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  • 24/02/2007 Consultazioni parallele (da Aprileonline, http://www.canisciolti.info)

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    La politica italiana soffre da molti anni, e oggi più ancora, di una grave crisi di rappresentanza. A questa crisi concorrono sia le attuali coalizioni, troppo ampie, variegate e male assortite; sia gli attuali partiti, troppo chiusi, leaderistici e personali. Il bipolarismo, nella versione che i due principali schieramenti ne hanno fornito, ha fallito il suo compito. Esso non ha prodotto né maggioranze coese, né governi efficienti, né chiare scelte di campo alternative. Ne denunciamo il carattere artificioso e le opposte derive estremiste. E riteniamo che la ricostruzione di una posizione moderata popolare e moderna si possa realizzare solo cominciando a costruire un movimento politico che si ponga al di fuori dei due rigidi blocchi attualmente dominanti".

    Non è una dichiarazione tra la miriade di quelle arrivate subito dopo il tonfo dell'ormai ex governo Prodi sulla politica estera al Senato; si tratta invece dell'incipit con il quale si apre il manifesto-appello dell' "Italia di mezzo", formazione politica ambigua nella sua esistenza, e nata dopo lo strappo che il suo leader-fondatore, Marco Follini, consumò ai danni dell'Udc e dell'intera coalizione della Casa delle Libertà, all'epilogo di ripetuti contrasti con il Cavaliere inossidabile Silvio Berlusconi. Nel primo articolo dello statuto si può ancora leggere: "Il movimento L'Italia di Mezzo nasce con l'intenzione di dare voce a un'opinione moderata e centrista che è fondamentale per la costruzione di una moderna democrazia dell'alternanza. Questa Italia di mezzo è fondata sui valori dei corpi intermedi, della rappresentanza e del pluralismo. Valori che sono stati fondamentali nella costruzione della Repubblica italiana che negli ultimi anni sono stati sacrificati alla logica di uno scontro senza quartiere tra i poli opposti. L'Italia di mezzo si propone inoltre di concorrere a ripristinare una democrazia di partito che le attuali forze politiche hanno largamente conculcato".

    La compagine organizzata da Follini sembra dunque calzare a pennello, per dare ancora qualche barlume di speranza alla attonita e frastornata coalizione di centrosinistra, vittima di se stessa e delle ben piazzate trappole preparate da vecchi e consumati frequentatori degli scranni senatoriali, oramai da mezzo secolo a guardia delle beghe politiche italiane per conto terzi, siano essi stranieri in terra italica o residenti oltreoceano. Sarà per questo che la giornata successiva alle dimissioni del governo dell'Unione è stata per Marco Follini densa di incontri e contatti, dalle rituali consultazioni al Quirinale con il capo dello Stato al lungo colloquio telefonico con Romano Prodi, dalla doppia conversazione (sempre telefonica) con Massimo D'Alema alle "chiacchiere" scambiate con Gianfranco Fini.

    A tutti Harry Potter (per la sua straordinaria somiglianza con il personaggio di fantasia famoso in tutto il mondo) concede aperture e disponibilità nel discutere, di programmi come di strategie, di forme e di contenuti, di possibilità e di opportunità, di addii e di arrivederci.

    Così, mentre alla deriva ci va un governo che in meno di trecento giorni aveva fatto più di una intera legislatura di Berlusconi & soci (anche se non sarebbe stato risultato insormontabile per nessuno), le alternative estemporanee sembrano convergere verso un "centro" sempre più ago della bilancia (leggersi le tempestive dichiarazioni mastelliane sui "Dico"), nella più classica delle tradizioni d'Italia. L'Italia di mezzo.

    da Aprileonline

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