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29/03/2007 Berlusconi fa il pompiere con gli alleati: Non rompere con l'Udc

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La consapevolezza e' quella di chi sa che qualcuno gli ha lanciato una sfida sulla leadership nel centrodestra, di chi vuole "buttarmi dalla torre", ma per ora Silvio Berlusconi con i suoi mostra sicurezza per dimostrare di non aver affatto accusato il colpo. "Io vado avanti per la mia strada, se vorra' sara' lui d'ora in poi a venire da noi, certamente non riuscira' ad impensierirmi", ha spiegato a chi lo e' andato a trovare a Palazzo Grazioli (tra gli altri il presidente dei Circoli della Liberta', Michela Brambilla).

La rabbia per il comportamento del leader centrista non e' ancora stata smaltita, ma l'ex premier ha messo a punto una strategia in modo da non 'concedere' giustificazioni ad ulteriori strappi. Ed e' per questo che, secondo quanto riferisce uno dei partecipanti al vertice di Palazzo Grazioli, e' stato proprio l'ex presidente del Consiglio a 'frenare' i suoi alleati. "Con Casini non possiamo rompere ora, ci sono le amministrative, certo non lo rincorreremo piu', ma non facciamo il suo stesso gioco".

Da qui l'invito a moderare i toni e a non 'rinfocolare' la polemica. La decisione di riunire i deputati della Cdl costituisce "una prova di forza" per mettere nell'angolo i centristi che, come ha osservato Fini in un colloquio con Rotondi, avevano "messo la freccia gia' tanto tempo fa". In realta', piu' di Fini ("Cerchiamo di spiegare la nostra posizione, non facciamo che Casini appaia un eroe o il garante della sicurezza dei nostri soldati", ha detto il leader di An ad alcuni parlamentari azzurri alla Camera) e' la Lega a premere per "buttare a mare" l'Udc. "Senza potere non sanno dove andare", e' l'osservazione che viene fatta risalire direttamente a Bossi.

La Cdl comunque serra i ranghi e prepara le prossime mosse. A partire dalla legge elettorale: Roberto Calderoli salira' lunedi' al Colle per 'consegnare' al presidente della Repubblica Napolitano i contenuti dell'intesa nella Cdl, sulla base dello schema D'Alimonte, che deve ancora passare al vaglio dei costituzionalisti. Del resto ancora oggi Silvio Berlusconi ha fornito garanzie all'alleato leghista di non mirare all'arma del referendum ed ha invitato Fini a fare altrettanto. "Vedremo se Casini intende veramente far cadere Prodi", e' il ragionamento emerso nell'incontro di via del Plebiscito.

29/03/2007 Berlusconi sancisce la fine dalla Cdl: L'Udc non è più con noi

"Prendiamo atto che questa forza politica per il momento non consente di considerarla schierata al nostro fianco". Lo ha detto Silvio Berlusconi, parlando dell'Udc, durante la riunione dei parlamentari del centrodestra. Berlusconi ha sottolineato che fino ad ora non si erano tenute riunioni del genere per evitare "di marcare l'assenza dell'Udc", ma che dopo il voto del Senato sull'Afghanistan questa consuetudine riprenderà.

"Decidendo di astenerci sul decreto sull'Aghanistan abbiamo interpretato il sentire dei nostri elettori - ha spiegato Berlusconi - ora i nostri soldati - ha continuato - grazie a questo decreto, sono in una situazione di maggiore rischio".

"Lo strappo di Pier Ferdinando Casini ci ha fatto male, e ci ha danneggiato come immagine davanti ai nostri elettori", ha anche detto il Cavaliere.

Il capo di Fi è poi tornato a stigmatizzare "una sinistra che utilizza la menzogna e che considera l'avversario un nemico da eliminare con tutti i mezzi, anche per via giudiziaria". Il Cavaliere ha ricordato di aver "celebrato nei giorni scorsi l'udienza numero 2.223, guinness assoluto nella storia dell'uomo".

Infine, Berlusconi propone per la nuova legge elettorale di "mettere uno sbarramento solido che impedisca quella selva di partiti che fanno male al Parlamento, ma anche alla nostra immagine" e di "trasformare il premio di maggioranza da regionale in nazionale". Parlando ai parlamentari del centrodestra, l'ex premier sollecita "un accordo tra le forze del centrodestra", informando di aver "affidato ieri a uno di noi la stesura" di un testo per una proposta condivisa.

Dal canto suo Gianfranco Fini, leader di An, invita i parlamentari della Cdl, riuniti alla Camera, ad avere un "atteggiamento di chi non teme la concorrenza" dell'Udc. "A me - sottolinea Fini - non piace l'espressione 'due opposizioni', perché la pubblica opinione non capisce questo bizantinismo. Non è vero che c'è una posizione estremista e una moderata, ma solo una opposizione intelligente".

29/03/2007 Berlusconi attacca Casini e l'Udc: Che cosa hanno avuto in cambio?

"Non mi raccapezzo, ancora non capisco perché lo abbiano fatto. Che cosa hanno avuto in cambio? Per ora l'unico risultato che hanno raggiunto è stato quello di spaccare noi. Vuole fare l'opposizione? Ora lo dimostri con i fatti". E' un Silvio Berlusconi particolarmente irritato con Pier Ferdinando Casini quello descritto da alcuni partecipanti all'incontro di oggi a palazzo Grazioli.

Il giorno dopo la votazione in Senato e la definitiva spaccatura con l'Udc , Berlusconi ha voluto riunire intorno allo stesso tavolo Gianfranco Fini e Roberto Calderoli: in poche parole gli alleati più fidati e con loro fare il punto della situazione. "Che senso ha andare oggi al Quirinale per chiedere un altro governo quando ieri, se solo avesse voluto, avremmo potuto mandare a casa Prodi?". Si è domandato il Cavaliere. Interrogativi che hanno trovato assolutamente d'accordo sia Fini che Calderoli. Tanto che il capo di An, qualche ora più tardi, ha risposto piccato al Tg1: "È positivo che oggi Casini dica la verità, cioè che il governo non ha l'autosufficienza e che serve una svolta politica ma è contraddittorio rispetto al suo voto di ieri al Senato che è stato elogiato da tutto il centrosinistra. A tener banco, insomma, un interrogativo irrisolto: cui prodest?

A quanto si apprende toni duri sono stati usati anche dalla Lega descritta "infuriata" con il leader dell'Udc. Tanto che quando Berlusconi ha lanciato l'idea di riunire tutti i 237 parlamentari della Cdl, tra Camera e Senato, il sostegno del Carrocio e ovviamente anche di An, è stato immediato. Vuole fare l'opposizione?, avrebbe aggiunto Berlusconi, e allora lo dimostri ma sappia che da oggi in poi lo dovrà dimostrare giorno dopo giorno. E tanto per cominciare e dimostrare che le opposizioni sono due, niente missione al Quirinale per i capigruppo dela Cdl. Non serve a nulla, hanno concordato i leader della Cdl perché senza nuova legge elettorale Napolitano non concederà mai le elezioni.

E proprio la questione della legge elettorale è stata affrontata 'en passant'. Sia Berlusconi che Fini hanno voluto non forzare sulla questione del referendum per non irritare il Carroccio (Fini e Berlusconi vedranno Bossi nei prossimi giorni, ndr). Da qui, tuttavia il passo alle prossime amministrative è stato breve. Nonostante la spaccatura del Senato il Cavaliere non vuole rompere con l'Udc perché altrimenti la sconfitta sarebbe più probabile. Sul fronte della città, l'Aquila e Frosinone sono state assegnate all'Udc mentre resta ancora in altro mare la scelta principale, quella sulla città di Verona.

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