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  • 25/08/2007 Letizia Moratti guida il 'partito delle donne' alla conquista del Palazzo (http://www.canisciolti.info)

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    ''L'Italia e' un grande paese maturo per tutto'', anche per avere una donna presidente del Consiglio. La pensa cosi' il sindaco di Milano, Letizia Moratti, che gia' al Meeting di Rimini non aveva escluso l'eventualita' di una sua candidatura. ''Non faccio programmi, non ne ho mai fatti nella mia vita'', aveva risposto ai cronisti che gli chiedevano se, dopo Palazzo Marino, volesse puntare anche a Palazzo Chigi.

    L'ipotesi della Moratti alla guida della Cdl torna a far parlare del ruolo delle donne in politica, ma gia' nei giorni scorsi il dibattito legato al Pdl e soprattutto al futuro ruolo di Michela Vittoria Brambilla aveva riaperto la vecchia questione del 'potere al femminile'. L'ex ministro delle Pari opportunita', Stefania Prestigiacomo, dalle pagine di Repubblica, ha difeso la collega Brambilla: ''Non e' un burattino, deve certo dimostrare le sue capacita' politiche, ma questo vale per ciascuno di noi. Non e' che qualcuno si meriti una cosa perche' e' una bella donna o perche' si esprime bene in televisione - ha detto Prestigiacomo - E respingo questo modo profondamente maschilista che non valuta la capacita' delle donne in politica ma solo la predilezione del capo''.

    Di donne in politica si parla anche nello schieramento opposto, alle prese con la nascita del Partito democratico, dove tra i principali candidati alla leadership c'e' Rosy Bindi. Nel messaggio con cui ha annunciato la decisione di partecipare alla sfida per la guida del Pd, Bindi ha scritto che la sua candidatura ''vuole anche incoraggiare il protagonismo femminile, la voglia di assumere, in tante, nuove e maggiori responsabilita' anche in politica''. Per Bindi, il Partito democratico deve riconoscere ''il momento delle donne'', e investire su di loro ''per una nuova qualita' della democrazia''. Ma e' davvero arrivato il momento delle donne anche in Italia?

    A sentire il parere di Mercedes Bresso, si direbbe di no. Per il presidente della Regione Piemonte la candidatura di Bindi e' ''un fatto positivo, ma difficilmente sara' eletta''. Soprattutto pero', Bresso critica l'esclusione delle donne dalla leadership regionale. ''Non ci sara' una donna tra i venti segretari regionali del nuovo Partito democratico. E' una situazione disastrosa'', ha detto a Repubblica. Le fa eco l'assessore all'Istruzione della Regione Lazio, Silvia Costa. Bresso ''ha ragione nel lanciare un allarme sull'assenza delle donne nei quadri dirigenti del Pd''. E Costa propone di rispolverare i vecchi meccanismi di incompatibilita' tra cariche nazionali, locali e di partito, ''regole venute un po' meno nei nostri partiti'', nota l'assessore.

    ''Le donne in politica possono dare un contributo fondamentale e la loro assenza e' un problema di rappresentanza. E' ora che il nostro Paese faccia un passo in avanti in tal senso'', ha dichiarato l'assessore alla Scuola della Provincia di Roma, Daniela Monteforte.

    Un passo avanti piuttosto lungo, visto che, a parte rare eccezioni, le donne e la politica finora non sono andate molto d'accordo, almeno in Italia. Alla Camera ne siedono solo 109 contro 521 uomini, numeri che fanno piazzare l'Italia al 18* posto tra i 27 Paesi dell'Ue, al 66* posto nella classifica mondiale. In totale, tra Camera e Senato, le donne rappresentano una percentuale del 16,1%. E le cose non vanno certo meglio a livello regionale. Solo 2 le Governatrici, un totale pari al 12,2% di donne nelle istituzioni regionali. Nelle Province, i presidenti donna sono solamente 8 su 106, mentre i sindaci donna non arrivano neanche al 10% del totale. A quando una Angela o una Segolene?.

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