TuttoTrading.it

04/02/2007 Ultimatum di Rutelli e crisi di governo (http://www.canisciolti.info)

Ricerca personalizzata

Prc, Verdi, Pdci: Non comprendiamo i continui ultimatum di Rutelli

"Noi non stiamo tirando per niente la corda, è Rutelli che segna la demarcazione dello spazi in cui si decide,cioè il suo, ma come tutti sanno la coalizione è plurale e di questo Rutelli si deve fare una ragione". Così Migliore (Prc), sulle frasi del vicepremier. E Bonelli (Verdi): "Non comprendiamo i continui ultimatum di Rutelli e non vorremmo che si stia cercando a tutti i costi un casus belli".Rizzo (Pdci):"Per quanto ci riguarda, ci si allinea solo sul programma.Tutto il resto può diventare tentativo di cambiare maggioranza"

Calderoni: Casini è come il capitano Achab alla ricerca della Balena bianca

Pier Ferdinando Casini come il capitano Achab, ostinatamente alla ricerca della Balena bianca ma destinato a finire sul fondo degli abissi. E' il paragone con cui Roberto Calderoli boccia la proposta neocentrista del leader Udc. "Povero Casini: gli unici che ostinatamente continuano nella ricerca della Balena Bianca e di progetti neocentristi sono rimasti lui e il capitano Achab. Complimenti per la perseveranza - dice Calderoli - ma si ricordi che nel celebre romanzo di Melville lo stesso capitano, a furia di dare la caccia alla Balena Bianca, è finito sul fondo degli abissi".

Genova: Affluenza record alle primarie dell'Unione

Affluenza record alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco a Genova dove si scontrano Marta Vincenzi (Ds + Margherita), Stefano Zara (Ulivo) e Edoardo 'Tati' Sanguineti (Prc, Pdci, Verdi e Unione sinistra). Alle 14 nelle 72 postazioni distribuite su tutto il territorio comunale avevano infatti votato ben 14.801 elettori del centrosinistra. Secondo le informazione raccolte da Apcom, e pur non potendo fare un paragone, alle ultime primarie Politiche l'affluenza era stata circa la metà.

Bossi: Entro sabato summit risolutivo con Berlusconi, indipendenza o secessione

Federalismo, indipendenza o secessione. Sono queste le tre ipotesi sul tavolo del Carroccio in vista della prima seduta del Parlamento del Nord, che avrà luogo il prossimo 10 febbraio a Vicenza. In quella data la Lega dovrebbe essere pronta a pronunciare una parola definitiva sul proprio futuro a breve termine e, in particolare, sulle alleanze elettorali per le Amministrative di maggio. Tutto è legato, però, alle garanzie che Umberto Bossi vuole ottenere sulla riforma della legge elettorale: nelle ultime settimane il Carroccio ha dialogato a 360 gradi con il centrosinistra e con il centrodestra per riuscire ad ottenere un testo che eviti il referendum. Maroni è in costante contato con il ministro delle Riforme, Vannino Chiti, Calderoli e Bossi trattano con An e Forza Italia. Ma nonostante da Berlusconi siano arrivate costanti rassicurazioni, anche a nome degli alleati di Alleanza nazionale, sulla propria volontà di non arrivare al referendum e modificare la legge elettorale per la via parlamentare, Umberto Bossi non è ancora convinto. Si spiega così una certa 'freddezza' del leader del Carroccio nei confronti dell'eterno alleato Berlusconi, che anche oggi in una lunga intervista sulla 'Padania' ha provato a tranquillizzare l'elettorato padano. Entro sabato prossimo Bossi incontrerà Berlusconi per ottenere delle garanzie risolutive sul nodo della legge elettorale e potere quindi dal palco allestito alle Fiere di Vicenza, dire una parola decisiva al popolo del Nord. Presidente del Parlamento del Nord dovrebbe essere, a quanto si apprende, proprio Roberto Maroni, capogruppo della Lega alla Camera, ex ministro del Welfare, l'uomo che tratta con il centrosinistra senza rinnegare evidenti punti di contatto che la Lega ha con il centrodestra. Maroni ha da sempre dimostrato di avere 'le mani libere' e di essere capace di trattare ad ampio raggio rappresentando sempre e soltanto gli interessi della Lega e del Nord. Per questo motivo egli appare come il candidato ideale per guidare un Parlamento che nelle intenzioni di Umberto Bossi è "alternativo a quello italiano". Proprio da Roberto Maroni non arriverebbe inaspettata la pronuncia della parola "secessione", visto che l'ex ministro già altre volte ha sottolineato come si tratti di una strada che il Carroccio aveva intrapreso, poi deciso di abbandonare per tentare la via istituzionale del federalismo, ma non dimenticata. Il tentativo di Lombardia e Veneto, dove la Lega ha un peso determinante all'interno dell'Amministrazione regionale, di battere la strada della attuazione del Titolo V e in particolare dell'articolo 116 della Costituzione, per ottenere maggiori competenze in materie devolute fondamentali come la sanità, la previdenza, l'istruzione e l'ambiente, potrebbe andare a buon fine, oppure il Governo Prodi potrebbe fare muro e a questo punto si aprono le alternative dell'indipendentismo o della secessione. La Lega Nord da Vicenza dovrà chiarire se la via istituzionale è una via che è ancora percorribile, sia in compagnia del centrodestra sia del centrosinistra, o se per il popolo del Nord si tratta di un capitolo chiuso con un'altra storia davanti tutta ancora da raccontare.

Rutelli: C'è una sola maggioranza ma due opposizioni

"C'e' una sola maggioranza ed e' quella votata dagli elettori. Abbiamo in verita' due opposizioni, perche' c'e' una opposizione piu' costruttiva e piu' dialogante ed e' un bene se concorre ad una convergenza su alcuni grandi temi, ma non a cambiare la maggioranza". Con queste parole al Tg3 il leader della Margherita, Francesco Rutelli, risponde indirettamente all'intervista di Casini sul "dovere di manovre neocentriste".

Castagnetti: Casini lancia all'Unione la polpetta avvelenata del neocentrismo

La proposta di Casini di lanciare un'aggregazione neocentrista è impossibile da attuare, e per questo è solo una polpetta avvelenata offerta all'Unione. Ne è convinto Pierluigi Castagnetti, esponente della Margherita e vicepresidente della Camera. "Le proposte di Casini sono polpette avvelenate offerte alla maggioranza. Ricreare oggi il centro - spiega Castagnetti - è una operazione non solo passatista ma politicamente impossibile per le modificate condizioni storiche. E Casini è il primo a saperlo. Se oggi avanza questa proposta è solo per creare confusione e per alimentare diffidenze e polemiche all'interno dei due schieramenti. La situazione del paese è così seria da non consentire giochi e tatticismi da prima repubblica".

Daniela Santanchè: Voglio far crescere partito, ballo da sola

"Assolutamente no. La mia idea dei circoli non è una corrente. Anzi, mi arrabbio se qualcuno lo dice". E' la risposta che Daniela Santanchè dà ai giornalisti dopo il suo intervento all'Assemblea delle donne di An, spiegando meglio il succo della sua proposta (aprire dei circoli territoriali). Santanchè esclude anche risolutamente qualsiasi collegamento con le associazioni 'D-Destra' che fanno capo a Francesco Storace: "La mia è soltanto una iniziativa per far crescere il partito e io - conclude ironicamente - ballo da sola...". "Per fortuna Daniela Santanchè ha annunciato i circoli di 'D-Donna' a Borse chiuse...". È l'ironico commento che Maurizio Gasparri dà dell'iniziativa annunciata da Daniela Santanchè di aprire circoli territoriali di donne. "La sua è una operazione di marketing - aggiunge l'ex ministro delle Comunicazioni - perchè a lei conviene restare dentro e rompere piuttosto che trovare un accordo con Fini a tarallucci e vino". A dare maggiore sostanza al suo rilievo ma senza abbandonare l'ironia, Gasparri conclude: "Ha fato come Nanni Moretti. Mi si nota di più se vengo o se resto?".

Rutelli: La sinistra radicale non tiri troppo la corda

Il vicepremier Rutelli torna a chiedere alla sinistra radicale di non tirare troppo la corda e, al contempo, assicura che "c'è una sola maggioranza". Intervistato dal Tg1, Rutelli precisa: "C'è una maggioranza e una sola maggioranza, quella votata dagli elettori in questa legislatura. La dobbiamo però tenere su posizioni di equilibrio. E' con l'equilibrio che si conquistano i consensi degli italiani".

Berlusconi: I sondaggi dicono che vinciamo anche senza l'Udc

"Tutti i recenti sondaggi dimostrano che se si votasse domani vinceremmo, e con un buon margine, anche senza l'Udc. Ma e' una ipotesi che non voglio nemmeno prendere in considerazione". Lo afferma il leader della Cdl, Silvio Berlusconi, in una intervista alla 'Padania'. Alla domanda della 'Padania' se Berlusconi si senta di escludere una grosse koalition all'italiana, il leader della Cdl risponde: "Questa e' una domanda quasi offensiva. Tutta la mia attivita', da quando sono sceso in politica, e' tesa alla formazione di un soggetto politico moderato, di centro-destra. All'unione di tutte le forze disponibili, dalla Lega ad An, per battere la sinistra". La Lega non vuole far parte del partito unico del centrodestra. Berlusconi pensa per il Carroccio "ad un patto federativo come quello che lega la Cdu e la Csu". Sul referendum per modificare la legge elettorale, Berlusconi dichiara: "Ho sempre pensato che cambiare la legge elettorale per referendum sia un errore. Proprio per evitare ogni equivoco ed ogni possibile strumentalizzazione, gli esponenti di Fi che aderivano al comitato referendario si sono gia' dimessi".

Udeur: Sull'Afghanistan il rischio è una crisi di governo

L'Udeur esprime preoccupazione per 'le posizioni di alcuni esponenti dell'estrema sinistra in politica estera' e non nasconde rischi di crisi. 'E' necessario che al piu' presto prevalga il buon senso e che l'Unione i ricompatti - sottolinea il partito di Mastella in una nota - Se cosi' non fosse si creerebbero gravi problemi per la maggioranza al Senato . Se l'Unione dovesse essere battuta su questi temi, fondamentali per la tenuta del centro sinistra, il rischio e' una crisi di governo'.

  • Archivio Politica
  • Ricerca personalizzata