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  • 27/02/2007 Prodi: Riformare la legge elettorale ma con un ampio consenso (http://www.canisciolti.info)

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    La riforma del sistema elettorale e' "una assoluta priorita'". La riforma dovra' farsi in "tempi rapidi" ed e' necessario "trovare il piu' ampio consenso" in Parlamento. Insomma, "l'unica pregiudiziale e' che la nuova legge elettorale dovra' essere frutto di una convergenza ampia". Cosi' il presidente del Consiglio, Romano Prodi, nel discorso al Senato per il voto di fiducia.

    Prodi parla della riforma elettorale sin dalle prime battute del suo discorso, spiegando che la crisi che si e' determinata e' si' politica, ma la "prima lezione che dobbiamo trarne e' che questa crisi si colloca all'interno della lunga e incompiuta transizione del sistema istituzionale e politico del Paese. Uno dei nodi principali di questa transizione e' l'attuale legge elettorale".

    Per questo, ha sottolineato Prodi, "ribadiamo il nostro impegno e consideriamo quale nostro dovere quello di operare per una pronta riforma. Una riforma che, pero', scandisce il premier, deve ottenere "il consenso piu' ampio possibile", perche' "non dovranno mai piu' essere decise dalla sola maggioranza". Il premier non indica 'preferenze' per un modello in particolare, perche' questo e' compito del Parlamento, ma ribadisce che la riforma e' "una priorita'" e garantisce che il governo "fara' ogni sforzo per accompagnare il parlamento in una riflessione che dovra' svolgersi in tempi rapidi".

    Il centrodestra boccia il discorso di Prodi al Senato

    Il centrodestra boccia il discorso di Prodi al Senato per chiedere "il rinnovo della fiducia" per il governo. Schifani (Fi) dice: "E' stata una delusione,ha eluso tutti i problemi.Neanche la sua maggioranza lo ha applaudito".

    E' "un discorso di una pochezza sconcertante" per non irritare,nota Fini (An), un solo senatore della maggioranza;così "ha recitato un banale compitino".E' un discorso, osserva D'Onofrio (Udc), "più deludente di quanto potessimo pensare". Calderoli (Lega) auspica che qualcuno "domani faccia mancare i voti a Prodi".

    Prodi al Senato: Nostro dovere fare subito una riforma elettorale

    Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, sta parlando al Senato della Repubblica. Nell'esordio ha affermato che quella che si è aperta è una crisi politica. E' passato poi a parlare di politica estera, argomento su cui il governo era stato battuto. "In Medioriente capire ragioni di tutti", ha affermato.

    Poi ha sottolineato l'importanza della proposta italiana di una conferenza di pace per l'Afghanistan. E le virtù del multilateralismo. Ha anche detto che "è nostro dovere fare prontamente una riforma elettorale" e ha aggiunto che ci sarà continuità con il programma di governo. Qualche contestazione si è levata dai banchi dell'opposizione quando Prodi ha evidenziato i meriti del governo in economia

    Il Governo Prodi prova a ripartire dal Senato

    Oggi pomeriggio alle 17 Romano Prodi interverra' al Senato, il voto sulla fiducia ci sara' mercoledi' sera. La decisione e' stata presa dalla conferenza dei capigruppo al Senato. Il Consiglio dei ministri e' convocato oggi alle 16 a Palazzo Chigi per comunicazioni del presidente. Lo rende noto un comunicato della presidenza del Consiglio.

    Romano Prodi e' al lavoro a Palazzo Chigi per definire il discorso programmatico che leggera' al Senato in apertura del dibattito sulla fiducia al governo.

    Un utile 'pit-stop', come lo ha definito il portavoce del governo Silvio Sircana, per mettere a punto la macchina dell'esecutivo, dopo la sbandata di mercoledi' scorso sul delicato tema della politica estera, e riportarla subito in carreggiata, a pieni giri.

    Il Professore sta definendo in queste ore il testo, che leggera' prima ai senatori e poi ai deputati, mantenendo come cardine i dodici punti di priorita' per i quali ha avuto il via libera degli alleati la scorsa settimana. Sara' un discorso sintetico e mirato ad una veloce 'ripartenza', si sottolinea in ambienti parlamentari dell'Unione, con un possibile corollario sui temi di interesse generale che potrebbero vedere la convergenza di maggioranza ed opposizione come, per esempio, la riforma della legge elettorale o il federalismo fiscale. E cio' non solo con l'obiettivo di aprire il dialogo con alcuni settori dell'opposizione, nel caso specifico con Lega ed Udc, su alcune questioni di interesse nazionale, ma anche per creare un clima piu' disteso dentro e fuori dal Parlamento tra Unione e Cdl.

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