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  • 26/01/2008 Lo diceva Neruda (Marco Travaglio - da L'Unità del 26 gennaio 2008, http://www.canisciolti.info)

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    È impossibile che quel che accade in Italia sia frutto del caso. Dev'esserci da qualche parte uno sceneggiatore burlone, dotato di un sense of humour soprannaturale, che si diverte un mondo alle nostre spalle. Vuole vedere fin dove riusciamo a precipitare e saggiare le nostre capacità di digestione. Che comunque tendono all'infinito. Ieri, con la solita pigrizia mentale che porta la stampa a ripetere le parole dei politici senza pensarci su, molti giornali definivano Nuccio Cusumano «il traditore» per dar l'idea della sua dissociazione dall'Udeur. In realtà Cusumano, una volta tanto, è rimasto fermo là dove era stato eletto: cioè nell'Unione.

    È l'Udeur che s'è dissociata da Cusumano, dall'Unione e dai suoi elettori. Eppure gli sputi e gli insulti li ha presi lui, mentre gli applausi li han presi Dini, Mastella, Turigliatto, Fisichella, e Barbato lo sputatore: quelli che han preso i voti a sinistra e li han portati a destra. Applausi, si capisce, da chi tuona da 13 anni contro il presunto «ribaltone» del '94, quando Bossi revocò la fiducia a Berlusconi (non per l'arresto dei suoi cari, ma per la riforma delle pensioni: fra l'altro, scritta da Lamberto Dini). Ora,un paese che considera infedele chi resta fedele è un paese pronto a tutto.

    Persino a pensare che Andreotti - quello che negava di conoscere i cugini Salvo - dica la verità quando promette il sì a Prodi: era già accaduto il 24 febbraio 2007, quando annunciò il sì e poi votò no, e Prodi cadde per la prima volta; l'altroieri ha annunciato il sì, poi non s'è nemmeno presentato e Prodi è caduto per la seconda volta, l'ultima. Giustamente Furio Colombo, rara vis di senatore con problemi di digestione, si domanda a chi parlasse Dini quando usava il «noi» visto che la sua band, formata da tre persone (lui compreso) ha votato in tre modi diversi (un sì, un no, un assentato). Forse si riferiva alla sua signora e alle sue bancarotte. O magari all'allegra brigata che s'è ritrovata con lui più tardi al cinema Embassy per la proiezione del documentario di Stefania Craxi sul padre latitante («lo statista discusso da alcuni» l'ha definito ieri il Tg1, come se le condanne fossero discussioni).

    Oltre a Berlusconi, Forlani, Previti e De Lorenzo, erano presenti alcuni incensurati, come Boniver, Assunta Almirante, Pisanu, Scajola, Gasparri, La Russa, Gianni Letta e, purtroppo, Ciampi e Marini. L'ottimo Mastella, intanto, declamava una poesia attribuendola a Neruda, il poeta che aveva sentito citare una volta da Renzo Arbore («Lo diceva Neruda che di giorno si suda»): purtroppo però la lirica è di tale Martha Medeiros, brasiliana, evidentemente popolarissima a Ceppaloni. Sempre a proposito di Mastella, il «complotto a orologeria» da lui evocato assume contorni vieppiù avvincenti: il 15 gennaio, nel suo ultimo giorno intero da Guardasigilli, lo statista sannita ha nominato i suoi 5 rappresentanti nel comitato direttivo della Scuola della Magistratura, che naturalmente avrà sede a Benevento.

    Tra questi, c'è l'avvocato suo e della sua signora, Titta Madia, ovviamente consulente del ministero; e c'è pure un pm di S. Maria Capua Vetere che però, diversamente dagli altri, è buono perché non indaga su Mastella e ha denunciato il procuratore Mariano Maffei, che com'è noto è la mente della congiura. Ricapitolando: il 15 gennaio pomeriggio Mastella piazza i suoi uomini alla Scuola della Magistratura; il 15 sera prepara il discorso sulle dimissioni che leggerà alla Camera l'indomani, mentre il consuocero Carlo Camilleri si sente male all'improvviso e si ricovera in ospedale; il 16 mattina esce la notizia che la sua signora, il consuocero e mezza Udeur stanno per essere arrestati; la Sandra inscena il pianto greco per la vergognosa «fuga di notizie», mentre il consuocero non può essere arrestato perché ricoverato; poi, verso le 11, Clemente annuncia le dimissioni fra le standing ovation di destra e sinistra, sdegnate per la «fuga di notizie».

    Chissà chi ha dato la notizia a Mastella e famiglia con un giorno d'anticipo e chi l'ha passata alle agenzie di stampa prima del pianto greco. Forse Neruda?

    Marco Travaglio - da L'Unità del 26 gennaio 2008

    http://www.unita.it

    http://www.canisciolti.info

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  • Lo spettacolo del senato italiano. Sputi, strilli, minacce, insulti, champagne, festeggiamenti vergognosi. Questi sono quelli che ci governano. Che vergogna!

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