaria e a quella musicale. Le proposte, a cura di Mario Manzin , riguardano, gli organi delle chiese dei comuni di Magenta, Marcallo con Casone, Ossona, Arese e Giussano, affidati alle mani di noti organisti italiani.

    Le manifestazioni "La musica dei cieli" e "Antichi organi in concerto" sono realizzate con la collaborazione della Fondazione I Pomeriggi Musicali e il contributo della Fondazione Banca Del Monte di Lombardia.

    "È la musica degli angeli quella che domina questa rassegna - dice don Luigi Garbini, incaricato diocesano di Milano per i concerti nelle chiese -. E il percorso da fare è tutto newyorkese, scendendo passo passo da Canal Street fino ad incontrare la Broadway. Lì sul quell’angolo ci sono i graffi e le carezze della Wave di Patti Smith dopo l’energica stretta di Gloria Neal. A questo punto potremmo anche incrociare la voce calda di Sarah Jane Morris. Chissà se ci canterà ancora ‘Don’t leave me this way’? Si sa: sono angeli diversi, ma tutti autentici. E rivelano quanto c’è sempre stato dentro questa storia che raccontiamo ogni anno. Potrebbe essere diversamente? No, il Natale è questo. E solo una grande città come New York, che condivide con ogni metropoli la fatica della rinascita, della riscostruzione, può tramettere un sound universale. Per noi che stiamo dall’altra parte del mondo - e sa il cielo quanta ricostruzione dobbiamo ancora fare da dopo la guerra - basterebbe risuscitare Ginsberg. E cioè: passare le parole al setaccio della musica per cambiare i concetti che abbiamo nella testa. Compresi quelli religiosi - ammesso che sian concetti. Riusciremmo a vedere dietro le luci barocche, kitsch, delle nostre strade desolate, le pupille degli uominiche brillano ancora. ‘The weight of the world / is love. Under the burden / of solitude / under the burden / of dissatisfaction / the weight / the weight we carry / is love".

    A conferma della trasversalità della rassegna, partecipano alla undicesima edizione, tra gli altri, artisti di fama internazionale come Patti Smith; Sarah Jane Morris; Rodrigo Leao, fondatore del gruppo di caratura internazionale Madredeus; Paolo Fresu con Daniele Bonaventura e il coro A Filetta; Ambrogio Sparagna con Peppe Servillo; il duo di musica elettronica dei fratelli Lippok (con una "messa elettronica" a suon di laptop); Delmar Brown e altri ancora.

    "La musica dei cieli" ha invitato artisti disparati, non sempre in odore di ortodossia, a esibirsi con l'imprimatur dell'arcidiocesi, osserva Antonio Lodetti su il Giornale. Chiesto di un commento, scrive: "Non posso non rammentare una telefonata in cui Fabrizio De André, era il 1965, mi cantò, per averne un giudizio, il testo appena composto di Si chiamava Gesù: vi si diceva che Cristo «non fu altri che un uomo/come Dio passato alla storia» e tuttavia uomo d'eccezione, ché «inumano è pur sempre l'amore/di chi rantola senza rancore/perdonando con l'ultima voce/chi lo uccide tra le braccia d'una croce». Il brano, che ricalcava antiche eresie, fu prevedibilmente ignorato dalla Rai, e inaspettatamente trasmesso dalla Radio Vaticana: che era come se Leone X avesse invitato Lutero a predicare in San Pietro. Stessa sorte toccò anni dopo a un altro capolavoro di De André, Il testamento di Tito, vero, antidogmatico inno al dubbio, e tuttavia benissimo accolto in ambienti cattolici".

    Da questo per Antonio Lodetti emergono due quesiti, a cui formula delle risposte. "Il primo: che cosa induce autori anche non credenti ad affrontare temi religiosi con esiti spesso altissimi? Risposta: l'arte è per sua natura specchio della vita, e dunque non può eluderne i temi salienti. Come l'amore, la morte, la guerra, la pace e, va da sé, la religione. Secondo quesito: donde proviene la relativa tolleranza, direi di più, i rapporti di buon vicinato che la Chiesa ha spesso accordato a musicisti del tutto laici, e a opere musicali talora ai limiti dell’eresia? Risposta: la musica è, tra le arti, la più indefinibile, il relativismo è una sua necessità, la sua vaghezza di tratto ben poco s’adatta alla perentorietà dei dogmi e alla nettezza del pensiero forte. Né infatti risulta che un musicista sia mai transitato sui roghi dell'Inquisizione, o che un «Index» di partiture proibite sia mai stato redatto. Anche per questa riconosciuta libertà il panorama della musica d'ispirazione religiosa è tanto vasto quanto vario. Da un Bach del quale ogni nota trasuda Assoluto, si va al Requiem dell'agnostico Verdi, linguisticamente modellato come un melodramma ambientato in chiesa. Dall'ascetismo di Bruckner all'assorta laicità della Sinfonia di salmi stravinskiana. Per non dire della canzone, o affini. Dove si passa, con esiti sempre sovrani, da Giuni Russo che musica Teresa d'Avila al misticismo a-confessionale di Battiato, da Lu santo jullare Francesco di Fo alla Lauda francescana di Branduardi, dalle rivisitazioni religiose di Finardi fino all'emozionante Agnello di Dio di De Gregori: capolavoro di religiosità laica - pasoliniana? -, dunque di cristianesimo dei derelitti, senza aroma d'incenso ma ricco d'anima".

    L’icona maledetta/regina del rock Patti Smith - inutile raccontare le sue gesta degli anni settanta - vulcanica cantautrice figlia del punk, fotografa, poetessa, ribelle senza Dio, cattiva coscienza dell’America, si presenta in chiesa con la spiritualità delle sue opere (in trio con Tony Shanahan alla chitarra e al piano e con Giovanni Sollima al violoncello): domenica 16 dicembre nel duomo di Portoferraio, lunedì 17 dicembre a San Francesco a Prato, oggi martedì 18 dicembre a San Nazzaro e Celso a Brescia e domani mercoledì 19 dicembre nella basilica di San Vittore a Milano. "Non mi sento il diavolo - ribatte Patti ad Antonio Lodetti per il Giornale - ho sempre cercato di coniugare sensualità e spiritualità che sono due facce della stessa medaglia. L’uomo è fatto così e cerca di stare in equilibrio tra ricerca del sacro e istinto. Non è una contraddizione, è la ricerca di un rapporto ideale con se stessi". Le chiede Lodetti: Non ha paura della morte?. "No - risponde Patti -, perché so che c’è uno spirito che continua il suo viaggio se ti sei comportato bene sulla Terra. Alla fine ti ricongiungi con la tua essenza. Però ho intenzione di vivere a lungo, fare tante cose e veder crescere i miei figli". È una visione quasi cattolica della morte, osserva Lodetti. "Non mi faccio domande - risponde la rock star -, so che c’è qualcosa sopra di noi e ognuno la chiama come preferisce".

    Per ulteriori informazioni

    Associazione Vagalume (solo per "La musica dei Cieli")
    Telefono: 02-48194128

    Provincia di Milano
    Settore Beni culturali, arti visive, musei
    Telefono: 02-7740.6311/6352
    Sito Internet

    http://www.korazym.org
    Quest'opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons

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