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  • 11/03/2008 L'affaire Ciarrapico: Bufera nera sul Pdl (Vittorio Strampelli,  aprileonline, http://www.canisciolti.info)

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    Parafrasando l'osservazione espressa al riguardo da Silvana Mura dell'Idv, la toppa è stata peggiore del buco. Il maldestro tentativo compiuto da Silvio Berlusconi di gettare acqua sul fuoco divampato con la candidatura di Giuseppe Ciarrapico, accesosi in seguito alle dichiarazioni (non del tutto smentite) della new entry del Pdl sulle sue radici orgogliosamente fasciste, non ha fatto altro che rendere ancora più bollente la polemica, che ora arde sia dentro, sia fuori dal Popolo delle Libertà.

    Prima il Cavaliere assesta un nuovo colpo alla credibilità di Gianfranco Fini, che intanto campeggia sui manifesti elettorali di mezza Italia rassicurando: "Sicuri. C'è Alleanza", e che solo 24 ore prima aveva detto di non sapere nulla dell'ultimo coupe de theatre di Berlusconi. "Anche An sapeva della candidatura di Ciarrapico, ed era d'accordo". Poi tenta di minimizzare e di smorzare i toni: "E' un signore di un mondo che sprizza la simpatia di un Fabrizi, credete che una dichiarazione subito smentita sia così importante?". Solo il giorno prima, infatti, Ciarrapico, in un'intervista ad Antonello Caporale di Repubblica, dichiarava di non aver mai rinnegato la sua fede mussoliniana, salvo poi chiarire di essere stato travisato.

    Ma intanto la bagarre impazza, con Umberto Bossi che chiede all'ex presidente della A.S. Roma di "fare un passo indietro se non vuole danneggiare la coalizione", Ignazio La Russa che precisa che è "improprio" dire che An era d'accordo con la candidatura (abbiamo "espresso a Berlusconi le nostre forti perplessità" e "rimesso la questione al leader della coalizione", prendendo "atto della sua decisione"), e gli avversari tutti - da La Destra di Storace alla Sinistra Arcobaleno di Bertinotti, passando per il Partito Democratico - che in questo scontro intestino ci inzuppano il pane.

    Il Cavaliere tenta allora di giustificare la sua decisione, con motivazioni che, come ha detto Walter Veltroni, sono quasi peggiori della candidatura stessa. Giuseppe Ciarrapico non si tocca: "Ci serve", dice infatti Berlusconi. La candidatura al Senato del "Re delle acque minerali" è necessaria alla vittoria del Pdl: siamo in campagna elettorale, in guerra. "Si deve vincere". In guerra, come in amore, tutto è lecito. "L'editore Ciarrapico ha giornali importanti a noi non ostili ed è assolutamente importante che questi giornali continuino ad esserlo visto che tutti i grandi giornali stanno dall'altra parte", dichiara il proprietario di Mediaset e principale editore italiano nel settore libri e periodici, azionista di maggioranza di Mondadori, Einaudi e altre case minori ma di tutto rispetto.

    Come al solito, chi è senza peccato, scagli la prima pietra: a Piero Fassino, che subito ha definito le parole di Ciarrapico "una sconcertante e spudorata apologia del fascismo che toglie ogni alibi e conferma che il Pdl altro non è che un partito di destra, con inquietanti pulsioni reazionarie", e a Dario Franceschini, numero due del Pd, che nota lo "spostamento a destra irreversibile e inarrestabile da parte del Pdl", rispondono in coro da destra, ricordando, da Alemanno alla Mussolini, a Storace, di quando Ciarrapico incensava il coordinatore democratico Goffredo Bettini definendolo "di intelligenza straordinaria". In effetti, Ciarrapico partecipò a un dibattito organizzato dal Pd al Teatro Eliseo a Roma, nel marzo dell'anno scorso. Ed effettivamente definì l'allora senatore Ds "uno straordinario cervello, un politico fine, colto e arguto". Prove di beatificazione? "In Italia di gente così ce n'è poca" aggiunse Ciarrapico in quell'occasione. "Bettini è un uomo di intelligenza straordinaria, se il Pd nascerà e troverà spazio molto dovremo a lui". Dovremo? "Dovranno, le mie scelte ideologiche restano un punto fermo".

    Intanto, le liste si chiudono e la candidatura rimane: Ciarrapico sarà il numero 11 nella circoscrizione Lazio al Senato. "Se c'è qualcuno a nostro favore - afferma ancora il Cavaliere - credo sia una cosa assolutamente logica cercare di continuare ad averli a favore". Al di là dell'influenza mediatica - il "Ciarra", già editore del Secolo d'Italia, storico quotidiano dell'Msi, è sempre stato molto presente con i giornali locali: Ciociaria Oggi, Latina Oggi e Oggi Nuovo Molise - la decisione di candidare l'imprenditore è stata dettata da una necessità molto pratica: quella di erodere voti a Daniela Santanchè e Francesco Storace, vera e propria spina nel fianco (destro) di Berlusconi. Proporre un "uomo forte" deve essere sembrata al Cavaliere la scelta migliore: resta da vedere se la regola di buon senso che alla fine ha lasciato a piedi Clemente Mastella ("toglie più voti di quanti ne porta") non si rivelerà valida anche per Ciarrapico. Una cosa, al momento, appare certa, come evidenzia Roberto Calderoli: "che la presenza di Ciarrapico nella lista del Pdl porterà ad un sacco di voti, ma li porterà alla Lega".

  • V2-day, 25 aprile, per un'informazione libera:

    Vittorio Strampelli- aprileonline

    http://www.canisciolti.info

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