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  • 02/03/2007 Prodi incassa la fiducia anche alla Camera (http://www.canisciolti.info)

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    La Camera ha confermato al governo Prodi la fiducia approvando con 342 sì la risoluzione della maggioranza. I voti contrari sono stati 253, due gli astenuti. Alla proclamazione del voto, cui era presente anche il presidente del Consiglio Romano Prodi c'è stato un applauso dai banchi della maggioranza. I deputati presenti erano 597, 595 i votanti.

    "Una bella votazione, una grande differenza di voti, ma soprattutto la discussione ha mostrato un centrosinistra molto più unito e compatto del centrodestra e ciò fa sì che l'azione di governo sia più forte e continuativa" Questo il primo commento a caldo del premier. "Si può andare avanti con un governo stabile e capace di decidere", ha commentato Prodi. "Credo che questo - ha aggiunto - permetta un'azione di governo incisiva, forte e continuata".

    Ai cronisti che gli chiedono quando saranno convocate le parti sociali a Palazzo Chigi per avviare i tavoli sulla concertazione, Prodi risponde: "presto", nelle prossime settimane.

    Prodi: Per il taglio dell'Ici serve reperire risorse

    "Non abbiamo copiato niente, non abbiamo copiato niente...". Risponde così il premier Romano Prodi ai microfoni di Sky Tg24 all'accusa di aver copiato il programma della Cdl sul taglio dell'Ici alle famiglie più bisognose.

    "Noi - spiega Prodi - abbiamo messo da parte le risorse per sanare il bilancio e speriamo, anzi, conto su qualche beneficio anche per i cittadini dal punto di vista fiscale. Ma in politica la prima cosa è esser seri e avere le risorse per adempiere alle promesse, promettere senza avere i soldi non va bene...". La crisi di governo, osserva il premier, "si è conclusa bene con una maggioranza larghissima alla Camera, più stretta al Senato, ma che non è diversa da stessa maggioranza che ci ha dato la fiducia quando il mio governo ha iniziato".

    Prodi: Verso il risanamento dei conti pubblici e le tasse caleranno

    "Fin dall'inizio "ho riconosciuto che questa crisi era una crisi politica e ho aggiunto, come governo e maggioranza, che era nostro obbligo trarne le conseguenze". Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, inizia con questa puntualizzazione la replica alla Camera sul voto di fiducia al governo. E lo fa per rispondere soprattutto alle "accuse della minoranza di aver voluto galleggiare, durare ad ogni costo. Se avessi fatto questa scelta - ha proseguito - avrei derubricato la crisi ad incidente di percorso dovuta al voto contrario di due senatori su un caso particolare. Invece - ha concluso - con le mie dimissioni ho dato un pieno valore politico alla crisi e con i 12 punti programmatici ho voluto segnare la volontà di una ripresa forte dell'azione governo".

    Ooi il premier puntualizza: la legge elettorale attuale è fonte di instabilità. "Non possiamo negare - ha detto Prodi - che l'instabilità che questa legge elettorale ha dato all'Italia è responsabile della crisi" che attraversa il sistema politico. Ma il premier passa subito a sottolineare i dati positivi sullos tato dell'economia italiana. Correndo il "rischio dell'impopolarità", il governo ha scelto con "consapevoelzza assoluta" di dare al Paese "le medicine giuste" per uscire dalla lunga crisi economica, e "il risultato inatteso è che il risanamento è stato più rapido e più forte" di quanto ci si aspettasse.

    "Sapevo che il governo doveva correre il rischio dell'impopolarità - ha detto Prodi - e che senza le misure prese non ci sarebbe stata un'azione di risanamento. Questa strategia sta dando i frutti che volevamo, e vorrei che ripartissimo da questo fatto - ha detto rivolgendosi ai deputati - da questo impegno di verità del governo, affrontando il rischio dell'impopolarità. Capisco lo sconforto e la fragile esultanza di chi pensa a una politica di breve periodo, ma se la legislatura dura cinque anni è proprio per permettere di prendere le misure e dare le medicine adatte all'inizio, e avere poi i risultati nel corso della legislatura". Il Pil italiano è cresciuto "più nel 2006 che nei quattro anni precedenti", e questo grazie "in particolare all'ultimo quadrimestre", ovvero dopo che avevano dato effetto le prime misure del governo dell'Unione. Lo ha sottolineato il premier Romano Prodi nella replica alla Camera, premettendo di "non voler fare polemica, nè di manipolare nulla: illustro solo i dati oggettivi, che sono confortanti". Il Paese è risanato, sottolinea Prodi, e per questo la pressione fiscale deve diminuire e diminuirà, promette. "Il risanamento è avvenuto, l'indebitamento strutturale è sotto il 3%, pari al 2,4%. Il rapporto deficit-Pil pari a 4,2% contiene alcune voci che erano state indebitamente escluse, ma sono straordinarie. Siamo in marcia per un completo risanamento dei conti pubblici e le tasse caleranno" insiste il premier.

    Sulla politica estera, la causa scatenante della crisi dopo la bocciatura al Senato della relazione del minstro degli Esteri Massimo D'Alema, il premier sottolinea: "Ribadisco le scelte fatte dall'Italia negli ultimi sei decenni, di collocazione tra i maggiori sostenitori delle Nazioni Unite, nel centro di un'Europa politicamente unita, legata agli Usa, fedele alle alleanze stipulate". Una politica estera che costituisce un "patrimonio comune a tutti noi", e che "ha radici nell'articolo 11 della Costituzione". Per il governo, ha sottolineato Prodi, "la pace è fondamento ed obiettivo della politica estera italiana".

    D'Alema: Questo Governo ha il diritto-dovere di governare

    ''E' stato detto 'oportet ut scandala eveniat': era opportuno che alla fine ci fosse un momento della verita'; abbiamo una maggioranza ristretta e lo sapevamo ma anche che questo governo che gli italiani hanno scelto anche se per pochi voti, non ha alternative e ha il diritto-dovere di governare'' .

    Cosi' il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, ha definito la soluzione alla crisi politica del governo che sta maturando in parlamento, parlando dal palco del convegno sul 50* anniversario dei Trattati di Roma. "Una delle cose più strane nel corso di questo momento di difficoltà politica - perché una vera e propria crisi di governo non c'è stata fortunatamente - è che qualcuno possa aver cercato di mettere in crisi da sinistra la politica estera del governo italiano" osserva D'Alema.

    "Al di fuori d'Italia e credo anche in Italia, ovviamente nel mondo della politica, la nostra viene considerata come una politica estera molto esposta in senso progressista" aggiunge il capo della diplomazia. Ovviamente, dice ancora D'Alema, questo ragionamento è valido "se per battaglia di sinistra si intende una battaglia per la pace per il multilateralismo, per la cooperazione nel Mediterraneo".

    "Io credo che da questo punto di vista ci siano fondate ragioni di speranza" assicura il vicepremier, che sceglie, in riferimento ai problemi della maggioranza e alla bocciatura della politica estera in Senato il 21 marzo, una citazione dal Vangelo: "Oportet ut scandala eveniant" afferma D'Alema, è opportuno che gli scandali emergano.

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