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  • 23/02/2007 Vertice tra Prodi e l'Ulivo in attesa di Napolitano. D'Alema: Il Governo può ripartire (http://www.canisciolti.info)

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    Si è svolto alla Camera un vertice dell'Ulivo con Romano Prodi per fare il punto. Alla riunione, presieduta dal Professore, hanno partecipato il vicepremier e presidente della Margherita, Francesco Rutelli, il segretario Ds, Piero Fassino, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta.

    All'incontro erano presenti anche i capigruppo dell'Ulivo a Montecitorio e al Senato, Dario Franceschini e Anna Finocchiaro. Il presidente del Consiglio ha poi lasciato Montecitorio ed è rientrato a Palazzo Chigi senza rilasciare dichiarazioni alla stampa.

    D'Alema: Il Governo può ripartire su questa base programmatica

    ''Su questa base si puo' ripartire''. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema ai microfoni di Sky tg 24 . ''Romano Prodi - ha spiegato D'Alema - ha indicato con molta chiarezza le scelte fondamentali che debbono caratterizzare un rilancio dell'azione di governo''.

    E, rispondendo a chi gli chiedeva se manterra' l'incarico di ministro degli Esteri, ha concluso: ''Questo lo deve decidere sempre il presidente del Consiglio''.

    Turigliatto dichiara di non sapere se votera' o meno la fiducia al governo Prodi

    Il senatore Franco Turigliatto, che in considerazione del mancato consenso alla politica estera dell'esecutivo al Senato potrebbe essere espulso dal gruppo di Prc, dichiara di non sapere se votera' o meno la fiducia al governo Prodi, "nel caso in cui tornasse in Parlamento''. "Intendo prendermi una pausa di riflessione sul programma", dice all'indomani delle nuove direttive di Romano Prodi agli alleati.

    Dini: E' tutto nelle mani del presidente della Repubblica

    "Lavori in corso". E' il commento lapidario di Lamberto Dini, presidente della commissione Esteri di Palazzo Madama, alla fine dell'ufficio di presidenza della Margherita che questa mattina ha fatto il punto sulla crisi di governo in vista delle consultazioni di questo pomeriggio al Quirinale.

    "E' tutto nelle mani del presidente della Repubblica, aspettiamo le sue determinazioni - aggiunge Dini -. Il presidente del Consiglio va con una proposta di 12 punti, vediamo qual è la reazione del presidente della Repubblica".

    Rutelli: Puntiamo a ripresentare lo stesso Governo alle Camere

    La maggioranza punta a portare davanti alle Camere il Governo Prodi nella stessa formazione, e non un Prodi-bis. Così il vicepremier Francesco Rutelli, a margine di un'inaugurazione di una mostra, ha affermato: "Non sarà un Prodi due è il Prodi uno che torna davanti alle Camere se il Capo dello Stato deciderà così".

    "Non stiamo parlando di Prodi-bis, stiamo parlando del Prodi uno che torna, vediamo nelle prossime ore cosa accadrà nelle mani del Capo dello Stato". Sulla conferma della formazione dell'esecutivo, Rutelli ribadisce: "Alle 18 andiamo al Quirinale e ne parliamo con il presidente della Repubblica".

    Mastella: Il Governo Prodi ha i numeri in Parlamento

    Un Governo Prodi, al momento avrebbe i numeri in Parlamento. Ne 'e convinto il leader dell'Udeur, Clemente Mastella. "Il ruolo istituzionale del Presidente della Repubblica non e' quello di fare la conta dei numeri - ha detto Mastella dopo il colloquio con Napolitano - siamo noi eventualmente in Parlamento a doverci sincerare se queste addizioni ci sono o non ci sono. Io credo che allo stato i numeri ci siano. Spero - ha aggiunto - che questa mia interpretazione non sia distorta da una mia forma di partigianeria molto particolare".

    Ci vuole una "continuita' nel solco del mandato degli elettori", quindi "escludiamo per quanto ci riguarda - ha continuato Mastella - ogni formula di transizione, o di diverse maggioranze, che prescinda dalla base parlamentare dell'attuale assetto di governo".

    Rosy Bindi: Sui Dico qualcuno ha fatto il furbo

    Il tema dei Dico non e' mai stato in questione nella soluzione della crisi di governo. Lo assicura il ministro per le Politiche della famiglia, Rosy Bindi, uscendo dall'ufficio di Presidenza della Margherita. In proposito la Bindi ha spiegato che ci sono stati dei retroscena legati a qualcuno che sostanzialmente ha voluto fare il furbo per attribuirsi una vittoria che non c'e'. Semplicemente, ha spiegato la Bindi, i Dico sono un disegno di legge che ormai e' stato affidato al Parlamento.

    Giordano, Prc: Turigliatto deve essere espulso dal partito

    Il segretario del Prc, Giordano, alla riunione straordinaria della Direzione del partito, annuncia: "L'atteggiamento del senatore Franco Turigliatto è incompatibile con noi e per questo si propone il suo deferimento alla Commissione di garanzia".

    Giordano accusa il senatore dissidente di mettere in discussione, con il suo "inaccettabile" atteggiamento,"l'intera comunità politica"."Non si possono usare le sedi istituzionali per modificare il percorso stabilito dal nostro congresso e il vincolo politico contratto"

    Giordano, Prc: I dodici punti del patto facevano parte del programma dell'Unione

    I 12 punti del patto di Palazzo Chigi facevano parte del programma: è questa la posizione che il segretario di Rifondazione Comunista Franco Giordano spiega ai giornalisti prima di entrare nella sala dove si svolgerà la riunione straordinaria della direzione nazionale del partito, convocata per discutere della crisi e dell'espulsione del senatore dissidente Franco Turigliatto.

    "Erano punti - precisa Giordano - che facevano parte del programma, le modalità di inveramento le discuteremo nel confronto parlamentare. L'importante è ridare fiducia a Prodi e andare avanti". Giordano sottolinea che "in alcun modo i tentativi di fermare l'esperienza di questo governo devo andare in porto. Il nostro popolo - avverte - vuole che noi continuiamo e io credo che non bisogna deluderlo". A chi gli chiede se una parte della base possa sostenere la posizione del senatore Turigliatto, il leader del Prc replica secco: "Non scherziamo".

    La maggioranza paga pegno al Vaticano e spedisce i Dico nel limbo

    Dodici punti non negoziabili. Approvati in poco più di un'ora da tutti i leader del centrosinistra riuniti con Prodi a Palazzo Chigi. C'è la politica estera con la missione in Afghanistan e la fedeltà alla Ue e alla Nato; non ci sono i Dico (che diventano materia parlamentare) e c'è la Tav; ci sono il riordino del sistema pensionistico e il rilancio di una politica della famiglia. Manca quasi completamente un riferimento a politiche sociali e del lavoro, ma è possibile che questi punti servissero più a definire le cose controverse lasciando implicite tutte quelle su cui non ci sono stati problemi nella maggioranza.

    Il disegno di legge del Governo sui Diritti e doveri dei Conviventi (DiCo) è 'sospeso' tra i due rami del parlamento in quanto non è ancora stato deciso se farne iniziare l'iter legislativo alla Camera o al Senato . Dal centro-destra si chiede a gran voce che il teso venga inviato al Senato, dove vista la risicata maggioranza e il voto contrario preannunciato dall'Udeur di Mastella è altissimo il rischio che i tanto sospirati DiCo finiscano subito al macero. La Casa delle Libertà, come noto, è assolutamente contraria a questa legge, che permetterebbe di cominciare a garantire qualche diritto fondamentale alle coppie conviventi, soprattutto quelle omosessuali che non hanno l'opzione matrimoniale ma neanche un'alternativa giuridica, come avviene invece in molti altri stati europei, e non.

    Qualcuno afferma che Prodi ha portato "la testa dei PACS/DICO a qualcuno, su un piatto d'argento. Chi è il destinatario del regalo? Follini? Benedetto Ratzinger e i suoi più fedeli Ruini? La Binetti?..."

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