TuttoTrading.it

13/10/2007 Fini porta la destra in piazza. Fini: alla manifestazione temi che uniscono il centrodestra, non manca molto al ritorno della destra al governo (http://www.canisciolti.info)

Ricerca personalizzata

13/10/2007 Fini porta la destra in piazza e ignora Storace e Berlusconi

Ha guardato le centinaia di migliaia che aveva davanti e, forse per timore di danneggiare 'la festa della destra fra le più riuscite della storia repubblicana', ha deciso che non una parola sarebbe stata spesa per rovinarla. Non un accenno a Francesco Storace, nonostante la bufera che ha travolto il leader della Destra dopo gli insulti a Napolitano, né una parola su Silvio Berlusconi e la leadership della Cdl, nessuna traccia delle posizioni critiche di Casini o della competition che An rivendica di aver lanciato nel centrodestra. Solo Prodi, le sue politiche su tasse e sicurezza, la voglia forte di "tornare presto a governare l'Italia" e l'obiettivo preciso di fissare le parole d'ordine della "destra".

Aveva almeno trecentomila, forse cinquecentomila militanti in piazza. Fini li ha salutati come "il popolo delle libertà" e si è fatto portavoce della loro domanda: "Ci chiedono, chiedono a noi, a Forza Italia, alla Lega e all'Udc di raddoppiare gli sforzi e di essere uniti per cacciare il Governo Prodi". Una cinquantina di minuti di intervento, l'apertura studiata per accendere gli animi: "Per noi la politica è ancora passione, fede, impegno, volontà di stare fra la gente, è un atto d'amore per la nostra Patria: questa è la destra italiana". La chiusura in crescendo, per giurare impegno massimo in vista della cacciata di Prodi.

In mezzo, però, Fini ha scelto la strada dei contenuti, ha elencato lungamente le parole d'ordine tradizionali, "Patria, sicurezza, legalità, contrasto all'immigrazione clandestina e alle droghe, fisco giusto, solidarietà e ordine". E ha richiamato l'unità del partito, con alle spalle recenti scissioni ma pronto oggi a dimostrare "che non è tempo di personalismi o frazionismi".

La destra dovrà essere "il motore della coalizione" perché "non manca molto tempo per tornare a governare", ha assicurato l'ex vicepremier. Ma ai militanti che dal primo pomeriggio scandiscono ossessivamente 'lo vuole la gente, Fini presidente', il leader di An non promette nè accenna ad alcuna sfida per la leadership, convinto che questo è il momento dei contenuti, dell'identità, della lotta comune per mandare via Prodi.

Forse convinto che l'attacco di Storace al Colle non sia che un'abile mossa per oscurare almeno in parte l'evento di An, non una parola dedica all'ex compagno di partito, nonostante l'insistenza dei cronisti. Parole dure le riserva invece per Walter Veltroni, obiettivo prediletto del presidente di An nelle ultime settimane. La città della manifestazione è Roma, "la nostra città", e lui si scaglia contro "l'attuale sindaco", che "diventerà domani segretario del Pd, ma non può rappresentare un modello: il 'modello Veltroni' è una delle più efficienti operazioni d'immagine degli ultimi anni. Bisogna svelare l'inganno di un presunto 'modello Roma' che non esiste".

Alla fine saluta "soddisfatto e commosso", canta l'inno d'Italia circondato dal suo stato maggiore, occupato nel frattempo a risolvere per i cronisti il 'giallo' di giornata, quello di Michela Brambilla. Lungo tutto il corteo giornalisti e fotografi l'hanno cercata, hanno chiesto di lei ai militanti dei Circoli delle libertà, hanno provato senza esito a rintracciarla telefonicamente. Niente, tutti tentativi vani, cellulari che squillavano a vuoto e tanta curiosità inappagata. Alla fine prova a fare luce Ignazio La Russa: "Nessun giallo - assicura - Michela l'ho sentita alle tre di questo pomeriggio e mi ha detto che era lungo il percorso insieme ad alcuni dei suoi Circoli. Mi ha poi detto che non voleva essere protagonista, non voleva fare la prima donna, mi ha confermato che non sarebbe salita sul palco e che forse non ci saremmo riusciti a vedere a fine corteo".

13/10/2007 Fini: Non manca molto al ritorno della destra al governo

Gianfranco Fini, che dopo 11 anni ha riportato la destra in piazza sotto il solo simbolo di An, ha colto il grido dela gente e l’ha trasformato nel proprio: «Non manca molto – ha detto – al ritorno della destra al governo». Unità nella Cdl «per cacciare Prodi», ma anche unità nel partito. Fini richiama all’ordine i propri «generali» per evitare tendenze centripete, dopo le tensioni con Alessandra Mussolini e la rumorosa fuoriuscita di Francesco Storace: «Il partito ha dimostrato unità», perché si è capito che «non è tempo di personalismi o frazionismi, ma di unità e di azione».

E poi una riflessione sul ruolo politico di An: «In una fase storica in cui tanti pensano che la politica sia una cosa sporca, una casta che rappresenta una palla al piede, dobbiamo avvertire l'orgoglio di rappresentare un'alternativa. Noi rappresentiamo un'altra strada. Noi non siamo sul banco degli imputati, è di altri la responsabilità» dell'antipolitica che si è diffusa nella società.

13/10/2007 Prodi: Quella di An era una manifestazione prevalentemente di insulti. Finiti gli insulti sono andati a casa

'Era una manifestazione prevalentemente di insulti. Finiti gli insulti sono andati a casa'.
Prodi commenta cosi' la manifestazione di An.'L'unica cosa certa - afferma Zingaretti (Ds) - e' che tutte quelle persone sono state ingannate: come puo' organizzare un corteo con lo slogan meno tasse un partito che e' il principale responsabile del mutuo che i cittadini romani e del Lazio dovranno pagare per i prossimi 30 anni, pari a 300 milioni di euro l'anno per coprire il buco della sanita'?'.

http://www.canisciolti.info

  • Archivio Partito Democratico
  • Ricerca personalizzata