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04/03/2007 Il governo e noi (Moni Ovadia, da l'Unità del 3 marzo 2007, visto su http://www.canisciolti.info)

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Le parole degli illuminati sono preziose come le gemme più rare. La nostra è un’epoca mediocre ed è un privilegio raro incontrare uomini eccezionali che praticano e diffondono un magistero spirituale di rilevanza sociale e politica. Alex Zanotelli è una di queste figure straordinarie, un punto di riferimento per tutti gli uomini di pace ossia per coloro che si battono contro le violenze, la fame, la spoliazione del pianeta, le guerre, lo sfruttamento, contro tutte le aggressioni alla dignità dell’uomo e della vita. Alex Zanotelli ha rivolto al popolo della pace nel nostro Paese un appello politico preciso: sosteniamo il governo Prodi. Perché un militante della pace ha sentito l’urgenza di esprimersi a favore dell’esecutivo di centrosinistra?

Non lo ha fatto per sostenerne la politica generale, le liberalizzazioni, i Dico o altre manovre che attengono alla gestione corrente dell’attività di governo. La sua apertura di credito è rivolta alla disponibilità dell’attuale governo in direzione delle grandi questioni da cui dipende il futuro dell’umanità ed in particolare della parte più fragile. Il presidente del consiglio Romano Prodi, seguito da tutta la coalizione, ha dato prova di particolare sensibilità riguardo ai grandi temi di rilevanza etica, impegnandosi in prima linea per ottenere la moratoria della pena di morte e mostrando che l’Italia può essere leader in battaglie per i valori della civiltà.

Il piglio e la determinazione mostrata dal nostro Paese in quella circostanza, la sua posizione indipendente e persino critica nei confronti del potente alleato d’oltre Atlantico potrebbe diventare un paradigma in riferimento ai nodi incandescenti di interesse globale come il clima, l’acqua, la povertà, la salute. Questi non dovrebbero essere argomenti oggetto di strumentalizzazione politica, dovrebbero essere sottratti alle logiche di schieramento ed essere proposti al Paese come temi di interesse generale. La classe politica che sapesse farlo con coraggio e determinazione porterebbe grandi vantaggi all’Italia e ne guadagnerebbe prestigio e credibilità.

Il governo Berlusconi purtroppo ha svolto un’azione con spirito gregario, la sua principale preoccupazione è stata quella di mostrarsi servile nei confronti di Bush, identificandola con gli Stati Uniti tout court, una operazione ideologica che offende i principi più alti della democrazia americana. Oggi il nostro Paese ha la possibilità di rilanciare il proprio ruolo internazionale nel quadro europeo e mondiale se questo governo si farà protagonista delle grandi lotte per la salvaguardia del pianeta e la difesa dei deboli con lungimiranza e senza tentennamenti.

Per imboccare con decisione questa strada, è necessario operare un’inversione di tendenza nel linguaggio della comunicazione di massa. Il centrodestra negli ultimi anni, in ossequio al proprio padrone, ha imposto il linguaggio mercantile come lessico politico. La Nazione è diventata un’azienda, il presidente del Consiglio un imprenditore, gli italiani consumatori, utenti, fruitori e ogni risorsa del pianeta una merce o un servizio. Questa terminologia troppo spesso mutuata anche da esponenti del centrosinistra, non è innocua, crea rappresentazioni del mondo come entità esclusivamente economica.

Il nome che diamo alle cose e ai pensieri influisce in modo decisivo sulla nostra relazione con l’ambiente, i nostri simili e la società nel suo insieme. Noi siamo prima di tutto esseri umani e in quanto tali godiamo di uno statuto universale di dignità ed inviolabilità, siamo cittadini e dunque titolari di diritti civili, politici, sociali ed economici. L’Universo, il pianeta, la natura, gli elementi, gli animali sono anch’essi dotati di universalità, sacralità e dunque di diritti. L’aria, l’acqua, l’ambiente, il sottosuolo sono prima di tutto e soprattutto beni universali e ne siamo responsabili di fronte al futuro.

Moni Ovadia
da l'Unità del 3 marzo 2007

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