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  • 18/08/2005 Siamo una Repubblica fondata sul segreto (Falco Accade http://saba.fateback.com/articoli/repubblicasegreta.html)

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    Liberazione, 11 agosto 2005
    Opposto ai magistrati, di derivazione militare o eccezione alla trasparenza. In tutti i casi sottrae la verità ai cittadini

    I famigliari delle vittime hanno ragione:
    Siamo una Repubblica fondata sul segreto
    di Falco Accade http://saba.fateback.com/articoli/repubblicasegreta.html

    C'è una grande confusione su ciò che si intende per segreto di Stato. E precisamente ci sono da considerare tre aspetti diversi.

    Il primo: il segreto di Stato come un segreto ordinato "dallo Stato" cioè in pratica dal Governo in opposizione ad una richiesta di un magistrato che indaga. Nel dopoguerra questo segreto di Stato è stato imposto una decina di volte.

    Il secondo: il segreto di Stato come combinazione del segreto militare e del segreto politico. Una combinazione che nasce dal fatto che esisteva una normativa sul segreto militare ma non sul segreto politico. La normativa per il segreto militare è quella che riguarda il regio-decreto
    n. 1161 del 1941 a firma di Vittorio Emanuele III e Benito Mussolini. Il segreto di Stato è qui inteso come una delle due classifiche di segretezza previste dal codice penale che precisamente sono: "segreto" e "vietata divulgazione".

    Il terzo: il segreto di Stato come "eccezione" a ciò che le varie amministrazioni dello Stato ritengono non divulgabile rispetto al principio di trasparenza enunciato dalla legge 241/90, la legge detta appunto della "trasparenza amministrativa". Tali eccezioni sono state individuate attraverso appositi decreti dei ministeri interessati. Per quanto riguardo il ministero della Difesa il decreto ministeriale fu emanato dal ministro Corcione. Per quanto riguarda i servizi segreti che dipendono dalla presidenza del Consiglio il decreto fu emanato dal presidente D'Alema. I due decreti sono il Dm 1406/95 n. 519 per la difesa e il Dpcm 1003/99 n. 294 per i servizi segreti. Da notare che in questi decreti viene introdotta per moltissimi documenti una durata della segretazione di cinquant'anni, una vera enormità che non esisteva neppure nell'epoca fascista.

    Alcune considerazioni in merito sono le seguenti. Circa la prima questione, è giustificatissima la richiesta di cui si è sentito un'eco a gran voce a Bologna pochi giorni or sono, che venga tolto il segreto opposto dal governo alla magistratura su documenti molti dei quali ormai vecchi di cinquant'anni. Questo segreto serve solo a rendere inconoscibili ai cittadini italiani fatti di storia che concernono il loro passato e a coprire comportamenti discutibili. Il segreto di Stato opposto alla magistratura copre alcune aspetti di vicende come quella dell'Italicus, la caduta dell'aero Argo 16 a Mestre nel '73 (l'aereo dei gladiatori) e le inchieste del magistrato Mastelloni di Venezia sulle attività dei gladiatori alla base di Poglina in Sardegna (detta anche - erroneamente - Capo Marrargiu). Credo che i cittadini italiani abbiano il diritto di sapere la verità su queste vicende. Ci sono poi documenti coperti da segreto in opposizione alle richieste del Parlamento. Riguardano per lo più il contenuto di trattati internazionali come ad esempio quello inerente la cessione di parte della base di Maddalena agli Usa nei primi anni '70 di cui non si conosce il contenuto e non si sa nemmeno chi siano i firmatari (e se siano politici o militari).
    La seconda questione riguarda la legislazione esistente sul segreto e l'indebita estensione del segreto militare a questioni politiche. Le indagini sulla strage di Bologna come su molte altre vicende consimili implicano inevitabilmente il fatto che un grandissimo numero di documenti
    hanno la classifica del "segreto" o della "vietata divulgazione" e che quindi non siano conoscibili nelle indagini e ciò indipendentemente dal fatto che vi sia stata un'opposizione del governo ad evadere eventuali richieste dei magistrati. Si applica per l'apposizione del segreto una regolamentazione derivante dal citato regio-decreto n. 1161 che era valida durante la seconda guerra mondiale quindi in tempo di guerra e non in tempo di pace nell'Italia del fascismo e non nell'Italia democratica attuale. Secondo questa legge è segreto anche l'orario ferroviario perché in tempo di guerra poteva facilitare i bombardamenti. Il codice penale prevede, è bene non dimenticarlo, che chi divulga segreti non essendo autorizzato, rischia pene che vanno da 2 a 24 anni di reclusione. E questo è ovviamente un assurdo giuridico perché non può esistere un campo illimitato di durata della pena. Naturalmente tutto questo può essere usato come una clava per rendere impossibile lo svolgimento di indagini.

    Inoltre occorre rilevare che il codice penale è stato poi stravolto per quanto riguarda le classifiche di segretezza. Si è detto che secondo il codice penale le classifiche di segretezza sono due: segreto e vietata divulgazione, ma surrettiziamente sono state introdotte altre tre
    categorie di segreto di derivazione Nato ma non previste dalla nostra legislazione e cioè le categorie di segretissimo, di riservatissimo e di riservato. Inoltre il "governo" del segreto regolato dalla legge 801/77 è anch'esso stravolto dal fatto che è stato introdotto un organo che si chiama Ucsi (Ufficio centrale di sicurezza interna) che è stato dichiarato "fuori della legge" e "contro la legge" dopo l'esame che ne ha effettuato il Copaco (il Comitato permanente di controllo sui servizi segreti e sul segreto) nella sua relazione in data 6 aprile 1995 a firma del senatore Massimo Brutti.
    Quanto al terzo punto che guarda al segreto di Stato come ad una "eccezione" alla trasparenza, la legge sulla trasparenza amministrativa che era stata concepita come una legge per rendere accessibile ai cittadini il massimo numero di informazioni si è trasformata nel suo opposto perché attraverso i decreti applicativi è diventata una legge delle "eccezioni alla trasparenza" e quindi una legge che mira alla massima intrasparenza possibile tanto da poter dire che, anche attraverso questa legge, l'Italia può essere considerata «una Repubblica fondata sul segreto (per lo più abusivo)».

    Nota: è "segreto", ad esempio, il fatto relativo alla documentazione fasulla con cui venne imbastita da magistrati deviati l'estradizione dagli USA di Francesco Pazienza, questa classificazione venne messa da Mino Martinazzoli:
    {http://www.pazienzahungerstrike.info}

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