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24/01/2008 Prodi ha presentato le dimissioni a Napolitano

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Fassino: Se c'è una forza politica che sostenuto lealmente il governo è il Partito democratico

"Se c'è una forza politica che ha lavorato sostenendo lealmente il Governo è quella che oggi è il Pd e prima erano i Ds e la Margherita". Lo ha affermato Piero Fassino contestando chi indica nel Partito democratico una causa della caduta del Governo Prodi. "I fattori di fibrillazione sono venuti da molte forze politiche ma mai dal Partito democratico", ha detto Fassino ospite di Porta a porta.

Berlusconi: La Casa e' aperta a tutti, anche a Mastella

"La Casa e' aperta a tutti, chiunque puo' entrare se condivide i nostri valori". Cosi' Silvio Berlusconi commenta l'ipotesi che Clemente Mastella faccia un nuovo "salto" dall'altra parte, dove ha gia' militato in passato. Silvio Berlusconi sostiene che il centrodestra si presentera' "unito" alle elezioni perche' "in passato ci sono stati personalismi" ma "il blocco liberale e' aperto a chiunque ne condivida l'impianto".

Fassino: In caso di elezioni Veltroni sarebbe il logico candidato della coalizione di centrosinistra

Se dovessero esserci elezioni anticipate Walter Veltroni sarebbe il logico candidato della coalizione di centrosinistra. A dirlo Piero Fassino durante la trasmissione 'Porta a porta'. ''A me pare logico - ha detto l'esponente del Pd - lo decidera', lo decideremo nelle sedi opportune. Ma abbiamo eletto Veltroni come segretario di un partito che ha la vocazione di essere la piu' grande forza del centrosinistra e secondo le regole normali e' logico che sia lui il candidato alla premiersh

Fassino: Difficile che con questa legge che il Pd vada da solo alle elezioni

"Una scelta come andare da soli o no alle elezioni non è indipendente dalla legge elettorale": lo sostiene Piero Fassino. Ospite di Porta a porta, l'ex leader dei Ds sottolinea che "mantenere questa legge elettorale rende più difficile la scelta coraggiosa del Partito democratico, perché le regole di questa legge lo rendono più rischioso che andare insieme col caravanserraglio".

Berlusconi smentisce di aver festeggiato la caduta di Prodi

"Io non ho festeggiato, ho solo fatto i complimenti e le congratulazioni ai miei senatori". Lo precisa il presidente di Fi, Silvio Berlusconi, arrivando alla proiezione di un film sulla vita di Craxi in programma in un cinema romano. "Io credo che non ci sia molto da festeggiare ma mi sono limitato a fare le congratulazioni ai miei senatori e deputati", ha aggiunto.

Fassino: Vogliamo votare a giugno con una legge elettorale che dia stabilità

"Vogliamo votare a giugno, così avremo la concreta possibilità di avere una legge elettorale che dia stabilità al prossimo Governo". Lo ha detto l'esponente del PD, Piero Fassino, ospite questa sera a 'Porta a Porta'

Finocchiaro: Nessun dissapore tra Veltroni e Prodi

''E' ovvio che ci sono discussioni che discussioni si sono fatte, ma Walter Veltroni in tutte le discussioni con il presidente del Consiglio, Romano Prodi, tanto in sedi pubbliche che private si e' sempre espresso nella piena adesione a quello che il presidente avrebbe scelto''. Anna Finocchiaro vuole ''tagliare le ali ai retroscena ed ai gossip'' e non rifiuta di dare la sua parola di chiarezza circa le voci relative ai dissapori tra il segretario Pd, Walter Veltroni ed il premier Prodi.

Anche in quest'ultima decisione di Prodi di presentarsi comunque in Aula al Senato, nonostante fosse chiaro l'esito del voto:''E' stata una scelta che il presidente Prodi ha spiegato in Aula - ha ribadito - e che noi abbiamo appoggiato fino in fondo''. ''E' ovvio che il Partito democratico e' ingombrante, fa paura certamente innesca una spinta maggioritaria nel sistema che e' molto fastidiosa, anche pericolosa e suscita i timori nelle forze minori della coalizione - aggiunge ancora Finocchiaro -. Credo di poter dire invece che il Pd e' nato per rafforzare la stabilita' e la riduzione della frammentazione, rafforzare la capacita' di uscire dalla crisi della decisione politica, che vediamo essere uno dei mali della democrazia italiana''.

Prodi ha presentato le dimissioni a Napolitano

Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha presentato le dimissioni al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che si è riservato di accettarle. Le consultazioni del presidente della Repubblica avranno inizio domani pomeriggio con i presidenti di Camera e Senato.

Il comunicato del Quirinale:
"Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto questa sera, al Palazzo del Quirinale, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Onorevole Professor Romano Prodi, il quale, dopo aver riferito sull'esito negativo del voto sulla fiducia espresso oggi dal Senato della Repubblica, ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto. Il Capo dello Stato ha invitato il Governo dimissionario a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti. Le consultazioni avranno inizio nel pomeriggio di domani, venerdi' 25, con i Presidenti delle due Camere. Il calendario degli incontri sara' reso noto al piu' presto".

Berlusconi chiude le porte a Veltroni: Non ci sono piu' margini di dialogo

"Non ci sono piu' margini di dialogo con Veltroni. C'e' una legge elettorale vigente che e' una buona legge e dalla quale, in un mese, si potrebbe togliere l'anomalia del premio di maggioranza regionale portandolo ad essere premio di maggioranza nazionale". Lo ha detto Silvio Berlusconi, collegato telefonicamente con 'Porta a Porta'.

Veltroni convoca i vertici del Partito Democratico

Il segretario del Partito Democratico Walter Veltroni, dopo un giro di telefonate con i dirigenti del partito, ha convocato per la mattinata di domani una riunione per valutare la situazione politica dopo la caduta del governo. La riunione si terra' nella sede del partito, il loft di Piazza Anastasia.

Pecoraro Scanio: Dai centristi arriva il tradimento del mandato elettore ed uno schiaffo in pieno volto agli elettori

"Dai centristi arriva il tradimento del mandato elettore ed uno schiaffo in pieno volto agli elettori. Prodi ha smascherato i trasformisti ed il dibattito di oggi ha dimostrato ancora una volta che non è possibile alcun accordo con questa destra". Lo afferma in una nota il presidente dei Verdi e ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. "L'arcobaleno sia unito nel respingere i tentativi della destra. Si devono verificare, se esistono ancora, i margini per recuperare la coalizione di centrosinistra, che ad oggi è l'unica a poter avere la maggioranza parlamentare".

Veltroni frena sul voto anticipato

'Ora occorre evitare elezioni anticipate che precipiterebbero il paese in una situazione di crisi drammatica', dice Walter Veltroni. Il leader del Pd dice di affidarsi ora alla saggezza del Capo dello Stato e aggiunge che la decisione di Prodi di portare in Parlamento la crisi aperta dall'Udeur ha permesso al Paese di 'vedere chi e' stato coerente con il voto degli elettori'. Anche per il capogruppo Pd al Senato Finocchiaro sarebbe 'un grave danno tornare a votare con questa legge'.

Andare adesso alle urne significherebbe gettare il Paese in una crisi, senza gli esiti di stabilità sperati, mentre è il momento di assumersi delle responsabilità e decidere se si vuole contribuire alla scrittura di una nuova legge elettorale e di un nuovo assetto istituzionale. In una nota scritta concordata con il premier Romano Prodi, il segretario del Pd, Walter Veltroni, commenta dal loft di Sant'Anastasia la notizia della caduta del Governo Prodi al Senato, appellandosi alla responsabilità delle forze politiche: "Ora occorre evitare le elezioni anticipate che precipiterebbero il Paese in una situazione di crisi drammatica - avverte Veltroni - e non garantirebbero quella stabilità e quella innovazione di cui l'Italia ha bisogno. C'è una preoccupante situazione finanziaria e all'orizzonte vari fattori di crisi internazionale".

Per Veltroni, "è il tempo della responsabilità. Ognuno - è il monito del leader del Pd - deve decidere se la prospettiva che vuole fornire agli italiani è quella dell'instabilità o quella di contribuire a una nuova legge elettorale, che dia governabilità, con un nuovo assetto istituzionale".

La caduta del Governo Prodi fa il giro del mondo

La bocciatura di Romano Prodi in Senato ha fatto imemdiatamente il giro del mondo, corredata dal racconto dettagliato della rissa tra i senatori del'Udeur. Dalla Bbc ad al-Jazira, i piu' importanti network e quotidiani internazionali hanno annunciato la sconfitta del premier con "breaking-news". Di seguito, alcuni passaggi.

TIMES: "I senatori non hanno ascoltato gli appelli di Prodi che chiedeva sostegno per poter completare le sue 'urgenti riforme'. Prodi si e' sottoposto al voto nonostante le alte probabilita' di sconfitta".

EL PAIS: "Il Senato forza le dimissioni di Prodi: dopo una tumultuosa seduta, ricca di insulti e grida, il premier ha perso il voto di fiducia"

BBC: "Ancora oggi l'Italia resta una delle nazioni peggio governate dell'Europa".

GUARDIAN: "Il governo di Romano Prodi collassa, aprendo la strada a un nuovo tentativo al governo di Silvio Berlusconi. Il risultato e' arrivato al termine di un tumultuoso dibattito durante il quale un senatore e' stato assalito e portato via in barella. Un altro e' andato in Senato le grucce, portato a Roma in ambulanza per il cruciale voto. Il Paese affronta adesso un periodo di paralisi, sia se sara' formata una nuova coalizione sia se si andra' al voto".

Dini: Era facile prevedere che il governo non avesse i numeri al Senato

''Era purtroppo facile prevedere come il governo non disponesse, in modo eclatante, dei numeri necessari per superare lo scoglio della fiducia al Senato''. Lo dichiarano i senatori liberaldemocratici, Lamberto Dini e Giuseppe Scalera, che auspicano ora un governo per varare le riforme istituzionali.

''Si e' assistito - proseguono i senatori Ld - ad un'inutile prova muscolare che doveva essere evitata. Ora, non si facciano altri errori. Si lavori, da subito, responsabilmente, per aprire una fase nuova che non faccia precipitare il Paese verso le elezioni, seguendo il percorso di un Governo istituzionale che affronti rapidamente poche, fondamentali riforme, tra le quali appare fondamentale quella della legge elettorale indispensabile per garantire governi stabili ed efficaci''

Maroni: Subito al voto con questa legge elettorale

''E' improbabile pensare che in due mesi si faccia una nuova legge elettorale. Chi propone un governo tecnico o istituzionale vuole solo rinviare il voto di un anno. Pertanto io dico di andare a votare con questa legge elettorale''. Lo ha detto al Tg2 il capogruppo dei deputati della Lega Nord, Roberto Maroni, dopo il no del Senato alla fiducia al governo Pro

Prodi ha perso la sfida del Senato ed ora e' crisi di governo

Romano Prodi ha perso la sfida del Senato ed ora e' crisi di governo. Il voto contrario di Mastella e di un altro senatore dell'Udeur, quello di Dini e l'astensione del collega Scalera (ma Cusumano e D'Amico hanno votato a favore del governo), il voto contrario a sorpresa di Fisichella, l'assenza di Pallaro, hanno fatto la differenza. Una crisi che si annuncia di difficile soluzione perche' la scelta del premier di andare al voto di fiducia ha complicato oltremodo la situazione. Il centrodestra, infatti, con l'eccezione dell'Udc (disponibile ad un governo istituzionale), ottenuta la caduta di Prodi, non avvenuta per una 'spallata' ma per 'implosione' della maggioranza, punta direttamente al voto in primavera.

In particolare, in questi giorni, Silvio Berlusconi si e' detto piu' volte convinto che anche con questa legge elettorale il centrodestra - che si e' ricompattato dopo i venti di crisi del governo - vincera' le elezioni a mani basse e quindi sara' in grado di garantire la governabilita' dell'Italia in un momento in cui i venti della recessione cominciano a soffiare impetuosi. I partiti della ex Cdl non potranno acconsentire ad un nuovo governo Prodi, e difficilmente ad un esecutivo di transizione, sia pure con il solo compito di varare una nuova legge elettorale (anche perche' le ipotesi di riforma sono le piu' variegate e di difficile composizione). Potrebbe restare invece in piedi l'ipotesi di un governo che garantisca l'effettuazione dei referendum elettorali.

Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che ora dovra' cercare di trovare una soluzione alla crisi apertasi inopinatamente, si trova quindi nella condizione di tentare di dare vita ad un nuovo governo che tenga conto della realta'. E la realta' e' che Prodi, avendo testardamente (o coerentemente, come ha rivendicato) ignorato gli inviti del Quirinale e del Pd a dimettersi prima del voto di fiducia del Senato, ha reso complicato qualsiasi percorso diverso dalle elezioni anticipate. Napolitano, esperite le consultazioni di prassi che potrebbero iniziare gia' domani, dovra' quindi decidere il da farsi. L'alternativa e' tra sciogliere le Camere (in questo caso potrebbe affidare all'attuale governo la gestione delle elezioni), ma non lo potrebbe fare prima di aver esperito ogni tentativo per dar vita ad un nuovo esecutivo che vari, come primo compito, una nuova legge elettorale e, se possibile, le necessarie riforme costituzionali.

E il capo dello Stato dovra' tener conto di tre elementi emersi nel dibattito al Senato: 1) la sinistra dell'Unione ha espresso piena solidarieta' a Prodi invitandolo ad andare avanti; 2) che la stessa sinistra ha duramente attaccato il Pd ed il suo leader Walter Veltroni che sarebbero stati la causa di questa crisi; 3) Mastella a nome dell'Udeur ha annunciato ''una stagione politica diversa'' e che il suo partito non si riconosce piu' nell'Unione. In queste condizioni, impossibile una riedizione del governo dell'Unione, magari un 'Prodi ter' piu' snello e leggero nella sua composizione, perche' non avrebbe i numeri (anche se il premier ha dimostrato, con il voto di ieri, di avere ancora una maggioranza alla Camera) e' possibile che Napolitano scelga la via di un 'mandato esplorativo' ad una figura istituzionale, ovvero ad uno dei due presidenti delle Camere, per accertare se sia ancora possibile dare vita ad un governo 'politico'.

Se questa strada si mostrera' impraticabile, il Quirinale potrebbe vedere se un esecutivo 'tecnico', magari presieduto da una figura al di sopra delle parti come Mario Draghi, governatore della Banca d'Italia (istituzione che gia' in passato ha dato premier come Dini e Ciampi), possa avere miglior fortuna e garantire al Paese un periodo di decantazione dai veleni tossici di questo inizio di legislatura e portare in porto, fino agli inizi del prossimo anno, non solo una politica economica in grado di affrontare questa fase di recessione, ma anche una legge elettorale bipartisan che garantisca nel prossimo Parlamento una maggioranza certa ed un governo solido. Giorni difficili, quindi, per Napolitano chiamato a risolvere un 'puzzle' complicatissimo. E che Prodi, ripetendo le mosse del 1998, ha reso ancora piu' difficile da comporre.

Fini: E' una grande gioia e ora subito elezioni

"Una grande gioia, ora subito elezioni". Gianfranco Fini brinda in piazza a Roma la caduta del governo Prodi. A largo Goldoni, dove An ha organizzato un maxi schermo per seguire in diretta l'esisto del voto di fiducia al senato, il leader di An, dopo l'annuncio del presidente Marini, ha brindato insieme ai vertici del partito mentre volano corianadoli,sventolano bandiere e si alzano i cori, Fini commenta: "Ora si va dritti dritti a votare. E' una grande gioia". Poco prima, conversando con i cronisti, Fini aveva osservato: "Ero convinto che si dimettesse. Ho sentito le dichariazioni di voto di tutta la sinistra che sparavano a zero soprattutto su Veltroni e sul Pd".

Berlusconi: Dopo la mancata fiducia a Prodi ora bisogna andare al voto

'Ora bisogna andare al voto', dice Berlusconi dopo la crisi di governo determinata dalla mancata fiducia a Prodi in Senato. 'Diremo cosa intendiamo fare al governo nei primi cento giorni, vogliamo avere una grande maggioranza a Camera e Senato capace di trasformare in legge i provvedimenti' aggiunge Berlusconi precisando che e' accaduto quello che aveva previsto: 'nessuna spallata ma una implosione prodotta dalle tante contraddizioni, a cominciare da quella sulla giustizia'.

Berlusconi festeggia con i suoi la sfiducia a Prodi

Alla notizia della sfiducia votata poco fa dal Senato al governo Prodi, il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha invitato deputati e senatori a Palazzo Grazioli per festeggiare la notizia.

Al Senato finisce la corsa del Governo Prodi

Il presidente del Consiglio, Prodi, si recherà stasera al Quirinale per rimettere il mandato nelle mani del capo dello Stato, Napolitano. Negata la fiducia al governo Prodi dal Senato: i no sono stati 161, i si' 156. Astenuto Scalera, assenti Andreotti, Pininfarina e Pallaro. Si apre ufficialmente la crisi di governo.

Il Governo Prodi battuto al Senato sul voto di fiducia

L'Aula del Senato ha negato la fiducia al governo Prodi. I no sono stati 161, i sì 156e un astenuto (l'astensione al Senato vale come voto contrario). I senatori Andreotti, Pallaro e Pininfarina non hanno partecipato alla votazione.

Il Senato non approva la fiducia al governo Prodi

Il Senato ha negato la fiducia al governo Prodi. Cinque i sì al governo dai senatori a vita. Hanno votato a favore della fiducia Ciampi, Colombo, Cossiga, Levi Montalcini e Scalfaro.

L'Aula del Senato ha negato la fiducia al governo Prodi. I no sono stati 161, i sì 156e un astenuto (l'astensione al Senato vale come voto contrario). I senatori Andreotti, Pallaro e Pininfarina non hanno partecipato alla votazione.

Prodi attende a Palazzo Chigi l'esito del voto al Senato

Il Presidente del Consiglio, Romano Prodi ha lasciato Palazzo Madama, dove e' in corso la chiama nominale dei senatori per il voto, ed e' tornato a Palazzo Chigi dove seguira' l'esito della fiducia. Qualora il governo non dovesse riceverla, Prodi salira' stasera stessa al Quirinale.

Cusumano ha già 'salvato' un governo, quello di berlusconi nel '94

Il senatore Nuccio Cusumano, l'esponente dell'Udeur che ha annunciato il suo voto di fiducia al governo Prodi, il 18 maggio del '94 consentì all'allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di ottenere la fiducia. Insieme ad altri tre senatori del Ppi (Cecchi Gori, Zanotelli e Grillo, quest'ultimo poi passato con Forza Italia), Cusumano lasciò l'aula di Palazzo Madama, contravvenendo alle indicazioni del partito e consentendo di abbassare il quorum. I quattro senatori "ribelli" furono poi sospesi dal partito.

Prodi pronto per un Prodi bis

Romano Prodi è pronto a "migliorare" l'azione di Governo, anche "rivedendo la struttura e la medesima composizione". Il Premier lo ha detto nel suo intervento a Palazzo Madama.

"Tutte le istituzioni dello Stato devono ora impegnarsi innanzitutto a stabilire prassi costituzionali e modi di funzionamento dell'esecutivo e del legislativo più coerenti con l'esigenze dell'oggi e, ne sono convinto, più corrispondenti alla volontà dei padri costituenti". Lo dice il premier Romano Prodi, nel suo intervento in Senato.

Il premier ha ricordato i tempi della prima Repubblica, contrassegnata dalla "assenza di alternanza", quando "i governi erano scelti non dai cittadini ma da strutture di partito sottratte al controllo del voto popolare, e la composizione dei governi era stabilita dalle segreterie dei partiti. Oggi quelle prassi sono residui del passato", che tuttavia "impediscono al sistema politico di operare in modo efficace al servizio dei cittadini".

Romano Prodi chiede un voto "esplcito e motivato", chiedendo a chi gli farà mancare la fiducia di indicare quale alternativa al suo governo ha in mente. "Chiedo un voto esplicito e motivato a ciascuno di voi - dice nell'Aula del Senato - Nessuno può sottrarsi nel momento in cui si adopera per fare cadere il governo al dovere di indicare nella sede stessa da cui il governo trae la sua legittimazione, quale altro governo, quale altra maggioranza, quale altro programma intende istituire al posto di quello che in conseguenza di una scelta fatta dagli elettori è legittimamente in carica".

Barbato, capogruppo dell'Udeur si scaglia contro Cusumano: Pagliaccio, venduto, pezzo di merda

"Scelgo per il paese, scelgo per la fiducia a Romano Prodi" ha detto Nuccio Cusumano chiudendo il suo intervento al Senato: Il clamore sucitato in Aula ha costretto Marini a sospendere la seduta. Al grido di "pezzo di merda" il senatore Tommaso Barbato, capogruppo dell'Udeur a palazzo Madama, è corso in aula mentre dal video fuori dall'aula stava ascoltando la dichiarazione di voto di Nuccio Cusumano

Al termine del suo discorso nell'aula del Senato il senatore dell'Udeur Nuccio Cusumano si è sentito male. Il malore è arrivato dopo che il capogruppo del Campanile Barbato è entrato in Aula e andandogli incontro gli ha urlato in faccia "Pagliaccio, venduto". I commessi sono intervenuti per allontanare Barbato dall'Aula.

In aula intanto era scoppiato l'inferno con insulti - "cesso", "troia" e "frocio" - indirizzati a Cusumano. Il senatore è stato soccorso da colleghi e commessi, mentre il presidente Marini ha sospeso la seduta per cinque minuti. Cusumano, dopo essersi messo a piangere, si è sdraiato tra i banchi circondato dai colleghi, in attesa dell'arrivo del medico.

Non si è limitato all'improperio in Transatlantico, ma una volta entrato in aula Tommaso Barbato si è diretto verso il banco del collega di partito dell'Udeur, Nuccio Cusumano, e gli ha "sputato in faccia, cercando anche di colpirlo", facendogli con le mani il segno della pistola. Cusumano, sentitosi aggredito, "è svenuto" e quindi il presidente Marini ha sospeso la seduta dell'aula per alcuni minuti. A riferire ai giornalisti quanto accaduto nell'emiciclo è il senatore Sergio De Gregorio, leader del Movimento degli italiani all'estero.

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  • Video Gennaio 2008. Governo Prodi caduto

  • Lo spettacolo del senato italiano. Sputi, strilli, minacce, insulti, champagne, festeggiamenti vergognosi. Questi sono quelli che ci governano. Che vergogna!

  • Video Caduta Governo Prodi gennaio 2008

  • Cusumano inseguito, Cusumano insultato,Cusumano colto da malore, Prima gli insulti, gli sputi, l' inseguimento, le offese al senatore Cusumano, spumante e mortadella mangiata con le mani, il tutto in diretta tv...

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