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  • 21/02/2007 Crisi Governo Prodi alla verifica di maggioranza sulla missione in Afghanistan

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  • Il presidente del Consiglio Prodi si è dimesso. Lo ha annunciato una nota del Quirinale.

    21/02/2007 Prodi si è dimesso - Crisi di Governo

    Il presidente del Consiglio Prodi si è dimesso. Lo ha annunciato una nota del Quirinale. Il presidente del Consiglio Prodi ha lasciato il Quirinale, dopo aver incontrato il presidente della Repubblica Napolitano, per riferire sulla situazione del governo dopo la bocciatura al Senato sulla politica estera. Il governo è stato battuto al Senato per due voti sulla risoluzione di politica estera. Presenti 319, maggioranza 160, favorevoli 158, contrari 136, astenuti 24.

    21/02/2007 Crisi del Governo: Vertice dell'Ulivo alla presenza di Prodi

    Si terra' a breve un vertice tra gli esponenti di riferimento dell'Ulivo, a Palazzo Chigi, al rientro del premier Romano Prodi dal Quirinale e dalle successive visite a Camera e Senato dove il premier si e' recato per comunicare le sue dimisisoni a Fausto Bertinotti e Franco Marini.

    A Palazzo Chigi sono gia' presenti il vice premier Francesco Rutelli, in veste di presidente della Margherita, i capigruppo dell'Ulivo alla Camera e al Senato, Dario Franceschini e Anna Finocchiaro, il segretario dei Ds, Piero Fassino, accompagnato dal coordinatore della segreteria della Quercia, Maurizio Migliavacca. Presente anche Antonello Soro, coordinatore dell'esecutivo della Margherita

    21/02/2007 Quirinale annuncia le dimissioni di Prodi

    Il presidente del Consiglio Prodi si è dimesso. Lo ha annunciato una nota del Quirinale. Il presidente del Consiglio Prodi ha lasciato il Quirinale, dopo aver incontrato il presidente della Repubblica Napolitano, per riferire sulla situazione del governo dopo la bocciatura al Senato sulla politica estera. Il premier si è ora recato alla Camera dal presidente Bertinotti.

    Il ministro Di Pietro, Italia dei Valori, ha detto. "Senza una maggioranza qualitativa, meglio andare alle urne piuttosto che rabberciare una maggioranza basata sul parlamentare di turno che non permetterebbe di governare nell'interesse del paese"

    21/02/2007 Si parla di governo delle larghe intese

    'Non sta a noi proporre formule', dice Cesa (Udc) in merito all'ipotesi se sia praticabile per i centristi un governo delle larghe intese.'Da parte nostra - dice Cesa - c'e' la disponibilita', sempre che Prodi si dimetta. Il segretario dell'Udc sottolinea comunque che il suo partito e' collocato all'opposizione.'In questo momento - dice - per noi e' prioritario che Prodi prenda le sue decisioni e si dimetta. Poi, fatto questo, vedremo cosa accadra''.

    ''Noi, come opposizione responsabile, abbiamo votato a favore della missione in Libano e del rifinanziamento della missione in Afghanistan, dimostrando un tenace e coerente attaccamento ai principi di responsabilita' nazionale che devono guidare una classe dirigente''. Lo afferma il leader dell'opposizione Silvio Berlusconi, in una conferenza stampa. ''Perfino sull'allargamento della base americana di Vicenza - aggiunge Berlusconi - sono stati solo i voti dell'opposizione che hanno consentito di mantenere la credibilita' italiana di fronte agli alleati''.

    21/02/2007 Prc e Pdci: Il Governo Prodi deve andare avanti

    Il Prc e il Pdci sono convinti che il governo deve andare avanti. Giordano,leader Prc,dice: "Deciderà Napolitano ma per noi il governo Prodi deve continuare a vivere. Ci sono tutte le condizioni per proseguire". E assicura: "Il governo ha incondizionata fiducia e sostegno del Prc".

    D'Accordo Diliberto, leader Pdci:"E' necessario rinsaldare la coalizione. Criminale sarebbe riconsegnare il Paese alle destre o procedere verso larghe intese. Serve un dibattito parlamentare e un rinnovato voto di fiducia per andare avanti".

    21/02/2007 Berlusconi: Prodi deve dimettersi

    A Prodi incombe l'obbligo, per ragioni di coerenza politica, di coerenza costituzionale, di coerenza etica, di rassegnare immediatamente le proprie dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica". Così il leader di Fi Berlusconi dopo la bocciatura del governo al Senato sulla politica estera. "Da questo disastro il Paese deve uscire immediatamente con le dimissioni di questo governo". L'esecutivo "è stato clamorosamente bocciato in Parlamento". "Il Paese è stato esposto a una grave umiliazione internazionale".

    "Da parte nostra c'è la disponibilità, sempre che Prodi si dimetta, a mettersi attorno a un tavolo per discutere di una nuova fase politica". Lo ha detto il segretario dell'Udc Cesa, al termine dell'ufficio politico del partito. Sono possibili larghe intese? "Non dipende da noi, fare ipotesi in questo momento non è opportuno e non sta a noi proporre formule", ha risposto Cesa.Poi ha sottolineato che l'Udc è all'opposizione e ha aggiunto: "Il governo non riesce ad andare avanti. Per noi è necessario che Prodi si dimetta".

    21/02/2007 Mastella: Prima o poi doveva succedere, meglio prima che poi

    "Prima o poi doveva succedere, meglio prima che poi. Ci sono problemi all'interno della maggioranza, noi alle 17 facciamo l'ufficio politico". E' quanto afferma il leader dell'Udeur e ministro della Giustizia, Clemente Mastella.

    Al vertice tra governo e maggioranza, in corso a Palazzo Chigi, dopo che l'aula del Senato ha respinto la mozione dell'Unione sulla politica estera, partecipano anche il vicepremier Francesco Rutelli, il ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani e il capogruppo dell'Ulivo al Senato, Anna Finocchiaro. Alla riunione, presieduta dal presidente del Consiglio, Romano Prodi, al momento prendono parte anche i ministri della Difesa, Arturo Parisi, degli Esteri, Massimo D'Alema, dell'Attuazione del programma, Giulio Santagata, dei Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, oltre al segretario dei Ds, Piero Fassino e presidente e vicepresidente dei deputati dell'Ulivo, Dario Franceschini e Marina Sereni.

    21/02/2007 Governo battuto al Senato ma Napolitano non anticipa il rientro a Roma

    Bologna, 15:33 GOVERNO: NON PREVISTO RIENTRO NAPOLITANO DA BOLOGNA Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e' stato informato del voto del Senato sulla politica estera durante una pausa dei suoi impegni istituzionali della sua visita a Bologna. Il Capo dello Stato, informano fonti del Quirinale, segue attentamente l'evolversi della situazione. Al momento non e' previsto il rientro a Roma del Presidente della Repubblica. Valuteremo l'evolversi della vicenda, spiegano le stesse fonti, ma allo stato attuale non e' previsto un rientro. In serata tra i programmi del Capo dello Stato anche una cena in prefettura con il presidente del Consiglio, Romano Prodi.

    Il governo e' stato battuto al Senato per due voti sulla risoluzione per approvare la relazione di politica estera del ministro D'Alema. L'ordine del giorno presentato dalla maggioranza ha ottenuto 158 voti a favore, 136 contrari e 24 astensioni. Ma il quorum previsto perche' fosse approvato era di 160 voti, la maggioranza assoluta dei presenti. In aula, infatti, erano presenti 319 senatori e sono stati 318 i votanti. Un vertice di maggioranza e' stato subito convocato a Palazzo Madama.

    21/02/2007 Politica estera: Il Governo nella bufera dopo la sconfitta al Senato

    Il governo e' stato battuto al Senato sull'Afghanistan per due voti. La maggioranza richiesta era di 160 voti mentre la risoluzione dell'Unione ne ha ottenuti 158.

    Al Governo, battuto al Senato per due soli voti sulla missione in Afghanistan, e' mancato il voto del senatore Giulio Andreotti che inizialmente aveva dichiarato di essere favorevole alla mozione sulla politica estera. Anche il senatore Pininfarina si e' astenuto mentre il dissidente Ferdinando Rossi non ha partecipato al voto.

    Il vicepremier e ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli era a palazzo Chigi al momento del voto in Senato. Appena appreso l'esito negativo della votazione, Rutelli e' sceso nell'ufficio del premier Romano Prodi. A palazzo Chigi e' al momento presente anche Massimo D'Alema, accompagnato dal segretario dei Ds Piero Fassino.

    L'opposizione chiede le dimissioni del governo. Il centrodestra chiede che Prodi salga da Napolitano al Quirinale per illustrargli la sconfitta subita al Senato e rassegnare le dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica.

    21/02/2007 Castelli: D'Alema mantenga le promesse e si dimetta

    'D'Alema deve andare a casa, come ha detto lui stesso e dopo di lui anche Prodi non puo' restare, perche' senza politica estera un Paese non puo' essere governato''. E' quanto ha dichiarato il presidente dei senatori della Lega, Roberto Castelli, dopo la bocciatura al Senato della mozione dell'Unione sulla politica estera del governo.

    ''Tutto questo - ha aggiunto Castelli - se hanno un minimo di senso dell'onore. Altrimenti dovra' intervenire il presidente della Repubblica. C'e' un'unica via, si devono recare al Quirinale''.

    21/02/2007 Vertice di Governo dopo la sconfitta al Senato

    Prodi è a Palazzo Chigi. Probabilmente il presidente del Consiglio farà il punto della situazione dopo che il governo è stato sconfitto al Senato sulla politica estera. Prodi sta incontrando vari ministri e, in particolare, Parisi, titolare della Difesa. L'opposizione chiede le dimissioni del governo. Il centrodestra chiede che Prodi salga da Napolitano al Quirinale per illustrargli la sconfitta subita al Senato e rassegnare le dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica.

    Sono giunti da pochi minuti a Palazzo Chigi anche i ministri dei Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni e capogruppo e vicecapogruppo dell'Ulivo alla Camera, Dario Franceschini e Marina Sereni. Dal premier Romano Prodi si trovano anche il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, dell'Attuazione del programma, Giulio Santagata e della Difesa, Arturo Parisi.

    Il governo è stato battuto al Senato per due soli voti sulla risoluzione di politica estera. Al riguardo è mancato il voto del senatore a vita, Andreotti, che in un primo momento era dato in favore della mozione. Anche il senatore a vita, Pininfarina, si è astenuto mentre il dissidente Ferdinando Rossi non ha partecipato al voto. In un primo momento Rossi in dichiarazione di voto aveva detto che si sarebbe astenuto, ma poi sotto la pressione degli altri senatori della sinistra non ha votato.

    21/02/2007 Bocciata al Senato la mozione dell'Unione sulla politica estera

    Non passa al Senato la mozione del centrosinistra sulla politica estera. I sì sono stati 158, i no 136, gli astenuti 24. Al Senato le astensioni hanno il valore di un no. In precedenza Calderoli (Lega) aveva annunciato che la CdL ritirava la propria mozione. Sì, invece, a larghissima maggioranza per la mozione del senatore a vita Andreotti.

    "D'Alema aveva detto che con un voto contrario sulla politica estera il governo non ci sarebbe stato più. Il governo Prodi non c'è più, è caduto in quest'aula come gli avevamo promesso mesi or sono", afferma Schifani (Fi). E Castelli (Lega): "Se D'Alema è un uomo d'onore come credo che sia, deve recarsi immediatamente al Quirinale a rassegnare le proprie dimissioni. E dopo di lui anche Prodi". Matteoli (An): Prodi, senza maggioranza in politica estera,"si rechi sul Colle".Cesa (Udc): "Prodi rassegni le dimissioni".

    21/02/2007 Politica estera: La Cdl volta le spalle alla relazione di D'Alema

    Il cambio nella formulazione della risoluzione della Cdl al Senato sarebbe il frutto di una telefonata tra Berlusconi e Fini . A quanto si apprende i due leader si sarebbero trovati d'accordo nel ritenere che non e' possibile votare a favore di D'Alema dopo che, nella sua replica al Senato, ha quasi ''insultato'' la politica estera del governo di centrodestra. L'Udc annuncia che si asterra' su tutte le mozioni presentate in Senato sulla politica estera.

    21/02/2007 L'Udc annuncia l'astensione su tutte e tre le mozioni

    L'Udc si asterrà al Senato in tutte le votazioni su tutte le mozioni, di maggioranza e dell'opposizione, sulla politica internazionale del governo. "Ci asterremo su tutte le mozioni presentate, perché non possiamo votare a favore del qualunquismo,dell'ambiguità" precisa Baccini, esponente dell'Udc

    ."Se uno è contrario -aggiunge- vota contro. Chiedere di votare una risoluzione che chiede lo stesso non è un atto di grande stile parlamentare". In precedenza Follini, ex segretario Udc,aveva annunciato l'astensione su tutto.

    21/02/2007 Politica estera: Dichiarazioni di voto al Senato in un clima di incertezza

    Al Senato italiano si affronta il difficile passaggio sulla politica estera del governo. Il ministro degli esteri Massimo D'Alema è intervenuto questa mattina per illustrare le scelte della diplomazia italiana e difendere la posizione del governo sull'Afghanistan. Il dibattito si conclude con un voto che è imminente. Due le risoluzioni che si fronteggiano.

    La mozione del centrosinistra, sottoscritta da tutti i capigruppo, approva la politica estera del governo con un richiamo all'articolo 11 della Costituzione sul ripudio della guerra; mentre quella dell'opposizione, presentata dal leghista Roberto Calderoli, approva la politica estera mettendo in evidenza la "continuità" con le scelte atlantiche. Sull'esito della votazione c'é grande incertezza.

    21/02/2007 L'Udc annuncia l'astensione su tutte e tre le mozioni

    L'Udc si asterrà al Senato in tutte le votazioni su tutte le mozioni, di maggioranza e dell'opposizione, sulla politica internazionale del governo. "Ci asterremo su tutte le mozioni presentate, perché non possiamo votare a favore del qualunquismo,dell'ambiguità" precisa Baccini, esponente dell'Udc

    ."Se uno è contrario -aggiunge- vota contro. Chiedere di votare una risoluzione che chiede lo stesso non è un atto di grande stile parlamentare". In precedenza Follini, ex segretario Udc,aveva annunciato l'astensione su tutto.

    21/02/2007 Politica estera: Dichiarazioni di voto al Senato in un clima di incertezza

    Al Senato italiano si affronta il difficile passaggio sulla politica estera del governo. Il ministro degli esteri Massimo D'Alema è intervenuto questa mattina per illustrare le scelte della diplomazia italiana e difendere la posizione del governo sull'Afghanistan. Il dibattito si conclude con un voto che è imminente. Due le risoluzioni che si fronteggiano.

    La mozione del centrosinistra, sottoscritta da tutti i capigruppo, approva la politica estera del governo con un richiamo all'articolo 11 della Costituzione sul ripudio della guerra; mentre quella dell'opposizione, presentata dal leghista Roberto Calderoli, approva la politica estera mettendo in evidenza la "continuità" con le scelte atlantiche. Sull'esito della votazione c'é grande incertezza.

    21/02/2007 L'Udc annuncia l'astensione su tutte e tre le mozioni

    L'Udc si asterrà al Senato in tutte le votazioni su tutte le mozioni, di maggioranza e dell'opposizione, sulla politica internazionale del governo. "Ci asterremo su tutte le mozioni presentate, perché non possiamo votare a favore del qualunquismo,dell'ambiguità" precisa Baccini, esponente dell'Udc

    ."Se uno è contrario -aggiunge- vota contro. Chiedere di votare una risoluzione che chiede lo stesso non è un atto di grande stile parlamentare". In precedenza Follini, ex segretario Udc,aveva annunciato l'astensione su tutto.

    21/02/2007 Politica estera: Dichiarazioni di voto al Senato in un clima di incertezza

    Al Senato italiano si affronta il difficile passaggio sulla politica estera del governo. Il ministro degli esteri Massimo D'Alema è intervenuto questa mattina per illustrare le scelte della diplomazia italiana e difendere la posizione del governo sull'Afghanistan. Il dibattito si conclude con un voto che è imminente. Due le risoluzioni che si fronteggiano.

    La mozione del centrosinistra, sottoscritta da tutti i capigruppo, approva la politica estera del governo con un richiamo all'articolo 11 della Costituzione sul ripudio della guerra; mentre quella dell'opposizione, presentata dal leghista Roberto Calderoli, approva la politica estera mettendo in evidenza la "continuità" con le scelte atlantiche. Sull'esito della votazione c'é grande incertezza.

    21/02/2007 D'Alema: E' il momento delle assunzioni delle responsabilita'

    "Chi e' contrario voti contro. E' il momento delle assunzioni delle responsabilita' e per noi e' fondamentale misurare il consenso di quest'Aula, condizione preziosa per andare avanti nel nostro lavoro. Dobbiamo essere chiari nei confronti del Paese". E' questo l'"appello" finale di Massimo D'Alema nel suo intervento al Senato, il ministro degli Esteri, quindi, chiede chiarezza: "se si apprezza l'impegno italiano per contribuire ad una svolta della politica internazionale lo si dica chiaramente".

    Revocare l'autorizzazione all'ampliamento della base Usa di Vicenza rappresenterebbe "un atto ostile" verso gli Stati Uniti di cui il governo non vede motivo, anche se "chiediamo che si tenga conto delle preoccupazioni dei cittadini di Vicenza" che sono "legittime". Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, nella replica al dibattito sulle linee della politica estera al Senato.

    21/02/2007 D'Alema: E' il momento delle assunzioni delle responsabilita'

    "Chi e' contrario voti contro. E' il momento delle assunzioni delle responsabilita' e per noi e' fondamentale misurare il consenso di quest'Aula, condizione preziosa per andare avanti nel nostro lavoro. Dobbiamo essere chiari nei confronti del Paese". E' questo l'"appello" finale di Massimo D'Alema nel suo intervento al Senato, il ministro degli Esteri, quindi, chiede chiarezza: "se si apprezza l'impegno italiano per contribuire ad una svolta della politica internazionale lo si dica chiaramente".

    Revocare l'autorizzazione all'ampliamento della base Usa di Vicenza rappresenterebbe "un atto ostile" verso gli Stati Uniti di cui il governo non vede motivo, anche se "chiediamo che si tenga conto delle preoccupazioni dei cittadini di Vicenza" che sono "legittime". Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, nella replica al dibattito sulle linee della politica estera al Senato.

    21/02/2007 Mastella: Anche se D'Alema ha imbarcato acqua la barca và

    'La barca va, ha imbarcato un po' d'acqua ma va': cosi' Mastella commenta la relazione del ministro D'Alema . 'Spero trovi riscontri nell'intera maggioranza' auspica il leader Udeur. Soddisfatto anche Diliberto: 'Discorso di alto profilo che parte dall'articolo 11 della Costituzione, e' tornata la 'vocazione' mediterranea. Bene'. Resta incerta la posizione dei 'dissidenti', Turigliatto, Rossi e Bulgarelli: non hanno ancora deciso se votare a favore della relazione.

    ''Si', e' proprio vero: mentre ero al telefono con l'amico Verderami che ha riportato in modo esatto l'episodio sul 'Corriere' mi ha chiamato l'amico Silvio Berlusconi che dopo aver avuto conferma da me che avrei votato contro la politica estera del governo, mi ha pregato di non farlo e di votare a favore perche' altrimenti avrei contribuito ad aprire la crisi aggiungendo pressapoco: 'perche' questo governo piu' sta in carica e piu' si infogna'. Io votero' contro perche' non posso rinnegare 50 anni di vita politica''. Lo ha detto il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, confermando l'articolo di Francesco Verderami, oggi sul 'Corriere della Sera'.

    21/02/2007 Senato: Tre mozioni sulla politica estera del Governo

    Il vice presidente del Senato Calderoli (Lega) e il senatore a vita Andreotti hanno presentato a Palazzo Madama due mozioni sulla politica estera. La mozione di Calderoli fa riferimento alla "continuità" della linea di politica estera.

    Quella di Andreotti chiede al governo l'impegno a "una azione diplomatica" per la liberazione dei soldati israeliani rapiti al confine col Libano Andreotti auspica che sulla risoluzione di Calderoli "si possa trovare un accordo".Sulle mozioni, tre in tutto con quella dell'Unione,il voto in mattinata

    21/02/2007 Dibattito al Senato: Interruzioni polemiche della Cdl a D'Alema

    Solo due intermezzi polemici al Senato durante il discorso di Massimo D'Alema sulle linee di politica estera. Il primo e' stato quando alcuni senatori del centrodestra hanno rumoreggiato mentre il ministro degli Esteri illustrava l'impegno italiano in Afghanistan, sottolineando la rilevanza degli aspetti civili. "Ma sono solo informazioni, peraltro controllabilissime", ha replicato il titolare della Farnesina.

    Poco dopo e' scattato l'applauso dei banchi della maggioranza per un accenno al ruolo dei militari italiani in Libano, a cui l'opposizione ha risposto con qualche mugugno. "Speravo che almeno nell'apprezzamento dei militari italiani fossimo tutti d'accordo...", ha commentato D'Alema. Al termine del discorso, nell'aula di Palazzo Madama e' risuonato l'applauso prolungato di tutti i settori della maggioranza e tra i primi ad alzarsi in piedi e' stato il capogruppo di Rifondazione, Giovanni Russo Spena.

    21/02/2007 D'Alema difende le missioni militari e chiede più soldi

    La politica estera italiana si fonda sul rispetto dell'articolo 11 della Costituzione, che prevede il rifiuto della guerra e la scelta di fare dell'Italia un soggetto attivo nella "complessa architettura di istituzioni e alleanze internazionali", prima fra tutte le Nazioni Unite. Lo ha detto il ministro degli Esteri Massimo D'Alema nella comunicazione in Senato sulle linee di politica estera.

    Quella in Afghanistan è "una missione politica e civile". D'Alema interviene così su quello che introduce come il capitolo più delicato e controverso della politica estera italiana. "Si tratta - ha detto in Senato - di una missione Nato con l'appoggio di altri 13 paesi che operano su mandato dell'Onu". Ma è soprattutto sulla "componente civile" che il ministro degli Esteri insiste spiegando che si tratta della parte "più importante della missione che è innanzitutto una missione politica e civile e l'aumento delle risorse destinate dal governo crescerà ancora". D'Alema ha quindi precisato che "la pacificazione dell'Afghanistan non è compito che spetta alla Nato, ma alle Nazioni Unite".

    D'Alema ha poi parlato dell'Onu come "struttura portante delle nuove relazioni internazionali" e come "fonte di legittimità" delle scelte e delle azioni internazionali. Il vicepremier ha sottolineato che "solo istituzioni multilaterali forti riusciranno a promuovere la pace, la democrazia, i diritti umani e lo sviluppo economico da cui dipende a lungo termine anche la sicurezza internazionale".

    Multilateralismo e rilancio del ruolo delle Nazioni Unite. Massimo D'Alema insiste in più di un passaggio su quello che considera un binomio intangibile. Binomio che fino ad oggi, spiega, non è stato difeso anche a causa di scelte unilaterali che hanno caratterizzato il recente passato e che portano la firma degli Stati Uniti. Ma oggi, sottolinea in Senato il ministro degli Esteri, "Tutti - scandisce - hanno imparato qualcosa dalla dura lezione della storia, inclusa la difficoltà ad imporre soluzioni unilaterali".

    Questa, ha aggiunto D'Alema, è "una lezione che vale anche per l'Italia" che guarda "alle soluzioni pacifiche e multilaterali per le crisi internazionali come ad un interesse strategico e ad un valore che ispira la nostra politica estera".

    21/02/2007 Il Governo Prodi alla verifica di maggioranza sulla missione in Afghanistan

    Mentre Romano Prodi offre alla sinistra della coalizione la 'carota' di uno ''sbocco politico'' alla crisi afghana, Massimo D'Alema usa il 'bastone' per ammonire l'ala radicale sul fatto che l'assenza di una maggioranza autonoma nel dibattito di mercoledi' sulla politica estera porterebbe diritti ad una crisi di governo.

    Entrambi ad Ibiza per la bilaterale fra Italia e Spagna, il presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri hanno tenuto ben presenti le fibrillazioni interne alla coalizione. Non a caso il premier italiano, nella conferenza stampa finale tenuta con il primo ministro spagnolo Jose' Luis Rodriguez Zapatero, ha tenuto a sottolineare che Italia e Spagna sono ''fianco a fianco'' sull'Afghanistan. Entrambi, ha aggiunto, hanno ''la stessa identica politica'', ovvero: ''Manteniamo le truppe che abbiamo e il territorio di responsabilita' che abbiamo, ma siamo anche preoccupati di dare uno sbocco politico e non solo militare al problema afghano''.

    Il messaggio alla sinistra radicale e' chiaro: se anche la Spagna dell'apprezzato governo Zapatero conferma l'impegno a Kabul, perche' non dovrebbe farlo l'Italia? Per rimarcare il concetto, Prodi ha confermato il suo impegno per la convocazione di una conferenza internazionale: ''Il summit di Roma sullo Stato di diritto rappresentera' un momento per preparare una conferenza di pace nel futuro''. Il premier italiano ha insistito molto sugli sforzi dell'Italia in merito.

    Tanto da mettere in secondo piano la carta delle Nazioni Unite, ventilata in questi giorni da alcuni quotidiani. A proposito della possibilita' che Roma tenti di ridefinire la missione in Afghanistan grazie al seggio nel Consiglio di sicurezza nel Palazzo di Vetro, Prodi ha infatti detto che nel corso dell'incontro non se ne e' ''assolutamente parlato''. Anzi, ha aggiunto quasi stizzito, ''abbiamo parlato di cose, secondo me, leggermente piu' importanti, e cioe' di come arrivare alla pace'', ad esempio attraverso a conferenza internazionale. Per Prodi, infatti, non si puo' pensare che quello in Afghanistan sia un conflitto ''senza una fine''.

    Parole che non potevano non piacere alla sinistra radicale. Non a caso Paolo Ferrero, anch'egli a Ibiza, ha immediatamente manifestato il suo apprezzamento. ''Sono un passo positivo, nella giusta direzione che ci soddisfa'', ha chiosato il ministro di Rifondazione comunista pochi minuti dopo la conferenza stampa del premier. Soprattutto, ha aggiunto, per la ''novita'' nel richiamo al summit di Roma come occasione per preparare la conferenza di pace. Di tutt'altro tenore rispetto a quelle del Professore, invece, le parole del responsabile della Farnesina. D'Alema ha messo in guardia l'ala radicale, ricordando ai 'malpancisti' che in base ad un ''principio costituzionale'' se il dibattito non confermera' una maggioranza autonoma, il governo andrebbe a casa.

    Frasi molto chiare, per nulla ammorbidite dal seguito del ragionameno. ''Non sono assolutamente preoccupato, credo che (l'ordine del giorno, ndr) lo voteranno tutti, almeno lo spero'', ha infatti aggiunto. Prodi sull'argomento ha invece preferito glissare con i cronisti. Quanto al piano della Farnesina per un intervento in sede Onu, l'esponente dei Ds ha tagliato corto: ''Ho letto i giornali che dimostrano una creativita' letteraria notevole. Hanno scritto cose bizzarre''. Niente ''conigli nel cilindro'', sottolinea dunque D'Alema, che chiarisce anche la posizione del governo sulla spinosa questione della base Usa di Vicenza.

    ''Abbiamo posto agli americani il problema di considerare l'impatto ambientale ed urbanistico'' militare statunitense di Vicenza, ha detto facendo riferimento all'incontro con il Segretario di Stato Usa Condoleezza Rice del 26 gennaio scorso. Tuttavia, ha precisato, in queste ore ''non vi e' nessuna trattativa in corso''.

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