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  • 26/12/2006 Riforma pensione: Prime anticipazioni sulle proposte del Governo (http://www.canisciolti.info/)

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    Chi resta in attivita' pur avendo raggiunto i 57 anni di eta' per le pensioni, potra' contare fino al 3% in piu' di pensione per ogni anno lavorativo. Sarebbe questa una delle ipotesi cui sta lavorando il Governo in vista dell'apertura del negoziato con le parti sociali sulle pensioni, per ammorbidire il cosiddetto 'scalone' della riforma Maroni (dal 2008 tutti in pensione a 60 anni).

     

    L'incentivo, secondo indiscrezioni, ricalcherebbe il modello francese e tedesco: nel Paese d'oltralpe e' infatti previsto nella stessa entita' mentre in Germania arriva fino al 6%. L'effetto finanziario di tale misura e' ancora in fase di elaborazione da parte dei tecnici del Tesoro: l'incentivo potrebbe essere fissato all'1,5% ma non si esclude che possa arrivare al 3%. Tutto dipendera' anche dalle altre misure in discussione. Nel memorandum d'intesa tra Governo e sindacati sulle pensioni, era scritto d'altra parte che l'aumento delle aspettative di vita sollecita "soluzioni che diano la possibilita' di continuare a svolgere un'attivita' di lavoro".

    Discorso diverso per quanto riguarda il sistema di disincentivi: secondo alcuni calcoli, la penalizzazione scatterebbe nel caso un lavoratore andasse in pensione prima rispetto ai 60 anni previsti dalla riforma Maroni e potrebbe essere del 3,5% in meno ma le stesse fonti fanno sapere che e' ancora presto per elaborare ipotesi di lavoro "definitive". Il tema infatti e' molto 'caldo' visto che all'interno della maggioranza, si registrano posizioni discordanti e anche i sindacati si sono espressi piu' volte contrari. Ancora piu' difficile per il Governo sara' sciogliere il nodo della revisione dei coefficienti di trasformazione dei contributi previdenziali, prevista dalla legge Dini.

    A fronte di un aumento delll'aspettativa di vita, bisogna rivedere al ribasso le prestazioni. Il vecchio Nucleo di valutazione della spesa aveva ipotizzato una riduzione dei coefficienti variabili tra il 6 e l'8% a seconda dell'eta' in cui si esce dal lavoro verso la pensione di anzianita'. Ipotesi bollata dai sindacati come "inaccettabile". L'inizio del confronto con le parti sociali resta fissato al 1* gennaio prossimo, ma ancora non ci sono convocazioni ufficiali per dopo le feste natalizie. Il tavolo dovra' elaborare tesi al massimo condivise entro la fine di marzo.

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