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  • 22/02/2007 Prodi disposto a restare. Tutte le proposte per superare la crisi (http://www.canisciolti.info)

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    Tabacci, Udc: Se si supera bipolarismo nessuna pregiudiziale su Prodi

    "L'Udc non può aggiungersi a questa maggioranza che si dichiara autosufficiente. Se invece il ragionamento è che questo assetto bipolare ha dato quel che poteva dare, che bisogna pensare a una fase nuova, anche per arrivare a fare riforme strutturali - penso al tema delle pensioni - ma anche per affrontare una nuova legge elettorale: bene, in quel caso noi non faremo mancare il nostro contributo". Lo ha detto Bruno Tabacci dell'Udc, ospite questa sera all'Infedele.

    "Dal mio punto di vista - aggiunge - non vedo pregiudiziali sulle persone, ha aggiunto, se Prodi per incarico del Presidente della Repubblica si ponesse il problema di assumere un ruolo diverso, e di gestire una politica di convergenze più ampie, allora non avremmo pregiudiziali sul nome".

    Lega: No a "governi dell'imbroglio", esecutivi istituzionali o delle larghe intese

    "Per quanto ci riguarda non esiste niente di diverso da Prodi. Se Prodi ha la maggioranza governi, ma per la Lega altrimenti c'è solo il voto: Ogni altra soluzione significherebbe prendere in giro gli italiani". Lo ha detto il capogruppo della Lega alla Camera Roberto Maroni, a Porta a porta, escludendo esecutivi istituzionali o delle larghe intese, che sarebbero "governi dell'imbroglio".

    Di Pietro: Verifica in Senato per accertare se c'è una coalizione di programma

    Quella di oggi "è stata una sconfitta politica. La soluzione è fare subito una verifica in Senato per accertare se da coalizione elettorale abbiamo la coerenza di passare ad essere una coalizione di programma. Oppure è meglio non stare insieme perché faremmo il male del Paese".

    Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, leader di Idv, nel corso di 'Porta a porta', sotttolineando che "Prodi non è disponibile a restare, cercando in Senato ogni volta una maggiorana che un giorno c'e' e un altro no".

    Calderoli: Subito una legge elettorale e poi immediatamente al voto

    "Se non si vuole veramente gettare il Paese nel baratro facciamo subito una legge elettorale e poi andiamo immediatamente al voto, perché diversamente dovremmo andare ddopodomani al voto, tra l'altro, in assenza di un presidente della Repubblica in quanto eletto da un collegio elettorale non legittimo".

    Lo afferma il coordinatore delle segreterie della Lega Roberto Calderoli, sottolineando che "il presidente della Repubblica o si tiene Prodi, perché eventualmente in un breve termine riesce a produrre una nuova legge elettorale, il cui modello credo non possa che essere la mia prima versione ovvero quella che il professor D'Alimonte mi ha fotocopiato, oppure si va al voto, perché l'attuale composizione del Parlamento è legata al fatto che alcuni deputati e senatori, ovvero quelli che corrispondono al premio di maggioranza, siano tali in funzione di un preciso collegamento al candidato premier risultato vincitore, cioè Prodi. Se dunque Prodi venisse meno verrebbe meno anche la loro qualifica di deputati e senatori, con un rimaneggiamento improponibile delle due Camere, perché quelle due Camere così formate, proprio sulla base di quel premio di maggioranza, hanno eletto anche il presidente della Repubblica, che oggi deve assumere una delicatissima posizione". "Prodi - dice il Vicepresidente del Senato - non può avere un reincarico perché il reincarico lo ha già ricevuto dal presidente Napolitano quando gli fu richiesto di passare nella Camera dove la maggioranza era stata sconfitta, ovvero il Senato, per dimostrare di avere una maggioranza di governo sulla politica estera. Questa maggioranza non c'è stata e quindi un rinvio politico, da parte di Napolitano, di Prodi alla Camere non avrebbe alcun senso rispetto alla prassi consolidata che non prevede terzi rinvii. Ma, purtroppo, alternative al Governo Prodi non ne esistono perché la legge elettorale attuale, che io prima di andare al voto definì una porcata, per come era stata modificata al seguito delle richieste provenienti dalla presidenza della Repubblica e dall'Udc, ha prodotto un testo che determina non solo l'ingovernabilità del Paese ma che ha 'in cauda venenum'".

    Prodi disposto a restare se avrà pieno appoggio dal centrosinistra

    Romano Prodi e' disposto a restare come presidente del Consiglio se avra' il pieno appoggio del centrosinistra. Lo ha detto il suo portavoce, Silvio Sircana, all'agenzia Reuters. "Prodi - ha affermato Sircana - ha preso atto che questa e' una crisi grave e che egli non dispone di una maggioranza al Senato. E' pronto a restare come primo ministro se, e solo se, d'ora in avanti gli sara' garantito il pieno appoggio di tutti i partiti della maggioranza".

    'Dalla Margherita c'e' un pieno sostegno a Romano Prodi' . Cosi' Antonello Soro, coordinatore dell'esecutivo della Margherita.L'intenzione e' quella di 'riportare ad una verifica parlamentare esplicita la soluzione di tutta questa vicenda', ha spiegato Soro. Per il vicepresidente del gruppo del Prc al Senato Rina Gagliardi, se esistera' una determinazione di tutte le componenti della maggioranza, questo fatto puo' favorire un possibile allargamento della maggioranza.

    L'ufficio di presidenza dei Ds 'riconferma piena fiducia a Romano Prodi e ritiene che sia necessario un chiarimento politico'.Il chiarimento deve ripristinare la coesione della maggioranza di centrosinistra e consentire al governo Prodi di ottenere la fiducia dal Parlamento e proseguire stabilmente la propria attivita' . E' quanto afferma il documento approvato dalla riunione congiunta della presidenza della direzione e della segreteria nazionale della Quercia riunitasi questa sera.

    I Ds si schierano al fianco di Prodi

    Si e' concluso alcuni minuti fa l'ufficio di presidenza dei Ds. La Quercia ripropone il nome di Romano Prodi per la guida del Paese e lo invita a chiedere di nuovo la fiducia in Parlamento.

    "Piena fiducia a Romano Prodi". Questa la posizione emersa al termine dell'ufficio di presidenza dei Ds. Nel comunicato diffuso dall'ufficio stampa, la Quercia definisce "la decisione del presidente del Consiglio di rassegnare le dimissioni nelle mani del capo dello Stato" come un "dovere istituzionale conseguente al voto del Senato di oggi".

    Nel riconfermare la fiducia a Prodi, i Ds ritengono "che sia necessario una chiarimento politico che ripristini la coesione della maggioranza del centrosinistra e consenta al governo Prodi di ottenere la fiducia del Parlamento e proseguire stabilmente la propria attivita'". "In particolare, nel corso delle consultazioni del capo dello Stato - aggiunge la nota - e' dovere di ciascun gruppo parlamentare della maggioranza fornire assicurazioni certe di leale e pieno sostegno al governo Prodi".

    Rutelli: Priorità è scongiurare il ritorno della destra

    "La maggioranza ha due doveri: assicurare al paese una politica estera credibile, coerente, affidabile. Il secondo e' servire il paese con la maggioranza ricevuta dagli elettori e scongiurare il ritorno della destra". Lo ha detto il vicepresidente del consiglio Francesco Rutelli, incrociato all'uscita del partito.

    "Senza una maggioranza in politica estera - ha aggiunto Rutelli - non si governa il paese e bene ha fatto, il premier Romano Prodi, a dirlo con grande nettezza, fino a rimettere il mandato nelle mani del Capo dello Stato".

    L'Ulivo disponibile a confermare la fiducia a Prodi

    Il capogruppo dell'Ulivo alla Camera, Franceschini, afferma:" Siamo pronti a riconfermare la piena fiducia al governo Prodi". Poi rimarca: "Le consultazioni dovranno servire per un chiarimento profondo che consenta non solo di superare il voto di fiducia ma al governo di avere la maggioranza per governare".

    Anche il ministro Chiti conferma che l'Ulivo dà la sua fiducia al governo. Chiede a tutti gli alleati di fare altrettanto e una "verifica nell'Unione per ripristinare le condizioni di una coesione piena".

    Il segretario dei Ds Piero Fassino invita tutti i gruppi dell'Unione ad assicurare, nelle consultazioni con il capo dello Stato, pieno e leale sostegno a Romano Prodi. "Solo cosi' - ha detto il leader della Quercia al termine di una riunione dell'ufficio di presidenza del partito - si potra' rilanciare l'attivita' dell'esecutivo".

    Prodi e i 4 Cavalieri dell'Apocalisse

    Nove mesi la durata di un governo bislacco che, tra l'indulto e le missioni di pace, tanto amate dalla destra e i continui compromessi, per tenere in vita il mandato ricevuto, non è riuscito ad imporsi politicamente, pur in assenza di un'opposizione che non è mai esistita, completamente vuota. Leaders impegnati in tanti altri fronti, ma di certo non politici, impegnati a risolvere beghe coniugali sui giornali nazionali.<br><br> Chi poteva sconquassare questo governucolo, se non gli stessi protagonisti che ne hanno votato la fiducia, nel maggio scorso ???
    Chi sono i responsabili della crisi dell'esecutivo del professore ???
    Sono 4, i quattro cavalieri dell'apocalisse.
    Due nomi ci dicono davvero molto poco: i senatori Rossi e Turigliatto.
    Ma gli altri due fanno scintille: Sergio Pininfarina e Giulio Andreotti.
    Senatori a Vita.
    Eggià. Proprio quei senatori che avevano ricoperto un ruolo determinante all'atto della presa del potere da parte del governo Prodi, e proprio due di questi senatori, hanno contribuito ad affondare l'esecutivo del Professore.
    Pininfarina mancava tra i banchi del Senato da 9 mesi.
    Si e' recato per affondare il colpo mortale: sedutosi tra i forzisti, l'ex ingegnere, si è schierato con il centro destra.
    Si sono astenuti, ma in Senato l'astensione equivale a un NO, ad un voto contrario.
    E Andreotti ???
    Lui, il vero artefice della crisi, secondo le affermazioni del sen. Turigliatto.
    Forse non ha tutti i torti.
    Già da qualche tempo si era dimostrato contrario alle posizioni di D'Alema, lui che seguiva la politica estera in qualità di membro della Commissione Affari Esteri del Senato della Repubblica.
    Lui, che era stato indicato come candidato alla Presidenza del Senato dalla CDL, ed al quale, poi, era stato preferito Marini.
    Possibile mai che si debba vivere una crisi di governo o si debba avere un governo grazie al voto o all'astensione di senatori a vita, quali un ex ingegnere e un ex politico coinvolto in tanti scandali famosi ???
    Ciò che conta adesso è scongiurare il ritorno della destra, come ha sostenuto Rutelli.
    Ma che si era deboli in Senato lo si è sempre saputo. ... - julia -

    Cossiga: Reincarico a Prodi e ingresso dell'Udc nel Governo

    "Penso che la soluzione della crisi sara' rapida con il reincarico a Prodi, che ampliera' la maggioranza di governo facendo entrare e nella maggioranza e nel governo l'Udc, che oggi ha dato il primo segnale''. E' quanto dichiarato dal presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga

    Una tregua e un armistizio senza trasformismi. E' la ricetta indicata da Pier Ferdinando Casini per uscire dalla crisi di governo apertasi oggi.  

    Crisi del Governo: Vertice dell'Ulivo alla presenza di Prodi

    Si terra' a breve un vertice tra gli esponenti di riferimento dell'Ulivo, a Palazzo Chigi, al rientro del premier Romano Prodi dal Quirinale e dalle successive visite a Camera e Senato dove il premier si e' recato per comunicare le sue dimisisoni a Fausto Bertinotti e Franco Marini.

    A Palazzo Chigi sono gia' presenti il vice premier Francesco Rutelli, in veste di presidente della Margherita, i capigruppo dell'Ulivo alla Camera e al Senato, Dario Franceschini e Anna Finocchiaro, il segretario dei Ds, Piero Fassino, accompagnato dal coordinatore della segreteria della Quercia, Maurizio Migliavacca. Presente anche Antonello Soro, coordinatore dell'esecutivo della Margherita.

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